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Vynil Sellout – Gennaio 2017

Il nuovo anno porta in dote con sé un nuovo Vynil Sellout.

Cambia il calendario, non cambia la formula di questa rubrica: tre canzoni tutte da scoprire, con i cantanti e le storie che si portano dietro.

Curiosi di scoprire la tripletta di questo mese? Andiamo a scoprirla!

Vinyl Sellout Shakira Carlos Vives La Bicicleta Achille Lauro Teatro e Cinema John Mayer Moving On and Getting Over

1- La Bicicleta – Carlos Vives, Shakira
E’ difficile in Italia venire a contatto con l’anima latinoamericana di Shakira. Sembra un’assurdità, ma della cantante colombiana da noi giungono principalmente le canzoni e gli album che pubblica a livello internazionale: buona parte di canzoni pop con un velo dei tipici ritmi latini.
Attraversando l’Oceano Atlantico invece si scoprono un mare di canzoni e collaborazioni tra cui spicca questa: è un vallenato, genere musicale caratteristico della Colombia, che unisce i due artisti più rappresentativi di questo paese. Un bel modo per aprire un nuovo mondo musicale con una cantante internazionale, che a giorni compirà 40 (!) anni.

2- Teatro & Cinema – Achille Lauro
Premessa: Achille Lauro non mi piace. Nelle altre canzoni in cui rappava non mi ha mai convinto per il suo modo compassato di recitare i suoi versi ed anche a contenuti non mi ha mai fatto impazzire. Senza contare come si concia.
Ma tutto può trovare una sua chiave di volta, un modo per riscattarsi ed elevarsi. “Teatro & Cinema” è la perfetta cornice per il rapper romano, con la produzione lenta e ruvida di Boss Doms e l’esercizio di stile di unire molti vocaboli in francese a chiudere le rime che ne fanno un brano di alto livello. Quasi mi fa venir voglia di ascoltare “Ragazzi Madre“, il nuovo album di Achille Lauro.
Quasi.

3- Moving On and Getting Over – John Mayer
John Mayer è tornato! Il cantautore americano è uscito con il suo nuovo lavoro “The Search for Everything – Wave One“, quattro brani che, come indica il nome della pubblicazione, sono solo la prima parte di ciò che ascolteremo più avanti.
Nelle tracce pubblicate si nota subito che il 39enne statunitense ha mantenuto fede alle sue parole di voler tornare a pubblicare canzoni più vicine al genere pop, tralasciando le velleità da chitarrista (fenomenale) e concentrandosi sul pubblico che può raggiungere con i suoi brani. Per i puristi del suo stile comunque niente paura: è sempre ben distinta la sua impronta di cantautore moderno, senza contare la parte dedicata alla chitarra che è sempre eccezionale.

Sala d’attesa – #9

Sala d'attesaSiete seduti ad aspettare il vostro turno dal dentista e le riviste di gossip non vi esaltano? Dovete attendere che il meccanico ripari la vostra auto e sapete che è inutile sfogliare il giornale alla ricerca di auto usate perchè sai che non la cambierai? La coda in posta si è ridotta ad una partita infinita ai giochini sul cellulare?

Prenditi un break come si deve e leggi uno di questi 15 articoli! Assicurato al 100%, la noia non sarà più un problema.

IL RAGNO NERO
In questa uscita di Sala d’attesa partiamo da lontano, con un racconto che intreccia calcio e politica in un periodo difficile come gli anni ’60. Quegli anni il mondo del pallone era ancora pesantemente sotto l’influenza degli stati, soprattutto l’Unione Sovietica: un gigante nelle mani (letteralmente) di Lev Ivanovič Jašin, unico portiere a vincere il Pallone d’Oro.

NARCOFUTBOL – IL CALCIO AI TEMPI DI PABLO ESCOBAR
Passano gli anni ed il calcio rimane sempre ai potenti, ma stavolta dall’altro lato della legalità. Crampi Sportivi racconta di quando diverse squadre della Colombia finirono sotto il controllo dei trafficanti di droga, tra tutti l’Atletico Nacional de Medellin: i biancoverdi hanno avuto come patron niente meno che il Re della cocaina.

