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Sala d’attesa – #18

Sala d'attesaSiete seduti ad aspettare il vostro turno dal dentista e le riviste di gossip non vi esaltano? Dovete attendere che il meccanico ripari la vostra auto e sapete che è inutile sfogliare il giornale alla ricerca di auto usate perchè sai che non la cambierai? La coda in posta si è ridotta ad una partita infinita ai giochini sul cellulare?

Prenditi un break come si deve e leggi uno di questi 15 articoli! Assicurato al 100%, la noia non sarà più un problema.

 

IL BACIO SAFFICO DI SAILOR MOON E LE ALTRE SCENE CENSURATE DEI CARTONI ANIMATI (CHE FINALMENTE VEDREMO)
Ha fatto rumore che, dopo anni e anni di censure sui cartoni animati (soprattutto giapponesi), Rai Gulp abbia deciso di tenere la scena del bacio tra Sailor Moon e Sailor Uranus nella serie Sailor Moon Crystal. Cogliendo la palla al balzo, il Trio Medusa ha rivelato la classifica delle undici scene tagliate dai cartoni e che potremo vedere presto.

PERCHE’ NON POSSIAMO DIRCI TRENTENNI
Zerocalcare, come sempre nel suo solito formato a fumetti, prova a spiegarci perchè la generazione di trentenni è quasi estinta per come si intendeva un tempo ed ora sia come un prolungamento dell’adolescenza. Che centri qualcosa Luigi Pirandello?

IL DRAFT NBA 2017 SCELTA PER SCELTA
Come ogni anno, il campionato di basket più celebre al mondo ha ricevuto la sua infornata di talenti giovanissimi appena sfornati dai college in giro per gli Stati Uniti. Anche le stelline dei campionati stranieri sono incluse in questa lotteria, qui analizzata squadra per squadra da Ultimo Uomo.

LA SQUADRA PIU’ SFORTUNATA DI LONDRA
Per chi ama il calcio, sa come Londra sia come un centro nevralgico di questo sport con ben più di una decina di club che hanno la capitale dell’Inghilterra come loro sede. Tra queste, il Leyton Orient è quella che se la passa peggio, soprattutto negli ultimi anni: la scriteriata presidenza di Francesco Becchetti ha portato la squadra a livelli ancora più bassi.

ARRIVANO LE STREGHE
In questi anni recenti di grandi sorprese tra le neopromosse in Serie A, anche il Benevento si è ritagliato un posto nella massima serie nostrana. Con Ultimo Uomo andiamo a vedere non solo la storia recente della squadra, ma anche il suo gioco confermato per la prossima stagione.

LA SCARPA D’ORO UU 2016/17
Nonostante la stagione 2017/18 sia già iniziata, facciamo un piccolo salto indietro per vedere chi la redazione di Ultimo Uomo ha nominato come miglior marcatore utilizzando metodi alternativi a quelli ufficiali. Come potete ben immaginare, anche Dries Mertens è coinvolto.

FANTADONNARUMMA
Il tormentone delle prime settimane di calciomercato è stato, senza ombra di dubbio, il rinnovo di Gianluigi Donnarumma con il Milan. Prima che il giovanissimo portiere rifirmasse con i rossoneri, si sono aperti numerosi ed impensabili scenari per il suo futuro.

ALL’INTER SERVE DAVVERO BORJA VALERO?
Prima che fosse il campo a dare risposta a questa domanda, ci ha provato Ultimo Uomo a prevedere come il centrocampista spagnolo avrebbe influenzato la mediana nerazzurra con gli schemi di Luciano Spalletti.

IL PORTAFOGLIO DELL’INTER
Un’analisi accurata e sintetica di come l’Inter si sarebbe potuta muovere in questa ultima sessione di calciomercato: le previsioni si sono rivelate veritiere, anche se dei molti nomi fatti solo pochi si sono effettivamente concretizzati.

IL PROGETTO SPALLETTI
L’arrivo dell’ex allenatore della Roma sulla panchina dei nerazzurri è di certo il cambio di guida tecnica che più ha incuriosito gli appassionati di calcio. Può un allenatore con un gioco ben definito risollevare una squadra da anni a secco di vittorie, e può la squadra dare finalmente una vittoria prestigiosa al nuovo allenatore?

E SE FOSSE LA VOLTA BUONA PER L’ARGENTINA?
Come abbiamo imparato negli ultimi anni, Lionel Messi non riesce ad essere decisivo con la maglia dell’Argentina tanto come lo è con quella del Barcellona. Ma l’arrivo in panchina di un tecnico rivoluzionario come Jorge Sampaoli potrebbe rimescolare finalmente le carte in tavola.

DIZIONARIO TATTICO: LA PAUSA
In un calcio che sul campo sta accelerando sempre di più i ritmi di gioco, può risultare determinante un giocatore in grado di utilizzare al meglio la pausa. Spesso chi ne abusa viene tacciato di rallentare il gioco insensatamente, ma se usata saggiamente può aprire spazi per giocate spesso determinanti.

