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Vynil Sellout – Maggio 2016

Anche maggio è pronto ad offrirvi la dose mensile di Vynil Sellout, l’angolo del web dove recuperare il meglio che offre il mondo della muscia.

La formula prevede che tre brani svelino i loro retroscena ed i loro segreti prima di essere ascoltati, così da poterli conoscere prima dell’ascolto.

Curiosi di scoprire la tripletta di questo mese? Andiamo a scoprirla!

Vynil Sellout Alicia Keys Nek Cosmo

 

 

1-  In Common – Alicia Keys
La cantante è pronta per il suo diciottesimo anno di carriera con questo singolo, il primo dopo quattro anni di assenza dalle scene. Dopo r’n’b, hip hop, soul e pop, la voce di “New York” si sposa perfettamente con i ritmi calzanti del pop moderno dalle sfumature elettroniche.
Alicia Keys, nella serata di ieri, è stata la prima cantante ad aver cantato nello spettacolo di apertura della finale di Champions League. E se aggiungiamo anche la sua prossima partecipazione a The Voice come giudice, possiamo capire come il suo nome sia nuovamente tornato alla ribalta.

2- Uno di questi giorni – Nek
Rimanendo sulla scia del pop moderno, dalle venature sempre più electro, dobbiamo fare un salto anche in Italia. C’è chi ha preso il cambiamento come un’evoluzione naturale (vedi Jovanotti, ancora più presente con “E Non Hai Visto Ancora Niente“) e chi sta provando ad addentrarsi in quest’area (vedi Laura Pausini e la sua nuova “Innamorata“).
Filippo Neviani, in arte Nek, già lo scorso anno a Sanremo ha mostrato di avere un certo feeling con i ritmi da tastiera. Con il nuovo singolo, in scia alla sua partecipazione ad Amici come coach, ribadisce come il nuovo genere si sposa bene con il suo modo di cantare e di scrivere, semplice ma coinvolgente.

3- L’Ultima Festa – Cosmo
Concludiamo questa tripletta con un brano che completa la transizione che stiamo osservando della musica pop. La commistione odierna di genere pop ed elettronico parte certamente dallo spopolare della musica dance ed house, ma ha inevitabilmente appreso il know-how dalla musica indie. In questo genere l’utilizzo della strumentazione elettronica è ordinario tanto quanto vasto ed ha di fatto gettato le basi per fondere al meglio gli strumenti classici del pop a quelli elettronici.
Tutto questo per introdurre Cosmo, al secolo Marco Jacopo Bianchi, prima membro dei Drink to me e dal 2012 preso dalla carriera da solista. Nel disco omonimo presenta “L’Ultima Festa“, brano quasi ipnotico per quanto il testo sia molto intenso e non scontato.

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Delirium

Ellie Goulding riesce a sorprendere sempre per quanto innalzi sempre di un livello, lavoro dopo lavoro, il suo status di cantante pop.

Ellie Goulding

Pop nello stretto significato del termine: popolare nel modo in cui le sue canzoni si rendono apprezzabili ad un pubblico sempre più vasto, pur mantenendo uno stile unico e facilmente identificabile.
In “Halcyon”, il disco precedente pubblicato nel 2012, la cantante britannica era passata ad uno stile molto intimo, quasi aulico, nell’interpretare i brani e nell’usare arrangiamenti altrettanto intensi. Con “Delirium” Ellie si abbandona alle note electro pop della scena musicale di questi ultimi anni, non senza aggiungere il proprio tocco: ritmiche calzanti e melodie ricercate che hanno caratterizzato i suoi primi lavori, quelli con cui poi si è presentata al pubblico.

Ellie Goulding Cover DeliriumVentuno brani sembrano molti al giorno d’oggi per un album di inediti, anche se tra di loro ad ammorbidire ci sono i singoli di lancio “Love Me Like You Do” (inserito nella colonna sonora di “50 sfumature di grigio”) e “On My Mind”. Il passaggio dal precedente stile sonoro a questo è piuttosto alleggerito perchè supportato dalla “Intro”, che concretizza la transizione e proietta sulla prima canzone del disco “Aftertaste”.
Le tematiche bene o male sono sempre le stesse: amore, amicizia, ribellione, sensazioni, emozioni che combinate con il ritorno al vecchio stile musicale dà la sensazione di un ritorno al passato in piena regola. Così non è, perché lo stesso stile, così come la voce, ormai hanno acquisito una maturità innegabile ed apprezzabile. Una crescita che era palpabile già dai primissimi brani pubblicati e che ora è realtà.

