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Sala d’attesa – #12

Sala d'attesaSiete seduti ad aspettare il vostro turno dal dentista e le riviste di gossip non vi esaltano? Dovete attendere che il meccanico ripari la vostra auto e sapete che è inutile sfogliare il giornale alla ricerca di auto usate perchè sai che non la cambierai? La coda in posta si è ridotta ad una partita infinita ai giochini sul cellulare?

Prenditi un break come si deve e leggi uno di questi 15 articoli! Assicurato al 100%, la noia non sarà più un problema.

NON SOLO LA BELLA E LA BESTIA: DA CRUDELIA ALLA SIRENETTA ECCO TUTTI I REMAKE DISNEY CHE VEDREMO
L’uscita in questi giorni de “La Bella e la Bestia”, traduzione in live-action del successo Disney in cartone animato, sarà l’apripista che molti film nei prossimi mesi seguiranno lo stesso percorso. Già in cantiere, tra i tanti titoli, c’è la trasposizione di Mulan ed un nuovo capitolo di Mary Poppins.

SUPER RISARCIMENTO ALLA DISNEY PER LA MORTE DI CARRIE FISHER
Appassionati di cinema e di fantascienza sono rimasti colpiti dalla scomparsa dell’attrice americana, nel periodo in cui era ancora davanti alla camera da presa per girare il nuovo capitolo di Star Wars. Quello che sconvolge sono però i 50 milioni che la Disney incasserà dalla sua dipartita, frutto di un’assicurazione stipulata prima delle riprese.

LA LOGICA DEGLI OPPOSTI
Il pazzo mondo del calcio regala anche derby come quello tra MK Dons e Wimbledon. La prima nata dalle ceneri della seconda, che negli anni è stata riformata e portata in alto dai tifosi. Una faida degna delle migliori viste al cinema: il paragone con Impero e Alleanza Ribelle di Star Wars non è sprecato.

NAGELSMANN IL SECCHIONE
Quest’anno la Bundesliga sta riservando molte sorprese, come l’Hoffenheim di Julian Nagelsmann. Un 29enne che difficilmente vedrete accostato a Messi e Cristiano Ronaldo, perchè del club tedesco lui ne è l’allenatore. Un giovane calciatore vessato dagli infortuni trasformato in uno dei tecnici rivelazione di questa stagione.

YOURI DJORKAEFF: UOMO E CALCIATORE
Più volte l’ho detto su questo blog: se c’è un momento in cui ho capito che il calcio sarebbe stato parte della mia vita per sempre è stato quando ho visto la rete di Djorkaeff contro la Roma. Questo articolo del Ultimo Uomo ne dipinge i contorni di una carriera mai vincente quanto avrebbe potuto essere.

I TESORI NASCOSTI DELLA VECCHIA SERIE C
Rimpiazzata ormai dal 2014 dalla Lega Pro, la Serie C era quel conglomerato di squadre tra nobili decadute e province sconfinate. Molte squadre sono rimaste nel cuore degli appassionati e Crampi Sportivi ne stila una classifica per eleggere quella rimasta nel cuore dei tifosi anni ’90.

CHIEDI CHI ERA PASCUTTI
I veri campioni attraversano le generazioni, anche quando si trattano di figure che hanno fatto la storia in club senza alta notorietà. Ma a Bologna non hanno dubbi quando si parla di Ezio Pascutti: attaccanti migliori di lui ancora non hanno vestito la maglia rossoblu.

ASPETTANDO GABIGOL
Aspettarlo lo si è aspettato, e nel frattempo ha fatto pure il suo primo goal in Serie A, in casa del Bologna (come un certo Ronaldo). L’attesa però continua, perchè una rete non è sufficiente per dire che Gabriel Barbosa è arrivato nel campionato italiano. Quattro firme di Rivista Undici provano a capire quando arriverà il momento del brasiliano.

10 NUOVI TALENTI SUDAMERICANI DA TENERE D’OCCHIO
Il Sudamerica è una terra ricca di talenti calcistici, anche escludendo Brasile e Argentina. Ultimo Uomo raccoglie dieci dei migliori prospetti che nei prossimi anni potrebbero trovare spazio nel calcio che conta e far sentire il loro nome in giro per il mondo.

EDUCAZIONE SENTIMENTALE NIPPONICA
Il Campionato Mondiale per Club è la migliore competizione dove attendersi delle sorprese. Ci si aspetta un dominio sconfinato dei club europei, e invece spesso anche per loro non è una passeggiata. Ne sa qualcosa il Real Madrid, che quest’anno ha sudato la vittoria ai supplementari contro il Kashima Antlers, a cui questo non è bastato.

THE ARTIST
Se il calcio di oggi è costellato di stelle e stellette, quello che era di scena più di 50 anni fa era popolato da personaggi che definire pittoreschi è riduttivo. La storia di René Vignal, portiere francese che ha interrotto la sua carriera prima dei trent’anni ma ha vissuto una vita travolgente.

IL CATANZARO DEI MIRACOLI
Lo sapevate che il Catanzaro ha vinto lo Scudetto nel 1980? E aveva anche molti stranieri, molti più di quanti ne ricordiate. Se state controllando Wikipedia e vi risulta che sia stata l’Inter a conquistare il tricolore, è perchè non conoscete la vecchia Fiat 125 che viaggia nel tempo.

LA COMUNITA’ CHE CELEBRA UN FILM MAI ESISTITO
Maccio Capatonda direbbe che “esistono film che non esistono” e un nutrito gruppo sostiene proprio questa tesi. Sono convinti che negli anni ’90 sia uscito una pellicola intitolata “Shazaam”, interpretata da un attore comico che giura di non aver mai partecipato ad un film del genere.

DIECI FUMETTI CHE ASPETTIAMO NEL 2017
Per gli appassionati di fumetti qua c’è una bella lista da consultare per trovare qualche titolo interessante. Quello che ha attratto la mia attenzione è “The Wicked + The Divine” (Bao Publishing): dodici individui sono reincarnazioni di altrettante divinità, da cui avranno adorazione e potere. Ma sono destinati a morire entro 2 anni.

BREVE INTRODUZIONE A LEAGUE OF LEGENDS
E’ uno degli e-sports che si sta ritagliando più spazio di tutti nella scena e che di anno in anno cresce esponenzialmente in ogni parte del globo. Tanto da convincere Ultimo Uomo a parlarne e spiegare come l’oligarchia di Stati Uniti, Cina e Corea del Sud sta per essere scardinata da giocatori di tutto il resto del mondo.

