Archivi Blog

Top 5 – Sanremo 2014

Ingresso Teatro Ariston Sanremo 2014

Vuoi il timore di scoprire se questa edizione sarebbe stata all’altezza di quella dello scorso anno. Vuoi la mancanza di un cantante di riferimento. Vuoi l’organizzare una nuova campagna di D&D. Vuoi la ritardata asta invernale del fantacalcio. Vuoi che il televisore in camera mia prende i canali da La7 in poi.
Fatto sta che quest’anno ho visto solo l’ultima puntata di Sanremo. Saltando anche i primi 5 cantanti non di proposito. 

Per chi si stesse chiedendo se allora questa classifica sia campata in aria: non temete. Sono andato a risentirmi tutte le canzoni che hanno passato il turno. Quindi eccoci per il terzo anno di fila con la mia personale Top 5 dei brani sentiti a Sanremo edizione 2014. Ma prima, un pò di informazioni utili per chi non ha seguito il Festival e che mi daranno una mano coi motori di ricerca!
Quella conclusasi ieri sera era la 64° edizione del Festival, condotto per il secondo anno di fila da Fabio Fazio e Luciana Litizzetto. Il tipo di conduzione ha seguito abbastanza quella dello scorso anno (per quel poco che ho visto) e anche quest’anno gli ospiti di spessore non sono mancati: gli unici che ho fatto tempo a vedere sono Maurizio Crozza in versione Matteo Renzi, Ligabue e Stromae. A trionfare quest’anno è stata Arisa con “Controvento“, che ha messo dietro nell’ordine Raphael Gualazzi & The Bloody Beetroots e Renzo Rubino.

Ora bando alle ciance: buttiamoci a pesce nella mia Top 5: le migliori canzoni della kermesse musicale, ovviamente dal mio punto di vista.

5°: Renzo Rubino – “Ora”
Il giovane cantautore tarantino, al terzo posto lo scorso anno nella categoria giovani, replica il risultato quest’anno tra i big con una canzone che intreccia un ritmo incalzante ad un cantato  leggero, quasi sussurrato, che gli dona un’intimità notevole. Nell’esibizione dal vivo il brano cattura per l’energia che Rubino mette al pianoforte. (Ascolta QUI)

4°: Riccardo Sinigallia – “Prima di andare via”
A quattordici anni dalla prima partecipazione con i Tiromancino, Sinigallia torna con un pezzo proprio.Testo avvolgente, ritmo cadenzato da una chitarra sognante e l’orchestra ad arricchire lo sfondo: la canzone aveva tutto per puntare al titolo nella kermesse sanremese. Purtroppo il brano era già stato eseguito in pubblico, contravvenendo alle regole del Festival e per questo escluso. (Ascolta QUI)

3°: Perturbazione – “L’unica”
Il gruppo guidato dalla voce di Tommaso Cerasuolo è alla prima partecipazione a Sanremo. La canzone che portano è un rock accattivante e ballabile che, a contrario di come può sembrare dal titolo, racconta di una sequele di conquiste amorose scolpite nella memoria del cantante. Il premio della Sala Stampa è meritato. (Ascolta QUI)

2°: Raphael Gualazzi & The Bloody Beetroots – “Liberi o no”
Dopo il 5° posto della scorsa edizione, il pianista jazz torna all’Ariston in compagnia del mascherato Sir Bob Cornelius Rifo, musicista poliedrico che contribuisce a dare alla musica di Gualazzi quella sferzata di ritmo che il pianoforte da solo non riesce a dare. Il brano finisce secondo sia nella competizione che nella mia classifica, preceduto in tutti e due i casi dalla stessa artista. (Ascolta QUI)