Tra le canzoni presenti, quelle che segnalo sono:
-“Don’t Need Nobody”, per il ritmo calzante ma compassato ed un ritornello che si stampa nella mente;
-“Devotion”, per come sintetizza al meglio la fusione tra la vecchia e la nuova Goulding, un electro pop basato su un giro di chitarra classica;
– “I Do What I Love”, per l’audacia di creare una canzone dai connotati diversi dal classico pop: è divertente sentire come si riesca a creare una canzone orecchiabile prendendo spunto ad uno stile indianeggiante.

Consigliato, consigliatissimo, superconsigliatissimo “Delirium”. L’ultimo disco di Ellie Goulding ha tutto e, cosa più importante, può essere ascoltato ovunque: in casa, in macchina, in viaggio suona sempre perfetto per accompagnare qualsiasi momento.
Pure, come nel mio caso, in un turno di lavoro.

Vynil Sellout – Giugno 2015

Sapete ormai cosa significa l’ultima domenica del mese, giusto? E’ tempo di Vynil Sellout!

Tre canzoni scelte nel corso del mese, per farvi conoscere non solo qualche brano interessante, ma anche qualche informazione in più sulle canzoni stesse e sugli autori. Un piccolo approfondimento su una delle cose che ci circonda quotidianamente e rende migliori le giornate.

Curiosi di scoprire la tripletta di questo mese? Andiamo a scoprirla!

Vinili, scritte con linee di troppo... Tutto molto hipster!

Vinili, svendite, scritte con linee di troppo… Tutto molto hipster!

1- Can’t Feel My Face – The Weeknd
Canadese, classe ’90 e con già 8 anni di musica, produzioni e collaborazioni di livello: la carriera di Abel Tesfaye, vero nome di The Weeknd, parla da sola. Nel 2010 inizia il suo rapporto con i grandi nomi, collaborando ad un brano con Drake, e da lì prende il via la sua carriera di interprete e produttore.
Qui in Italia l’abbiamo conosciuto da poco, e la sua scoperta la dobbiamo al film “50 sfumature di grigio“, per il quale ha realizzato due brani tra cui la affascinante “Earned It“. Adesso invece ci si presenta con un pezzo proprio dal sapore estivo e con una carica hip hop che trascina.

2- Never Sleep Alone – Kaskade
Lo abbiamo detto già da tempo, che in questo movimento musicale i dj e producerc si stanno ritagliando sempre più spazio. Ecco allora qualcuno che da molti anni è sul mercato, ma che non ha mai avuto tanto successo come in questi tempi.
Kaskade, nome d’arte di Ryan Raddon, è americano e del 1971, ma è nel 2001 che inizia la sua attività, firmando prima con la OM Records e poi con la Ultra Records. Da qui un flusso musicale a corrente alternata, dove a periodi di pausa sopperisce con periodi di grande attività (per due volte pubblica tre album in un anno, nel 2006 e nel 2010). Gli va dato il merito di essere sempre riuscito a seguire il flusso della musica elettronica, fino a giungere ai giorni nostri ritagliandosi il suo spazio. Questo brano è un’ottima dimostrazione di come la musica elettronica si sia sempre più impossessata delle dinamiche di quella pop, diventandone di fatto il nuovo filone.

3- Runaway (U & I) – Galantis (Kaskade Remix)
Rimaniamo collegati a Kaskade, andando a scegliere il remix di un brano realizzato da Galantis. Questo è il nome per il progetto musicale scelto dai due svedesi Christian “Bloodshy” Karlsson (membro degli Miike Snow) e Linus Eklöw, conosciuto da solista come Style of Eye.
I due entrano in contatto nel 2007 per realizzare un remix di “Animal” brano della band del primo, ma è nel 2012 che cominciano a fare sul serio. Costruendosi uno studio musicale su un’isola del Mar Baltico, i due cominciano a lavorare a dei loro brani, pubblicando i primi nel 2013 e raggiungendo il successo internazionale l’anno successivo, proprio con questo pezzo. I Galantis hanno pubblicato anche un album “Pharmacy” che contiene queste sonorità fortemente elettroniche ma che seguono un’armonia ricercata.
Se cercate un motivo per amarli, sappiate che i loro dischi hanno come immagine di copertina un gattino. Ha la faccia da medusa, ma è pur sempre un gattino!

