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Sala d’attesa – #11

Sala d'attesaSiete seduti ad aspettare il vostro turno dal dentista e le riviste di gossip non vi esaltano? Dovete attendere che il meccanico ripari la vostra auto e sapete che è inutile sfogliare il giornale alla ricerca di auto usate perchè sai che non la cambierai? La coda in posta si è ridotta ad una partita infinita ai giochini sul cellulare?

Prenditi un break come si deve e leggi uno di questi 15 articoli! Assicurato al 100%, la noia non sarà più un problema.

IL FASCINO DISCRETO DELL’IPOCRISIA
Un ottimo approfondimento di Ultimo Uomo sul mondo del NCAA, lo sport collegiale americano, e nello specifico per quello che coinvolge il basket. Giocatori a malapena maggiorenni catapultati in una realtà molto distante da quella universitaria e molti più vicina ai microfoni dei giornalisti.

IL PECCATO ORIGINALE DELLA MLS
Grande affluenza di pubblico, stelle da tutto il mondo ed un campionato strutturato per regalare più emozioni: eppure la Major League Soccer non decolla. Qual è il problema che attanaglia il campionato professionistico a stelle e strisce e come può liberarsene?

QUANDO SCOPRIMMO CHE RENZI ERA IL PRESIDENTE DELLA NOSTRA SQUADRA DI PAESE
Purtroppo devo ripiegare su un link de Il Fatto Quotidiano, ma a termine dell’articolo c’è il link ad il pezzo principale, ora non disponibile. Delizioso racconto fantastico, che vede una discreta squadra di calcio amatoriale finire nelle mani dell’ex Presidente del Consiglio.

COS’E’ FINGABOL?
Una delle tante applicazioni del calcio alla quiete delle mura domestiche, il Fingabol si propone come nuovo intrattenitore degli appassionati. Un discendente del Subbuteo, che attinge da air hockey e biliardo per dare vita ad un gioco dove le geometrie di gioco hanno un senso molto più letterale del campo in erba.

DIZIONARIO TATTICO: LO SWEEPER KEEPER
Un modo interessante per scoprire la grandezza di Manuel Neuer, probabilmente il miglior portiere al mondo per i prossimi 10 anni. Per praticare questo ruolo non bisogna essere solo bravo tra i pali, ma anche lontano dall’area di rigore nel girare il pallone ai compagni.

LA RIVOLUZIONE TATTICA DELLA SERIE A
Bellissimo long form che permette di approfondire l’evoluzione calcistica del campionato italiano negli ultimi 10 anni. In molti potrebbero dire che in realtà la crescita, se confrontata agli altri campionati maggiori, è pari a zero: vi sorprenderà scoprire come in realtà anche la Serie A ha avuto grosse innovazioni.

ANIMALE STRANO
Ad una prima impressione, Sergej Milinkovic-Savic si direbbe un centrocampista fatto e finito per la mediana e l’interruzione delle trame avversarie. Invece, osservandolo da vicino, le caratteristiche che lo stanno rendendo sempre più titolare nella Lazio sono ben altre.

STARTED FROM THE BOTTOM
Così come intona Drake, molte storie di calciatori parlano di ragazzi ai margini della società che con un pallone tra i piedi sono riusciti a lasciarsi tutto alle spalle e ad emergere. Ultimo Uomo ha raccolto le migliori nove, ma come potete ben immaginare è difficile superare il passato che ha avuto Carlos Tevez.

PERCHE’ DALE CAVESE VIENE CANTATO OVUNQUE
La storia di un coro che ha attraversato gli oceani e risuona negli stadi di tutto il mondo. Come ha fatto un canto da Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno, ad invadere Francia, Giappone ed altri campionati? Tutto in realtà nasce da Buenos Aires…

DUGOUT: IL SOCIAL NETWORK DEL CALCIO
Come da titolo, anche un intero movimento sportivo ha trovato la sua piattaforma digitale. Su Dugout le squadre ed i giocatori di tutto il mondo possono postare video ed immagini esclusive e mostrare anche le proprie qualità. L’intento è di coinvolgere chiunque pratichi lo sport più conosciuto al mondo, ma non è un caso che i club più famosi l’abbiano già invaso.

5 STORIE ASSURDE EMERSE DA FOOTBALL LEAKS
Un tipico scandalo moderno, che agita le dita dei polemici da tastiera, mette dietro le sbarre qualche profilo medio-basso del giro losco e sostanzialmente non risolve nulla. Ma lo scandalo del calcio ha riservato anche storie incredibili come le amichevoli di beneficenza di Messi ed il vero prezzo di Gareth Bale.

10 BIGGEST MYSTERIES ON FOOTBALL
Un video che sconvolgerà le menti degli appassionati di calcio. Misteri, storie al limite della credibilità ma che voci ben informate potrebbero dire essere assolutamente vere. La vera età di Taribo West, Cristiano Ronaldo diventa spagnolo e finti avvocati che trattano per conto del Manchester United solo per iniziare. Nota a margine: è in inglese.

UN REGISTA SI E’ FATTO RUBARE APPOSTA LO SMARTPHONE E HA GIRATO UN FILM ALL’INSAPUTA DEL LADRO
A metà tra l’esperimento sociale e la volontà di superare i limiti dell’arte, in Olanda un giovane regista ha provato a farsi rubare il cellulare per ribaltare i ruoli del furto elettronico ed entrare lui nei panni di chi ha preso il suo telefono e non viceversa. Ma in fondo non è anche il suo un gesto di invasione della privacy?

THIS MIXTAPE PERFECTLY BLENDS CHANCE THE RAPPER VOCALS OVER KANYE WEST BEATS
“Chance The Dropout” è un lavoro realizzato da DJ Critical Hype e DJ Clyde, dove hanno combinato le tracce vocali di Chance The Rapper con le produzioni di Kanye West. Perchè? Entrambi sono di Chicago, il primo ha sempre dichiarato di ammirare il secondo e soprattutto perchè spacca.

