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La Grande Bellezza – Una recensione in Due tempi

La Grande Bellezza Locandina

Sono le 2.47 del 26 gennaio 2014 e ho deciso di fare un esperimento. Ho appena finito di vedere “La Grande Bellezza“, il film di Paolo Sorrentino candidato agli Oscar come miglior film straniero (che è uno dei motivi per cui mi sono deciso a recuperarlo). Saranno 10 minuti che ho chiuso la pagina dello streaming sul pc e saranno più o meno 9 minuti che penso a ciò che ho appena visto.
Sapendo che il sottoscritto è volubile assai nelle proprie opinioni, ho deciso di mettermi alla prova. Scriverò delle prime impressioni in questo momento a mente ancora calda, e tra una settimana, avendo metabolizzato la pellicola, farò degli ulteriori approfondimenti, per vedere se rimarrà ciò che penso ora e chiudere così questa “recensione”.

La Grande Bellezza Toni Servillo negozio

26 gennaio – E’ indiscutibilmente un bel film. E’ una di quelle pellicole che mi fanno pensare, ma soprattutto mi fanno pensare che ciò che penso io è molto probabilmente diverso da quello che pensano gli altri e così è per chiunque ha visto il film. Lascia dentro un sacco di considerazioni personali, soprattutto per il finale molto aperto, che può far supporre qualsiasi scenario. Personalmente sono passato da un “ma che è, s’è buttato dalla barca?” a un “probabilmente ha deciso di riprendere a scrivere, ma su cosa?“.

Le avventure di Jep Gambardella (sento l’ardire di chiamarle avventure perchè, da come appare all’inizio, la sua sembra una vita piuttosto piatta dal punto di vista emozionale) lo conducono ad un inevitabile percorso che riesce a portarlo fuori da quella trappola che si era creato da solo. Toni Servillo riesce a dare al personaggio il giusto tono, al confine tra la consapevolezza di essersi scelto quello stile di vita e la scoperta di aver quasi buttato un’intera esistenza a non rischiare di andarci oltre. I fallimenti di Romano e Ramona, i personaggi di Carlo Verdone e Sabrina Ferilli e i più vicini sentimentalmente al Jep, sono i campanelli d’allarme che più gli fanno capire che il suo destino sarà uguale al loro, se persevererà nel non dare vita a nulla.

Ho letto in giro su internet qualche critica riguardo all’ambientazione, che il regista ha cercato più che altro di mostrare le bellezze di Roma. Credo che chi ha fatto queste critiche ci viva a Roma e che possa vedere questo come un insulto a chi ci vive. Credo anche che, chi non ci vive come me, cercare di riconoscere le chiese e i ponti lungo il Tevere sia cosa che non gli compete, oltre che di scarso interesse. E’ la storia che prende l’attenzione principale, una storia fatta di episodi piuttosto insipidi, ma che ripresi tutti insieme danno l’idea di una ridotta fascia della società in cui viviamo, talmente “alta” che anche le disgrazie, per quanto siano comuni nella vita di chiunque, sono alte anch’esse.

Mi pento un pò di non essere andato al cinema a vederlo, ma allo stesso tempo sono felice di averlo visto da solo. Non mi fraintendano gli amici che stanno leggendo: lo dico perchè chi mi conosce sa quanto silenzioso e di poca compagnia io possa essere quando mi metto a ragionare su qualcosa. Figuratevi quanto sarei potuto esserlo se mi trovo alle 3.09 a digitare sulla tastiera!

La Grande Bellezza Toni Servillo festa

2 febbraio – Passata una settimana le mie impressioni sul film sono rimaste le stesse. Trovo sia una pellicola degna di nota sotto tutti i punti di vista, e come tutte le cose posso ben capire che possa piacere o meno. A ciò che è uscito la notte scorsa, mi sento in dovere di aggiungere qualche considerazione in più.

Una riguarda i nomi delle persone più vicine al protagonista, Jep Gambardella. Romano e Ramona non credo siano stati scelti a caso: questi nomi sono legati a quello della città, Roma, e questo rafforza il legame tra i due personaggi e il posto dove si trovano. Ma il riferimento non è tanto per indicare che è la città che ti porta in quelle condizioni, quanto quella parte di società che la abita e che sta nei vertici alti, quella rappresentata nel film.
Per intenderci, se il film fosse stato ambientato a Milano si sarebbero chiamati Ambrogio e Milena, ma il loro scopo sarebbe stato esattamente lo stesso: dare un volto alle possibili conseguenze di una vita in mezzo a certa gente, non a certe città.

La cosa che più rimane a una settimana di distanza è però quella tremenda sensazione di disagio che lascia la vita intorno a Jep. A osservare tutto ciò che gli vortica intorno e nelle quali non esita ad immergersi, non si può non pensare al punto in cui l’uomo può portarsi pur di mantenersi all’interno di una classe sociale ed esserne accettato.
L’unica lezione che si può trarre da questa pellicola è che l’unica salvezza è la fuga: fisica, corporea o mentale, abbandonare questo mondo in scala ridotta fatto di apparenza e inganno è l’unica soluzione.