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Sala d’attesa – #10

Sala d'attesaSiete seduti ad aspettare il vostro turno dal dentista e le riviste di gossip non vi esaltano? Dovete attendere che il meccanico ripari la vostra auto e sapete che è inutile sfogliare il giornale alla ricerca di auto usate perchè sai che non la cambierai? La coda in posta si è ridotta ad una partita infinita ai giochini sul cellulare?

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FULLMETAL ALCHEMIST, IL TEASER TRAILER DELL’ACTION-MOVIE
Chi è appassionato di manga ha già sentito questo nome: Fullmetal Alchemist è stato pubblicato dal 2001 al 2010 ed ha raccolto milioni di fan in tutto il mondo. Ora la storia dei fratelli Elric nel mondo dell’alchimia è stata trasportata su pellicola ed interpretata da attori in carne ed ossa (e girata a Volterra).

DALLA PESCA IN GHANA ALLA BUFERA DI NEVE A NEW YORK: I VINCITORI DEL TRAVEL PHOTOGRAPHER OF THE YEAR
Le fotografie, nel mondo dell’immagine in quale siamo immersi, assumono un fondamentale ruolo: raccontare senza parole, senza versi, senza gesti. Solo forme e colori che presentano una storia, un momento nel tempo. Le migliori del 2016 le trovate tutte qui.

PELE’ DIVENTA RE
Se le immagini al giorno d’oggi sono fondamentali, agli albori della televisione erano i video ad essere il miglior mezzo di trasmissione di messaggi. In questo articolo di Ultimo Uomo sono fondamentali per far capire la grandezza di un giocatore come Pelè ed il momento in cui è diventato il Re del calcio, del Brasile, del mondo.

ABBICCI’ – L’ELASTICO
A poche ore dall’annuncio di Ronaldinho di addio ufficiale al calcio, scopriamo i segreti del suo gesto più celebre. Chi l’ha portato in auge è il brasiliano Rivelino negli anni ’60, ma vi stupirebbe sapere che chi ha inventato un gesto quasi manifesto del calcio carioca sia…un giapponese.

ABBICCI’ – LA ROVESCIATA
Uno dei gesti tecnici più immortali di sempre. Tentare di colpire a mezz’aria il pallone rivolgendo la schiena al campo è probabilmente il gesto più azzardato che si può fare su un campo di calcio. E’ un gesto così unico che è diventato un simbolo universale come quello delle figurine Panini: non c’è album che non abbia Carlo Parola in copertina.

IL FASCINO INDISCRETO DELLA FRANJA ROJA
Una maglia, un’icona. Spesso nel calcio del Sud America una squadra viene identificata dai colori sulla divisa ed alcune diventano immortali grazie anche alle vittorie. Come il River Plate, il club argentino che con la sua banda rossa su sfondo bianco ha ispirato moltissime squadre. Ma questa non è l’unica ispirazione per squadre come Rayo Vallecano, Perù, Mantova…

COSA SIGNIFICANO LE STELLE SULLE MAGLIE DA CALCIO
Rivista Undici risolve un mistero che attanaglia molti appassionati: cosa significano le stelle sulle maglie da calcio? Perchè le squadre sudamericane ne mettono una badilata sopra al petto, mentre quelle europee sono sempre contenute di numero?

DUSAN TADIC, MACCHINA DA PASSAGGI
C’è una schiera di giocatori bravi, forse anche più dei soliti giocatori bravi, che rimane sotto traccia. Non per le loro qualità, ma perchè non giocano nelle squadre di grido. Dusan Tadic è uno di questi, ma al 28enne serbo più che giocare in una squadra più famosa del Southampton sembra importare solo di fare il passaggio giusto ai compagni.

LA RIABILITAZIONE DI BALOTELLI
Che il bad boy made in Italy abbia trovato la sua dimensione? La speranza per i suoi tifosi (e anche per la Nazionale italiana) è questa, dopo che i primi mesi con la maglia del Nizza hanno rivelato un Mario Balotelli decisivo in campo e soprattutto più maturo ed in grado di aiutare concretamente la squadra.

IL FUTURO DI SAN SIRO
Probabilmente San Siro è lo stadio più iconico di tutta Italia, con la sua tettoia e le rampe circolari a circondarlo. Con lo stile di calcio moderno però l’arena di Inter e Milan non garantisce alle squadre i giusti introiti. Quel sarà il destino di Milano e del suo stadio simbolo?

LA COSTRUZIONE DELL’AZERBAIGIAN
Nel panorama calcistico europeo, sta uscendo sempre più prepotentemente l’Azerbaigian. Com’è possibile che uno stato quasi nell’ombra e noto non certo per lo sport affacciarsi nel pianeta calcio? E’ possibile, se di mezzo ci si mette la politica.

IL PREGIO DI NON AVERE DIFETTI
La NBA è, senza dubbio, il miglior campionato di basket nel pianeta. E’ evidente che, senza una stella ed un cast di supporto rilevante, è abbastanza difficile puntare al titolo, mentre la lotta per accedere ai Playoff necessita comunque di qualche peculiarità. Gli Utah Jazz hanno trovato la loro: non eccellere in nessun settore e non fare mai errori in ogni settore.

SHIAFFI E FAGIOLI: IL VIDEOGIOCO DEDICATO A BUD SPENCER E TERENCE HILL E’ SU KICKSTARTER
Il culto degli anni ’80 in una fusione esasiante. Un videogioco a scorrimento con la grafica a pixel belli grandi con protagonisti i due attori che, tra le ambientazioni western e cittadine americane stereotipate, più ci hanno divertito a suon di cazzottoni. Se non vedete l’ora di giocarci, per ora potete scaricare la demo gratuita.

DAVID HASSELHOFF CAVALCA DINOSAURI E UCCIDE I NAZISTI NEL NUOVO DELIRANTE VIDEO TUTTO ANNI ’80
Direi che il titolo dice tutto. Un video di una follia immensa, ma che anche per questo è estremamente divertente. L’attore protagonista di Supercar e Baywatch, in questa ondata di revival trash, sta cavalcando l’onda di una seconda carriera. La consolazione è che la sta approcciando con la giusta ironia ed una professionalità ammirabile.

ALTRO CHE MEME, ALBERTO ANGELA E’ UN PALEONTOLOGO CON I CONTROCAZZI
Tra i personaggi che il lato nostrano di internet ha deciso di esaltare, c’è il famoso divulgatore della Rai. Ma andando oltre l’esaltazione della rete, Alberto Angela si scopre essere un vero professionista nel suo campo: tra scoperte e ruoli ricoperti nei migliori istituti, il figlio di Piero Angela non è evidentemente un raccomandato.