LO STATUS DI MARRACASH
Per numero di produzioni, presenza sulla scena e qualità delle canzoni, ritengo Marracash il miglior rapper italiano.Questa intervista per SIAE fa il punto dopo l’uscita di due pietre miliari del rap come “Status”, ultimo album solista, e “Santeria”, disco in coppia con Gue Pequeno.

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15 squadre di calcio che hanno cambiato logo nel 2016

Non c’è due senza tre, e dopo gli articoli per le annate 2014 e 2015, ,anche questo 2016 merita un post sui cambi di logo effettuati dalle squadre di calcio.

Logo Atletico Madrid Bari Brentford Caen Genk Hapoel Beer Sheva Ludogorets Osmanlispor Parma Puebla Queens Park Rangers Real Mouscron Rubin Kazan Sheffield Wednesday Vis Pesaro

Stiamo trattando 15 cambi di logo di diverse società, per lo più coinvolte in un processo di ammodernamento del loro aspetto.
Per non fare torto a nessuna delle squadre presenti, andrò in rigoroso ordine alfabetico.

ATLETICO MADRID
New Logo Atletico Madrid Old

La scelta della società cinese alla guida dell’Atletico Madrid di cambiare logo non è stata vista di buon occhio da parte dei tifosi spagnoli. La rivoluzione a dire il vero non è eccessiva.
I contenuti sono gli stessi, così come i colori e le forme che vengono solamente arrotondate. Il problema sorge nell’orso e nel corbezzolo, simboli della città di Madrid ed inseriti nello scudo dei colchoneros. A differenza di come vuole la tradizione, l’animale non è più attaccato all’albero e per i supporters iberici questa è una grave mancanza.

BARINew Logo Bari Old

Secondo cambio di stemma per il Bari in due anni. Con l’addio di Paparesta alla presidenza dei galletti, il nuovo patron Giancaspro ha voluto dare luce ad un nuovo simbolo che desse orgoglio e senso di appartenenza ai tifosi biancorossi.
Con questo proposito è nato il nuovo logo: un ovale a metà tra bianco e rosso, che ospita un galletto rampante che sormonta un pallone da calcio vecchio stile ed è affiancato dalla denominazione del club. Molto semplice e ad effetto, ma dati i tempi moderni si poteva ambire a qualcosa di meglio.

BRENTFORD
New Logo Brentford Old

Un cambio decisamente in meglio per il Brentford, squadra di Championship inglese che ha deciso di rinnovare il proprio look.
Il lavoro di semplificazione fatto in questo caso è degno di nota: molti erano i simboli che rappresentano la squadra di Londra, ma la scelta è ricaduta sull’ape che è il più simbolico tra tutti quanti. Nella sua storia ultra centenaria il Brentford ha cambiato più volte il logo e la configurazione circolare non è la prima volta che appare, così come l’insetto unico protagonista. Un’innovazione nel segno della storia.

CAEN
New Logo Caen Old

Altro rinnovamento, stavolta nella Ligue 1, che riprende un vecchio tema caro al club della Normandia. I rossoblu sono sempre stati legati al simbolo del vichingo, tanto da richiamarlo in passato con la tipica imbarcazione nordica.
Stavolta invece il riferimento è diretto, con il volto barbuto di un soldato che veste un elmo cornuto, inserito al centro di uno stemma coperto coi colori sociali del club.

GENK
logo-genk

Decisamente uno stravolgimento non necessario, quello avvenuto per il Genk. La squadra belga, che negli ultimi anni si sta affacciando sempre più spesso anche nelle competizioni europee, ha deciso di ammodernare la sua immagine, ma non proprio per il meglio.
Nel nuovo stemma campeggia una G gigante, che va a coprire uno sfondo a righe azzurro tono su tono. Fosse una squadra appena nata potrebbe starci, ma un club con tanta storia come questo avrebbe dovuto puntare più in alto. Quanto meno fare un riferimento al logo precedente: non è chiaro cosa rappresenti, ma almeno è unico!

HAPOEL BE’ER SHEVA
New Logo Hapoel Be'er Sheva Old

Questa squadra israeliana è da poco che si è affacciata al calcio che conta, facendo subito il botto passando il girone di Europa League in un girone assieme a Inter, Sparta Praga e Southampton.
Per quanto riguarda il logo, i biancorossi sono passati ad una composizione più compatta negli elementi che richiamano lo stemma cittadino, oltre ad inserire il nome anche con l’alfabeto latino e non solo in ebraico.

LUDOGORETS
New Logo Ludogorets Old

Un miglioramento a metà quello dei campioni di Bulgaria. I verdi di Razgrad, dopo gli ultimi cinque anni di vittorie in campo nazionale ed apparizioni nelle competizioni europee, hanno deciso di rinnovare la propria immagine con qualche difficoltà.
Anche se difficile da comprendere, il logo precedente era unico nella forma ed estremamente identificativo. Con il cambio, ora lo stemma del Ludogorets ha preso una forma più classica (ma sempre originale) aggiungendo un aquila al centro realizzata un pò grossolanamente. I grafici che hanno lavorato su questo logo potevano fare molto meglio.

OSMANLISPOR
logo-osmanlispor

Club turco di fondazione recente, nato dalle ceneri del Ankaraspor, formazione ritiratasi dopo l’accusa di presunti legami illeciti con il Ankaragücü. La nuova società ha quindi dovuto cambiare nome e logo, ricambiandolo però dopo quasi due anni.
La trasformazione è sottile, ma sostanziosa: i colori principali rimangono viola, bianco e oro ed i disegni di contorno sono stati resi più compatti e chiari per essere distinguibili anche a distanza.

PARMA
Logo New Parma Old 2

Ennesimo cambio di logo per il Parma dopo quello dello scorso anno. Dopo la rapida risalita in Lega Pro, il club emiliano passo dopo passo si sta riappropriando della sua storica identità.
Il nome ufficiale è ancora Parma Calcio, ma ora il vecchio logo è tornato. Uno scudo semplice, metà con croce nera a sfondo bianco e metà a strisce verticali gialle e blu. Tutto è pronto per riaccogliere i crociati nei livelli più alti del campionato italiano.