RIVALITA’ RINFRESCATA
Per fortuna le alte sfere ora hanno molto meno le mani dentro al calcio, ma gli avvenimenti influiscono comunque sul mondo del pallone. Basta pensare alla rivalità che c’è tra le nazionali di Stati Uniti e Messico, dove i primi vantano una striscia di vittorie sui secondi. Ma come cambiano le cose se tra le due squadre si mette il muro di Donald Trump?

IL BELLO DELL’EUROPA LEAGUE VOL. 5
Si chiude la fase a gironi dell’Europa League e in questo articolo Ultimo Uomo fa una lista delle cose che ci mancheranno delle squadre eliminate. L’incostanza dell’Inter e la nebbia del Sassuolo sono immancabili, ma altre cose qui presenti sono degne certamente di essere menzionate.

A CHI SERVE IL PAREGGIO?
Tra le qualificate nella seconda competizione europea c’è il Manchester United di Josè Mourinho, che sta faticando in Premier League. Qua viene messa sotto la lente d’ingrandimento la sfida di campionato contro l’Arsenal: un pareggio che non è servito a nessuna delle due squadre, ma che ha comunque dato ottimi spunti di osservazione.

IL LIPSIA TI METTE LE ALI
Chi invece sta volando in campionato è il RB Lipsia, neo promossa della Bundesliga che domina il campionato davanti di tre punti al Bayern Monaco. La squadra non ha però i tratti della favola: è odiata da tutti in Germania per essere di proprietà della Red Bull e dietro ha un vasto sistema di scouting e programmazione tattica.

I LAPTOP TRAINER E LA NUOVA SCUOLA TEDESCA
Non è una novità che in Germania ci siano allenatori in grado di far fare risultati straordinari alle proprie squadre. Basta pensare a Jurgen Klopp e all’ondata di allenatori venuta dopo di lui, figli della rivoluzione calcistica che i tedeschi hanno intrapreso dopo il fallimentare mondiale del 2006.

BORUSSIA DORTMUND E LEGIA VARSAVIA HANNO ROTTO IL CALCIO
La scuola tedesca ha rilanciato negli ultimi anni un club storico come il Borussia Dortmund, che nella sfida di Champions League contro il Legia Varsavia, hanno decisamente infranto più di qualche record con il loro risultato finale di 8-4 in favore dei tedeschi.

IL MITO DEI BOMBER DI PROVINCIA
Rimanendo in tema di goal, bellissimo long form di Ultimo Uomo che racconta da vicino sette dei famosi bomber di provincia, un tipo particolare di attaccante che negli anni ’90 ha imperversato sui campi della Serie A. I metodi di scelta sono stati molto ristrettivi per trovare i giocatori che rappresentassero al meglio la categoria; state tranquilli: Dario Hubner c’è!

LA MODERNITA’ DI PAOLO POGGI
Uno dei grandi esclusi dall’articolo precedente è Paolo Poggi, attaccante che ha iniziato e chiuso la carriera a Venezia, ma è diventato grande con l’Udinese. Rivista Undici, grazie ad un’intervista, ripercorre la sua carriera ed il suo modo di giocare, tremendamente affine al modo che hanno gli attaccanti di oggi di interpretare il ruolo.

IL CULTO DI LAMBERTO ZAULI
Da un mito all’altro, anche Lamberto Zauli si rivela e si ripercorre attraverso le sue parole. I suoi anni al Vicenza l’hanno lasciato nella memoria di tutti i cultori del calcio italiano, ma non vanno dimenticati anche i suoi anni a Bologna e Palermo, dove il suo culto da giocatore di squadre provinciali si è elevato fino ai massimi livelli.

STRAGE DI CUORI AL CAMPETTO
Abbiamo parlato di calciatori-mito, che spesso infestano anche i campi di calcetto con le loro storiche e rimpiante magliette. Ma per i frequentatori del sintetico c’è sempre speranza: questa è una pratica guida sulle maglie dei calciatori di questa stagione di Serie A con il quale potete ancora fare un figurone in campo. E poi, siamo sotto Natale…!

A LEZIONE DI TIRO DA RAY ALLEN
La maglia al campetto di basket di Ray Allen invece ha un significato univoco: specialista del tiro da tre punti. Cosa c’è di meglio quindi di prendere lezione direttamente da lui? Su NBA Insider, il blog della Gazzetta dello Sport sul basket americano, ci sono i suggerimenti di Candy Man in persona.

