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10 consigli per il nome della vostra squadra di Fantacalcio

Ormai siamo agli sgoccioli: la stagione 2014/2015 di Serie A sta per cominciare. Cosa più importante, la stagione 2014/2015 del FANTACALCIO sta per cominciare!
Gioco portato in Italia nel 1990, accompagna la stagione calcistica di buona parte dei tifosi. Buona parte di chi segue il campionato e ha una squadra al Fantacalcio almeno una volta nella vita si è trovato ad affrontare l’atroce dilemma dei fantallenatori: tifare contro la tua squadra perchè la tua fantasquadra come prima punta schiera quella degli avversari. Per chi non è pratico di questo mondo: è come credere in Dio, ma sperare che le vergini promesse da Allah dopo la morte siano vere perchè si è a secco da un pò di tempo.

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Un problema che affligge i fantallenatori, soprattutto quelli alle prime armi, è la scelta del nome della propria squadra. In una decina di anni che pratico questa “disciplina”, di nomi terribili ne ho letti a decine e ogni volta mi sono proposto di inventarne uno nuovo per sostituirli.
Per cui, se anche voi siete in questo tunnel e siete alla ricerca di un pò di luce, questa “guida” si propone di darvi 10 spunti per trovare il nome perfetto per la vostra avventura.

 

1. ISPIRAZIONE – Sta alla base di ogni nome di ogni squadra, pure di quelle di fantasia. Non chiamare la tua squadra con le prime parole che ti vengono in mente: pensa bene al nome con cui vuoi aspirare a vincere il titolo, la gloria, il montepremi, il caffè-al-bar-pagato-per-un-mese o qualsiasi cosa abbiate messo in palio tu e i tuoi amici.
Vuoi passare alla storia del Fantacalcio del Bar Ciccio come Mario Rossi Team, caro il mio Mario Rossi? Direi di no, per cui spreca qualche minuto in più a pensare bene al nome del tuo squadrone!

2. LONGEVITA’ – Tieni presente che, se quest’anno partecipi, con ogni probabilità parteciperai anche l’anno prossimo. E che vuoi fare, cambiare nome alla tua squadra ogni anno? Dopo i tuoi amici non sapranno più come si chiama il tuo team e diventerà Quelli di Tizio.
Cerca un nome che possa durare per sempre, o finchè vorrai giocare, perchè sarà il nome con cui tutti si ricorderanno della tua squadra.

Buoni esempi...

Buoni esempi…

3. NON TROPPO STRANI – Scioglilingua e filastrocche non sono esattamente il massimo per il nome di una squadra di fantacalcio. Così come i nomi di due o tre lettere, che non hanno assolutamente senso.
Puntate a un nome che possa essere potenzialmente uno utilizzabile da una squadra da calcio.
Per intenderci, immaginate che un telecronista debba nominare il vostro team: se ci mette meno di un sospiro o più del primo Canto della Divina Commedia, forse è il caso di pensare a qualcosa di diverso.

4. NOME DA “NERD” – In molti appassionati di calcio e fantacalcio coltivano anche altri hobby: fumetti, manga, telefilm, videogiochi, libri e film di fantascienza, giochi fantasy e chi più ne ha più ne metta! Combinare le due passioni può darvi lo spunto giusto per trovare il nome adatto e soprattutto farvi legare di più alla squadra.
In fondo perchè non ci possono essere delle squadre di calcio anche a Gotham, Metropolis, Dressrosa, New New York, Defiance, Winterfell, King’s Landing…?

5. PREFISSI/SUFFISSI – E’ una fonte dalla quale attingere a mani basse, perchè si può abbinare a molti nomi (di città, di persona ecc.). Tra i prefissi più famosi ci sono Real, Spartak, Dinamo e Virtus; mentre i suffissi più inflazionati rientrano City e United.
Personalmente apprezzo (anche se non mi piacciono da usare) quelli che utilizzano questi per creare nomi divertenti. Due esempi: Deportivo La Carogna e Atletico ‘Navolta.

6. STILE NBA – Oppure NFL, MLB, NHL. Insomma: stile sport americani. Il nome della vostra città, paese, quartiere, regione o provincia accompagnati da un nomignolo in inglese: ed il gioco è fatto! Si può prendere spunto da animali, figure mitologiche, eventi atmosferici, lavori… Qualsiasi cosa! Se volete potete anche sfruttare la cosa per creare simpatici richiami a cose di tutti i giorni o che vi piacciono particolarmente.
Non sapete da quanto tempo nel FantaNBA continuo a maledire la squadra che continua a vincere, i Cagliari Sheepcheeses

...e pessimi esempi!