QUATTRO STORIE DEL RAPPORTO GARCIA
Lasciando il campo, anche il calcio è associato a fatti di mala vita: recentemente lo scandalo che ha scosso l’intera Fifa ha messo allo scoperto storie anche al limite dell’assurdo. Ultimo Uomo ha raccolto le quattro più sconvolgenti.

LA MAPPA DEL MONDO DI CUI NESSUNO SA SPIEGARE L’ESISTENZA
Viaggi nel tempo? Errori di rappresentazione? Quale spiegazione ad una mappa del mondo intero, disegnata nel sedicesimo secolo, che rappresenta l’Antartide? Se per voi non c’è nulla di strano, è possibile che non sappiate che il continente congelato è stato scoperto due secoli dopo questa mappa.

WHY HAS ITALY BEEN SPARED MASS TERROR ATTACKS IN RECENT YEARS?
Un’analisi del The Guardian su quali potrebbero essere le motivazioni per cui ancora non c’è stato alcun attacco terroristico in Italia. Tra i vari elementi la storica lotta alla mafia ed il lavoro di prevenzione delle forze dell’ordine sui soggetti a rischio. [IN INGLESE]

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Sala d’attesa – #11

Sala d'attesaSiete seduti ad aspettare il vostro turno dal dentista e le riviste di gossip non vi esaltano? Dovete attendere che il meccanico ripari la vostra auto e sapete che è inutile sfogliare il giornale alla ricerca di auto usate perchè sai che non la cambierai? La coda in posta si è ridotta ad una partita infinita ai giochini sul cellulare?

Prenditi un break come si deve e leggi uno di questi 15 articoli! Assicurato al 100%, la noia non sarà più un problema.

IL FASCINO DISCRETO DELL’IPOCRISIA
Un ottimo approfondimento di Ultimo Uomo sul mondo del NCAA, lo sport collegiale americano, e nello specifico per quello che coinvolge il basket. Giocatori a malapena maggiorenni catapultati in una realtà molto distante da quella universitaria e molti più vicina ai microfoni dei giornalisti.

IL PECCATO ORIGINALE DELLA MLS
Grande affluenza di pubblico, stelle da tutto il mondo ed un campionato strutturato per regalare più emozioni: eppure la Major League Soccer non decolla. Qual è il problema che attanaglia il campionato professionistico a stelle e strisce e come può liberarsene?

QUANDO SCOPRIMMO CHE RENZI ERA IL PRESIDENTE DELLA NOSTRA SQUADRA DI PAESE
Purtroppo devo ripiegare su un link de Il Fatto Quotidiano, ma a termine dell’articolo c’è il link ad il pezzo principale, ora non disponibile. Delizioso racconto fantastico, che vede una discreta squadra di calcio amatoriale finire nelle mani dell’ex Presidente del Consiglio.

COS’E’ FINGABOL?
Una delle tante applicazioni del calcio alla quiete delle mura domestiche, il Fingabol si propone come nuovo intrattenitore degli appassionati. Un discendente del Subbuteo, che attinge da air hockey e biliardo per dare vita ad un gioco dove le geometrie di gioco hanno un senso molto più letterale del campo in erba.

DIZIONARIO TATTICO: LO SWEEPER KEEPER
Un modo interessante per scoprire la grandezza di Manuel Neuer, probabilmente il miglior portiere al mondo per i prossimi 10 anni. Per praticare questo ruolo non bisogna essere solo bravo tra i pali, ma anche lontano dall’area di rigore nel girare il pallone ai compagni.

LA RIVOLUZIONE TATTICA DELLA SERIE A
Bellissimo long form che permette di approfondire l’evoluzione calcistica del campionato italiano negli ultimi 10 anni. In molti potrebbero dire che in realtà la crescita, se confrontata agli altri campionati maggiori, è pari a zero: vi sorprenderà scoprire come in realtà anche la Serie A ha avuto grosse innovazioni.

ANIMALE STRANO
Ad una prima impressione, Sergej Milinkovic-Savic si direbbe un centrocampista fatto e finito per la mediana e l’interruzione delle trame avversarie. Invece, osservandolo da vicino, le caratteristiche che lo stanno rendendo sempre più titolare nella Lazio sono ben altre.

STARTED FROM THE BOTTOM
Così come intona Drake, molte storie di calciatori parlano di ragazzi ai margini della società che con un pallone tra i piedi sono riusciti a lasciarsi tutto alle spalle e ad emergere. Ultimo Uomo ha raccolto le migliori nove, ma come potete ben immaginare è difficile superare il passato che ha avuto Carlos Tevez.