GUARDEREMO LE PARTITE DI SCACCHI?
Gli scacchi vivono un contrasto interno da sempre: è visto da molti come un gioco elitario eppure sono milioni le persone nel mondo che lo praticano. Ci siamo lasciati da poco alle spalle il Mondiale 2016, caratterizzati da un’evoluzione per quanto riguarda l’offerta visiva degli spettatori che punta a far crescere la loro fama.

PEWDIEPIE CANCELLERA’ OGGI IL SUO CANALE YOUTUBE DA 50 MILIONI DI ISCRITTI: PERCHE’?
Chiudiamo con un avvenimento di ieri: PewDiePie, probabilmente il primo youtuber di sempre, ha deciso di chiudere il suo canale che raccoglie 50 milioni di iscritti. Alla fine si è rivelato uno scherzo, con la chiusura di un canale, ma il suo secondo. Ma perchè inscenare tutto questo? Cosa si nasconde dietro il mondo di YouTube?

Fantasy Kit Design – Colombia

Non si arresta la marcia dei Fantasy Kit. Si vola in Sud America per analizzare il Kit Design realizzato per la

COLOMBIA

Colombia Fantasy Kit Home

E’ stata una scelta ardua quella per i colombiani. La storia delle maglie della nazionale sudamericana è composta da un’alternanza continua tra kit originali e al limite della fantasia e modelli classici ed eleganti. Basti osservare la maglia creata da Adidas per il Mondiali 2014 e quella per la “stagione” 2015/16.

E sempre su un modello Adidas mi sono basato per creare la mia versione della maglia dei Los Cafeteros. Tra le due opzioni prima elencate ho scelto la prima, puntando a qualcosa che non dia spazio solamente al giallo, ma coinvolga più ampiamente anche il rosso e il blu, i colori della bandiera della Colombia.

Nello specifico, il template a cui mi sono ispirato è quello che lo sponsor tecnico tedesco ha utilizzato per la terza maglia del Chelsea nella stagione 2012/13. In questa versione le sfumature prendono una doppia colorazione e più corpo, dando prevalenza il più e il tutto in tonalità poco accese.

Voi che ne pensate di questa maglia?

Napoli, Gamba Osaka, Atletico Nacional e quella voglia di anni ’90

Napoli Gamba Osaka Atletico Nacional Logo Fusion

Chi segue le presentazioni delle maglie da calcio in giro per il mondo, sa che in questo periodo escono le squadre di campionati esotici come quelli asiatici o sudamericani. Sarà la voglia di ripescare dal passato, sarà che probabilmente le idee cominciano a scarseggiare, ma alcune delle maglie che iniziano a circolare ci riportano direttamente alle divise degli anni ’90.
Quelle maglie dalle fantasie impensabili (a volte improponibili), colori sgargianti e effetto traslucido a non finire. Roba che se dovesse finire nelle mani di uno stilista di alta moda inorridirebbe.

Roba che a me piace tanto. Ma tanto tanto tanto.

Facciamo un veloce viaggio intorno al globo per vedere le proposte “back to the ’90s” uscite in questi ultimi giorni.

 

1° tappa – Gamba Osaka, J-League
Gamba Osaka shirt maglia home 2014 J LeagueIl giro inizia dal Giappone, dove pochi giorni fa il Gamba Osaka ha presentato le suo nuove maglie firmate Umbro. Classica maglia a righe verticali neroblu per l’ultima squadra nipponica ad aver vinto la AFC Champions League e appena tornata nella massima serie dopo un anno in seconda divisione. Presenti elementi in rosso a simboleggiare la rinascita del club con l’obiettivo di puntare di nuovo a grandi traguardi accompagnati dal motto “Rising G“. Ciò che colpisce è soprattutto la trama, che presenta richiami su tutta la maglia al diamante della Umbro. Decisamente anni ’90.
Gamba Osaka shirt maglia away goalkeeper portiere 2014 J LeaguePer la divisa da trasferta il richiamo si fa ancora più intenso: c’è ancora la trama con il simbolo dello sponsor tecnico su campo bianco, in aggiunta sul lato sinistro prende la colorazione nera e blu, creando un motivo diagonale che si sviluppa verticalmente. Il resto della maglia accoglie dettagli in blu e nero, con il diamante Umbro in rosso. Lo stesso motivo è utilizzato per le tre maglie del portiere (rossa, nera e gialla).
Inter maglia away trasferta 1991 1992Ai più attenti, o semplicemente agli appassionati, queste due maglie possono richiamare alla mente quando il marchio britannico vestiva più di un decennio fa l’Inter. In particolare la maglia away della stagione 1991-92, quando i nerazzurri sfoggiavano una maglia bianca con trama lucida del diamante Umbro alternato al nome della squadra e nella parte alta presentava dei triangoli neri e blu che partivano dalla manica destra e finivano sulla spalla sinistra. Quella era soltanto la prima di moltissime maglie che inondarono i campi della Serie A di fantasie colorate (e spesso non apprezzate).