PUEBLA
New Logo Puebla Old

Voliamo in Messico per analizzare il nuovo logo del Puebla, che ha scatenato qualche polemica tra i tifosi. A parte qualche modifica, per molti anni i sostenitori de La Franja hanno visto sul logo della loro squadra campeggiare la banda diagonale azzurra, loro simbolo storico.
Ora invece lo stemma fa molto più riferimento al logo della città (Puebla de Zaragoza) con gli angeli protagonisti, mentre la banda viene ridimensionata e legata in un angolo. A parte il pallone fiammeggiante in cima, il lavoro di grafica è ben fatto. Peccato per non aver mantenuto la tradizione.

QUEENS PARK RANGERS
New Logo Queens Park Rangers Old

Il continuo sali scendi tra la Premier League e la Championship non sta facendo tanto bene al Queens Park Rangers, società inglese in mano al patron malese Tony Fernandes e che, nonostante i grossi investimenti negli ultimi anni, non riesce a trovare il suo posto tra i top club.
Intanto il club ha deciso di lasciare lo sfarzoso logo che utilizzava negli ultimi anni per tornare ad uno vecchio stile, circolare e con l’acronimo del club al centro. Questa nuova riedizione, uscita vincitrice in una votazione a quattro tra i tifosi, sembra essere quella più vicina a quella di un club di vertice.

ROYAL MOUSCRON
New Logo Royal Mouscron Old

Decisamente un grosso cambio per il Royal Excel Mouscron, squadra belga che negli ultimi anni è emersa attraverso bancarotte e fusioni. Ora non naviga in buone acque nella Jupiler Pro League, ma solo per quanto riguarda la classifica.
Lo stemma utilizzato dal club negli ultimi anni non è molto esaltante, ed il cambio deciso lo scorso anno è stato un netto passo in avanti. Per alcuni versi ricorda quello dell’Ancona, ma il bordo nero e le sfumature gli danno un look assolutamente originale.

RUBIN KAZAN
New Logo Rubin Kazan Old

Direi che, a mani bassissime, il nuovo logo del Rubin Kazan è senza dubbio il migliore introdotto nel 2016. Quello precedente, anche lui piuttosto recente, aveva spunti molto buoni: lo sfondo di rubino, sia nei colori che nel pattern, sia nella figura dello Zilant, l’animale metà drago e metà viverna simbolo della città di Kazan.
Con il nuovo stemma il risultato è molto più pulito: linee nette, colori semplici e decisi, forme accattivanti sia per il font sia per lo Zilant. Manca solo che realizzino una maglia decente e sarà uno dei miei prossimi acquisti.

SHEFFIELD WEDNESDAY
New Logo Sheffield Wednesday Old

Questo è un caso straordinariamente curioso. Lo Sheffield Wednesday è una formazione inglese che milita in Championship ed acquistato nel 2014 dal tycoon thailandese Dejphon Chansiri. Il suo obiettivo è quello di portare i gufi in Premier League entro il 2017, anno in cui si festeggeranno i 150 anni del club. Lo scorso anno la squadra ha perso i Playoff in finale e quest’anno permane nelle posizioni di vertice.
Cos’è successo però con il logo? Nel tentativo di rinnovare l’immagine del club, Chansiri ha deciso di recuperare il logo che lo Sheffield Wednesday ha utilizzato dal 1956 al 1972. Per quanto sia molto ben fatto, è ben lontano da essere assimilabile ad uno dei loghi moderni ed accattivanti di oggi.

VIS PESARO
New Logo Vis Pesaro Old

Per l’ultimo logo scendiamo nella Serie D italiana, in una città sportivamente più famosa per il basket che per il calcio. La Vis Pesaro fino allo scorso anno usava come stemma una versione modificata dello scudo cittadino, riportante anche l’anno di fondazione del club (1898).
Ora la squadra marchigiana ha un logo nuovo di zecca, dove gli elementi principali sono una V rossa che occupa buona parte dello stemma ed un pallone antico, a simboleggiare la storia centenaria del club.

Dopo aver visto questi cambi di logo, voi cosa ne pensate?
Secondo voi qual è il migliore tra i nuovi stemmi?

Top 5 – Loghi NBA

Oggi inizia la stagione NBA! Molti appassionati attenderanno con trepidazione questo nuovo corso della National Basketball Association, soprattutto perchè quest’anno si partirà dall’inizio. Infatti l’anno scorso il campionato è iniziato solo a dicembre inoltrato per le vicende contrattuali dei giocatori con la lega (leggi il post inerente a questo link).
Partono favoriti i Miami Heat, vincitori degli ultimi Playoff, e a mio avviso non avranno rivali nelle Eastern Conference, forse solo i Chicago Bulls potranno fare qualcosa, a patto che Derrick Rose sia rientrato dall’infortunio come prima, se non meglio.
Nella Western Conference, invece, sono almeno tre le squadre che si potranno dare battaglia: gli Oklahoma City Thunder, finalisti nella scorsa stagione, i Los Angeles Lakers, stra-rinforzati con gli arrivi di Steve Nash e Dwight Howard, e i loro cugini Los Angeles Clippers, alla seconda stagione con un roster di alto livello.
Ma, come da titolo, questa è una Top 5 sui loghi delle squadre NBA. Per cui bando alle ciance e via con la mia personalissima classifica dei migliori loghi del basket americano.

5°: Denver Nuggets (2005)
Squadra che ha vissuto anni gloriosi nel passato, e adesso sta tornando a buoni livelli, grazie anche a uno dei tre italiani presenti nella lega: Danilo Gallinari. La capitale del Colorado ha una squadra dal nome che evoca a dovere la zona che rappresenta: richiama infatti i minatori in cerca delle pepite che lavorano nella zona montuosa. E così anche il logo, con le piccozze incrociate e la vetta innevata e pure la combinazione di colori è molto evocativa.