PERCHE’ DALE CAVESE VIENE CANTATO OVUNQUE
La storia di un coro che ha attraversato gli oceani e risuona negli stadi di tutto il mondo. Come ha fatto un canto da Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno, ad invadere Francia, Giappone ed altri campionati? Tutto in realtà nasce da Buenos Aires…

DUGOUT: IL SOCIAL NETWORK DEL CALCIO
Come da titolo, anche un intero movimento sportivo ha trovato la sua piattaforma digitale. Su Dugout le squadre ed i giocatori di tutto il mondo possono postare video ed immagini esclusive e mostrare anche le proprie qualità. L’intento è di coinvolgere chiunque pratichi lo sport più conosciuto al mondo, ma non è un caso che i club più famosi l’abbiano già invaso.

5 STORIE ASSURDE EMERSE DA FOOTBALL LEAKS
Un tipico scandalo moderno, che agita le dita dei polemici da tastiera, mette dietro le sbarre qualche profilo medio-basso del giro losco e sostanzialmente non risolve nulla. Ma lo scandalo del calcio ha riservato anche storie incredibili come le amichevoli di beneficenza di Messi ed il vero prezzo di Gareth Bale.

10 BIGGEST MYSTERIES ON FOOTBALL
Un video che sconvolgerà le menti degli appassionati di calcio. Misteri, storie al limite della credibilità ma che voci ben informate potrebbero dire essere assolutamente vere. La vera età di Taribo West, Cristiano Ronaldo diventa spagnolo e finti avvocati che trattano per conto del Manchester United solo per iniziare. Nota a margine: è in inglese.

UN REGISTA SI E’ FATTO RUBARE APPOSTA LO SMARTPHONE E HA GIRATO UN FILM ALL’INSAPUTA DEL LADRO
A metà tra l’esperimento sociale e la volontà di superare i limiti dell’arte, in Olanda un giovane regista ha provato a farsi rubare il cellulare per ribaltare i ruoli del furto elettronico ed entrare lui nei panni di chi ha preso il suo telefono e non viceversa. Ma in fondo non è anche il suo un gesto di invasione della privacy?

THIS MIXTAPE PERFECTLY BLENDS CHANCE THE RAPPER VOCALS OVER KANYE WEST BEATS
“Chance The Dropout” è un lavoro realizzato da DJ Critical Hype e DJ Clyde, dove hanno combinato le tracce vocali di Chance The Rapper con le produzioni di Kanye West. Perchè? Entrambi sono di Chicago, il primo ha sempre dichiarato di ammirare il secondo e soprattutto perchè spacca.

LO STATUS DI MARRACASH
Per numero di produzioni, presenza sulla scena e qualità delle canzoni, ritengo Marracash il miglior rapper italiano.Questa intervista per SIAE fa il punto dopo l’uscita di due pietre miliari del rap come “Status”, ultimo album solista, e “Santeria”, disco in coppia con Gue Pequeno.

Come giochiamo a calcio – Inghilterra

Un paio di giorni fa ho dato il via a una serie di pubblicazioni riguardo un articolo trovato sul New York Times, con sei diversi scrittori che spiegavano, in occasione dei Mondiali di Brasile 2014, da dove nasce il gioco della squadra della loro nazionale.
Abbiamo cominciato con il Brasile, ora si vola verso la patria del calcio: l’Inghilterra.

 

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Bobby Charlton segna contro il Portogallo durante la semifinale di Coppa del Mondo 1966. L’Inghilterra vinse l’incontro 2-1.(Central Press/Hulton Archive/Getty Images)

 

Un Impero del Calcio, profondamente confuso

di David Winner
tradotto da Stefano Acquafredda

 

Lo stile di gioco della nazionale di calcio inglese ricorda la la barzelletta inglese in cui passato (Past), presente (Present) e futuro (Future) entrano in un pub insieme: sono nervosi (tense; n.d.b.: humor inglese…).

E’ anche profondamente confuso. Come un ex capitano dell’Inghilterra mi ha messo recentemente a corrente: “Siamo sparpagliati ovunque. Qual è la filosofia di calcio inglese di questi tempi? Non abbiamo alcuna idea di quale dovrebbe essere il nostro sistema“.

Altre nazioni hanno sviluppato identità coerenti del calcio moderno. Ma la madre patria del gioco è incagliata tra allora e adesso. Cosa c’è avanti?

In questa Coppa del Mondo, l’allenatore dell’Inghilterra Roy Hodgson ha potuto seguire la maggior parte dei suoi predecessori e schierare il tradizionale e fallito approccio da bulldog, tutto sangue e fulmini, in uno scricchiolante e vecchio 4-4-2. In alternativa, potrebbe tentare di sfruttare il talento di una nuova generazione di giovani giocatori che sono cresciuti nell’innovativa ed esterofila Premier League.

