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Vynil Sellout – Dicembre 2016

Anche alla conclusione di questo 2016 è il Vynil Sellout a proporvi musica da ascoltare e, perchè no, da ballare durante i vostri veglioni per accogliere l’anno nuovo.

Scopriremo ora tre brani, con le loro storie e le loro curiosità da leggere e da snocciolare qualche minuto dopo il conto alla rovescia a quella ragazza che vi ha colpito alla festa a casa dei tuoi amici. Ma se non dovessero funzionare, date la colpa allo spumante e non a questo blog!

Curiosi di scoprire la tripletta di questo mese? Andiamo a scoprirla!

Vynil Sellout The Last Ship Sting Pick Up The Phone Travis Scott Young Thug True Love Ariana Grande

 

1- The Last Ship – Sting
Ok, questo non è proprio un brano per ballarci l’ultima notte dell’anno: magari se siete amanti dei lenti, ma di certo non è il massimo per una festa. Questo è un brano che il cantautore britannico ha pubblicato nell’album omonimo nel 2013, in cui ha deciso di portare a termine un progetto di musica diversa dal suo solito stile.
Abbandonando per un attimo il rock, Sting ha deciso di scrivere un disco di brani inediti che si rifacessero ad uno stile folkloristico: ad un ascolto completo, sembra infatti di sentire canzoni provenienti direttamente dagli inizi del secolo scorso anche se tutti con una chiara impronta lasciata dall’ex Police.

2- Pick Up The Phone – Young Thug, Travis Scott ft. Quavo
Due delle prossime stelle dell’hip hop americano hanno dato vita ad uno dei brani probabilmente più popolari di questo 2016. Jeffrey Lamar Williams e Jacques Webster, veri nomi di Young Thug e Travis Scott, in questo brano prendono pieno possesso del beat ed uniscono una ritmica accattivante con un flow impeccabile.
La canzone è contenuta nell’album “Birds In The Trap Sing McKnight“, il quarto di Travis Scott che fa così un altro passo verso la vetta della popolarità tra pubblico e critica.

3- True Love – Ariana Grande
Per chiudere in bellezza, una canzone in tema natalizio. Presa da un album a tema natalizio, “Christmas & Chill“, pubblicato da Ariana Grande nel 2015: sei brani che mischiano la favolosa voce della cantante americana di origini italiane e le tipiche sonorità delle canzoni di Natale, non disdegnando elementi moderni.
Questa canzone in particolare sembra quasi un brano r’n’b con campanellini e carillon insieme alla cassa. Il rischio di fare un brutto lavoro erano alti, invece ne esce un brano davvero apprezzabile, con anche un finale a sorpresa.

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Vynil Sellout – Novembre 2015

Di nuovo qui, per il Vynil Sellout di novembre.

La formula rimane invariata: 3 brani, 3 storie, 3 raccolte di dettagli e notizie che riguardano queste canzoni.

Curiosi di scoprire la tripletta di questo mese? Andiamo a scoprirla!

Vynil Sellout Childish Gambino Maître Gims Arctic Monkeys

 

1- L.E.S. – Childish Gambino
Abbiamo già accennato a Chidlish Gambino nel VS di Marzo 2015, dove presentavo uno dei suoi ultimi lavori. In questo caso andiamo invece a recuperare uno dei suoi primi che io ho scoperto solo di recente.
Era il 2011 quando Donald Glover pubblicava il suo primo album registrato in studio e chiamato “Camp“. Il disco ottiene un discreto successo e l’ultimo singolo che viene estratto è “L.E.S.“, acronimo di Lower East Side, uno dei quartieri di Manhattan a New York. Il video ufficiale è stato diretto e filmato dal fotografo Ibra Aka, che ha montato varie riprese fatte durante diverse serate tra locali e giri in taxi all’interno del quartiere citato.
Video nel quale Childish Gambino non compare mai.