4°: Chicago Bulls (1966)
Uno dei loghi più vecchi, più classici e più belli di tutta la National Basketball Association. Colpisce molto per la sua semplicità, senza la ricerca di profili impegnativi o figure intere che potrebbero stonare. Oltretutto è da apprezzare il limitato uso dei colori: sono solo tre, ma be definiti e soprattutto fanno effetto ancora oggi. Se poi contiamo che è un logo legato indissolubilmente a grandi campioni come Michael Jordan, Scottie Pippen e oggi Derrick Rose.

3°: New Orleans Hornets (2008)
Squadra dai trascorsi travagliati. Prima si trovava a Charlotte, poi dal 2002 il trasloco a New Orleans, e in mezzo (dal 2005 al 2007) il trasferimento a Oklahoma City a causa della devastazione causata dall’uragano Katrina. Questo logo è stato adottato dal ritorno in Louisiana e celebra la città che ospita la franchigia: il calabrone simbolo della squadra è rappresentato in modo tale da ricordare un giglio, simbolo di New Orleans. La combinazione tra azzurro e viola è decisamente inusuale, ma conferisce al logo l’aria allegra e spensierata proprie della città madre del Mardi Gras.

2°: Minnesota Timberwolves (1989)
Uno dei loghi più belli che si siano mai visti. Tutto colpisce: la grafica, i colori e le forme. Purtroppo i Timberwolves hanno deciso di cambiare logo e di non adottare più questo, ma rimane comunque il migliore che la squadra di Minneapolis abbia mai adottato (ma anche gli altri loghi possono dire la loro). Personalmente, per quanto riguarda la grafica trovo sia il migliore in assoluto, ma c’è una nota negativa: il grigio del pallone da basket alle spalle del lupo non si sposa bene con il blu e il verde. Per me fosse stato bianco sarebbe stato ancora più d’effetto, e magari al primo posto di questa Top 5.

1°: Atlanta Hawks (1972)
Estremamente semplice, estremamente d’effetto. Questo logo, ormai in disuso, riassume in modo facile tutto quello che richiede un logo: colore principale e simbolo della squadra. Oltretutto questo stemma rappresenta un’era del basket, quando Atlanta riusciva a dire la sua e anche a vincere qualche titolo e solo da pochi anni era approdata in Georgia (dopo essere stata a Buffalo, Moline, Milwaukee e St. Louis). Oggi il logo è più complesso, ma questo rimane di certo quello che rimane nella mente di tutti gli appassionati.

Logos March Madness – Championship

Dopo due mesi di torneo, siamo finalmente giunti alla finale! La Logos March Madness è stata una bella (seppur lunga) avventura, spero vi sia piaciuta e se volete vedere altri tornei simili…non vi resta che aspettare. 😉
Ricordo che le scelte sono totalmente personali e soggettive, non intendo dare nessun giudizio oggettivo, dato che sceglierò con l’occhio dell’appassionato, non del grafico.
Ecco lo scontro finale!

Ecco i due loghi finalisti. Ad essere onesto, non pensavo che questi due loghi potessero arrivare in finale. Al primo impatto che ho avuto pensavo che i Tigers si sarebbero fermati alle Elite Eight, mentre i Mountaineers non sarebbero andati oltre le Sweet Sixteen. E invece eccoli a contendersi il titolo di miglior logo collegiale 2012.
Sono due loghi diversi, ma innegabilmente ben realizzati e molto iconici. Non ve li descrivo perchè ormai l’ho fatto nei precedenti cinque turni, per cui mi limito alle considerazioni personali. Del logo dei Tigers mi piace l’ottima fusione tra l’iniziale dell’università e la mascotte, e anche l’uso dei colori limitato a 3, dato che alcuni loghi ne hanno spesso abusato. Del logo dei Mountaineers invece mi colpisce la semplicità di rappresentazione delle iniziali del college, ma allo stesso tempo l’efficacia con cui vengono perfettamente incastrate. Oltretutto di entrambi mi piace il fatto che utilizzano questi loghi da svariati anni, e che quindi li identificano univocamente.
Detto questo, per me può esserci un solo vincitore in questa sfida.

MEMPHIS VINCE LA LOGOS MARCH MADNESS

Logos March Madness – Final Four

Siamo alle ultime battute di questa Logos March Madness, con le Final Four: le 4 squadre che hanno superato tutti i turni precedenti si affrontano per vedere chi arriverà in finale.
Ricordo che le scelte sono totalmente personali e soggettive, non intendo dare nessun giudizio oggettivo, dato che sceglierò con l’occhio dell’appassionato, non del grafico.
Via con le semifinali!

Grande sfida tra due icone dei loghi tra quelli collegiali. I Fighting Irish con le iniziali della scuola intrecciate e i Tigers con il felino al balzo sono due simboli riconosciuti universalmente che identificano i due college in tutto il mondo. Entrambi con un disegno molto classico e i colori simili; per questa scelta mi devo basare sul gusto personale. Memphis arriva in finale!

Due loghi molto simili e che meriterebbero di arrivare in finale. Ma si sa, solo uno di loro può passare il turno ed arrivarci. Il logo dei Mountaineers colpisce per la sua semplicità nei colori e allo stesso tempo per l’originalità con la quale le due iniziali del college sono state combinate graficamente. Quello dei Gaels invece è sensazionale per l’ingegnosità con la quale le lettere sono state intrecciate per formare il disegno. Anche in questo caso, devo affidarmi al gusto personale. West Virginia arriva in finale!

Logos March Madness – Elite Eight

Riprende  la Logos March Madness! E’ il momento delle Elite Eight, le migliori 8 squadre di basket nel circuito dei college americani.
Ricordo che le scelte sono totalmente personali e soggettive, non intendo dare nessun giudizio oggettivo, dato che sceglierò con l’occhio dell’appassionato, non del grafico.
Partiamo con le sfide!

