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Fantasy Kit Design – Olanda Anni ’70 – ’80

Si torna a parlare di maglie per le nazionali con questo Fantasy Kit. In questo turno del torneo di Kit Design s’è dovuto fare i conti con il completo della

OLANDA

 

Olanda Fantasy KitMa non un’Olanda qualsiasi: la nazionale degli anni ’70 e ’80, quella che prima ha incantato il mondo con quella macchina perfetta conosciuta come il Calcio Totale, poi deliziandolo con le giocate di un vero fuoriclasse come Marco Van Basten. Diverse nazionali, diverse maglie, un unico denominatore comune: la maglia oranje.

Da qui partono i dilemmi. Dettagli bianchi o neri? Stile classico o innovativo? La mia scelta è ricaduta su una divisa elegante, ma con una marcia in più. Per fare questo mi sono affidato ad un template Le Coq Sportif che di quel ventennio calcistico ne è stato uno dei simboli cardine.

L’arancio sulla casacca, arricchito dal logo dello sponsor tecnico tono su tono, viene accostato da uno scollo a V ed i lembi del colletto a polo. Bianche sono anche i bordo manica ed i pantaloncini, rifiniti da una striscia arancione laterale; i calzettoni sono arancioni ed hanno una doppia cerchiatura bianca. Per completare il tutto, non poteva mancare il leone rampante posto sul cuore.

P.s.: Meglio questa versione o quella per il contest precedente?

Voi che ne pensate di questa maglia?

Come giochiamo a calcio – Olanda

Continua il viaggio tra la storia e la cultura che hanno portato a caratterizzare lo stile di gioco di una nazionale. Superate Brasile, Inghilterra, Italia e Germania, la prossima nazionale presa in esame dall’articolo del New York Times in occasione dei Mondiali di Brasile 2014 è l’Olanda.

 

Johan Cruyff subisce fallo da un giocatore della Germania Ovest durante la finale di Coppa del Mondo del 1974. La Germania Ovest vinse la partita 2-1. (Allsport UK/Allsport)

Johan Cruyff subisce fallo da un giocatore della Germania Ovest durante la finale di Coppa del Mondo del 1974. La Germania Ovest vinse la partita 2-1. (Allsport UK/Allsport)

 

Ancora definiti dal genio eccentrico di Cruyff

di Arthur van den Boogaard
tradotto da Stefano Acquafredda

Il calcio è una forma d’arte. La scuola olandese è un termine collettivo per l’artista olandese“. Queste parole, che si trovano sul sito ufficiale dell’associazione allenatori olandesi, mostra il significato di calcio olandese in tutto il mondo. Foto di allenatori come Guus Hiddink, Frank de Boer e Ronald Koeman addocchiano i visitatori del sito, che senza il minimo accenno di ironia proclama: “I nostri allenatori sono dei Rembrandt moderni“.

Una dichiarazione impressionante. Ma cosa significa essere un Rembrandt moderno? E perché non un van Gogh contemporaneo? Un Piet Mondrian? Un Pieter Jansz Saenredam? O semplicemente un Johan Cruyff moderno?

Gli olandesi tendono a dividere la loro storia calcistica in due periodi – prima e dopo Cruyff. Il periodo P.C. (Prima di Cruyff) era chiaro, ordinario, giocavamo un calcio pragmatico. Con la nascita del grande Cruyff arrivò il Calcio Totale: un gioco emozionante, concentrata sull’attacco, con tutti i giocatori capaci di cambiare posizione e un occhio acuto per gli spazi aperti in campo. E’ stato Rinus Michels, l’allenatore dell’Ajax e della nazionale olandese alla Coppa del Mondo del 1974, l’architetto ispiratore del concetto di Calcio Totale. Ma fu Cruyff che portò il concetto ad un altro livello. Il gioco della squadra olandese consisteva in un caos ben organizzato. Cruyff, al suo epicentro, organizzava il gioco mentre controllava dall’alto che tutto andasse bene. Per dirla biblicamente, in campo lui era Dio e Gesù fusi in un unico giocatore.

Cruyff ha dato al gioco un aura di avanguardia in un momento in cui la società olandese stava subendo cambiamenti significativi. Cruyff, un giovane sfacciato di un quartiere operaio, giocò per l’Ajax Amsterdam nella città del movimento antiautoritario Provo. Andò contro la costituzione e non smise mai di cercare di cambiare le cose a suo favore. Anche se era in gran parte motivato dal denaro, era comunque una persona rivoluzionaria, un John Lennon olandese.

germania-ovest-olanda-1974

Il suo mantra era di rendere il campo di gioco grande quando avevi la palla e renderlo piccolo quando l’avversario ce l’aveva. L’autore britannico David Winner, nel suo libro “Brilliant Orange“, comparò Cruyff a Saenredam, pittore olandese del 17 ° secolo, famoso per la manipolazione dello spazio sulla tela.

Cruyff convinse la nazione che giocare un bel calcio è una cosa tipicamente olandese.

Abbiamo creato una consuetudine in questo modo. Ci sono alcuni prodotti olandesi che sono stati, diciamo, costituiti altrove. I tulipani originariamente provenivano dalla Turchia. Le ceramiche di delft erano un’alternativa economica alla porcellana cinese. La tradizionale bicicletta nera, un’estensione del corpo di ogni olandese, è stata inventata in Inghilterra come bicicletta da donna e divenne olandese solo perché non riuscimmo a tenere il passo con i nuovi design. Gli olandesi sono bravi a rendere qualcosa proprio e poi raccontare al resto del mondo che il loro è l’unico modo.

 

Arthur van den Boogaard ha recentemente terminato il suo libro “Zo Speelden Wij” (“This Is How We Played“), in cui ricostruisce 14 partite storiche della nazionale olandese per dimostrare che il modo in cui sono state giocate rispecchiano l’anima olandese.

 

 

Articoli precedenti:
#1 – Brasile
#2 – Inghilterra
#3 – Italia
#4 – Germania

L’Ajax non difende mai

Questo è il titolo (oltre del post) di un racconto breve.
E’ la storia di Velibor Vasovic, difensore jugoslavo che a metà degli anni ’60 lascia il suo paese ancora in lotta e arriva in Olanda, per giocare nell’Ajax, che ben presto sarebbe diventato quello di Cruyff e del calcio totale. Si intrecciano brillantemente negli anni che Velibor passa ad Amsterdam la sua storia, quella politica olandese e quella slava.
L’autore è Jim Shepard, scrittore americano autore di molte raccolte di storie brevi, nell’ultima delle quali c’è questa.
Stile molto pulito, semplice e diretto, come il protagonista. Si fa leggere amabilmente da tutti e con passione da chi ama questo sport come il sottoscritto.
Potete leggere la traduzione in italiano a questo link, mentre se siete interessati a tutta la raccolta, il titolo è “Non c’è ritorno“, pubblicato quest’anno.