2- Est-ce que tu m’aimes? – Maître Gims
E’ quantomeno curioso ed affascinante come, in periodi di criticità, c’è sempre qualcosa al suo interno che stride e contrasta, diventandone però quasi un simbolo di rivalsa.
Probabilmente non ha preso tutto questo carico il brano qui presentato, ma la coincidenza del successo del brano di Maître Gims, rapper e cantante francese convertito all’Islam, con gli attentati avvenuti a Parigi il 13 novembre.
Una canzone che, con il suo successo al di fuori dei confini della Francia, diventa però legata a ciò che è avvenuto. E questo credo sia un bene, perchè è una canzone carica di emozione ma anche piuttosto leggera, adatta quindi a dare un piccolo sollievo per chi è in pena per ciò che è successo poco più di due settimane fa.

3- Do I Wanna Know? – Arctic Monkeys
Tirandomi su gli occhiali con lo scotch da hipster, posso tranquillamente dire che ascoltavo gli Arctic Monkeys prima che fossero mainstream.
Affermazione fallace in due punti: innanzitutto non ho mai avuto occhiali da hipster, poi gli Arctic Monkeys non sono mai stati veramente mainstream. Come gruppo musicale sono tra i primissimi nella lista dell’indie rock, ma non hanno mai veramente sfondato e conquistato l’intero pubblico musicale.
E’ vero però che già li ascoltavo dai primi brani, che come questo non sono mai banali: melodie azzardate, batteria impazzita ed un ritmo che ti cattura dalla prima nota.
Con questo brano, prima traccia dell’album “AM” del 2013, sto ricominciando ad avvicinarmi a loro e lo devo a X Factor. La versione di questa canzone cantata dai Moseek mi è rimasta in testa per 24 ore di fila e mi ha costretto a riabbracciare gli Arctic Monkeys!

Vynil Sellout – Giugno 2015

Sapete ormai cosa significa l’ultima domenica del mese, giusto? E’ tempo di Vynil Sellout!

Tre canzoni scelte nel corso del mese, per farvi conoscere non solo qualche brano interessante, ma anche qualche informazione in più sulle canzoni stesse e sugli autori. Un piccolo approfondimento su una delle cose che ci circonda quotidianamente e rende migliori le giornate.

Curiosi di scoprire la tripletta di questo mese? Andiamo a scoprirla!

Vinili, scritte con linee di troppo... Tutto molto hipster!

Vinili, svendite, scritte con linee di troppo… Tutto molto hipster!

1- Can’t Feel My Face – The Weeknd
Canadese, classe ’90 e con già 8 anni di musica, produzioni e collaborazioni di livello: la carriera di Abel Tesfaye, vero nome di The Weeknd, parla da sola. Nel 2010 inizia il suo rapporto con i grandi nomi, collaborando ad un brano con Drake, e da lì prende il via la sua carriera di interprete e produttore.
Qui in Italia l’abbiamo conosciuto da poco, e la sua scoperta la dobbiamo al film “50 sfumature di grigio“, per il quale ha realizzato due brani tra cui la affascinante “Earned It“. Adesso invece ci si presenta con un pezzo proprio dal sapore estivo e con una carica hip hop che trascina.

2- Never Sleep Alone – Kaskade
Lo abbiamo detto già da tempo, che in questo movimento musicale i dj e producerc si stanno ritagliando sempre più spazio. Ecco allora qualcuno che da molti anni è sul mercato, ma che non ha mai avuto tanto successo come in questi tempi.
Kaskade, nome d’arte di Ryan Raddon, è americano e del 1971, ma è nel 2001 che inizia la sua attività, firmando prima con la OM Records e poi con la Ultra Records. Da qui un flusso musicale a corrente alternata, dove a periodi di pausa sopperisce con periodi di grande attività (per due volte pubblica tre album in un anno, nel 2006 e nel 2010). Gli va dato il merito di essere sempre riuscito a seguire il flusso della musica elettronica, fino a giungere ai giorni nostri ritagliandosi il suo spazio. Questo brano è un’ottima dimostrazione di come la musica elettronica si sia sempre più impossessata delle dinamiche di quella pop, diventandone di fatto il nuovo filone.

