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A casa con Jeff

Jeff who lives at home A casa con Jeff Locandina film

Jeff e Pat sono due fratelli diversi tra loro. Jeff, a 30 anni, vive ancora in casa con la madre Sharon, indossa i calzoni corti, passa le giornate a fumare erba e aspetta che il destino gli mandi indicazioni sul suo futuro. Pat, di poco più grande, ha un lavoro ed è sposato con Linda, anche se la ignora. Quando Jeff riceve una chiamata da qualcuno che sbaglia il numero alla ricerca di un certo Kevin, capisce che è il destino che cerca di mandargli un segnale. Lui lo segue e sarà la giornata più importante della sua vita, quella di suo fratello e sua madre.

Prendo spudoratamente spunto dal mio “collega”* sommobuta nella composizione di questo post, perchè credo sia l’unico possibile per poter entrare nell’ordine di idee giusto e analizzare al meglio questa pellicola.
Si tratta di A casa con Jeff (titolo originale: Jeff, who lives at home), film del 2011 per la regia di Jay e Mark Duplass.

Chiariamo subito qual è il mio pensiero in merito.
Il film va visto.
Da tutti.

Jeff (Jason Segel) insegue il destino, anche in un supermercato

Jeff insegue il destino, anche in un supermercato

Per quanto la storia possa apparire banale e scontata, la bellezza di questo film sta nel raccontare nelle pieghe degli avvenimenti i personaggi di questa storia: Jeff (Jason Segel), il fratello Pat (Ed Helms) e la madre Sharon (Susan Sarandon).
Il viaggio che il protagonista affronta, guidato completamente dal caso, è lo stesso che i suoi famigliari fanno dentro loro stessi. Riscoprono in loro sentimenti che credevano persi, ritrovandosi a rimettersi in gioco così come Jeff fa nella vita di tutti i giorni. Inoltre il tutto è saggiamente mescolato insieme a situazioni esilaranti, che rendono il prodotto assolutamente gustoso sia per gli amanti delle commedie sia per chi adora i film drammatici.

La regia ha un ruolo importante, che riesce ad assolvere a pieno. Con una storia del genere, lo spettatore deve stare sempre al passo con gli avvenimenti, sia nella realtà sia dentro i personaggi. La scelta di fare riprese “mobili” (perdonatemi, non sono pratico del gergo cinematografico), stile amatoriale, con zoomate sui volti nei momenti più intensi rende il prodotto quasi vivo. Dà la sensazione di essere davanti ai protagonisti e vivere con loro le disavventure rappresentate, e tutto questo stimola chi vede il film a seguire i loro ragionamenti e a svilupparli internamente, permettendo di trovare una propria risposta sul destino. O almeno a cercarla.

I due fratelli prima di sfondare una porta, in tutti i sensi

I due fratelli Jeff e Pat prima di sfondare una porta, sia fisica sia metaforica

La recitazione è ottima. Jason Segel (noto ai più per interpretare Marshall in How I met your mother), con la sua stazza rappresenta bene l’ideale del bambinone che non vuole crescere e preferisce rimanere incatenato a casa piuttosto che superare i suoi ostacoli. Ed Helms (Stu di Una notte da leoni) è il perfetto fratello maggiore: incarna il lato maturo della prole e per questo ha forte risentimento nei confronti del fratello minore, del quale invidia la felice spensieratezza (che scopriremo non essere poi così tanto felice). Susan Sarandon (Premio Oscar per Dead Man Walking) inscena una tipica donna emotivamente sola. Vedova, figli cresciuti e un gran vuoto che cerca di tenersi a tutti i costi.

Come detto all’inizio, il film è raccomandato a tutti quanti.
In modo particolare a chi ama i film che vogliono lasciare qualcosa dentro lo spettatore.
Oltre a intrattenere e divertire per una godibilissima ora e mezza.

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P.S.: per collega si intende che io sono un blogger di rango infinitamente minore rispetto al Sommo Porco! E anche questo piesse serve per copiarlo. XD
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Spacciatori di famiglia

Ci sono uno spacciatore, una spogliarellista, un imbranato e una disadattata. Non è l’inizio di una barzelletta, ma quello di Come ti spaccio la famiglia, traduzione (pessima) di We’re the Millers, commedia americana da poco uscita nelle sale italiane.

Come ti spaccio la famiglia Poster Locandina We're the Millers

Come potrete aver intuito, questo film parla di una famiglia molto poco convenzionale. David Clark (Jason Sudeikis) è uno spacciatore al servizio del potente e delirante Brad Gurdlinger (Ed Helms). Quando viene derubato di tutti i guadagni, Brad lo convince a risarcirlo del debito contratto con lui facendogli da corriere, portandogli un carico di marijuana dal Messico. David così decide di camuffarsi da allegra famiglia in viaggio su un camper e, essendone sprovvisto, dà vita ai Miller: la moglie Rose (Jennifer Aniston), vicina di casa spogliarellista sull’orlo dello sfratto; il figlio Kenny (Will Poulter), 18enne con la testa tra le nuvole e abbandonato dalla madre; e la figlia Casey (Emma Roberts), ragazza fuggita di casa e che vive in strade poco raccomandabili. Una volta tutti a bordo parte questo road movie, dove i quattro si ritrovano a fare gruppo come una vera famiglia, ma ognuno con le sue esperienze passate, assolutamente impensabili per un’allegra famigliola in giro su un camper per gli Stati Uniti.
Per la trama non aggiungo altro: giustamente lascio a voi scoprire come andrà a finire il contrabbando.

Per la qualità della pellicola del regista Rawson Marshall Thurber sono piuttosto positivo. La prima impressione all’uscita del film, anche se incuriosito, era quella dell’ennesima commediaccia fatta per tirare su qualche soldo. Invece, all’uscita dal cinema, mi sono trovato piuttosto soddisfatto di quanto visto.

Così, giusto per provare a raccimolare qualche visita in più. Che con tette e culi non si sbaglia mai

Così, giusto per provare a raccimolare qualche visita in più. Che con tette e culi non si sbaglia mai

Evidente il contrasto con la classica famiglia americana rappresentata negli ultimi decenni sugli schermi di cinema e televisione: non sono i classici parenti serpenti alla ricerca di una riabilitazione, ma quattro semi sconosciuti che, messi in situazioni fuori dall’ordinario, si ritrovano uniti in nucleo simil-familiare che avevano smarrito o mai avuto.
Altro vantaggio del film è che non c’è nessun personaggio che spicca tra gli altri, ma sono tutti equilibrati. Le loro caratteristiche sono uniche e tutte ben rappresentate, ma soprattutto utili (alcune in modo serio, altre in chiave totalmente esilarante) per portare a termine il loro viaggio.
Accennando al tipo di comicità delle scene, è spesso abbastanza tendente al sessuale e all’illegale, quindi magari non portateci i figli piccoli se non volete passare il dopo cinema a spiegargli parecchie cose. C’è comunque da dire che non tende mai nè all’eccessivamente volgare nè allo scontato, cosa che rende il film di una comicità esilarante e a tratti spiazzante.

Concludo il post così come la pellicola, con degli errori direttamente dal set. Nello specifico ve ne mostro uno: appena riescono a lasciare la dogana la famiglia festeggia con un pò di musica, ma Jennifer Aniston (la celeberrima Rachel di Friends) troverà una sorpresa!

In breve: film gradevole e divertente. Se volete andare al cinema e non sapete cosa vedere, Come vi spaccio la famiglia è altamente raccomandato!