 

2° tappa – Atlético Nacional de Medellín, Categoría Primera A
Atlético Nacional de Medellín Categoría Primera A Colombia maglia shirt home away casa trasferta 2014Atterriamo in Colombia per vedere le maglie dell’Atlético Nacional, che nel 2013 hanno vinto tutti i trofei nazionali: Torneo Apertura, Torneo Finalización e la Copa Colombia. I biancoverdi sono sponsorizzati dalla Nike, che per il nuovo torneo di Apertura ha previsto un pattern estremamente anni ’90: le strisce bianche sono composte da piccole forme regolari in diverse gradazioni di bianco, che ricreano un perfetto effetto lucido. L’assenza di un bordomanica a tinta unita amplifica questo salto indietro nel tempo e rende la divisa un ottimo omaggio a quei tempi.
Per le trasferte dei Verdolagas, il baffo americano ha mantenuto lo stesso effetto, rimescolando un pò le carte. Le strisce da verticali diventano orizzontali e il colore principale diventa il viola, alternando strisce a tinta unita a quelle coi rettangoli, stavolta in diverse tonalità di viola.
La Nike ha motivato la scelta di questo particolare pattern come un richiamo all’architettura della città di Medellín, ricca di edifici in mattonato a vista. Questo, legato al richiamo agli anni passati, mi fa davvero adorare queste maglie e apprezzare il lavoro degli americani. Ora la domanda da porsi è: vedremo questo pattern anche sulle maglie delle squadre europee?

 

3° tappa – Napoli, Serie A
Napoli quarta maglia Xtreme 2014L’ultima tappa è nel Bel Paese, per una maglia che è tutto tranne che bella. Il Napoli ha presentato la quarta maglia: identica alla seconda con la fantasia militare, alla quale vengono aggiunti l’azzurro e il giallo rispettivamente dalla prima e dalla terza maglia. Così, come se qualcuno avesse pensato che ce ne fosse stato davvero il bisogno di rovinare una maglia già brutta di suo.
L’accostamento alle divise anni ’90 viene dall’ardito accostamento dei colori. Vedere verde scuro, azzurro e giallo insieme non è cosa da tutti i giorni, e probabilmente dieci e passa anni fa si sarebbero visti giusto su una maglia da calcio. Magari quelle del portiere, dove osavano decisamente troppo per i gusti di chiunque.
Napoli quarta maglia Xtreme 2014 Jorginho personalizzazioniLe ragioni che hanno portato alla nascita di questa maglia sono due. La prima è che i partenopei con Macron sono in causa con un’azienda che rivendica lo sfruttamento della fantasia camouflage (come se fosse stata un’azienda ad inventare il mimetico…). La seconda è che la prima mimetica ha avuto talmente tanto successo nelle vendite che De Laurentiis e i suoi amiconi bolognesi hanno pensato bene di tirare su qualche altro soldino. Non tenendo tanto da conto che va bene riciclare, ma anche l’occhio vuole la sua parte. Insomma, anche fare una canoa con le bottiglie di plastica usate è un buon modo di riciclare, ma ce n’è davvero bisogno?

 

Finisce il viaggio per vedere le nuove maglie che ci riportano indietro con la memoria a quando in mezzo al campo si ammiravano i numeri di Roberto Baggio, le reti di Marco Van Basten e le giocate di Lothar Matthäus.

A voi piace questo stile? Lo vedreste bene sulle maglie della vostra squadra del cuore?