3- Runaway (U & I) – Galantis (Kaskade Remix)
Rimaniamo collegati a Kaskade, andando a scegliere il remix di un brano realizzato da Galantis. Questo è il nome per il progetto musicale scelto dai due svedesi Christian “Bloodshy” Karlsson (membro degli Miike Snow) e Linus Eklöw, conosciuto da solista come Style of Eye.
I due entrano in contatto nel 2007 per realizzare un remix di “Animal” brano della band del primo, ma è nel 2012 che cominciano a fare sul serio. Costruendosi uno studio musicale su un’isola del Mar Baltico, i due cominciano a lavorare a dei loro brani, pubblicando i primi nel 2013 e raggiungendo il successo internazionale l’anno successivo, proprio con questo pezzo. I Galantis hanno pubblicato anche un album “Pharmacy” che contiene queste sonorità fortemente elettroniche ma che seguono un’armonia ricercata.
Se cercate un motivo per amarli, sappiate che i loro dischi hanno come immagine di copertina un gattino. Ha la faccia da medusa, ma è pur sempre un gattino!

Vynil Sellout – Marzo 2015

Terzo appuntamento con il Vynil Sellout per questo 2015.

La formula rimane immutata: tre brani scelti da me medesimo da presentare, spulciare e sottolineare per rendere più interessante l’ascolto a chi le approccia per la prima volta o per approfondire a chi già le conosce.

Curiosi di scoprire la tripletta di questo mese? Andiamo a scoprirla!

Vinili, scritte con linee di troppo... Tutto molto hipster!

Vinili, svendite, scritte con linee di troppo… Tutto molto hipster!

1- Mai una gioia – Shade
Fresco di firma con una major, il rapper si monta la testa e comincia a fare canzonette per vendere ai ragazzini.
Molti si sarebbero immaginati una trama di questo genere, ma per fortuna il buon Vito Ventura è ben lontano da fare questa fine. Uscito vincente dall’edizione 2013 di MTV Spit, ha prima affinato il suo rap con qualche pezzo per poi fare l’ottima scelta di unirsi a doppio filo coi Two Fingerz.
Personalmente adoro Danti e Roofio, ma l’approvazione alla scelta va oltre a questo: i loro stili, sia per testi sia per produzioni, sono molto affini e sotto quest’ala protettiva Shade ha occasione di crescere ancora di più. Il potenziale per diventare il numero uno c’è, questa collaborazione e la firma per la Warner Music potrebbero fare il resto. Intanto godiamoci il primo estratto da “Mirabilansia“, il primo album del rapper torinese (qui in free download).

2- L’amore esiste – Francesca Michielin
Onestamente è una cantante che non mi ha mai trasmesso molto. Bella voce, molto giovane, ma niente più. Forse è dipeso dal fatto che ha vinto X-Factor nel 2011, e al tempo era un talent “alla buona”:  i talenti che uscivano non erano realmente supportati per approdare nel grande pubblico. O almeno questa era la mia sensazione dato che di frutti non se ne sono visti molti, soprattutto tra i vincitori.
Detto questo, questo brano mi convince. E’ molto disincantato, con parole semplici ma che lasciano un segno. Qualcuno ha gridato allo scandalo ritenendola troppo simile a “Guerriero” di Marco Mengoni, ma anche se qualcosa hanno da spartire insieme restano due belle canzoni ben distinte.

3- Sober – Childish Gambino
Gli appassionati di serie televisive avranno capito di chi si cela dietro questo bizzarro nome d’arte: Donald Glover, attore noto ai più per il ruolo di Troy Barnes nella sitcom Community, da qualche anno ha messo da parte la carriera davanti alla macchina da presa per dedicarsi a quella in studio di registrazione.
E come rapper e cantante r’n’b se la cava egregiamente! Il fatto di aver intrapreso questo tipo di strada fa sì che le sue canzoni siano frutto del suo genio e di quello di persone a lui affini, dando vita a un prodotto innanzitutto originale e, dal mio punto di vista, molto godibile. La canzone che vi propongo è estratta da “Kauai“, il suo secondo EP le quali vendite Glover ha devoluto per mantenere e preservare l’omonima isola delle Hawaii.