Vynil Sellout – Novembre 2014

Terza uscita per il Vynil Sellout!

Continua la selezione di tre brani scovati dal sottoscritto nei vari ascolti su YouTube oppure per radio. Soprattutto in radio per quanto riguarda novembre, dato che avendo iniziato un lavoro a tempo pieno è quello il principale mezzo di sostentamento musicale.

Andiamo alla scoperta della tripletta di questo mese!

Vinili, scritte con linee di troppo... Tutto molto hipster!

Vinili, svendite, scritte con linee di troppo… Tutto molto hipster!

1. Losing – Becky Hill
Se parliamo di musica pop, questo è un PEZZONE. Elude agilmente gran parte della robaccia che i nomi importanti fanno uscire e si fissa nella mente di chi ascolta il pezzo. Niente giri inutili, niente vocalizzazioni che lasciano il tempo che trovano: solo un pezzo semplice, con una base e una voce pulite che insieme vanno a nozze.
Becky Hill è una cantante inglese del 1994 che si è messa in mostra nella prima edizione di The Voice UK, anno 2012. Uscita fuori alle semifinali, è riuscita in ogni caso ad essere la prima cantante che, uscita dal talent show, ha raggiunto il primo posto nella classifica dei singoli britannici.
Tanta roba lei, tanta roba la canzone.

2. Belief – John Mayer
Come già spiegato nell’introduzione, ho iniziato a lavorare. Usando internet nei momenti liberi a casa, ho scoperto una cosa: la musica di John Mayer è estremamente rilassante. Conosco questo mago della chitarra già da qualche anno, ma è solo recentemente che ho cominciato ad ascoltarlo assiduamente. Come suona lui con le sei corde ce ne sono veramente pochissimi su questo pianeta e le sue canzoni sono un toccasana per chi vuole abbandonarsi alla melodia che mostri sacri del calibro di Jimi Hendrix.
Altra caratteristica del cantautore statunitense: nei concerti mette parecchia improvvisazione, che rendono ancora più speciali i suoi brani. In questo caso vi faccio ascoltare “Belief“, che trasmette un vero e proprio senso di chillout.

3. Sai Zio – Club Dogo
Devo ancora ascoltare tutto l’album “Non siamo più quelli di Mi fist“. Dei singoli per ora usciti, solo “Fragili” l’ho trovato apprezzabile. Devo dire invece che con “Sai Zio” i Club Dogo giocano in casa: al solito tema aggiungono una nota pacifista, sottolineata dal campione di “Overdose (d’amore)” di Zucchero, mentre per il resto sfoderano il loro repertorio di rime da strada che ritroviamo nei loro ultimi successi.
Per il video sorprendentemente, dato il tema trattato, non c’è la solita sfilata di scosciate ed ostentazione di ricchezza. Rassicuriamo i più: un pò di carne al fuoco c’è, ma per lo meno non è fine a se stessa ma contestualizzata e di buon gusto.
Per il resto, il brano è altamente godibile.

Come giochiamo a calcio – Spagna

Dopo un breve e intenso cammino, eccoci alla conclusione di questo ciclo di articoli. O meglio, traduzione di un articolo, trovato sul New York Times, che prima dei Mondiali di Brasile 2014 ha cercato di individuare cosa si nasconde dietro lo stile di gioco di alcune delle nazionali più importanti, analizzandone la storia e la cultura.
Partendo dal Brasile, abbiamo percorso Inghilterra, Italia, Germania e Olanda. Il capolinea è la Spagna.