…e pessimi esempi!

7. SIGLE – Non ci vuole molta fantasia in questo caso. FC, AC, AS, SS sono le prime che vengono in mente da aggiungere praticamente a qualsiasi cosa.
Pratica diffusa è quella di abbinare una di queste sigle a un’altra parola, in modo da formarne una nuova. Tra i molti, quelli che meno mi piacciono sono quelli che vanno a formare degli insulti: nomi come AS Tronzo e simili sono ormai all’ordine del giorno.

8. I GRANDI CLASSICI – Come in letteratura, musica e qualsiasi altra cosa, anche tra i nomi delle squadre del fantacalcio ci sono dei classici impareggiabili. E’ scientificamente provato che, in un fantacalcio su due, c’è almeno un AC Denti, un AC Picchia, un All Stars e simili. Se hai la fantasia di un coniglietto sperduto, questa è la tua tana.

9. IL TUO NOME – Questo è per quelli che vogliono vincere facile. Usare il proprio nome, oltre che utilissimo per chi soffre di amnesia, è adatto per chi scarseggia in fantasia e non ha la minima idea di dove andare a parare.
Una variante che darebbe qualche punto in più sarebbe quella di utilizzare il proprio nome o cognome per inventarsi qualcosa di nuovo o da accostare a nomi di altra ispirazione.

10. NOMI DI SQUADRE VERE – Questo è particolarmente indicato per i tifosi sfegatati. Se il legame con la propria squadra è tanto forte, potrebbe essere praticamente l’unica soluzione possibile. Per non copiare del tutto il nome, si potrebbe prendere spunto anche da ciò che è associabile alla squadra del cuore: colori della maglia, soprannomi del club, nome della tifoseria ecc.
Idea particolarmente non indicata per i tifosi scaramantici.

 

Alcuni loghi che ho creato, che possono essere spunto per i vostri nomi

Alcuni loghi che ho creato, che possono essere spunto per i vostri nomi

Questi sono bene o male tutti i consigli e suggerimenti che si possano dare sulla scelta del nome della propria squadra di Fantacalcio. Io stesso ho attinto da queste linee guida per dare il nome alle mie squadre: BresciAcqua, Milano Warriors e Zenit Sanpietroallolmo.
Ma c’è un consiglio che ho voluto tenere per ultimo, soprattutto perchè è quello fondamentale per ogni scelta.

11. DEVE PIACERE A TE – Puoi sentire i consigli di centinaia di persone, andare su internet a cercare delle idee, aspettare che il tuo cane ti consigli qualcosa di diverso da “bau bau”, ma alla fine è il nome della tua squadra.
Se non piace a te, non sarà mai veramente la TUA squadra.
Che in fondo, è questo il bello del Fantacalcio.

Villains

Dopo mesi e mesi di sofferenza dietro lo schermo e mrbosa curiosità che mi ha permesso di rovinarmi a metà una delle mie passioni, finalmente è iniziata l’attesissima terza serie di HEROES!
Questa serie è suddivisa in 2 volumi e il primo dei due si chiama Villains (il secondo non lo dico perchè rischio di rovinare l’attesa anche a chi preferisced attenderlo qui in Italia), del quale hanno detto di tutto e di più. Io mi sono anticipato un (bel) pò di cose, ma vi assicuro che sarà veramente una sagione coi fuochi d’artificio, assolutamente da non perdere.
Heroes Villains copia
Ne approfitto per omaggiarvi di una delle scene più comiche mai apparse in One Piece: questa scena riguarda una storia molto più avanti rispetto sia le puntate che stanno andando in onda sia le uscite regolari del manga, ma vi assicuro che questa è pura comicità Odiana al 100%!
Senso di lettura
18
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In chiusura, uno splendido sketch comico firmato Corrado Guzzanti.
 
Buona visione e alla prossima!

Gaara

Gaara (我愛羅) è un personaggio nell’anime e nel manga Naruto.