 

Sala d’attesa – #6

Sala d'attesaiete seduti ad aspettare il vostro turno dal dentista e le riviste di gossip non vi esaltano? Dovete attendere che il meccanico ripari la vostra auto e sapete che è inutile sfogliare il giornale alla ricerca di auto usate perchè sai che non la cambierai? La coda in posta si è ridotta ad una partita infinita ai giochini sul cellulare?

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INNAMORATI DI MAHMOUD DAHOUD
Quanto può essere difficile per un ragazzo di 20 anni tedesco nato in Siria doversi inserire e farsi valere in un centrocampo dove ha già mostrato buone qualità, ma deve supplire alla partenza di un giocatore come Granit Xhaka? Molto difficile, ma il giovane Dahoud sembra avere tutte le carte in regola per aiutare il Borussia Monchengladbach.

QUANTO ERA FORTE CHIESA
Un giocatore forse dato per scontato in Serie A, uno dei primi (forse il primo) ad incarnare la concezione moderna dell’attaccante. Enrico Chiesa non si è mai imposto sui palcoscenici principali, ma ha saputo regalare emozioni tradotte in goal che difficilmente ci potremo scordare.

FRANK DE BOER GIA’ AL BIVIO
Con Ultimo Uomo andiamo ad analizzare il prima e dopo la partita tra Inter e Torino, dal lato nei nerazzurri. L’incontro con l’Atalanta ha lasciato de Boer in acque altissime con problemi solo all’apparenza irrisolvibili: quali sono e c’è la possibilità di superarli nel brevissimo periodo?

L’INTER SI RITROVA NELLA DIFFICOLTA’
Un concetto che sappiamo benissimo noi interisti, ma che nel post Torino aiuta ad analizzare cosa, in soli 90 minuti, sia cambiato nell’Inter. Per farla breve: i nerazzurri sono riusciti ad intervenire in quei punti critici come l’impostazione dal basso e la qualità a centrocampo e di conseguenza a creare moltissimo. De Boer (per ora) è salvo.

TROUBLE ON THE TERRACES
Una passeggiata nel corso dell’ultimo secolo per scoprire come e perchè il modello degli stadi è mutato nel tempo. Il denominatore comune sono le tragedie che hanno visto centinaia di tifosi soffocare l’uno sull’altro a causa di strutture inadatte. Ma anche oggi che gli stadi della Premier League sono da esempio per il mondo, ci sono problemi…

I TIFOSI DEL WEST HAM SONO MOLTO ARRABBIATI
Arrabbiati perchè nel nuovo London Stadium per loro è severamente vietato stare in piedi. Con società che tendono sempre più a lasciare settori degli stadi senza seggiolini per permettere ad alcuni tifosi di vivere le partite come un tempo, la società londinese sta sopprimendo sempre più questa frangia di sostenitori scatenando la loro ira.

IL DERBY DI EDIMBURGO CHE NESSUNO VIDE
Questa è la storia di una partita di calcio. Una dal significato importante, come il derby tra Hibernian e Heart of Midlothian che si tiene ogni prima giornata del nuovo anno solare. Una dal significato ancora più importante, perchè è il 3 gennaio 1940 e c’è la Seconda Guerra Mondiale. E i tedeschi, mentre intercettano la cronaca della partita via radio, non devono sapere che ad Edimburgo c’è la nebbia.

LA PUNIZIONE AL CONTRARIO
Questa è la storia del calcio piazzato più famoso della storia del calcio. Guardandola oggi in una delle gif condivise su Facebook fa ridere, ma dopo aver letto questo articolo (come sentirlo raccontare da Federico Buffa da minuto 15:02) vi farà venire la pelle d’oca. Basta pensare che il Brasile avrebbe potuto condannare a morte l’intera squadra dello Zaire. Letteralmente.

PESCE FUOR D’ACQUA
Questa è la storia di Carlos Ruiz, detto il “Pescadito”: il più forte calciatore di sempre del Guatemala. Ma più della sua forza vale la pena leggere delle sue scelte, in campo e fuori dal campo, che l’hanno sempre contraddistinto. Come andare a protestare contro il presidente guatemalteco indossando la propria maglia della Nazionale.

VINCENZO MONTELLA E LE MACCHINE INUTILI
Questa non è una storia vera. E’ un bellissimo racconto di fantasia, quasi fantascienza, che pubblica Crampi Sportivi nel tentativo di dare un senso ad un Milan quasi disperso alla fine della settima giornata. Cosa succederebbe se Montella sulla panchina pensasse di poter rivoluzionare l’intero mondo del calcio?

GLI EFFETTI DI BREXIT SU FOOTBALL MANAGER
La realtà che entra nel virtuale e viene amplificata. Il popolare gioco di calcio manageriale, per la sua versione 2017, ha deciso di introdurre la variabile Brexit: il voto dei britannici per uscire dall’Unione Europea avrà diverse influenze sul mercato in base a come si manifesterà nel gioco.

THIS ARTIST REIMAGINED POP STARS AS POKEMON GYM LEADERS
Bruno Alexander, illustratore brasiliano, ha fatto questo lavoro straordinario nel trasformare le principali pop star femminili in allenatrici di palestre. Da una Katy Perry che indossa tutti i colori dei Pokèmon a Ariana Grande con la maschera da Umbreon, la migliore è Britney Spears con un Ekans sulle spalle!

MORGAN, IL PRIMO TRAILER REALIZZATO DA…UN ROBOT
La tecnologia fa sempre più balzi da gigante e poco alla volta dimostra di poter prendere il posto dell’uomo anche nei lavori creativi. Ne è una dimostrazione questo trailer di “Morgan”, un film horror uscito ad inizio ottobre nei cinema italiani. Personalmente, tra i due preferisco il trailer fatto dal robot…

CLEVELAND NON ASPETTA PIU’
Una città che si sta riscoprendo vincente, dopo decenni trascorsi a sentirsi chiamare “Mistake on The Lake”. Ora Cleveland non sbaglia più, e dopo la vittoria dello scorso anno dei Cavaliers in NBA, anche gli Indians potrebbero ripetersi con la vittoria delle World Series di MLB dopo il secondo, datato 1948.