Cover of the Week #7 – “Can’t Hold Us” dei Pentatonix

Eccoci al settimo appuntamento con il CotW!
Per i profani, questo è l’acronimo di Cover of the Week, rubrichetta settimanale nella quale propongo la cover di una canzone.

pentatonix-macklemore

E per questa settimana ho scelto una cover molto particolare. Si tratta infatti di un pezzo fatto a cappella, ovvero dove solo le voci sono protagoniste e zero strumenti. Parlo nello specifico dei Pentatonix, gruppo vocale di Arlington (Texas) formatosi il giorno prima dell’audizione per il talent The Sing-Off, poi vinto dagli stessi. Come suggerisce il nome, i componenti sono cinque: Avi Kaplan (basso), Kirstie Maldonado, Scott Hoying, Mitch Grassi (melodie) e Kevin Olusol (beatbox). Su YouTube trovate medley e altre cover realizzate da loro.
Ma la cover che vi propongo è quella di “Can’t Hold Us“, la hit che ha confermato il successo internazionale di Macklemore. Il rapper è in circolazione dal 1999, ma è balzato agli onori della cronaca nel 2013 con “Thrift Shop“, canzone che ha spopolato nelle radio del mondo intero e l’ha portato ad essere definito “il nuovo Eminem”.

 

La canzone originale potete ascoltarla qui, mentre la cover la trovate qui sotto.

Cover of the Week #5 – “I Knew You Were Trouble” di Jessie J

Eccoci al quinto appuntamento con la Cover of the Week! Ogni domenica viene presentata una nuova cover (che per i profani della musica sarebbe una canzone ricantanta e riarrangiata da un cantante/gruppo diverso da quello che l’ha portata al successo.

Jessie J Taylor Swift

Per il CotW di questa settimana andiamo a trovare due grandi voci femminili degli ultimi anni: Taylor Swift e Jessie J. La prima, che ha conquistato l’America con il suo country pop, “presta” una sua canzone alla cantante britannica che ha iniziato la sua carriera come autrice di testi per dei grandi della musica di oggi come  Justin Timberlake, Alicia Keys e Christina Aguilera e si è affermata qualche anno fa.
La canzone protagonista di questa cover è “I Knew You Were Trouble“, che probabilmente ha consacrato a livello mondiale Taylor Swift, rifatta per BBC Live Lounge nel 2013 da Jessie J.

 

A questo link trovate l’originale, mentre qui in basso potete ascoltare la cover!

 

Napoli, Gamba Osaka, Atletico Nacional e quella voglia di anni ’90

Napoli Gamba Osaka Atletico Nacional Logo Fusion

Chi segue le presentazioni delle maglie da calcio in giro per il mondo, sa che in questo periodo escono le squadre di campionati esotici come quelli asiatici o sudamericani. Sarà la voglia di ripescare dal passato, sarà che probabilmente le idee cominciano a scarseggiare, ma alcune delle maglie che iniziano a circolare ci riportano direttamente alle divise degli anni ’90.
Quelle maglie dalle fantasie impensabili (a volte improponibili), colori sgargianti e effetto traslucido a non finire. Roba che se dovesse finire nelle mani di uno stilista di alta moda inorridirebbe.

Roba che a me piace tanto. Ma tanto tanto tanto.

Facciamo un veloce viaggio intorno al globo per vedere le proposte “back to the ’90s” uscite in questi ultimi giorni.