Si vede che siamo arrivati alle fasi del torneo. Questa sfida è molto interessante; coinvolge due loghi davvero ben realizzati, con stili completamente diversi ma entrambi ben congegnati e anche la combinazione di entrambi è accattivante. Quindi mi devo affidare al gusto personale. Mi spiace per chi come me si era affezionato al cagnolone degli Huskies, ma a questo giro devono cedere il passo ai Fighting Irish. Notre Dame è tra le Final Four!

Tigre contro tigre!  Scioglilingua a parte, i loghi dei due Tigers sono entrambi spettacolari e con forti differenze di composizione, grafica e colori. Per composizione Memphis ha la meglio, con il felino rampante; per grafica vince Missouri, con uno stile molto moderno ed accattivante; per colori il punto va a Memphis ancora, con una combinazione, seppur non realistica, comunque accattivante. Alla fine, sommanfo i punti, si trova il vincitore. Memphis è tra le Final Four!

Due loghi molto classici nella forma e dal diverso concetto. Obbiettivamente però, i Wildcats sono giunti fino a questo punto perchè non hanno incontrato seri opponenti, mentre i Mountaineers hanno affrontato validi rivali, e per questa più severa avanzata nel torneo, dimostrano di essere superiori. West Virginia è tra le Final Four!

Qua torniamo ai livelli della prima sfida: i due loghi in gara sono molto ben realizzati, ma diversi sul piano di colore, forma  e composizione. Nei miei gusti non c’è una preferenza specifica per i colori o la composizione, ma nella forma il logo dei Gaels ha qualcosa in più di quasi tutti gli altri, e quindi anche dei malcapitati Bobcats. St. Mary’s è tra le Final Four!

Logos March Madness – Sweet Sixteen

Siamo passati da 32 a 16 squadre, anche conosciute come le Sweet Sixteen, pronte a darsi battaglia per la quarta fase di questo torneo, la Logos March Madness.
Ricordo che le scelte sono totalmente personali e soggettive, non intendo dare nessun giudizio oggettivo, dato che sceglierò con l’occhio dell’appassionato, non del grafico.
E ora via con le sfide!

Come già detto nei turni precedenti, questi due loghi attirano per la loro semplicità, seppur in diversa forma. Gli Huskies hanno la semplicità del solo volto della mascotte, gli Shockers invece la composizione tra un font classico e un richiamo al nome. Stavolta non faccio prevalere la bellezza del cagnolone…ma passano comunque loro. Connecticut accede alle Elite Eight!

Due loghi quasi all’opposto per lo stile di realizzazione, ma accomunati da una ottima combinazione di colori. I Bears hanno un verde-giallo che si ricollega bene alla figura dell’orso; i Fighting Irish hanno il blu dominante (Blu TARDIS direi…) con il giallo a rifinire i contorni. Però la mascotte di Baylor potrebbe essere disegnata meglio. Notre Dame accede alle Elite Eight!

Bella tosta questa sfida. Due loghi molto classici: quello dei Tigers combina al meglio la mascotte con l’iniziale del college; quello dei 49ers con un font originale e una buona conbinazione cromatica. Ad essere onesto però, il logo dei Tigers mi fa impazzire. Memphis accede alle Elite Eight!

Forma simile, concetto identico: i loghi di Rams e Tigers usano la stessa idea del volto della mascotte al centro di una figura curva. La grafica di entrambi è molto ben fatta, ma quella delle tigri è molto più accattivante. Missouri accede alle Elite Eight!

Due loghi molto semplici per forma e colore. Sia i Wildcats sia i Badgers hanno preferito dare spazio alla semplicità, ognuna in modo diverso: i felini con il volto stilizzato della mascotte, i tassi invece con l’iniziale del college. Tra i due, per me merita di più il primo perchè più particolare. Kansas State accede alle Elite Eight!

Molto belli entrambi i loghi. Meriterebbero tutti e due di passare, ma solo uno può accedere al turno successivo. I Bonnies hanno un logo classico nella tipologia e allo stesso tempo aggressivo nella grafica. Il logo dei Mountaineers è molto iconico e con una combinazione cromatica azzeccata. Questi ultimi forse hanno qualcosa in più. West Virginia accede alle Elite Eight!

Due squadre con gli stessi colori e (quasi) la stessa mascotte. Allo stesso tempo i loghi dei Catamounts e dei Bobcats sono diversi nella composizione e nella grafica, e su entrambi i punti i secondi vincono il confronto. Ohio accede alle Elite Eight!

Loghi molto somiglianti questi ultimi due: entrambi hanno le lettere iniziali del college incrociate che vanno a formare la forma principale del logo. A differenza di quello degli Aztecs, il logo dei Gaels hanno un’intrecciatura spettacolare. St. Mary’s accede alle Elite Eight!

Logos March Madness – Round of 32

Riprende la Logos March Madness o, come recita il tabellone, il TARDIS Tournament Challenge. Pronti a partire per il Round of 32, che possiamo italianizzare con i sedicesimi di finale.
Ricordo che le scelte sono totalmente personali e soggettive, non intendo dare nessun giudizio oggettivo, dato che sceglierò con l’occhio dell’appassionato, non del grafico.
Non perdiamoci in ulteriori indugi e via con le sfide!

Nel tratto questi due loghi sono molto simili: sia quello degli Hilltroopers sia quello degli Huskies hanno un tratto molto moderno e una rilevante importanza ai bordi, con i colori che richiamano quelli della squadra. Ma è impossibile resistere a quel bel cagnolone. Connecticut entra tra le Sweet Sixteen!

Mi sembra una sfida molto “americana”. Il logo degli Shockers mi richiama gli sterminati campi di grano e i relativi cerchi che qualche contadinotto reclama di aver visto fare a qualche extraterreste. Quello degli Aggies, ovviamente, mi porta alla mente il più classico dei cow boy. Ma anche se l’uomo col lazo è veramente ben fatto, preferisco la semplicità  delle due spighe di grano. Wichita State entra tra le Sweet Sixteen!