E’ conosciuto anche come “Gaara della Sabbia” o “Gaara del deserto” nella versione inglese dell’anime, e “Sabaku no Gaara” (砂瀑の我愛羅, Gaara della Cascata di Sabbia) nell’originale giapponese (Sabaku 砂瀑 significa “Cascata di Sabbia”, ma anche “deserto”, e da questo il più comune “Gaara del deserto”). Gaara è anche conosciuto come il Quinto Kazekage (五代目風影, Godaime Kazekage). La sua sabbia lo protegge sempre e l’ideogramma che porta sulla fonte significa “amore”. Nell’annuale Shonen Jump polls per i personaggi di fumetti preferiti, Gaara di solito figura nella top ten.

Caratteristiche fisiche

  • Età: 12-13 nella prima parte, 15 nella seconda
  • Data di nascita: 19 gennaio
  • Altezza: 148.1 cm
  • Peso: 40.2 kg
  • Capelli: Rossi
  • Occhi: Acquamarina
  • Gruppo sanguignio: AB
  • Grado: Kazekage
  • Attuale affiliazione: Villaggio della Sabbia
  • Team attuale: N/A
  • Team precedente: Team Baki (Baki, Temari, Kankuro, Gaara)
  • Parenti: Quarto Kazekage(padre, deceduto), Karura (madre, deceduta), Temari (sorella), Kankuro (fratello), Yashamaru (zio, deceduto)

Passato

Gaara è il figlio del Quarto Kazekage e il fratello minore di Temari e Kankuro.Alla sua nascita gli fu sigillato nel corpo il tasso demoniaco Shukaku per ordine del padre. Fu possibile grazie ad un jutsu operato da una delle anziane del Villaggio della Sabbia, una donna di nome Chiyo. Poichè era necessario un sacrificio, la madre di Gaara, Karura, venne scelta. Prima di morire, Karura maledisse il villaggio e il suo figlio appena nato , sperando che un giorno l’avrebbe vendicata.

Il motivo per cui il padre di Gaara gli inflisse quel triste destino era dovuto al fatto che il daiymo di quel territorio stava pian piano indebolendo il villaggio, minimizzando la sua capacita’ di difendersi. Addirittura il signore feudale aveva cominciato ad offrire lavoro a diversi villaggi ninja, anziche al suo, quello della Sabbia. Vedendo cosa stava succedendo al suo villaggio, il quarto Kazekage si rese conto che i loro ninja avrebbero dovuto essere di un livello assai superiore, e Gaara sarebbe stato la loro arma segreta.

L’intero villaggio odiava il bimbo e temeva il grande potere rinchiuso nel suo corpo; lo stesso padre, prima di rendersi conto di quanto potesse essere utile, lo voleva morto, e per questo motivo cercò più volte di assassinarlo. Come risultato, Gaara divenne un ragazzo chiuso in se stesso e silenzioso, consumato da un odio profondo per tutti, tranne che per se stesso. Cominciò a provare piacere nell’annientare i diversi sicari mandatigli contro dal padre; alla lunga, uccidere chiunque minacciasse la sua esistenza divenne la sua ragione di vita. La sua insonnia, causata dal fatto che lo Shukaku divorerebbe la sua personalità approfittando delle poche difese durante la fase di sonno, rende Gaara ancor piu’ instabile.

L’infanzia di Gaara fu pittosto simile a quella di Naruto, forse addirittura piu’ triste data la totale mancanza di un amico. Entrambi erano soli e avevano un forte desiderio di risultare simpatici, e amati, e riconosciuti come individui, liberi dal pregiudizio altrui — loro sono se stessi, non il demone che sono obbligati a “contenere” — e entrambi furono condotti sull’orlo della disperazione. Mentre Naruto giunse alla conclusione che scherzare e rendersi ridicolo lo avrebbe portato al centro dell’attenzione che desiderava, Gaara si convinse che poteva conservare e confermare la sua esistenza uccidendo chiunque la minacciasse, e come sua caratteristica principale si nota una forma di esistenzialismo. In mancanza dell’approvazione altrui, poteva dare valore alla sua vita soltanto, non considerando importante quella altrui. Per di piu’, Naruto ebbe in seguito l’amicizia di Iruka e della squadra 7 guidata da Kakashi, Gaara non ebbe mai nessuno e non pote’ comprendere il concetto di combattere per una persona che non fosse lui stesso.