Ferocemente competitivo e guidato dai soldi, il club di calcio inglese è cambiato in modo tale che la nazionale, ancora sotterrata dalla sua storia, non è ancora riuscita ad entrare in sintonia. Giovani brillanti, veloci e tecnici come Daniel Sturridge del Liverpool o Alex Oxlade-Chamberlain e Jack Wilshere dell’Arsenal sono attualmente ben allenati a giocare il calcio moderno al pari dei loro coetanei in Spagna o in Germania.

Ma avranno occasione di esprimersi così anche per l’Inghilterra?

Riflettendo l’incertezza di un paese in cui il partito anti-Europa UK Independence Party ha vinto recentemente le elezioni al Parlamento europeo, nessuno ne ha la più pallida idea. Per capire perché, dobbiamo guardare alla storia.

Il calcio è stato a lungo un bastione di una concezione peculiare del 19° secolo dell’essere inglesi che la nazione sembra riluttante a rinunciare. Il gioco è nato durante l’epoca dell’impero quando le scuole pubbliche d’elite del paese adattarono forme precedenti di un calcio popolare violento a scopi educativi.

Tipici giochi popolari rurali coinvolgevano centinaia di ubriachi dai villaggi rivali scatenati per le strade e i campi, cercando di guidare, per esempio, un barilotto di birra (l’antenato della palla) nella cripta di una chiesa (l’antenato del goal). Le scuole distillavano così rituali alimentati a testosterone in nuovi formati che coinvolgevano squadre meno numerose, ragazzi sobri e palle di cuoio fradicie. Codificato dalla Football Association e successivamente diffuso nel mondo, questo stile di calcio non è mai stato il cosiddetto bel gioco; lo scopo originario degli educatori era quello di infondere virtù virili e marziali nei futuri soldati e amministratori imperiali.

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L’impero britannico è scomparso molto tempo fa, ma la sua eredità indugia, non da ultimo nelle radici dell’erba del calcio inglese dove lo spirito di squadra, il coraggio e la volontà di sopportare il dolore ancora contano più di abilità, intelligenza o creatività. L’archetipo dell’eroe inglese rimane il temerario personaggio dei cartoni animati Roy Race, meglio conosciuto come Roy of the Rovers: un attaccante che assomigliava a un guerriero, che era specializzato in “colpi di testa a proiettile” e tiri a “palla di cannone”.

Anche ora, la TV inglese e commentatori radiofonici parlano della stagione come una “campagna” e di attaccanti che “guidano la carica” come se il calcio fosse un gioco di guerra di epoca vittoriana.

Nel frattempo, nel resto del mondo, il calcio è cambiato profondamente, e abilità, intelligenza e creatività vengono riconosciute come prerequisiti per il successo. Dagli anni ’50 in poi, gli incontri con geni di calcio provenienti da altre terre hanno lasciato apparire quelli che furono i maestri inglesi del gioco come tori in carica disorientati dai movimenti di un mantello.

Proprio come l’adattamento alla loro diminuito status post-imperiale negli affari internazionali è stato una lotta, così gli inglesi stanno prendendo molto tempo per abbandonare la fantasia che, avendo loro inventato il gioco, dovrebbero ancora aspettarsi di vincere la Coppa del Mondo.

La verità – come tutti hanno notato altrove e molto tempo fa – è che la nazione è andata una volta sola oltre i quarti di finale di un grande torneo giocato all’estero (ha raggiunto le semifinali in Italia nel 1990).

La confusione, la delusione e la stucchevole nostalgia del calcio inglese sono diventate noiose. Il tempo per la nazionale di adottare un po’ di pudore e modernità – e di andare ad abbracciare il cambiamento – è atteso da tempo.

 

David Winner è l’autore di “Those Feet: A Sensual History of English Soccer” e “Brilliant Orange: The Neurotic Genius of Dutch Soccer“.

 

 

Articoli precedenti:
#1 – Brasile

Come giochiamo a calcio – Brasile

Mi sono imbattuto, cazzeggiando su internet come mio solito, in un articolo del New York Times dove viene chiesto a sei rappresentanti di altrettanti paesi di descrivere, prima del Mondiale in Brasile, come giocano le loro Nazionali.
Ne sono usciti sei pezzi nel quale il gioco delle squadre viene spiegato attraverso la storia, la politica, la musica e tutto ciò che compone quel paese. A dimostrazione della veridicità dell’assioma di Josè Mourinho: “Chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio“.
Per portare a conoscenza di chi non mastica bene l’inglese questi testi, ho deciso di riproporli tradotti in italiano per farli leggere a più gente possibile.
Seguendo lo stesso ordine presentato dall’articolo, cominciamo dal Brasile.