Mi piacciono particolarmente i loghi che coinvolgono degli animali, specie se sono animali possenti. In questo caso, il bufalo dei Buffaloes e l’orso dei Bears, sono molto ben rappresentati. Ma, oltre alla preferenza tra le due bestie, c’è anche quella per la combinazione cromatica. Baylor entra tra le Sweet Sixteen!

Ho già accennato della mia poca simpatia per i diavoli, e qui la confermo: per me qui i Blue Devils hanno poche speranze contro i Fighting Irish. Notre Dame entra tra le Sweet Sixteen!

Il logo degli Spartans è davvero semplice e immediato. Ma contro il logo dei Tigers non regge il confronto: la tigre balzante è troppo mitica. Memphis entra tra le Sweet Sixteen!

Questa è una bella sfida. I due loghi sono molto diversi tra loro, ma entrambi sono ben realizzati. Quello dei 49ers è molto semplice, ma allo stesso tempo particolare per la sua grafica. Quello dei Cardinals è molto aggressivo e con un bel font per il nome del college. Tra i due preferisco la semplicità del primo. Long Beach State entra tra le Sweet Sixteen!

Due loghi dalla composizione molto classica: quello dei Rams è il tipico esempio di logo in cui è l’animale simbolo il protagonista principale; quello dei Golden Eagles mette al centro il nome del college, con le iniziali a fare da protagonista. Anche in questo caso, premio la combinazione di colori. Colorado State entra tra le Sweet Sixteen!

Questi due loghi hanno la stessa e identica composizione: forma ovale e il profilo destro dell’animale simbolo. Per cui, dovendo valutare grafica e colori, ci sono pochi dubbi. Missouri entra tra le Sweet Sixteen!

Due loghi molto semplici. Per la combinazione di colori vincono gli Orange, ma se si deve sommare anche la grafica i Wildcats guadagnano un bel pò di punti. Kansas State entra tra le Sweet Sixteen!

Molto semplici nella costituzione, ma allo stesso tempo sono molto caratteristici questi loghi. Basandomi sul puro gusto personale, preferisco premiare i Badgers, sia per la scelta della mascotte (il tasso non è proprio il simbolo che sceglierei), sia perchè il logo dei Commodores mi ricorda una stelletta da sceriffo. Wisconsin entra tra le Sweet Sixteen!

I Bonnies trovano la strada spianata in questo turno: anche se il logo dei Bearcats è molto iconico e ben fatto, non riesce a reggere il confronto. St. Bonaventure entra tra le Sweet Sixteen!

Classicità contro innovazione: questo il tema di questa sfida. Il logo dei Mountaineers è molto iconico, con una combinazione di colori vincente; quello dei Greyhounds ha uno stile fresco e attuale, con una grafica molto moderna. In questo confronto premio lo stile classico. West Virginia entra tra le Sweet Sixteen!

Loghi praticamente identici nella composizione, per cui il metro di giudizio si baserà su grafica e colori. Se nella prima Crimson Tide vince a mani basse, per la seconda i Catamounts acquisiscono un grosso vantaggio. A parità, faccio passare i felini per la giusta proporzione tra mascotte e iniziale del college. Vermont entra tra le Sweet Sixteen!

Due loghi piuttosto semplici e ben realizzati, che per questo rendono ardua la scelta. Quello dei Golden Bears riprende la tipica scritta old style, tipica soprattutto del baseball; quello dei Bobcats ha un’ottima costruzione, con il nome del college a fare da sfondo al volto della lince. Personalmente, a questo giro preferisco far avanzare il più moderno tra i due. Ohio entra tra le Sweet Sixteen!

Ed ecco che si ripresenta la mia avversione per i loghi che raffigurano i bulldos. Quello degli Hoyas non ce la fa a convincermi, ma va detto anche che il logo degli Aztecs ha il suo fascino. San Diego State entra tra le Sweet Sixteen!

Due loghi molto classici e storici. C’è da dire però che il logo dei Gaels ha un grosso vantaggio: quello dei Jayhawks è davvero poca roba. St. Mary’s entra tra le Sweet Sixteen!

Logos March Madness – Round of 64

Dopo che Western Kentucky, Brigham Young, Vermont e California hanno passato il Round 1, è il momento di vedere quali squadre (o meglio, il loro logo) passerà il turno per accedere al Round of 32.
Ricordo che le scelte sono totalmente personali e soggettive, non intendo dare nessun giudizio oggettivo, dato che sceglierò con l’occhio dell’appassionato, non del grafico.
Ma basta indugiare, iniziamo subito!

Bel derby questo. Due loghi non eccelsi e nemmeno “fighi”, ma entrambi sono ben realizzati. I Wildcats ha uno stile ancora un pò anni ’90 nel disegno del felino, ma le lettere fanno bella figura. Gli Hilltroopers invece propongono in una rappresentazione moderna un logo immutato nel tempo. Ma quel gattaccio non mi convince proprio. Western Kentucky passa il turno!

Due loghi molto moderni nel disegno. Quello dei Cyclones ha una combinazione di colori molto accattivante, e anche il font della scritta “STATE” è molto interessante. Quello degli Huskies invece ha un bel cucciolone! Tutto bello bianco con gli occhi grigi e la linguetta rossa! Pensiate possa essere così banale da far passare loro? Sì. Connecticut passa il turno!

Non c’è molto da dire. Il logo dei Rams è impresentabile, con anche una combinazione di colori non esaltata e ai minimi termini. Gli Shockers invece combinano bene un font classico con un disegno molto semplice ma di facile interpretazione. Wichita State passa il turno!

Due stili opposti. Il logo degli Hoosiers sono le due semplici lettere I e U (ovviamente di Indiana e University) di colore rosso. Invece quello degli Aggies è moderno e accattivante, con il cowboy dallo sguardo cattivo e pronto a lanciare il lazo. In questa sfida voglio premiare la modernità. New Mexico State passa il turno!