 

1° tappa – Gamba Osaka, J-League
Gamba Osaka shirt maglia home 2014 J LeagueIl giro inizia dal Giappone, dove pochi giorni fa il Gamba Osaka ha presentato le suo nuove maglie firmate Umbro. Classica maglia a righe verticali neroblu per l’ultima squadra nipponica ad aver vinto la AFC Champions League e appena tornata nella massima serie dopo un anno in seconda divisione. Presenti elementi in rosso a simboleggiare la rinascita del club con l’obiettivo di puntare di nuovo a grandi traguardi accompagnati dal motto “Rising G“. Ciò che colpisce è soprattutto la trama, che presenta richiami su tutta la maglia al diamante della Umbro. Decisamente anni ’90.
Gamba Osaka shirt maglia away goalkeeper portiere 2014 J LeaguePer la divisa da trasferta il richiamo si fa ancora più intenso: c’è ancora la trama con il simbolo dello sponsor tecnico su campo bianco, in aggiunta sul lato sinistro prende la colorazione nera e blu, creando un motivo diagonale che si sviluppa verticalmente. Il resto della maglia accoglie dettagli in blu e nero, con il diamante Umbro in rosso. Lo stesso motivo è utilizzato per le tre maglie del portiere (rossa, nera e gialla).
Inter maglia away trasferta 1991 1992Ai più attenti, o semplicemente agli appassionati, queste due maglie possono richiamare alla mente quando il marchio britannico vestiva più di un decennio fa l’Inter. In particolare la maglia away della stagione 1991-92, quando i nerazzurri sfoggiavano una maglia bianca con trama lucida del diamante Umbro alternato al nome della squadra e nella parte alta presentava dei triangoli neri e blu che partivano dalla manica destra e finivano sulla spalla sinistra. Quella era soltanto la prima di moltissime maglie che inondarono i campi della Serie A di fantasie colorate (e spesso non apprezzate).

 

2° tappa – Atlético Nacional de Medellín, Categoría Primera A
Atlético Nacional de Medellín Categoría Primera A Colombia maglia shirt home away casa trasferta 2014Atterriamo in Colombia per vedere le maglie dell’Atlético Nacional, che nel 2013 hanno vinto tutti i trofei nazionali: Torneo Apertura, Torneo Finalización e la Copa Colombia. I biancoverdi sono sponsorizzati dalla Nike, che per il nuovo torneo di Apertura ha previsto un pattern estremamente anni ’90: le strisce bianche sono composte da piccole forme regolari in diverse gradazioni di bianco, che ricreano un perfetto effetto lucido. L’assenza di un bordomanica a tinta unita amplifica questo salto indietro nel tempo e rende la divisa un ottimo omaggio a quei tempi.
Per le trasferte dei Verdolagas, il baffo americano ha mantenuto lo stesso effetto, rimescolando un pò le carte. Le strisce da verticali diventano orizzontali e il colore principale diventa il viola, alternando strisce a tinta unita a quelle coi rettangoli, stavolta in diverse tonalità di viola.
La Nike ha motivato la scelta di questo particolare pattern come un richiamo all’architettura della città di Medellín, ricca di edifici in mattonato a vista. Questo, legato al richiamo agli anni passati, mi fa davvero adorare queste maglie e apprezzare il lavoro degli americani. Ora la domanda da porsi è: vedremo questo pattern anche sulle maglie delle squadre europee?

 