 

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Pelé in campo nella Coppa del Mondo 1966 in Inghilterra. (Art Rickerby/Time & Life Pictures/Getty Images)

 

Il Bel Gioco vive qui

di José Miguel Wisnik
tradotto da: Stefano Acquafredda

 

In Brasile, il calcio all’inizio era giocato tra i club d’èlite a porte chiuse. I neri erano esclusi. Al di fuori dei confini dei campionati formali, tuttavia, lo sport fu subito accolto come un gioco da giocare in campi abbandonati, prati e spazi urbani. I palloni erano improvvisati, i campi erano improvvisati, e il gioco era terreno fertile per lo spirito di improvvisazione.

Nessun’altra attività importata dall’Europa ha messo radici così largamente e così in fretta. Questo ha portato a uno stile di gioco fantasioso che ha reso la competizione e la giocata gratificante inseparabili, con i neri e le persone di razza mista che sorgono dagli esclusi e diventano i principali protagonisti.

Questo stile di gioco ha conquistato i campionati e i club ufficiali negli anni ’30 e ha guadagnato riconoscimento internazionale per la prima volta durante la Coppa del Mondo del 1938. Al tempo, il sociologo Gilberto Freyre credeva che il calcio confermasse la sua tesi, analizzata in due classici tomi sulla cultura brasiliana, “I Padroni e gli Schiavi” e “I Palazzi e le Baracche“.

Lo stile di calcio brasiliano trasformò il gioco “britannico e apollineo” in una “danza dionisiaca”; il calcio dritto e spigoloso europeo divenne sinuoso e curvo quando prese i movimenti corporei dei ballerini di samba e i ballerini e combattenti della capoeira, arte marziale brasiliana. Freyre vide in questo l’affermazione di una cultura tropicale e meticcia che avrebbe permesso di invertire i segni di un’eredità di schiavitù.

Che queste idee fossero consapevoli o meno, lo stile prevalse durante i trionfi nella Coppa del Mondo nel 1958, 1962 e 1970, quando il calcio brasiliano divenne celebre. Ha riunito l’efficienza competitiva con l’inventiva e bellissimi movimenti. Pelé e Garrincha si distinsero durante la fase d’oro della più alta forma moderna del calcio.

Per il regista italiano Pier Paolo Pasolini, lo stile brasiliano era “calcio poetico” basato sui dribbling e su un’apertura non lineare di spazi imprevisti, opposto al “calcio in prosa” linearmente responsabile prevalente in Europa.

Lo storico Eric Hobsbawm notò che, a quel punto, la cultura di massa globale stava diventando nord americana o provinciale, con l’eccezione della nazionale brasiliana. Ed è giusto aggiungere che la stessa cosa si potrebbe dire della bossa nova, Tom Jobim e João Gilberto (così come dei Beatles, ovviamente).

Diciamo che almeno nelle sue fondamenta, il calcio brasiliano non ha obbedito pragmatismo anglosassone, né ad alcuna forma di cartesianesimo. Invece, ha approfittato di un margine di improduttività relativamente gratuita consentito nel calcio, il meno numerica di tutti i giochi con la palla, per aprire la strada per una cultura di periferia – una cultura che è ellittica e festosa e in cui “carnaval” è un verbo.

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Questo fenomeno, questo ampio riconoscimento, è anche sempre stato visto come un fattore di alienazione politica, perpetuando arretratezza, e l’incapacità di affrontare i problemi reali di una società diseguale. Il calcio è visto in modo ambivalente in Brasile, sia come modello di possibili realizzazioni, dal momento che la nazione ha avuto successo con il proprio stile di gioco vincente, e come emblema di tutto ciò che il paese non riesce a realizzare in materia di istruzione, sanità, distribuzione della ricchezza e trasparenza politica.

Potremmo dire che il calcio raggiunge nel campo di gioco una democrazia razziale che la società brasiliana non raggiunge. Mette in mostra la proliferazione dei talenti, così come l’incapacità, l’irresponsabilità e la ristrettezza degli interessi privati ​​che li gestiscono.

Negli ultimi decenni il mondo di calcio è diventato più atletico, più su richiesta, più pianificato, collettivo e commerciale. Il vecchio “calcio poetico” ha perso molto del suo margine di manovra, anche se non ha cessato di esistere, né, cosa più importante, ha cessato di essere un oggetto del desiderio in Brasile.

 

José Miguel Wisnik è un musicista, compositore e saggista brasiliano che scrive spesso di calcio. E’ l’autore di “Poison Remedy“, un libro sul calcio nella società brasiliana.

Arsenal + Puma = Bocciatura totale

Quattro mesi fa parlavo della sciagurata scelta di Adidas per le maglie dei prossimi Mondiali di calcio.
Cambia marca, cambia competizione, ma la sensazione di disfatta e delusione rimane.
Profonda delusione per il lavoro della Puma con l’Arsenal.