Sta volta i baffoni sono davvero esagerati. Buon logo quello dei Rebels, ma davvero, quei baffoni sono ingombranti! Molto meglio il semplice profilo dei Buffaloes, con le due lettere intrecciate. Colorado passa il turno!

Bella sfida. Due loghi veramente ben fatti. Quello dei Bears ha uno dei migliori orsi che abbia mai visto di un logo, e anche i colori sono molto azzeccati. I Jackrabbits invece hanno fatto una scelta molto azzardata con la lepre, ma il disegno è molto ben  fatto e anche i colori sono ben combinati. Ma, data la mia passione per gli orsi, i leprotti non hanno scampo. Baylor passa il turno!

Anche qua abbiamo due stili opposti. I Fighting Irish presentano un semplice intreccio delle iniziali di Notre Dame, blu bordate di giallo. I Musketeers hanno una versione moderna di un moschettiere (come da nome), con la “pettorina” che riporta l’iniziale di Xavier. Nonostante apprezzi molto il disegno, il secondo logo non mi conquista del tutto per i colori e la limitazione della figura, “tagliata” sulla linea della pettorina. Notre Dame passa il turno!

Bella sfida questa. I due loghi hanno la stessa struttura, con la lettera iniziale dell’università a fare da sfondo al profilo del proprio simbolo. Nonostante non sia appassionato di diavoli (centra anche la fede calcistica), mi sento di far passare i Blue Devils, perchè i colori dei Mountain Hawks sono troppo scuro, quasi un pugno nell’occhio. Duke passa il turno!

Direi che non c’è molto da discutere. Il logo dei Blackbirds è davvero inguardabile. Michigan State passa il turno!

Come sopra. Il logo dei Billikens (oltre al fatto che non ho idea di cosa stia a indicare) non ci sta proprio, si salva solo il font delle scritte. Memphis passa il turno!

Due loghi ben realizzati. Il logo dei Lobos è molto aggressivo, con il volto del lupo incastonato in un profilo che lo incornicia. Quello dei 49ers invece è molto semplice, con le iniziali di Long Beach incastrate in un font molto particolare. Però il taglio del profilo del New Mexico è troppo accentuato e non conquista. Long Beach State passa il turno!

Direi che non c’è storia. Il logo dei Wildcats è troppo vecchio e semplicistico. Louisville passa il turno!

Due loghi ben fatti. Quello dei Racers è classico nella composizione, ma molto particolare per la presenza di una mascotte quasi unica: un fantino a cavallo. Il logo dei Rams invece è semplice e con il profilo molto chiaro del montone. Anche se sono entrambi apprezzabili,  per i colori preferisco quello dei Rams, troppo spenti quelli di Murray State. Colorado State passa il turno!

Sfida interessante tra due loghi diversi. Quello dei Golden Eagles ha la M e la U non intrecciate, ma solo incastrate, con una fascia che riporta il nome del college. Invece il logo dei Cougars ha un disegno più moderno, con il puma che sulla cima di un monte sovrasta il nome dell’università. Ma, ad essere sinceri, quel gattone non mi convince del tutto. Marquette passa il turno!

Bella sfida! Due loghi molto differenti: quello dei Gators raffigura il volto di un coccodrillo, con il blu usato per i particolari che ne accentua l’impatto visivo; quello dei Cavaliers è molto semplice, con la V, iniziale di Virginia, a sormontare due spade incrociate, il tutto in arancione. La scelta dei colori però premia i coccodrilli. Florida passa il turno!

Una sfida ad armi impari. Il logo degli Spartans sembra quasi campato per aria, con un notevole contrasto tra i lineamenti dei corpi e i colori dell’elmo. Non regge proprio il confronto con il logo dei Tigers. Missouri passa il turno!

Già la razza di cani non mi è molto simpatica, il più il logo dei Bulldogs sembra rubato da un cartone animato. Gli Orange a confronto hanno il logo più bello del mondo. Syracuse passa il turno!

Questi non sono esattamente due loghi eccezionali. Molto semplice quello dei Wildcats, con il monocolore però che appiattisce il disegno. Quello dei Golden Eagles invece ha una grafica moderna, ma non eccezionale. A confronto, premio la semplicità. Kansas State passa il turno!

Molto simili questi due loghi. Cambia la forma, ma la composizione è la stessa: lettera iniziale del college centrale, forma principale di un colore con bordo di un colore diverso. Nel confronto premio i Commodores, per l’originalità nei colori e nella forma. Vanderbilt passa il turno!

Loghi all’opposto. Quello dei Badgers è molto semplice, la iniziale del nome del college con la sua ombratura, dal font molto particolare. Quello dei Grizzlies invece ha la grossa figura dell’orso, con sopra il nome della squadra. Tra i due, i primi vanno premiati per la grafica moderna. Wisconsin passa il turno!

Molto semplici questi due loghi. Quello dei Bearcats con una trovata molto azzeccata, ovvero di integrare la C iniziale del nome dell’università con le impronte di questa bestia mitologica (esiste veramente il bearcat, ma spiegarvi a parole che bestia sia è impossibile!). Quello dei Longhorns ha il semplice profilo del volto di un bovino gigante, tinto di arancione. Mentre vi consiglio di fare una rapida ricerca per vedervi le foto di questi due animali impossibili, io faccio passare i “felini”. Cincinnati passa il turno!

Loghi molto belli entrambi. Se il logo dei Seminoles è molto classico e immutato nel tempo, ma con una combinazione di colori accattivante, quello dei Bonnies è molto moderno con dei colori un pò “appannati”. Ma la figaggine di quel lupachiotto non si batte. St. Bonaventure passa il turno!

Anche se questo è meglio di quello visto prima, a me i disegni dei bulldog proprio non piacciono. E questo è anche svantaggiato, perchè la combinazione delle lettere dei Mountaineers è davvero azzeccata. West Virginia passa il turno!

Bella sfida tra due loghi veramente per realizzati. Quello dei Buckeyes ha una struttura semplice ma che ben integra un elemento come il nome del college. Quello dei Greyhounds invece vede come protagonista la mascotte, che salta il nome dell’università. Anche se sono un pò “tifoso” di Ohio State, preferisco il cane saltante. Loyola Maryland passa il turno!