L’UOMO DIETRO AL TRIANGOLO
Chiudiamo con un pezzo di NBA Passion, per celebrare l’inizio della nuova stagione di basket a stelle e strisce, dedicato a Tex Winter. Grande innovatore della pallacanestro, ha insegnato più di una cosa a molti giocatori, tra cui due da poco come Michael Jordan e Kobe Bryant.

Sala d’attesa – #2

Sala d'attesa

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“LA PALLAMANO E’ IL MIGLIOR SPORT OLIMPICO DEL QUALE NON SAPETE UN CAZZO”
Già il titolo rende chiaro l’argomento e l’approfondimento fatto da Crami Sportivi, che si inabissa nelle profondità di uno sport che cela più ombre di quanto si possa immaginare. Soprattutto se una nazionale si mette ad acquistare giocatori da tutto il mondo. (Consoliamoci: alle Olimpiadi di Rio 2016 sono stati eliminati ai quarti di finale).

RIO 2016: URTA L’ASTICELLA COL PENE E SI GIOCA LA QUALIFICAZIONE NEL SALTO CON L’ASTA
Già il titolo basta per farsi due risate! Queste Olimpiadi hanno regalato momenti davvero divertenti, ma la disavventura dell’astita giapponese Hiroki Ogita li supera tutti.

MANUALE PER UNA NUOVA STAGIONE
Rivista Undici approfondisce un aspetto del calcio che negli anni ha subito sempre più modifiche: la preparazione estiva delle squadre. Uno spaccato di come il club di Serie A si preparano per l’inizio della stagione, tra chi emigra all’estero alla ricerca di prestigio e soldi e chi si affida ancora ai vecchi metodi.

HYPE RENATO SANCHES
Continua “Hype”, la serie di Ultimo Uomo che presenta i prospetti che hanno cambiato maglia da cui ci si aspetta un salto di qualità nella prossima stagione. Il centrocampista portoghese passato ad inizio estate dal Benfica al Bayern Monaco è uno di questi: cosa diventerà tra le mani di Carlo Ancelotti?

HYPE GABRIEL JESUS
Anche il giovane brasiliano è stato messo sotto la lente di ingrandimento. Fino a dicembre vestirà ancora la maglia del Palmeiras, poi potremo vederlo all’opera anche con la maglia del Manchester City. L’attesa è quasi frenetica, dato che Ronaldo (quello vero) ha confessato che è il giocatore in cui si rivede maggiormente.

HYPE JOAO MARIO
In questa rubrica trova spazio anche il portoghese a lungo inseguito ed alla fine acquistato dall’Inter. I 45 milioni dati allo Sporting Lisbona ed investiti su di lui dovranno fruttare e questo articolo è una buona guida per far capire ai tifosi nerazzurri come Joao Mario potrà giocare in mezzo all’erba di San Siro.

PIACERE, ARKADIUSZ
In molti, dopo la partenza di Higuain dal Napoli, si sono chiesti se e come i partenopei lo sostituiranno. Da questa sessione di calciomercato in attacco è arrivato solo Arkadiusz Milik, punta polacca prelevata dall’Ajax. Ma già da questo inizio di stagione abbiamo capito che non è “solo” un acquisto, ma qualcosa di più.

HARTORINO
Probabilmente uno degli affari più sorprendenti di tutta la campagna acquisti estiva. Il calcio sa regalare sorprese come il passaggio di Joe Hart dal Manchester City al Torino: roba da Football Manager. E’ così che Crampi Sportivi immagina l’andamento della trattativa orchestrata da Gianluca Petrachi, come se davanti a sè avesse avuto lo schermo di un pc invece di Guardiola.

O ZICO O AUSTRIA
Le trattative di mercato regalavano storie emozionanti anche negli anni ’80. Come può un campione del Brasile come Zico passare ad una squadra di provincia italiana come l’Udinese? Intrighi, manovre al limite del lecito e rivolte di piazza sono gli ingredienti di una trattativa da leggenda.

ANEDDOTI, PERLE E STORIE ASSURDE DEL MERCATO APPENA CONCLUSO
Gazzetta.it raccoglie alcune delle storie più interessanti del mercato appena conclusosi. La regola più importante da trarne è che i giocatori sono come le fidanzate: se vuoi parlarci al telefono e non ti rispondono, è perchè ti stanno mettendo le corna!

CHE SENSO HA GUARDARE LA SERIE A?
Ultimo Uomo pubblica un trittico di articoli utili per capire il campionato che guarderemo fino a fine maggio con delle domande a cui le penne digitali del sito rispondono. In questo prima parte si interrogano se il dominio della Juventus può diventare tirannia, le sue possibili rivali ed il valore complessivo della Serie A.

GUIDA TATTICA ALLA SERIE A 2016/17
Il secondo pezzo si occupa dell’aspetto tattico, in continua evoluzione soprattutto nel campionato italiano. La Juve di Allegri continuerà con il suo controllo? Come si schiererà  il Napoli senza Higuain? Quali sono i miglioramenti di Roma e Inter? E quale il destino di Fiorentina, Milan, Genoa e tutte le altre?

GUIDA AI PROTAGONISTI DELLA SERIE A 2016/17
Terzo ed ultimo articolo dedicato alla materia prima del calcio: i calciatori. Tra esplosioni definitive e nuovi acquisti, si va alla ricerca del giocatore che più di tutti lascerà il segno su questa nuova Serie A. Che da questa estate si può sintetizzare in una sola domanda: quale sarà il prossimo acquisto della Juventus?

ZEROCALCARE E LA GUERRA CIVILE DI POKEMON GO
Zerocalcare, stavolta per conto di Wired, realizza un breve fumetto per narrare da un futuro lontano come si è svolta la guerra per decidere se fosse lecito o meno per tutti giocare a Pokemon GO. E’ il perfetto riassunto di come lo scontro è avvenuto sui social network, con risvolti fantasiosi nella vita reale che, fortuna nostra, non sono avvenuti.

THIS ARTIST DRAWS POKEMON AS HUMANS, AND THEY’RE FRICKIN’ GREAT
Rimanendo sulla scia dei Pokemon, vi invito a guardare i disegni di Tamtamdi raccolti su Smosh.com. L’artista si ispira ai piccoli mostri per creare delle loro versioni umanizzate: creazioni sbalorditive, quasi da pensare a delle ottime idee per i prossimi costumi di Carnevale.

P.s.: piccolo cambio di formato: invece di uscire ogni primo lunedì del mese, uscirà un post per ogni 15 articoli raccolti.