Arsenal 14 15 Puma Home Shirt Henry Sagna Giroud

Le prime immagini della maglia casalinga dell’Arsenal, qui indossata da Henry

 

Italia Italy Jubilo Iwata Home Away 2014 2015 Mondiali Brasile Mundial Brazil

Le nuove maglie di Italia e Jubilo Iwata

All’annuncio dell’accordo avevo sperato che, date le cifre importanti (180 milioni di € in 5 anni), il marchio tedesco avrebbe abbandonato il suo solito modus operandi. Con le sue squadre di maggior profilo prepara, a suo dire, kit esclusivi e inediti alla presentazione, per poi riproporli nemmeno un mese dopo per tutte le altre squadre con un livello minore di sponsorizzazione. Se non ci credete, andate a vedere prima le nuove maglie dell’Italia e poi quelle preparate per i giapponesi del Jubilo Iwata. Notate delle somiglianze? E se vi dicessi che addirittura sono uscite prima quelle del Jubilo?
Speranza ovviamente vana la mia, perchè indiscrezioni e immagini uscite sule future maglie dei Gunners non fanno altro che confermare il classico modo di agire del brand felino.
Facciamo un’analisi di queste divise che, per quanto interessanti e piacevoli possano apparire, capirete presto essere semplicemente la brutta copia di qualcosa di già utilizzato. Come per Italia e Jubilo Iwata.

Arsenal Leaked Home Away Jersey 2014 2015

Le maglie home e away dell’Arsenal per la stagione 2014/15

La maglia home è la classica divisa con corpo rosso e maniche bianche, arricchita da: bordomanica rotondeggiante rosso con striscia bianca, striscia rossa sulle spalle che spezza la continuità con le maniche, sponsor in bianco, riga bianca spezzata sui fianchi e lato bianco che prende posto anche nel fronte della maglia. Senza dubbio una maglia interessante, se non fosse che è esattamente lo stesso modello usato per le divise casalighe di Repubblica Ceca e Slovacchia. Per questa maglia si possono vedere anche i pantaloncini (bianchi con riga sottile bianca) e il calzettoni (a hoops biancorosse).
La maglia away torna a vestire di giallo il busto e di blu le maniche. Questa volta i dettagli sono il bordomanica rotondeggiante giallo con striscia rossa, riga rossa spezzata sui fianchi e sponsor in rosso. E anche qui il modello è esattamente ricalcato da uno già usato, quello per le divise da trasferta di Svizzera, Repubblica Ceca e Slovacchia. Per i pantaloncini si parla di blu con dettagli gialli.
Le indiscrezioni parlano anche di una terza maglia, che dovrebbe essere in due toni di blu con dettagli verde lime. Per una terza divisa sembra interessante, ma rimane comunque la speranza che almeno per questa venga elaborato un lavoro originale.

Arsenal Home Shirt 2014 2015

In vetria e sul catalogo, il nuovo kit home dell’Arsenal

Per quanto mi riguarda, il disappunto è pressochè totale: per il tipo di contratto stipulato con l’Arsenal (così come meriterebbero Italia e Borussia Dortmund), la Puma dovrebbe realizzare modelli unici. E invece i Gunners si ritrovano con due modelli di maglie cosiddetti “da catalogo” e l’aggiunta di qualche particolare qua e là. E il mio dispiacere per l’abbandono della Nike non è minimamente mitigato.
Primo anno tra Arsenal e Puma: bocciatura totale.

Discriminazione territoriale? No, grazie.

Striscione Vesuvio Fai Il Tuo Dovere Wash It

Con un pò di ritardo, come tutte le altre cose qui sopra del resto, affondo pure io i denti nello scottante argomento della discriminazione territoriale all’interno degli stadi

Prima un breve recap, per indottrinare quelli che masticano poco di calcio o non hanno seguito fedelmente la vicenda: il crimine per discriminazione territoriale è stato introdotto dalla FIGC per andare contro a cori e striscioni che offendono e inneggiano contro persone di un determinato territorio. La federazione italiana, dopo l’inasprimento della UEFA dell’articolo 14 delle Regole Disciplinari in tema di razzismo, ha seguito la direttiva e l’ha ampliata inserendo gli insulti a sfondo territoriale assieme a quelli per razza, colore, religione, lingua, sesso, nazionalità e origine etnica.
Il primo vero caso di discriminazione territoriale è avvenuto durante MilanNapoli di Serie A del 24 settembre, in cui la curva rossonera è stata protagonista di cori e striscioni contro i napoletani e la conseguente chiusura del settore nella gara contro la Sampdoria. Da qui un susseguirsi di casi che hanno coinvolto Inter, Juventus, Milan, Lazio e Roma su tutte.
Tutto questo ha portato a una rivolta delle tifoserie organizzate, che hanno fatto fronte comune per cercare di mettere un freno a questo, seguite a ruota dalle società che hanno invocato anche l’intervento della UEFA. L’istituzione europea, nella figura di Michel Platini, semplicemente se n’è lavata le mani ribadendo la libera interpretazione e modifica delle norme. La palla quindi è passata alla FIGC, che ha fatto il possibile per modificare e migliorare la legge, ma di fatto senza trovare ancora una soluzione definitiva.