 

Il portiere del Real Madrid Iker Casillas, in tuffo per un tiro di Xavi del Barcellona durante una partita del campionato spagnolo del 2010. Entrambi giocano per la Spagna nella Coppa del Mondo di quest'anno. (Javier Soriano/AFP/Getty Images)

Il portiere del Real Madrid Iker Casillas, in tuffo per un tiro di Xavi del Barcellona durante una partita del campionato spagnolo del 2010. Entrambi giocano per la Spagna nella Coppa del Mondo di quest’anno. (Javier Soriano/AFP/Getty Images)

 

Finalmente, una squadra nazionale

di Luis Garicano
tradotto da Stefano Acquafredda

Finchè recentemente non ha cominciato a collezionare titoli, la nazionale spagnola era i Chicago Cubs del calcio mondiale: amabili temerari con grande talento, grandi aspettative e nessun trofeo.

La giudizio comune era che ai giocatori spagnoli non importava abbastanza perché la loro lealtà era più per le loro regioni di origine che per il loro paese. La Spagna non poteva vincere, si diceva, perché non c’era alcuna traccia della Spagna nei cuori dei giocatori spagnoli.

Infatti, le identità regionali e le tensioni spesso scendono in campo, con le partite che servono come occasione per riaffermare quelle identità. Nel 2012 la finale di Copa del Rey tra Athletic Bilbao (che schiera solo giocatori nati o cresciuti nella regione basca) e Barcellona (che è strettamente legata alla Catalogna), i tifosi di entrambe le squadre irridettero e fischiarono i due simboli principali della Spagna: il re e l’inno nazionale. Eppure, un mese dopo, ogni club ha fornito giocatori alla nazionale spagnola, che partì per difendere il suo titolo europeo.

La recente corsa al successo della Spagna, alimentata da una straordinaria generazione di giocatori, si colloca in mezzo a una crisi economica sconcertante che ha solo aumentato fervore indipendentista. Il successo è servito come sfida al regionalismo calcistico, ma ha anche un debito per una vicenda umana straordinaria che ha conservato le tensioni regionali dividendo la squadra: l’amicizia tra i leader dei due club più famosi del paese, il portiere del Real Madrid Iker Casillas e il centrocampista del Barcellona Xavi Hernández.

spagna-olanda-2010

I due avevano primeggiato insieme fin dall’infanzia nelle nazionali giovanili e maggiori spagnole, e la loro amicizia ha prevalso nei peggiori momenti della rivalità tra Real Madrid e Barcellona, tra cui il Clásico del 2011 nel quale gli allenatori delle due squadre sono quasi venuti alle mani. Dopo quella partita, Casillas ha telefonato a Xavi per trovare un modo per i giocatori di disinnescare la faida fumante che rischiava di fratturare della squadra spagnola.

Purtroppo, Casillas ha pagato un prezzo pesante; il suo allenatore lo ha tolto dalla formazione titolare per la sua “infedeltà”. Ma un anno dopo, i giocatori della Spagna – i catalani, i baschi e tutti gli altri – si sono riuniti per vincere il loro secondo Campionato Europeo consecutivo.

Un altro elemento chiave nel mantenimento dell’unità di squadra è stato allenatore della Spagna, Vicente del Bosque. Un silenziosamente brillante e modesto uomo baffuto dal volto un pò austero, è conosciuto per la sua compostezza e cortesia a bordo campo e per la sua pacata gestione di una collezione di talento scintillante e potenti ego.

Lo stile di gioco che ha ereditato e incoraggiato permette ai minuti giocatori spagnoli di dominare i loro avversari grandi e forti con uno stile fluido che unisce una pressione implacabile ad una rete di passaggi precisi e ad alto ritmo. La Spagna gioca come se non avesse delle stelle; è il trionfo del collettivo. Ma il successo di giocatori che trascendono le loro identità regionali competitive fornisce anche un modello per gli spagnoli per affrontare queste divisioni nella loro vita quotidiana.

La pace mediata da Xavi e Casillas, insieme al gioco disinteressato gestito dalla mano ferma di del Bosque, suggerisce modi al paese di navigare il regionalismo e le difficoltà economiche che stanno tassando l’identità spagnola e minacciando il suo futuro.

Può questo spirito sopravvivere alle partenze di alcuni dei migliori giocatori della squadra dopo la Coppa del Mondo – tra cui, forse, due amici provenienti da regioni reciprocamente diffidenti della Spagna? Può questo atteggiamento sopravvivere a una sconfitta nella Coppa del Mondo? Lo vedremo in Brasile, soprattutto dopo il disastroso debutto della Spagna nel torneo, una sconfitta per 5-1 con l’Olanda in cui Casillas e gli eroi di una generazione d’oro hanno mostrato poco dello spirito di squadra che ha guidato la Spagna negli ultimi anni.