La Grande Bellezza Toni Servillo scena nudo locale spogliarello

Questa è la fine della recensione e dell’esperimento. Sono le 2.10 del 2 febbraio 2014.

It’s a police box. Can’t you read?

Giovedì sera (23/02) si è conclusa la sesta stagione di Doctor Who su Rai 4. Una serie a dir poco emozionante, che l’attesa di 5 mesi non ha fatto altro che aumentare. Cercando di non anticipare nulla a chi non l’ha ancora vista, mi sento di stilare una piccola lista di pro e contro di questa stagione, al di là della lista eccellente come le precedenti.

PRO

  • Nemici diversi dai classici: tanti nuovi nemici sono apparsi in questa stagione, su tutti il Silenzio, il nemico principale. E’ decisamente temibile, soprattutto l’organizzazione che ne tira le fila, e sarà interessante vedere se nella prossima stagione il Dottore riuscirà a metterli ko.
  • River Song: finalmente si è chiarito chi sia! Anzi troppo, perchè praticamente abbiamo scoperto nascita, crescita e matrimonio (la morte la conosciamo già dal 10° Dottore). Il personaggio non ha fatto che aumentare di spessore, e la sua storia personale gli ha conferito anche una certa emotività che non era trasparita nelle sue precedenti apparizioni.
  • Amy & Rory: i migliori compagni che abbiano mai affiancato il Dottore. Già quando Amy Pond viaggiava senza il marito era il massimo, perchè tra tutte le compagne era la più sveglia e senza timore reverenziale. Ora col consorte Rory Williams ha aggiunto una dinamica di coppia che allo stesso tempo coinvolge e segna la distanza con il Dottore.
  • Il TARDIS: o dovrei dire Sexy, come la chiama il Dottore. L’episodio in cui lo “spirito” della cabina entra in un corpo e prende vita, ai confini dell’universo, è uno dei migliori della sesta stagione; si riesce così a comprendere il profondo legame che lega la macchina del tempo con il suo proprietario, come una infinita storia d’amore.

CONTRO

  • Troppi nemici diversi dai classici: in effetti è stato anche un pò la debolezza di questa serie. Nemici storici come Daleks, Cybermen, Sontaran e Weeping Angels sono stati ridotti a una comparsa. Un pò una mancanza dal mio punto di vista, di personaggi che spero di rivedere protagonisti presto.
  • Finale un pò confusionario: alla fine si riesce a tirare le somme, ma farlo è un pò contorto. La non linearità della storia finale è molto apprezzabile, ma il passaggio da un mondo all’altro ha reso poco chiara una questione: ma il Silenzio è stato battuto per sempre o trama ancora nelle profondità della terra? La risposta: trama ancora.
  • Distribuzione degli episodi: credo sia un aspetto puramente personale. La scorsa estate mi son visto dalla prima alla quinta serie tutte di un fiato, con una puntata al giorno. Vederne due a sera e poi altre due una settimana dopo ha un pò spezzato il ritmo e la tensione della storia.

Ripeto: al di là di questa semplice lista, la stagione è stata fantastica e mi è veramente piaciuta, con lo sviluppo di tutte le storie veramente ben orchestrato.
E tenendo il riferimento musicale, ecco qui il video promozionale che il quarto canale della Rai ha usato per promuovere la serie, con il tormentone dell’ultimo autunno, “Levels” di Avicii.

Pooporopopopoopo

Fantastico…ieri sera è stato fantastico…ero al bar a vedere la partita con Simo,Lore,Marco,Piumo e altri…sempre nervi tesi e ad esultare per ogni minima cosa.
Appena Grosso segna l’ultimo rigore tutti ad esultare e a correre verso la piazza…e lì il delirio…tutti a urlare e il vero casino non era ancora iniziato…appena vediamo che passa il carroattrezzi delle auto che ci invita a salire…tutti su…e ad urlare…ceelabbiamopiùGroosso…ceelabbiamopiùGroosso…e via per le vie di Cornaredo…sarà piccolo come paese…però…woooooooooooooooooooooo!!!E la serata se ne è andata via così…urlando qualsiasi tipo di elogio per gli azzurri e di insulto per i francesi DIMMERDAAAAAAAAA!!!
Forza Italiaaaaaaa!!!
Campioni del Mondo!Campioni del Mondo!Campioni del Mondo!Campioni del Mondo!

Almeno qualcosa…

Dai non si può dire che la stagione dell’Inter sia fallimentare…almeno noi abbiamo vinto qualcosa…la COPPA ITALIA…sarà una coppetta ma è pur sempre il secondo trofeo nazionale…