Fatto il punto della situazione, ecco cosa ne penso al riguardo.
NO.

Chiusura Curva Striscione Calcio Discriminazione Territoriale Tosel

La mia non è una semplice negazione, ma un disaccordo quasi totale con la linea condotta dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio.
Partendo dall’inizio, non contemplo la motivazione della pena. Il calcio è sempre stato lo sport del popolo: chiunque può giocarci, basta dare un calcio a qualcosa per dare vita a un’azione. Da qui la considerazione che il seguire una partita possa servire da valvola di sfogo emotiva e la conseguente offesa ai propri giocatori o a quelli avversari, tifoseria annessa. Per questo ritengo quantomeno accettabili gli sfottò e gli insulti tra tifoserie avversarie, anche se tra queste c’è un’accesa rivalità. Nonostante questo, se si volesse migliorare il sistema e punire quei cori eccessivamente offensivi si potrebbe fare (d’altronde l’hanno già fatto da anni con gli striscioni, era inevitabile questo passaggio successivo).
In aggiunta, al momento solo i cori contro Napoli e i napoletani sono stati puniti in modo eclatante. Canti da stadio come quelli contro Genoa e Sampdoria (“Si sente puzza di pesce/avete il mare inquinato/bastardo genoano-blucerchiato“) o contro Inter e Milan (“Avete solo la nebbia“) non sono stati considerati. E in giro ce n’è di peggio.
Facendo un passo avanti, una grave mancanza da parte della FIGC è stata la scostante applicazione del regolamento. Tutti i tumulti hanno portato a una modifica continua dell’applicazione, ma ci sono stati comunque in precedenza casi a dir poco sconcertanti. Si è passati da 3 giornate di squalifica per la curva della Roma, a una per quelli della Juventus, all’annullamento per quella dell’Inter perchè si sarebbe giocato il derby contro il Milan senza i sostenitori più accesi. Sostenitori, sia nerazzurri sia rossoneri, che per solidarietà con le altre tifoserie punite non hanno aperto bocca per tutto l’incontro.
E s’è sfiorato pure il ridicolo: gli stessi tifosi napoletani hanno esposto lo striscione “NAPOLI COLERA” in occasione della gara contro il Livorno, seguito da un altro che chiedeva la condanna anche per loro. E la federazione? Niente. Zero multe, zero sanzioni, zero assoluto.

Napoli Colera Napoletani Curva

Conclusione: ci vuole uniformità di giudizio. O pene lievi per tutti, o dure punizioni a tutti. Non devono esserci vie di mezzo, nè eccezioni, nè altro che possa permettere precedenti ai quali appendersi nei possibili ricorsi in appello.
L’unica soluzione sensata è quella di azzerare il tutto e riformulare seriamente la legge, stavolta con una applicazione determinata e continuativa. Le modifiche che stanno facendo adesso e la volontà di trasformarla in una legge che punisca solo i singoli individui non mi sembrano essere la direzione giusta.
Ad essere onesti preferirei cancellassero questa parte del regolamento, ma se devono farla, che per lo meno la facciano bene!

Ultima considerazione. C’è un coro contro la Roma che fa:
La storia ci insegna che
la Lupa romana è
un cane bastardo
che muore allattando
due figli di troia. Alè!“.
Questa è discriminazione mitologica?

Napoli, Gamba Osaka, Atletico Nacional e quella voglia di anni ’90

Napoli Gamba Osaka Atletico Nacional Logo Fusion

Chi segue le presentazioni delle maglie da calcio in giro per il mondo, sa che in questo periodo escono le squadre di campionati esotici come quelli asiatici o sudamericani. Sarà la voglia di ripescare dal passato, sarà che probabilmente le idee cominciano a scarseggiare, ma alcune delle maglie che iniziano a circolare ci riportano direttamente alle divise degli anni ’90.
Quelle maglie dalle fantasie impensabili (a volte improponibili), colori sgargianti e effetto traslucido a non finire. Roba che se dovesse finire nelle mani di uno stilista di alta moda inorridirebbe.

Roba che a me piace tanto. Ma tanto tanto tanto.

Facciamo un veloce viaggio intorno al globo per vedere le proposte “back to the ’90s” uscite in questi ultimi giorni.