3° tappa – Napoli, Serie A
Napoli quarta maglia Xtreme 2014L’ultima tappa è nel Bel Paese, per una maglia che è tutto tranne che bella. Il Napoli ha presentato la quarta maglia: identica alla seconda con la fantasia militare, alla quale vengono aggiunti l’azzurro e il giallo rispettivamente dalla prima e dalla terza maglia. Così, come se qualcuno avesse pensato che ce ne fosse stato davvero il bisogno di rovinare una maglia già brutta di suo.
L’accostamento alle divise anni ’90 viene dall’ardito accostamento dei colori. Vedere verde scuro, azzurro e giallo insieme non è cosa da tutti i giorni, e probabilmente dieci e passa anni fa si sarebbero visti giusto su una maglia da calcio. Magari quelle del portiere, dove osavano decisamente troppo per i gusti di chiunque.
Napoli quarta maglia Xtreme 2014 Jorginho personalizzazioniLe ragioni che hanno portato alla nascita di questa maglia sono due. La prima è che i partenopei con Macron sono in causa con un’azienda che rivendica lo sfruttamento della fantasia camouflage (come se fosse stata un’azienda ad inventare il mimetico…). La seconda è che la prima mimetica ha avuto talmente tanto successo nelle vendite che De Laurentiis e i suoi amiconi bolognesi hanno pensato bene di tirare su qualche altro soldino. Non tenendo tanto da conto che va bene riciclare, ma anche l’occhio vuole la sua parte. Insomma, anche fare una canoa con le bottiglie di plastica usate è un buon modo di riciclare, ma ce n’è davvero bisogno?

 

Finisce il viaggio per vedere le nuove maglie che ci riportano indietro con la memoria a quando in mezzo al campo si ammiravano i numeri di Roberto Baggio, le reti di Marco Van Basten e le giocate di Lothar Matthäus.

A voi piace questo stile? Lo vedreste bene sulle maglie della vostra squadra del cuore?

Top 5 – I migliori dischi del 2013

E siamo alla fine anche di questo anno. Il 2013 è stato pieno di sorprese (come ogni anno del resto, sfido a passare un anno dove non succede nulla!) e dal punto di vista musicale ha regalato moltissimi prodotti di qualità.
C’è modo migliore, se non una bella Top 5, per presentare i migliori dischi di quest’anno? Ovviamente no!
O magari c’è. Ma quando lo presentavano stavo andando a comprare la carta igenica.
Ci stavo coprendo la casa del presentatore.

E’ cosa buona e giusta ripeterlo ogni volta: questa Top 5 è la mia personale! Se avete opinioni diverse potete esprimerle con un commento, ma evitando epiteti gratuiti ed inutili. Anzi vi invito a suggerirmi pubblicazioni di quest’anno che non sono presenti in classifica per sentirle e, perchè no, scriverne qui.
Ma vi dico subito: i Vaiacagar non li ascolto.
Non mi piace la musica folk.

Copertina Clementino Mea Culpa 2013

5°: Clementino – Mea Culpa
Questo album, a mio modo di vedere, è il migliore tra quelli rap nel nostro paese. Sono usciti altri dischi interessanti (Dargen D’Amico, Fabri Fibra, Gemitaiz, Salmo), ma quello della Iena è senza dubbio il migliore. Unisce brani tipicamente hip hop a pezzi con basi morbide, come la hit O’ vient. Stessa hit che lo lancia come nuovo rappresentate della musica partenopea, con quel misto tra italiano e napoletano che lo rende un piezz ‘e core di tutti.
TRACCIA CONSIGLIATA: Fratello (ft. Jovanotti) —> Ascolta QUI

Ellie Goulding Halcyon Days Deluxe Version 20134°: Ellie Goulding – Halcyon Days
In teoria non vale, perchè è un repackaging dell’album del 2012, Halcyon, con qualche canzone in più. Però sono costretto a concedere un permesso straordinario: quelle canzoni in più sono straordinarie!
Devono, perchè meritano, stare dentro questa Top 5. La voce e lo stile della cantante inglese rimangono unici, lei è la sola che può realizzare i brani che fa.
TRACCIA CONSIGLIATA: Tessellate —> Ascolta QUI

Jay Z Magna Carta cover3°: Jay-Z – Magna Carta
Il Signor Beyoncé ha sfornato quello che in gergo viene chiamato “un album della madonna”.
Dentro c’è tutto quello che l’hip hop Made in USA ha da offrire: basi spettacolari, testi e flow da pelle d’oca. Senza parlare delle collaborazioni: Justin Timberlake, Frank Ocean, Rick Ross e non poteva mancare Beyoncé.
Shawn Corey Carter: hai fatto centro.
TRACCIA CONSIGLIATA: Part II (On The Run) (ft. Beyoncé) —> Ascolta QUI