Fantasy Kit Design – Brasile

Non si ferma questa pioggia di Fantasy Kit! Come ogni settimana vi presento un Kit Design creato dal sottoscritto e finito con i club europei passiamo alle Nazionali. La prima maglia è quella del

BRASILE

Brasile Fantasy Kit Home

Per la prima maglia del nuovo campionato ho cercato qualcosa che mi distinguesse dalla massa. Ho voluto realizzare una maglia dallo stile classico ed accattivante, come si addice alla Seleçao, ma che allo stesso tempo portasse tradizione ed innovazione. Con tutte queste cose da mettere insieme, dove sarei potuto andare a sbattere la testa?

La testa è andata a sbattere su un’ispirazione molto poco vagliata per i brasiliani: il pappagallo. Il pennuto colorato non è mai stato degnamente rappresentato sulle divise dei carioca e da qui è nata l’idea, poi andatasi a collocare sulle maniche con un effetto piumato con più sfumature di verde.

Il richiamo viene usato anche dalla Nike nella vera maglia che il Brasile userà ai Mondiali 2014, con un inserto triangolare all’interno della divisa. Il baffo americano è rimasto anche sulla mia maglia, come simbolo universale di eleganza ed innovazione nel mondo del kit design, e con esso ho anche utilizzato il colletto alla coreana (che cominciava a prendere piede) e la scritta BRAZIL all’interno della maglia, intervallata dalle cinque stelle dei pentacampeones.

Voi che ne pensate di questa maglia?

Vynil Sellout – Settembre 2014

Ha inizio con oggi il nuovo corso di questo blog.
Come il TARDIS “vero”, da fuori manterrà lo stesso aspetto, mentre dentro farò un pò di arredo. Togliere le ragnatele dai muri, riverniciare un pò, spostare qualche mobile e il gioco è fatto.

Eccoci qua quindi, in questo nuovo spazio! Per la precisione, nel Vynil Sellout.
Un appuntamento fisso ogni ultima domenica del mese, dove presenterò tre canzoni di qualsiasi genere che voglio consigliarvi per i più svariati motivi: perchè sono straordinarie, perchè fanno parte di un progetto interessante, o perchè fanno talmente schifo che dovete sentirle per capire che non ascolterete mai niente peggio di quello.

Partiamo quindi con la prima tripletta!

Vinili, scritte con linee di troppo... Tutto molto hipster!

Vinili, svendite, scritte con linee di troppo… Tutto molto hipster!

1. The Trouble – Pogo
Cominciamo con il progetto di Pogo, deejay australiano che dal 2007 realizza dei “collage musicali”. Prende le traccie audio di film, telefilm, cartoni animati, così come voci e rumori che trova per strada, e le mette insieme su una base melodica per realizzare canzoni. E’ stato anche assoldato direttamente dalla Disney/Pixar per un progetto simile legato al film “Up“.
La canzone che voglio proporvi è un mix di diverti film della Disney: Peter Pan, Mary Poppins, Alice nel Paese delle Meraviglie, Aladdin e La Sirenetta, mescolate insieme per una canzone trasognata e rilassante.

2. Take Ü There – Jack Ü feat. Kiesza
Credo di poter dire che questa canzone “setta il trend” della musica elettronica. Per gli estranei dei linguaggi gergali dei quali spesso mi approprio senza le dovute precauzioni: questa canzone definisce in quale direzione evolverà la musica elettronica nei prossimi 6 mesi circa. E’ una mia opinione, ma validamente supportata da molti degli esperti del settore.
Jack Ü, nome d’arte dei due deejay e produttori di fama internazionale Diplo e Skrillex, hanno messo in piedi questa collaborazione e il primo prodotto è stato “Take Ü There“. All’inizio può sembrare una qualsiasi canzone elettronica, ma la contaminazione trap mette in risalto nuove sonorità che, inevitabilmente, influenzeranno e non poco la scena elettronica.
In più, Kiesza ha una voce della madonna.

3. Stay High (Habits Remix) – Tove Lo ft. Hippie Sabotage
Dal nome (o meglio, dalla lunghezza) può sembrare una di quelle tamarrate estive mezze latinoamericane. In realtà è tutt’altro, ma meglio andare in ordine.
L’estate 2014, checché ne dica Studio Aperto, è stata senza tormentone estivo. E dire che c’è stato pure i Mondiali di calcio Brasile, che di solito aiuta abbondantemente questa selezione naturale di brani orecchiabili e ballabili. E’ stata un’estate con molte canzone apprezzabili che si sono spartite equamente i passaggi radiofonici e nelle balere dello Stivale, e il bello di questo è che anche canzoni di tono minore hanno potuto facilmente farsi spazio e mettersi in luce.
Una di queste è appunto la canzone di Tove Lo, graziosa cantante svedese che ha pubblicato la canzone “Habits” nel 2013 e quest’anno è uscito il remix, sbarcato da noi giusto questa estate. Questo pezzo potrebbe essere considerato come un lento dei giorni nostri, che se lo metti in discoteca le coppiette rimangono sole al centro a ballare stretti stretti.
Ma al giorno d’oggi, poi, dove sono sparite le coppiette in discoteca? Questo è un problema che affronteremo un’altra volta…

Come giochiamo a calcio – Spagna

Dopo un breve e intenso cammino, eccoci alla conclusione di questo ciclo di articoli. O meglio, traduzione di un articolo, trovato sul New York Times, che prima dei Mondiali di Brasile 2014 ha cercato di individuare cosa si nasconde dietro lo stile di gioco di alcune delle nazionali più importanti, analizzandone la storia e la cultura.
Partendo dal Brasile, abbiamo percorso Inghilterra, Italia, Germania e Olanda. Il capolinea è la Spagna.

 

Il portiere del Real Madrid Iker Casillas, in tuffo per un tiro di Xavi del Barcellona durante una partita del campionato spagnolo del 2010. Entrambi giocano per la Spagna nella Coppa del Mondo di quest'anno. (Javier Soriano/AFP/Getty Images)

Il portiere del Real Madrid Iker Casillas, in tuffo per un tiro di Xavi del Barcellona durante una partita del campionato spagnolo del 2010. Entrambi giocano per la Spagna nella Coppa del Mondo di quest’anno. (Javier Soriano/AFP/Getty Images)

 

Finalmente, una squadra nazionale

di Luis Garicano
tradotto da Stefano Acquafredda

Finchè recentemente non ha cominciato a collezionare titoli, la nazionale spagnola era i Chicago Cubs del calcio mondiale: amabili temerari con grande talento, grandi aspettative e nessun trofeo.