 

Luis Garicano è professore di economia e strategia presso la London School of Economics e autore di “El Dilema de España“.

 

 

Articoli precedenti:
#1 – Brasile
#2 – Inghilterra
#3 – Italia
#4 – Germania
#5 – Olanda

L’articolo originale potete trovarlo qui.

Top 5 – Sanremo 2014

Ingresso Teatro Ariston Sanremo 2014

Vuoi il timore di scoprire se questa edizione sarebbe stata all’altezza di quella dello scorso anno. Vuoi la mancanza di un cantante di riferimento. Vuoi l’organizzare una nuova campagna di D&D. Vuoi la ritardata asta invernale del fantacalcio. Vuoi che il televisore in camera mia prende i canali da La7 in poi.
Fatto sta che quest’anno ho visto solo l’ultima puntata di Sanremo. Saltando anche i primi 5 cantanti non di proposito. 

Per chi si stesse chiedendo se allora questa classifica sia campata in aria: non temete. Sono andato a risentirmi tutte le canzoni che hanno passato il turno. Quindi eccoci per il terzo anno di fila con la mia personale Top 5 dei brani sentiti a Sanremo edizione 2014. Ma prima, un pò di informazioni utili per chi non ha seguito il Festival e che mi daranno una mano coi motori di ricerca!
Quella conclusasi ieri sera era la 64° edizione del Festival, condotto per il secondo anno di fila da Fabio Fazio e Luciana Litizzetto. Il tipo di conduzione ha seguito abbastanza quella dello scorso anno (per quel poco che ho visto) e anche quest’anno gli ospiti di spessore non sono mancati: gli unici che ho fatto tempo a vedere sono Maurizio Crozza in versione Matteo Renzi, Ligabue e Stromae. A trionfare quest’anno è stata Arisa con “Controvento“, che ha messo dietro nell’ordine Raphael Gualazzi & The Bloody Beetroots e Renzo Rubino.

Ora bando alle ciance: buttiamoci a pesce nella mia Top 5: le migliori canzoni della kermesse musicale, ovviamente dal mio punto di vista.

5°: Renzo Rubino – “Ora”
Il giovane cantautore tarantino, al terzo posto lo scorso anno nella categoria giovani, replica il risultato quest’anno tra i big con una canzone che intreccia un ritmo incalzante ad un cantato  leggero, quasi sussurrato, che gli dona un’intimità notevole. Nell’esibizione dal vivo il brano cattura per l’energia che Rubino mette al pianoforte. (Ascolta QUI)

4°: Riccardo Sinigallia – “Prima di andare via”
A quattordici anni dalla prima partecipazione con i Tiromancino, Sinigallia torna con un pezzo proprio.Testo avvolgente, ritmo cadenzato da una chitarra sognante e l’orchestra ad arricchire lo sfondo: la canzone aveva tutto per puntare al titolo nella kermesse sanremese. Purtroppo il brano era già stato eseguito in pubblico, contravvenendo alle regole del Festival e per questo escluso. (Ascolta QUI)

3°: Perturbazione – “L’unica”
Il gruppo guidato dalla voce di Tommaso Cerasuolo è alla prima partecipazione a Sanremo. La canzone che portano è un rock accattivante e ballabile che, a contrario di come può sembrare dal titolo, racconta di una sequele di conquiste amorose scolpite nella memoria del cantante. Il premio della Sala Stampa è meritato. (Ascolta QUI)

2°: Raphael Gualazzi & The Bloody Beetroots – “Liberi o no”
Dopo il 5° posto della scorsa edizione, il pianista jazz torna all’Ariston in compagnia del mascherato Sir Bob Cornelius Rifo, musicista poliedrico che contribuisce a dare alla musica di Gualazzi quella sferzata di ritmo che il pianoforte da solo non riesce a dare. Il brano finisce secondo sia nella competizione che nella mia classifica, preceduto in tutti e due i casi dalla stessa artista. (Ascolta QUI)