1°: Arisa – “Controvento”
Immagino in molti saranno contro questa scelta, dato che già ho letto in giro molte opinioni contrarie. Ma è innegabile: se al principio può sembrare la classica canzone da Sanremo, a un ulteriore ascolto esce fuori non solo l’eccezionale voce di Arisa, ma anche un accompagnamento musicale leggero e sognante, a metà tra le colonne sonore dei film Disney e le composizioni musicali di anni e anni fa. E poi diciamolo: avrebbe meritato di vincere già nel 2012 con “La notte”.(Ascolta QUI)

Top 5 – Sanremo 2013

sanremo
E’ da poco passato un altro Festival di Sanremo, per la precisione la 63° edizione. Quest’anno il timone è stato guidato da Fabio Fazio e Luciana Litizzetto, per una conduzione “all’acqua di rose”: molto semplice (a tratti anche un pò improvvisata), ma molto d’effetto e certamente apprezzata. Edizione con momenti importanti e forti, dettati dalla direzione interna e da quella esterna (le incombenti elezioni politiche). Ci siamo ritrovati davanti a Maurizio Crozza e alle sue imitazioni fischiate, Stefano Bollani che ha mostrato le acrobazie che compie sui tasti del pianoforte, Claudio Bisio e il suo pezzo non troppo divertente ma decisamente importante, alla Litizzetto che scandisce a chiare lettere come la pensa, e come tutti dovrebbero pensarla, sulla violenza sulle donne. Vincitore del Festival è stato Marco Mengoni con “L’essenziale“, seguito a ruota da Elio e le Storie Tese e i Modà.
Questa che trovate di seguito è la mia Top 5: le migliori canzoni della kermesse musicale, ovviamente dal mio punto di vista.

5°: Marta Sui Tubi – “Vorrei”
La band folk, alla prima partecipazione alla kermesse, portano un brano vivo e pieno di energia e sentimento, che fa venir voglia di cantare col cantante (Giovanni Gulino). La canzone non riscontra grandissimo successo durante la gara, ma di certo permetterà al gruppo di farsi conoscere anche dai più. (Ascolta QUI)

4°: Max Gazzè – “Sotto Casa”
Il cantautore romano, al suo quarto Sanremo, presenta una canzone curiosa. Come tema ha uno di quelli che mai si penserebbe adatti al Festival: la fede religiosa, nello specifico con la figura dei testimoni di Geova, osteggiati e odiati citofonatori che tormentano le domeniche mattine sonnecchiose di tutti. Anche la canzone in sè è particolare, con un motivetto orecchiabile che rimane in testa. (Ascolta QUI)

3°: Annalisa – “Scintille”
La cantante uscita da Amici è alla sua prima partecipazione al Festival ed ha l’occasione di presentarsi anche a un pubblico più “maturo”. Quella che porta sul palco dell’Ariston si può definire una canzonetta: allegra, leggera, col ritmo che rimbalza e che le permette di dare sfogo al lato sia delicato sia più forte della sua voce. (Ascolta QUI)

2°: Elio e le Storie Tese – “La Canzone Mononota”
Veri e propri idoli di questa edizione. La canzone è azzeccatissima e in pieno nel loro stile acceso e divertente, ma anche critico e irriverente. Senza parlare delle interpretazioni date nelle varie serate, tra macrocefalie e obesità di gruppo. Ma (in questi casì c’è sempre un ma) se gli Elii non sono al primo posto della mia Top 5 è perchè, seppur bello da morire, il loro brano mancava di emozione, quella che ti fa venire i brividi a sentirla. (Ascolta QUI)

1°: Daniele Silvestri- “A bocca chiusa”
Invece qui l’emozione c’è e si sente molto. La cosa che la rende ancora più bella come canzone è l’argomento: non è una banale canzone d’amore, ma un brano che racconta di chi, in questi ultimi anni di storia, è sceso in piazza a protestare nei cortei e anche se viene zittito continua a volersi far sentire. Purtroppo per Silvestri questo non gli è valso per arrivare alla finale, ma realizza comunque una canzone eccezionale. (Ascolta QUI)