La giudizio comune era che ai giocatori spagnoli non importava abbastanza perché la loro lealtà era più per le loro regioni di origine che per il loro paese. La Spagna non poteva vincere, si diceva, perché non c’era alcuna traccia della Spagna nei cuori dei giocatori spagnoli.

Infatti, le identità regionali e le tensioni spesso scendono in campo, con le partite che servono come occasione per riaffermare quelle identità. Nel 2012 la finale di Copa del Rey tra Athletic Bilbao (che schiera solo giocatori nati o cresciuti nella regione basca) e Barcellona (che è strettamente legata alla Catalogna), i tifosi di entrambe le squadre irridettero e fischiarono i due simboli principali della Spagna: il re e l’inno nazionale. Eppure, un mese dopo, ogni club ha fornito giocatori alla nazionale spagnola, che partì per difendere il suo titolo europeo.

La recente corsa al successo della Spagna, alimentata da una straordinaria generazione di giocatori, si colloca in mezzo a una crisi economica sconcertante che ha solo aumentato fervore indipendentista. Il successo è servito come sfida al regionalismo calcistico, ma ha anche un debito per una vicenda umana straordinaria che ha conservato le tensioni regionali dividendo la squadra: l’amicizia tra i leader dei due club più famosi del paese, il portiere del Real Madrid Iker Casillas e il centrocampista del Barcellona Xavi Hernández.

spagna-olanda-2010

I due avevano primeggiato insieme fin dall’infanzia nelle nazionali giovanili e maggiori spagnole, e la loro amicizia ha prevalso nei peggiori momenti della rivalità tra Real Madrid e Barcellona, tra cui il Clásico del 2011 nel quale gli allenatori delle due squadre sono quasi venuti alle mani. Dopo quella partita, Casillas ha telefonato a Xavi per trovare un modo per i giocatori di disinnescare la faida fumante che rischiava di fratturare della squadra spagnola.

Purtroppo, Casillas ha pagato un prezzo pesante; il suo allenatore lo ha tolto dalla formazione titolare per la sua “infedeltà”. Ma un anno dopo, i giocatori della Spagna – i catalani, i baschi e tutti gli altri – si sono riuniti per vincere il loro secondo Campionato Europeo consecutivo.

Un altro elemento chiave nel mantenimento dell’unità di squadra è stato allenatore della Spagna, Vicente del Bosque. Un silenziosamente brillante e modesto uomo baffuto dal volto un pò austero, è conosciuto per la sua compostezza e cortesia a bordo campo e per la sua pacata gestione di una collezione di talento scintillante e potenti ego.

Lo stile di gioco che ha ereditato e incoraggiato permette ai minuti giocatori spagnoli di dominare i loro avversari grandi e forti con uno stile fluido che unisce una pressione implacabile ad una rete di passaggi precisi e ad alto ritmo. La Spagna gioca come se non avesse delle stelle; è il trionfo del collettivo. Ma il successo di giocatori che trascendono le loro identità regionali competitive fornisce anche un modello per gli spagnoli per affrontare queste divisioni nella loro vita quotidiana.

La pace mediata da Xavi e Casillas, insieme al gioco disinteressato gestito dalla mano ferma di del Bosque, suggerisce modi al paese di navigare il regionalismo e le difficoltà economiche che stanno tassando l’identità spagnola e minacciando il suo futuro.

Può questo spirito sopravvivere alle partenze di alcuni dei migliori giocatori della squadra dopo la Coppa del Mondo – tra cui, forse, due amici provenienti da regioni reciprocamente diffidenti della Spagna? Può questo atteggiamento sopravvivere a una sconfitta nella Coppa del Mondo? Lo vedremo in Brasile, soprattutto dopo il disastroso debutto della Spagna nel torneo, una sconfitta per 5-1 con l’Olanda in cui Casillas e gli eroi di una generazione d’oro hanno mostrato poco dello spirito di squadra che ha guidato la Spagna negli ultimi anni.

 

Luis Garicano è professore di economia e strategia presso la London School of Economics e autore di “El Dilema de España“.

 

 

Articoli precedenti:
#1 – Brasile
#2 – Inghilterra
#3 – Italia
#4 – Germania
#5 – Olanda

L’articolo originale potete trovarlo qui.

Come giochiamo a calcio – Olanda

Continua il viaggio tra la storia e la cultura che hanno portato a caratterizzare lo stile di gioco di una nazionale. Superate Brasile, Inghilterra, Italia e Germania, la prossima nazionale presa in esame dall’articolo del New York Times in occasione dei Mondiali di Brasile 2014 è l’Olanda.

 

Johan Cruyff subisce fallo da un giocatore della Germania Ovest durante la finale di Coppa del Mondo del 1974. La Germania Ovest vinse la partita 2-1. (Allsport UK/Allsport)

Johan Cruyff subisce fallo da un giocatore della Germania Ovest durante la finale di Coppa del Mondo del 1974. La Germania Ovest vinse la partita 2-1. (Allsport UK/Allsport)

 

Ancora definiti dal genio eccentrico di Cruyff

di Arthur van den Boogaard
tradotto da Stefano Acquafredda

Il calcio è una forma d’arte. La scuola olandese è un termine collettivo per l’artista olandese“. Queste parole, che si trovano sul sito ufficiale dell’associazione allenatori olandesi, mostra il significato di calcio olandese in tutto il mondo. Foto di allenatori come Guus Hiddink, Frank de Boer e Ronald Koeman addocchiano i visitatori del sito, che senza il minimo accenno di ironia proclama: “I nostri allenatori sono dei Rembrandt moderni“.

Una dichiarazione impressionante. Ma cosa significa essere un Rembrandt moderno? E perché non un van Gogh contemporaneo? Un Piet Mondrian? Un Pieter Jansz Saenredam? O semplicemente un Johan Cruyff moderno?

Gli olandesi tendono a dividere la loro storia calcistica in due periodi – prima e dopo Cruyff. Il periodo P.C. (Prima di Cruyff) era chiaro, ordinario, giocavamo un calcio pragmatico. Con la nascita del grande Cruyff arrivò il Calcio Totale: un gioco emozionante, concentrata sull’attacco, con tutti i giocatori capaci di cambiare posizione e un occhio acuto per gli spazi aperti in campo. E’ stato Rinus Michels, l’allenatore dell’Ajax e della nazionale olandese alla Coppa del Mondo del 1974, l’architetto ispiratore del concetto di Calcio Totale. Ma fu Cruyff che portò il concetto ad un altro livello. Il gioco della squadra olandese consisteva in un caos ben organizzato. Cruyff, al suo epicentro, organizzava il gioco mentre controllava dall’alto che tutto andasse bene. Per dirla biblicamente, in campo lui era Dio e Gesù fusi in un unico giocatore.