In entrambi i casi, i due bimbi tentarono di conquistare i loro coetanei mantenendo un atteggiamento positivo, allegro ed amichevole. In un occasione, Gaara utilizzo’ i suoi poteri per recuperare il pallone di un gruppo di bambini che stavano giocando nei suoi paraggi, ma loro fuggirono quando lo videro. Non volendo restare solo, Gaara li supplico’ di aspettare, e la sua sabbia, interpretandolo come un ordine, li bloccò. Infuriatosi alle grida di aiuto dei bambini, Gaara quasi ne uccise alcuni, fermandosi solo quando intervenne l’adorato zio e suo unico amico, Yashamaru. Piu’ tardi, Gaara decise di farsi perdonare e corse a portare della medicina alla bambina che aveva ferito piu’ gravemente, ma lei, dopo aver visto chi era alla porta, gliela sbatté in faccia, chiamandolo ‘mostro’ e lasciandolo con il viso stravolto dal dolore.

Gaara venne addestrato dal padre, ma educato per lo piu’ dallo zio, Yashamaru. Essendo l’ospite dello Shukaku, Gaara aveva un controllo della sabbia quasi istintivo. Per di più, era la sabbia a proteggerlo, rendendolo quasi impossibile da toccare. Per sei anni, l’intero villaggio temette il bambino, fatta esclusione per Yashamaru, che raccontava spesso al nipote di quanto Karura lo avesse amato e voluto proteggere; secondo Yashamaru, era per il forte amore della madre che la sabbia proteggeva sempre Gaara. Per un periodo di tempo, sembro’ che Yashamaru fosse l’unica persona a cui importasse del piccolo Gaara (similitudini sono riscontrabili col rapporto tra Naruto e Iruka, anche se il loro avra’ molto piu’ successo). Gli sforzi di Gaara per essere accettato portarono tutti a risultati disastrosi, portando il padre a tramare contro di lui. Gaara era divenuto, negli occhi del Kazekage, un esperimento fallito, e un pericolo troppo grande per gli altri abitanti del villaggio. Cosi’, il Kazekage ordino’ a Yashamaru di uccidere il bambino. La sabbia lo protesse dagli attachi, e Gaara controbatte’ e feri’ il sicario mortalmente prima di scoprire che si trattava dello zio.

Rattristato dall’accaduto, Gaara scoppio’ in lacrime e corse accanto allo zio, chiedendogli perche’ avesse tentato di ucciderlo. Yashamaru rivelo’ cosi’ al nipote dell’ordine del Kazekage, e Gaara, sebbene sconvolto, si sforzo’ di sorridere, e in un sussurro suggeri’ allo zio che la motivazione era solo quella, si trattava di un ordine che andava eseguito. Rimase scioccato quando Yashamaru emise un flebile dissenzo. Infatti, nonostante avesse cercato di amare Gaara, lo aveva sempre odiato perche’ aveva strappato la vita della sua amata sorella, Karura, la madre di Gaara. Rivela anche l’origine del suo nome: する修, (Ware wo ai suru shura, “un Asura (demone della mitologia indiana) che ama solo se stesso”). Prima di morire, si apri’ la giacca rivelando degli esplosivi, e le sue ultime parole furono: “Ti prego, muori.” Gaara pero’ sopravvisse ancora una volta protetto da uno scudo di sabbia.

Stando a Yashamaru, Karura aveva maledetto il Villaggio della Sabbia per l’aver usato lei e il suo piccolo bambino come, rispettivamente, sacrificio e arma, ma aveva in aggiunta maledetto anche Gaara per il dolore che le inflisse. Dopo essersi reso conto che nessuno lo aveva mai amato, ne la madre, ne lo zio, Gaara utilizzo la sua sabbia per imprimersi sulla fronte un kanji, (愛, “Amore”) per ricordarsi sempre che lui era “un Asura che ama solo se stesso”. Questa fu l’unica occasione in cui la sabbia non lo protesse dal ferirsi, e probabilmente la prima volta che sanguino’. Per i seguenti sei anni, Gaara rimase l’obiettivo di molti sicari mandato dal Kazekage, ma riuscì a salvarsi ogni volta.

Bleach

Una figata assurda…ringrazio chi me l’ha fatto vedere(a proposito:chi è che me l’ha fatto vedere?)…è bellissimo,è coinvolgente,è stupendo,è…Bleach!
E’ fantastico,i personaggi sono fatti benissimo e le loro storie sono intrecciate benissimo e…è una figata assurda!!!!!
Peccato che non sappia mettere le foto e le immagini sullo spazio(mannaggia…)se no me ce lo riempivo…vabbè…pazienza…ma è una figata!!!!!