1°: Arisa – “Controvento”
Immagino in molti saranno contro questa scelta, dato che già ho letto in giro molte opinioni contrarie. Ma è innegabile: se al principio può sembrare la classica canzone da Sanremo, a un ulteriore ascolto esce fuori non solo l’eccezionale voce di Arisa, ma anche un accompagnamento musicale leggero e sognante, a metà tra le colonne sonore dei film Disney e le composizioni musicali di anni e anni fa. E poi diciamolo: avrebbe meritato di vincere già nel 2012 con “La notte”.(Ascolta QUI)

2012 in review

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 6.000 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 10 years to get that many views.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Sì, folletti…adesso Babbo Natale ha preso in appalto l’elaborazione delle statistiche di WordPress!
Cavolate a parte, spero per voi sia stato un buon 2012, anche con i miei blog post. E auguro a tutti un buon 2013!
BUON ANNO DAL TARDIS!!!

Halcyon

E’ il titolo dell’ultimo album di Ellie Goulding (di cui ho già parlato in questo post). Il mio modestissimo parere è che questo è l’album dell’anno.

Non so quanti di voi abbiano già sentito una sua canzone precedente, ma chi l’ha fatto sa che Ellie ha una voce straordinaria, con la quale riesce a coprire una vasta gamma di sonorità. E lei sfrutta a dovere questo suo dono, con canzoni che spaziano dal lento e melodico fino anche all’elettronica.
In Halcyon (uscito ieri nel Regno Unito) c’è un campionario di tutto questo, con canzoni che danno lustro alla sua voce, ma anche alle musiche che le accompagnano, segnando un ulteriore passo nella fusione tra strumenti classici ed elettronica musicale. Menzioni d’onore per My Blood, Figure 8 e In The City, tre delle tracce in cui vengono espresso tutto quello appena descritto, e anche a I Need Your Love, nella quale c’è la collaborazione di Calvin Harris, nome noto della musica house contemporanea.
Se qualcuno ci avesse già fatto un pensiero all’acquisto, suggerisco la versione Deluxe: si paga un pò di più, ma le canzoni “extra” sono tra le più belle dell’intera opera.

Come ogni post “musicale”, un suggerimento del lavoro presentato: qui sotto potete ascoltare Explosions, quella che considero la migliore traccia dell’album.

Quello che vi consiglio pure io Vol. 3

Sono quasi un paio di settimane che è fuori “Quello che vi consiglio Vol. 3“, l’ultimo mixtape di Gemitaiz. Il titolo da solo fa intendere che questo è il terzo capitolo nel quale il rapper romano dà sfogo alle sue rime, piene di esperienze di vita.

Il mixtape contiene 16 tracce, con collaborazioni decisamente apprezzabili con MadmanCanesecco, Primo, Nsp, Nayt ed Ensi. In ognuna di queste c’è tutto il genio e il flow di Gemitaiz, accompagnati da delle basi all’altezza del mc. Su YouTube, prima della sua uscita, sono stati pubblicati i video di due delle tracce del mixtape: “Nato Estremo” e “Fuori di testa“.
Se volete ascoltarvi uno dei migliori prodotti del rap italiano del 2012, il mixtape è in free download a questo link. E se le mie parole non sono bastate a convincervi, potete ascoltare qui sotto una delle tracce, ovvero “L’ho scelto“, con il featuring degli Nsp.

Top 5 – Speciale Sanremo

Ci siamo lasciati alle spalle la 62° edizione del Festival di Sanremo, la seconda con la disorganizzata e simpatica conduzione di Gianni Morandi, quest’anno accompagnato dallo scanzonato Rocco Papaleo e dalla affascinante Ivana Mrazova. In questa edizione segnata dalle polemiche sollevate da Adriano Celentano, i Soliti Idioti e Belen Rodriguez, a vincere è stata Emma, arrivata sul gradino alto del podio in compagnia di Arisa e Noemi.
Questa che vi propongo è la mia Top 5: le migliori canzoni della kermesse musicale, ovviamente dal mio punto di vista. In più, per questo articolo ci sarà una sorpresa.