Cruyff ha dato al gioco un aura di avanguardia in un momento in cui la società olandese stava subendo cambiamenti significativi. Cruyff, un giovane sfacciato di un quartiere operaio, giocò per l’Ajax Amsterdam nella città del movimento antiautoritario Provo. Andò contro la costituzione e non smise mai di cercare di cambiare le cose a suo favore. Anche se era in gran parte motivato dal denaro, era comunque una persona rivoluzionaria, un John Lennon olandese.

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Il suo mantra era di rendere il campo di gioco grande quando avevi la palla e renderlo piccolo quando l’avversario ce l’aveva. L’autore britannico David Winner, nel suo libro “Brilliant Orange“, comparò Cruyff a Saenredam, pittore olandese del 17 ° secolo, famoso per la manipolazione dello spazio sulla tela.

Cruyff convinse la nazione che giocare un bel calcio è una cosa tipicamente olandese.

Abbiamo creato una consuetudine in questo modo. Ci sono alcuni prodotti olandesi che sono stati, diciamo, costituiti altrove. I tulipani originariamente provenivano dalla Turchia. Le ceramiche di delft erano un’alternativa economica alla porcellana cinese. La tradizionale bicicletta nera, un’estensione del corpo di ogni olandese, è stata inventata in Inghilterra come bicicletta da donna e divenne olandese solo perché non riuscimmo a tenere il passo con i nuovi design. Gli olandesi sono bravi a rendere qualcosa proprio e poi raccontare al resto del mondo che il loro è l’unico modo.

 

Arthur van den Boogaard ha recentemente terminato il suo libro “Zo Speelden Wij” (“This Is How We Played“), in cui ricostruisce 14 partite storiche della nazionale olandese per dimostrare che il modo in cui sono state giocate rispecchiano l’anima olandese.

 

 

Articoli precedenti:
#1 – Brasile
#2 – Inghilterra
#3 – Italia
#4 – Germania

Come giochiamo a calcio – Germania

Passata la metà degli articoli, iniziamo la parte in discesa di questa serie di articoli presi e tradotti dal New York Times. Il loro intento è di descrivere il gioco di sei nazionali che hanno partecipato ai Mondiali di Brasile 2014 attraverso la cultura, la politica e la storia di quei paesi.
Per il quarto articolo, è il turno dei freschi vincitori della Coppa del Mondo: la Germania.

 

Franz Beckenbauer segna in una partita contro la Svizzera nel 1966. La Germania Ovest vinse 5-0. (AP Photo)

Franz Beckenbauer segna in una partita contro la Svizzera nel 1966. La Germania Ovest vinse 5-0. (AP Photo)

 

Per la Germania, basta che funzioni

di Andrei S. Markovits
tradotto da Stefano Acquafredda

Questa è la concezione diffusa: i tedeschi hanno uno stile di gioco a regola d’arte, clinico ed efficace, così come uno spirito combattivo (chiamato Kampfgeist) e un orientamento di squadra. Tutto questo trionfa sempre sullo stile di gioco individuale. Quello che si vede in campo è analogo alla prodezza economica del Modell Deutschland, il sistema che ha fatto del paese il primo esportatore al mondo.

Ma se c’è una cosa che il mio impegno a vita con la Germania mi ha mostrato, è che il paese non ha caratteristiche nazionali significative. La nozione di un personaggio ben fatto è solo uno stereotipo; non è una spiegazione giusta per la cultura nazionale o uno stile di gioco di una squadra.

Per comprendere meglio la nazionale della Germania, guardate alla sua struttura e alle sue origini. Il team è stato chiamato a regola d’arte da quando ha giocato contro il Wunderteam austriaco negli anni ’30, e, più tardi, contro la famosa squadra nazionale ungherese conosciuta come i Magnifici Magiari. I sottovalutati tedeschi non avevano stelle – molto a regola d’arte da parte loro – ma riuscì comunque a sconfiggere la squadra ungherese nel Miracolo di Berna del 1954, la prima Coppa del Mondo vinta dalla Germania.

Si potrebbe appuntare a quella partita la fondazione della moderna Repubblica Federale Tedesca, l’entità solida ma decisamente poco sexy che ha prodotto il miracolo economico tedesco e trasformato un nano politico in un gigante economico stabile. La vittoria della squadra 1954 entrò a far parte dell’immagine del paese di affidabilità solida che è stata così ben accolta a livello nazionale ed internazionale dopo gli orrori incandescenti del nazionalsocialismo.

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Lo stile di gioco della squadra aveva molto a che fare con il suo direttore, il famoso Sepp Herberger, che ha allenato la squadra dal 1936 al 1964 ed era conosciuto come Chef. Chef era un personaggio come Yogi Berra che non aveva pazienza per le stelle.

Ma nel 1966, la squadra tedesca aveva una stella emergente: Franz Beckenbauer, presto chiamato Kaiser. A lui si unì un gruppo di altri eccezionali giocatori come Wolfgang Overath, Gerd Müller e Günter Netzer che guidarono la nazionale al Campionato Europeo del 1972 e la Coppa del Mondo due anni dopo. Il calcio tedesco era tutto estro e brio, con po ‘di affidabile laboriosità del passato.

Dopo il Kaiser, la nazionale tedesca ha avuto giocatori come Jurgen Klinsmann che erano fantastici, ma non avevano l’estro del Kaiser. Ancora una volta, la squadra è stata descritta come clinica, efficace e, sì, a regola d’arte.

Quarant’anni dopo, quando Klinsmann ha allenato la squadra tedesca, la sua squadra ha giocato un gioco dei più offensivi che si siano mai visti. Lo stesso si potrebbe dire di quattro anni più tardi in Sud Africa, ma molti hanno attribuito il brio di quella squadra a giocatori come Mesut Ozil e Sami Khedira – in altre parole, a giocatori che alcuni dicono essere tedeschi di passaporto ma non di cultura.

Ozil ha detto spesso che le sue abilità combinano l’estro turco e la perseveranza tedesca, rendendo così evidente che anche i giocatori vedono il calcio globale attraverso una lente culturale.

 

Andrei S. Markovits è il Professore Collegiato Karl W. Deutsch di Politica comparata e studi tedeschi presso l’Università del Michigan. E’ l’autore di “Gaming the World: How Sports Are Reshaping Global Politics and Culture“.