Due loghi molto simili questi. Entrambi con l’iniziale del college e la mascotte integrate nella stessa immagine. Anche se quelle dei Tar Heels sono iconiche nel mondo dei loghi, il montone dalle corna arrotolate e il nome della squadra abbassano di un bel pò il livello del logo. Vermont passa il turno!

Molto diversi questi due. Il logo dei Bluejays presenta la semplice abbreviazione del nome della squadra, con un carattere stile baseball. Quello dei Crimson Tide ha l’iniziale del college braccata dal possente elefante. E gli elefanti possenti sono fighi. Alabama passa il turno!

Sfida molto simile alla precedente. Il gufo degli Owls si trova ben composto insieme al nome del team, con una buona combinazione di colori. Il “Cal” dei Golden Bears è classico e anche unico. Purtroppo per Temple, il loro gufo non è molto convincente. California passa il turno!

Interessante questo confronto, perchè ci sono due loghi molto ben fatti. Quello dei Wolverines (no, la loro mascotte non è uno degli X-Men) è molto semplice, con l’iniziale del college a fare da sfondo alla targhetta che riporta l’intero nome della scuola. Quello dei Bobcats riporta il nome del college dietro al volto della lince. Anche se in genere non amo i felini, devo dire che questo merita davvero. Ohio passa il turno!

Questa la sbrigo in fretta. Due loghi molto semplici, ma soprattutto molto simili. A confronto, quello dei Wolfpack ha molta meno personalità. San Diego State passa il turno!

Ho già detto più volte la mia “avversione” per i bulldog, ma per fortuna degli Hoyas, il logo dei Bruins è davvero improponibile! Soprattutto per l’orso strabico. Georgetown passa il turno!

Sfida piuttosto impari. Il logo dei Boilermakers, al di là del nome impossibile, è una P decisamente enorme, che da sola fa ben poco. Quello dei Gaels, invece, è un piccolo capolavoro, con le lettere che si intrecciano a meraviglia per formare anche un piccolo stemma. St. Mary’s passa il turno!

Due loghi obbiettivamente che non sono esattamente il massimo della vita. Quello dei Jayhawks è storico, ha avuto solo qualche aggiornamento di stile e ritocco negli anni, ma forma e colori sono sempre rimasti quelli. Il logo dei Titans è veramente troppo semplice per poter competere. Kansas passa il turno!

Logos March Madness – Round 1

Non so quanti di voi conoscano la March Madness, nemmeno quanti sappiano cosa sia la NCAA. Per fugare ogni questione, ecco qui la spiegazione (appoggiandomi sempre sul solito Wikipedia):

“Il campionato di pallacanestro NCAA Division I, al quale partecipano oltre 300 atenei statunitensi, è il più alto livello del basket collegiale d’oltreoceano. Il numero varia, in quanto ogni anno nuove università vengono promosse a questo livello o declassate.
Le squadre che partecipano alla Division I della pallacanestro sono raggruppate in 32 conference (leghe formate da un numero variabile di squadre, di solito da 8 a 16). Le Conference non vengono stabilite dalla NCAA ma sono leghe indipendenti formate con accordi e contratti fra le singole università.
Per stabilire il team campione ogni anno dal 1939, durante il mese di marzo viene disputato il torneo NCAA con la formula a tabellone tennistico ad eliminazione diretta in campo neutro. Il numero delle squadre invitate a farvi parte è cresciuto negli anni, ad oggi sono 65, le 32 vincitrici delle rispettive conference più 33 invitate in base ai meriti sportivi conseguiti durante il campionato. Il Torneo NCAA si svolge durante tre weekend a cavallo fra marzo e aprile (la cosiddetta “March Madness”).”

Dato che di basket collegiale non ci capisco una mazza e non posso fare come tutti, pronosticando il vincitore del torneo, sfrutto il tabellone per qualcosa di cui ne capisco un pò di più. Sfruttando il tabellone, farò una Logos March Madness, ovvero una sfida tra i loghi delle squadre NCAA per decretare il migliore. Ovviamente le scelte sono totalmente personali e soggettive, non intendo dare nessun giudizio oggettivo, dato che sceglierò con l’occhio dell’appassionato, non del grafico.
All’inizio di ogni post ci sarà il tabellone aggiornato con gli ultimi “incontri”.

Cominciamo questo torneo con il Round 1, i quattro preliminari che definiranno del tutto le 64 finaliste.

Sembrerà assurdo, ma in questo caso preferisco l’asciugamano al diavolo. Il logo dei Delta Devils è troppo particolareggiato, fa molto anni ’90 e abbastanza indietro nel tempo, soprattutto la combinazione di colori non è ben combinata. In compenso gli Hilltoppers hanno un logo molto semplice e dalla grafica accattivante. E per questo passano il turno.

Già a prima vista potreste intuire quale potrebbe essere la mia scelta. Il logo dei Gaels è troppo semplice, oltre al fatto che l’uomo col bastone non riesce a spiegare il significato del nome. Per quanto riguarda i Cougars, il logo esprime molta energia, con una grafica accattivante. Passano loro il turno.

Due loghi molto classici e anche molto semplici. Quello dei Catamounts è veramente essenziale, ma la combinazione tra la V verde e il puma è veramente efficace, con anche i colori che si sposano a dovere. Per i Cardinals pure è molto semplice, ma il cerchio nero stona un pò con il resto, e anche i font per le scritte non sono il massimo. Il Round 1 va a Vermont.

Questa sfida è la più tosta tra le quattro. Sono loghi molto diversi, ma entrambi ben caratterizzati ed efficaci. Quello dei Bulls è in una forma un pò insolita per gli standard americani, ma comunque efficace nella sua combinazione tra simbolo e scritta. Il logo dei Golden Bears invece è molto classico, una semplice scritta blu orlata di oro. Questa semplicità gli vale il passaggio del turno.