 

1° tappa – Gamba Osaka, J-League
Gamba Osaka shirt maglia home 2014 J LeagueIl giro inizia dal Giappone, dove pochi giorni fa il Gamba Osaka ha presentato le suo nuove maglie firmate Umbro. Classica maglia a righe verticali neroblu per l’ultima squadra nipponica ad aver vinto la AFC Champions League e appena tornata nella massima serie dopo un anno in seconda divisione. Presenti elementi in rosso a simboleggiare la rinascita del club con l’obiettivo di puntare di nuovo a grandi traguardi accompagnati dal motto “Rising G“. Ciò che colpisce è soprattutto la trama, che presenta richiami su tutta la maglia al diamante della Umbro. Decisamente anni ’90.
Gamba Osaka shirt maglia away goalkeeper portiere 2014 J LeaguePer la divisa da trasferta il richiamo si fa ancora più intenso: c’è ancora la trama con il simbolo dello sponsor tecnico su campo bianco, in aggiunta sul lato sinistro prende la colorazione nera e blu, creando un motivo diagonale che si sviluppa verticalmente. Il resto della maglia accoglie dettagli in blu e nero, con il diamante Umbro in rosso. Lo stesso motivo è utilizzato per le tre maglie del portiere (rossa, nera e gialla).
Inter maglia away trasferta 1991 1992Ai più attenti, o semplicemente agli appassionati, queste due maglie possono richiamare alla mente quando il marchio britannico vestiva più di un decennio fa l’Inter. In particolare la maglia away della stagione 1991-92, quando i nerazzurri sfoggiavano una maglia bianca con trama lucida del diamante Umbro alternato al nome della squadra e nella parte alta presentava dei triangoli neri e blu che partivano dalla manica destra e finivano sulla spalla sinistra. Quella era soltanto la prima di moltissime maglie che inondarono i campi della Serie A di fantasie colorate (e spesso non apprezzate).

 

2° tappa – Atlético Nacional de Medellín, Categoría Primera A
Atlético Nacional de Medellín Categoría Primera A Colombia maglia shirt home away casa trasferta 2014Atterriamo in Colombia per vedere le maglie dell’Atlético Nacional, che nel 2013 hanno vinto tutti i trofei nazionali: Torneo Apertura, Torneo Finalización e la Copa Colombia. I biancoverdi sono sponsorizzati dalla Nike, che per il nuovo torneo di Apertura ha previsto un pattern estremamente anni ’90: le strisce bianche sono composte da piccole forme regolari in diverse gradazioni di bianco, che ricreano un perfetto effetto lucido. L’assenza di un bordomanica a tinta unita amplifica questo salto indietro nel tempo e rende la divisa un ottimo omaggio a quei tempi.
Per le trasferte dei Verdolagas, il baffo americano ha mantenuto lo stesso effetto, rimescolando un pò le carte. Le strisce da verticali diventano orizzontali e il colore principale diventa il viola, alternando strisce a tinta unita a quelle coi rettangoli, stavolta in diverse tonalità di viola.
La Nike ha motivato la scelta di questo particolare pattern come un richiamo all’architettura della città di Medellín, ricca di edifici in mattonato a vista. Questo, legato al richiamo agli anni passati, mi fa davvero adorare queste maglie e apprezzare il lavoro degli americani. Ora la domanda da porsi è: vedremo questo pattern anche sulle maglie delle squadre europee?

 

3° tappa – Napoli, Serie A
Napoli quarta maglia Xtreme 2014L’ultima tappa è nel Bel Paese, per una maglia che è tutto tranne che bella. Il Napoli ha presentato la quarta maglia: identica alla seconda con la fantasia militare, alla quale vengono aggiunti l’azzurro e il giallo rispettivamente dalla prima e dalla terza maglia. Così, come se qualcuno avesse pensato che ce ne fosse stato davvero il bisogno di rovinare una maglia già brutta di suo.
L’accostamento alle divise anni ’90 viene dall’ardito accostamento dei colori. Vedere verde scuro, azzurro e giallo insieme non è cosa da tutti i giorni, e probabilmente dieci e passa anni fa si sarebbero visti giusto su una maglia da calcio. Magari quelle del portiere, dove osavano decisamente troppo per i gusti di chiunque.
Napoli quarta maglia Xtreme 2014 Jorginho personalizzazioniLe ragioni che hanno portato alla nascita di questa maglia sono due. La prima è che i partenopei con Macron sono in causa con un’azienda che rivendica lo sfruttamento della fantasia camouflage (come se fosse stata un’azienda ad inventare il mimetico…). La seconda è che la prima mimetica ha avuto talmente tanto successo nelle vendite che De Laurentiis e i suoi amiconi bolognesi hanno pensato bene di tirare su qualche altro soldino. Non tenendo tanto da conto che va bene riciclare, ma anche l’occhio vuole la sua parte. Insomma, anche fare una canoa con le bottiglie di plastica usate è un buon modo di riciclare, ma ce n’è davvero bisogno?

 

Finisce il viaggio per vedere le nuove maglie che ci riportano indietro con la memoria a quando in mezzo al campo si ammiravano i numeri di Roberto Baggio, le reti di Marco Van Basten e le giocate di Lothar Matthäus.

A voi piace questo stile? Lo vedreste bene sulle maglie della vostra squadra del cuore?