 

 

Articoli precedenti:
#1 – Brasile
#2 – Inghilterra
#3 – Italia

Come giochiamo a calcio – Italia

Continua la traduzione dell’articolo pubblicato sul New York Times a proposito delle nazionali andate in scena ai Mondiali di Brasile 2014 e le origini del loro gioco.
Abbiamo visto il Brasile, abbiamo visto l’Inghilterra, ora è il nostro turno: scopriamo da dove nasce il gioco dell’Italia.

 

Fabio Cannavaro lotta con il francese Zinedine Zidane nella finale di Coppa del Mondo del 2006 in Germania. (Associated Press/Michael Probst)

Fabio Cannavaro lotta con il francese Zinedine Zidane nella finale di Coppa del Mondo del 2006 in Germania. (Associated Press/Michael Probst)

 

Mai noiosa, sempre Bella

di Beppe Severgnini
tradotto da Stefano Acquafredda

 

Alcune persone fanno festa troppo presto. Ero in Brasile nella primavera del 2006, e il Brasile era in festa. La Coppa del Mondo in Germania stava per cominciare, e brasiliani, giustamente convinti di avere la squadra migliore, stavano già celebrando il loro trionfo. Ad un evento pubblico ho detto: “Calmatevi, per favore. Questa volta vincerà l’Italia“. Il pubblico ridacchiò, dicendo: “Andiamo. Il calcio italiano è nel bel mezzo del suo più grande scandalo di sempre. Due scudetti sono stati revocati. I giocatori sono sotto shock, ed i club sono in disgrazia!“. Ecco perché, dissi.

Va bene, sono stato fortunato. Ma c’era del metodo nella mia previsione. Quando gli azzurri sono in bilico e sentono di avere qualcosa da dimostrare, fanno centro. Quando è troppo facile, sono inutili. Le peggiori performance dell’Italia in Coppa del Mondo sono state precedute da grandi aspettative: in Germania nel 1974, dopo aver raggiunto la finale in Messico; in Messico nel 1986, dopo aver vinto in Spagna; in Corea del Sud e Giappone nel 2002, dopo aver fatto bene in Europa; e in Sud Africa 2010, dopo essere arrivati ​​come campioni. Le migliori prestazioni italiane sono arrivate sulla scia della sconfitta, del disastro e dello scandalo.

Ecco perché le cose stanno andando bene per Brasile 2014. Il calcio italiano se la sta cavando male in Europa, ed i club sembrano essere alla mercé di teppismo e debiti complessi. Il pacato allenatore Cesare Prandelli ha dovuto ingoiare il suo orgoglio quando ha chiamato il difensore della Juventus Giorgio Chiellini, che è stato espulso per un brutto fallo contro la Roma. I puristi di calcio sono furiosi, Prandelli è infastidito, e le autorità sportive italiane sono imbarazzate. Fin qui tutto bene.

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Nel calcio come nella vita, noi italiani tendiamo a fare meglio quando siamo spalle al muro. Per la maggior parte delle persone, quella non è una posizione particolarmente comoda. Ma a noi sembra andare bene così. In economia, politica e vita quotidiana, l’Italia ha bisogno di essere sofferente, e forse un po’ spaventata, per uscirne fuori. Negli ultimi tre anni e mezzo, abbiamo prodotto quattro primi ministri – l’ultimo uno senza esperienza di 39 anni – e le frustrazioni di un’angoscia economica. Dai un’occhiata ai notiziari britannici e americani in questo periodo, e li troverai pieni di titoli come “Euro Crisi” e “Italia sull’orlo del burrone!”.

Ma a noi piacciono gli orli. La vista è fantastica.

Ero in Colorado per il l’Aspen Ideas Festival nel giugno 2012. La crisi dell’euro era al suo apice, i capi di governo dell’Unione Europea si stavano radunando per un vertice d’emergenza a Bruxelles, e quella notte, l’Italia stava giocando contro la Germania nell’Europeo. Ero a un panel che era più o meno una discussione come un funerale per l’euro. Quando fu il mio turno di parlare, ho detto: “La Germania troverà un modo per risolvere la crisi dell’euro, e l’Italia troverà un modo per risolvere i tedeschi nel bellissimo gioco. Abbiamo entrambi troppo in gioco“. Ancora una volta, avevo ragione.

Io non sono un profeta. Solo conosco bene il mio paese. Essere italiani è un lavoro a tempo pieno, perché non dimentichiamo mai chi siamo – nella vita o sul campo – e ci piace confondere i nostri avversari. Lo stile di calcio italiano è elegante, seducente e imprevedibile. Germania, Inghilterra e Olanda possono avere un approccio più corri-a-perdifiato e macho, ma l’Italia è una “signora” che attrae e colpisce quando ti avvicini troppo. Il catenaccio – la catena e lucchetto – è una metafora sessuale, ovviamente difensiva, mentre un contropiede – l’improvviso contro attacco – è inevitabile quando la signora decide che ne ha avuto abbastanza dei vostri approcci maldestri.

Gli italiani adorano le apparenze, e qualche volta mettiamo l’estetica prima dell’etica, che può essere un problema. “La bella figura” – fare una buona impressione – è un concetto fondamentale per comprendere se si vuole avere controllo sull’Italia. “La Grande Bellezza” ha appena vinto l’Oscar per il miglior film straniero, e la bellezza è ciò che ci piace di mostrare in campo. Come un sacco di altre squadre, lo ammetto. Ma per la Germania, la bellezza è organizzazione. Per l’Inghilterra, è dedizione e ritmo di lavoro. Per il Brasile, la bellezza è una danza. Ma per noi e per l’Argentina – un’Italia al quadrato, se si guardano i loro nomi e volti! – la bellezza è velocità mozzafiato.

Gli Stati Uniti ci proveranno seriamente e faranno presumibilmente bene, come sempre. L’Italia potrebbe essere un finalista o lasciare il Brasile in disgrazia. Siate certi gli azzurri vi sorprenderanno o deluderanno tutti. Loro discuteranno – con la stampa, coi tifosi e l’un l’altro – fino alla partita inaugurale contro l’Inghilterra il 14 giugno a Manaus. Prevedibile è noioso; imprevisto è incredibile. La signora non vorrebbe farlo in nessun altro modo.

 

Beppe Severgnini è un colonnista del Corriere della Sera e autore di “La Bella Figura: A Field Guide to the Italian Mind“.

 

 

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