5°: Nina Zilli – “Per Sempre”
La cantante piacentina, alla prima a Sanremo tra i big, porta un brano con le tipiche sonorità anni ’60 a cui ci ha ben abituato. Forse troppo, e i giudici potrebbero aver risentito di questo e non averla mandata tra i primi 6. Si può comunque consolare con la partecipazione a maggio all’Eurovision Song Contest. (Ascolta QUI)

4°: Dolcenera – “Ci vediamo a casa”
Al suo quarto Sanremo, Dolcenera porta una canzone dei suoi, con una buona musica e la sua voce comunque a fare da padrona. Arriva sesta nella classifica finale, ma non viene aiutata dai giornalisti e non riesce a raggiungere le prime tre posizioni. (Ascolta
QUI)

3°: Francesco Renga – “La Tua Bellezza”
Quinta partecipazione per il cantautore bresciano, tra cui la vittoria nel 2005 con “Angelo”. In questa edizione porta una canzone in linea con i suoi temi e le sue sonorità, ma non riesce a raggiungere i primi 6 posti. Ha comunque il vanto di avere la canzone più passata per radio tra le 14 partecipanti. (Ascolta QUI)

2°: Arisa – “La notte”
Bella canzone di Arisa, che alla fine della kermesse musicale si aggiudica il secondo posto. Musica semplice e voce stupenda per una canzone dolce e malinconica. Dopo la sua terza partecipazione al Festival, possiamo dire che la ragazzina di “Sincerità” è  definitivamente maturata. (Ascolta QUI)

1°: Noemi – “Sono solo parole”
Canzone che approda sul podio grazie alla Golden Share, la rossa Noemi la interpreta in modo ineccepibile, soprattutto quando sale il tono. Al suo secondo Sanremo, si piazza ancora tra le primissime posizioni, dimostrando di essere uno dei rari casi in cui un artista uscito da un talent dura più di qualche mese se ha del talento vero. (Ascolta QUI)


Ed ecco la sorpresa: una nuova Top 5! Questa è stata stilata da Federica Palma, esperta di moda, e potete trovare il suo blog a
questo link. Ho invocato il suo aiuto per una speciale classifica, dedicata ai 5 look più sfavillanti visti sfilare sul palco dell’Ariston!

Dopo aver visto i numerosi ospiti al Festival di Sanremo di quest’anno, e dopo esserci rifatti gli occhi con i meravigliosi abiti, portati da donne bellissime, possiamo fare una classifica dei 5 vestiti più belli di questo festival!

Al 5° posto, troviamo la vincitrice del festival: Emma, nel suo abito nero, con mega spacco sul davanti, firmato Costume National.
È molto particolare l’abbinamento del corpetto in pelle fasciante, con la gonna che fa molto “ballo scolastico” e le scarpe (sembrano un po’ ciabatte?).
Il suo è un look un po’ punk, un po’ rock e un po’ femme fatale, è un misto che può piacere o meno, tuttavia su di lei, ci piace!

Al 4° posto, c’è la dolce Noemi, in uno splendido abito blu elettrico firmato Enrico Coveri.
Il blu quest’anno è un colore che va molto, e in contrasto con i capelli rossi sta anche bene.
Gli orecchini sullo stesso tono, sono bellissimi.
Il sandalo rosso, forse non è molto azzeccato, ma senz’altro richiama il colore della folta chioma!
E cosa le si può dire?


Al
3° posto la splendida Nina Zilli, con un lungo abito strech firmato Vivienne Westwood, ancora una volta nei toni del blu.
È un azzardo, per le sue morbide forme, ma le dona tantissimo. Brava!

Al 2° posto la più discussa di tutte, Belen Rodriguez. L’abito di Fausto Pugliesi, era meraviglioso, ma più di questo, ciò che ha fatto parlare molto è stata l’apparente assenza delle mutandine della showgirl argentina. Gli abiti portati da Belen erano favolosi, questo è forse il più spiritoso ed audace.

Al primo posto infine la bellissima Ivana Mrazova, che indossa un favoloso abito di Fausto Sarli. Per la prima uscita la bella ceca ha indossato un abito in velo trasparente, con fodera color carne nella parte superiore, interamente ricoperto da una fantasia floreale nera, cucita a mano, arricchita da strass. Il nude look era davvero elegante e per niente volgare. Ivana ha abbinato all’abito un paio di sandali ricoperti di strass, un collier con perle in oro e ciondolo a forma di luna in diamanti, di Pasquale Bruni, e una pettinatura molto naturale.