Paramore Paramore 2013 cover cd2°: Paramore – Paramore
Il ritorno che io e milioni di altri fan aspettavamo. Nonostante la partenza di due elementi della band, il gruppo si è rialzato e ha pubblicato un disco che gli dona un’identità indissolubile. Il loro rock si ramifica e abbraccia tutto il mondo musicale. Questa musica E’ i Paramore, e il loro nome usato anche per quello del disco ne è la prova.
E poi c’è la voce di Hayley Williams.
TRACCIA CONSIGLIATA: Part II —> Ascolta QUI

Daft Punk Random Access Memories cd cover1°: Daft Punk – Random Access Memory
Mi spiace, ma non potete dire niente. Se avete sentito solo due canzoni non potete capire l’immensità di questo lavoro discografico. Un album sensazionale, fatto da due mostri della musica, più che elettronica.
Per convincervi, leggete le parole di Giorgio Moroder, apripista negli anni ’70 nell’uso delle nuove tecnologie nella musica e collaboratore in uno dei brani: “Quando sono andato allo studio di registrazione, era tutto pronto e vidi tre microfoni. Mi dissi ‘hanno paura che un microfono non funzioni‘, così chiesi al tecnico: ‘Perchè state usando tre microfoni?‘. Lui disse: ‘Quello sulla sinistra è per i vecchi suoni anni ’60, uno per gli anni ’70 e questo per quelli dei giorni nostri‘. ‘Chi sentirebbe la differenza?‘ e lui disse: ‘Nessuno‘. Così dissi: ‘Perchè Thomas (Bangalter, uno dei due Daft Punk) lo sta facendo?‘. ‘Oh,‘ disse ‘lui sentirebbe la differenza!“.
TRACCIA CONSIGLIATA: Instant Crush (ft. Julian Casablancas) —> Ascolta QUI

 

Come detto in precedenza, attendo i vostri commenti per sapere che ne pensate e quali album si trovano nella vostra personale classifica.
Auguro a tutti un felice anno nuovo, e che ci porti tanta tanta tanta bella musica come nel 2013!

Self Titled Album

L’album omonimo è senza dubbio una dichiarazione. Sento che non è solo una reintroduzione della band al mondo, ma anche a noi stessi. È definitivamente quello che siamo. È così “Paramore”. Non penso che ci sarebbe potuto essere nessun altro titolo su cui avremmo potuto lavorare.

Queste le parole a Radio.com di Hayley Williams, leader fondatrice dei Paramore (di cui ho già parlato qui) a proposito del loro ultimo album, il primo dopo che gli altri due fondatori (Zac e Josh Farro) hanno lasciato la band.

Il loro ultimo album è spettacolare.

Paramore Hayley Williams Conan O'Brien

E’ uscito il 9 aprile (scusate il ritardo!) ed è un vero e proprio passo avanti nello stile musicale. I Paramore hanno abbandonato il pop punk per abbracciare uno stile che accoglie svariate infulenze, ma allo stesso tempo lo rende unico e riconoscibile alla prima nota. Il loro produttore Justin Meldal-Johnsen ha lasciato lavorare il gruppo con la massima libertà, permettendogli di scavare in ogni direzione e attingere ispirazione da infiniti mondi musicali.
Oltretutto si riesce facilmente a capire come Hayley Williams, Jeremy Davis e Taylor York abbiano messo tutta la loro energia, passione e amore per la musica in ogni nota. Questo ha reso Paramore un album unico, decisamente uno dei migliori del 2013.
Di questo disco sono già stati rilasciati due singoli, Now e Still Into You.

Per avere un assaggio di quello che ho scritto, potete ascoltare una delle tracce del disco qui sotto. Non c’è una canzone che riesca a definire interamente lo stile dell’album, ma quella che ci si avvicina di più è Part II, che potete sentire in basso. Buon ascolto!