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Sala d’attesa – #5

Sala d'attesa

Siete seduti ad aspettare il vostro turno dal dentista e le riviste di gossip non vi esaltano? Dovete attendere che il meccanico ripari la vostra auto e sapete che è inutile sfogliare il giornale alla ricerca di auto usate perchè sai che non la cambierai? La coda in posta si è ridotta ad una partita infinita ai giochini sul cellulare?

Prenditi un break come si deve e leggi uno di questi 15 articoli! Assicurato al 100%, la noia non sarà più un problema.

IL CALCIATORE PIU’ VELOCE DEL MONDO
Ultimo Uomo dedica un articolo all’inizio di quella che ha tutti i segni di essere una carriera sfolgorante per Hector Bellerin. Il terzino destro spagnolo in forza all’Arsenal al momento è uno dei più forti al mondo nel suo ruolo, anche se nei primi anni con la cantera del Barcellona giocava in tutt’altra posizione.

IL NUOVO DAVID SILVA
La Premier League di questa stagione è un albero che sta dando molti frutti per chi si interessa di tattica. L’avvento di Guardiola al Manchester City ha portato un rinnovamento profondo, partendo dal ruolo che sta ricoprendo in campo David Silva, tanto da doverlo pensare come un giocatore nuovo.

DE BRUYNE CONTINUA A STUPIRCI
E rimanendo sui Citizens, un altro calciatore che sta subendo una profonda metamorfosi è Kevin De Bruyne. Le imposizioni tattiche dell’ex allenatore del Bayern Monaco stanno portando il belga a non stazionare più sulla trequarti avversaria ma a scoprire un gioco nuovo partendo da una manciata di metri indietro.

WATFORD LO SCHIZOFRENICO
L’avventura della famiglia Pozzo alla guida del Watford sta cominciando a dare i suoi frutti, così come è stato con l’Udinese. Grazie a Rivista Undici, riusciamo a ripercorrere la storia degli industriali friulani con gli Hornets: dagli anni tribolati in Championship alla rinascita e la stabilità nella massima serie.

LE MILLE AVVENTURE DI LUCIANO GAUCCI
91° minuto” di Giacomo Giubilini (Minimum Fax) è un libro che voglio leggere. Non solo perchè parla di calcio, ma perchè parla di quel lato del calcio che è nascosto a quasi tutti. Ne è una prova questo estratto, pubblicato da Ultimo Uomo, dove racconta le peripezie di un uomo che, nel male e nel peggio, ha fatto la storia del calcio italiano: Luciano Gaucci.

PERDONAMI CHIEVO PERCHE’ HO PECCATO
Crampi Sportivi cerca di capire il Mistero Chievo Verona. Cosa nasconde la squadra di una frazione di una così detta provinciale? Così piccola eppure così persistente nel massimo campionato italiano, quali sono i pensieri che suscita a chi di calcio ci vive raccontandolo sotto ogni sua piega?

IL VANGELO SECONDO SABATINI, IN 16 AFORISMI
L’addio di Walter Sabatini alla Roma è una delle notizie che più ha scosso la Serie A in questi giorni. Tanto esperto quanto innovatore del mondo del pallone, cerchiamo di capire il pensiero dell’ormai ex direttore sportivo giallorosso attraverso le sue stesse parole, estratte da interviste e conferenze stampa.

ATLANTE EMOTIVO DEL MERCATO DI WALTER SABATINI
Dalle parole ai fatti: questa lunga ricostruzione analizza direttamente l’operato di Sabatini come uomo mercato della Roma. Un lavoro pieno di alti e bassi, con la croce di essere stato costretto a cedere alcuni dei suoi pupilli (su tutti il rimpianto Erik Lamela) e la delizia di aver messo a segno plusvalenze da capogiro.

ROMA-INTER: QUANDO TOTTI INDOSSO’ LA MAGLIA DELL’INTER
Era il 14 febbraio del 1995 quando Francesco Totti fu per 5 minuti un giocatore dell’Inter. Nessun intrigo di mercato questa volta: un’iniziativa delle squadre per riportare armonia tra i tifosi portò i giocatori a scendere in campo con le maglie invertite.

PROGETTO AVENGERS
Nonostante il titolo, qua non parliamo del gruppo di supereroi della Marvel. In questo articolo Crampi Sportivi ci introduce alla nuova stagione NBA presentando l’ambizioso ed inedito progetto dei Milwaukee Bucks. Nick Fury…pardon, Jason Kidd saprà assemblare il giusto gruppo di cestiti e portarli nell’olimpo del basket?

PIRATES OF THE CARRIBEAN: DEAD MEN TELL NO TALES, IL PRIMO TEASER TRAILER
Ci siamo: il quinto capitolo delle avventure del pirata Jack Sparrow sta per approdare sui grandi schermi. La pellicola piratesca della Disney, con protagonista Johnny Depp, uscirà in Italia il 26 maggio 2017: chissà in quali guai si sarà cacciato Sparrow questa volta!

TRE NUOVI VIDEOCLIP A 360°…IN UNO!
Grande regalo per i fan di Elio e le Storie Tese fatto dallo stesso gruppo. Sul loro canale ufficiale di YouTube sono stati pubblicati tre nuovi video di altrettante canzoni del loro ultimo album “Figatta de Blanc“: “Bomba intelligente“, “Vacanza alternativa” e “China Disco Bar” (di cui ho già parlato QUI). Imperdibili soprattutto perchè sono girati a 360 gradi e tutti nello stesso spazio!

AMEDEO LA POTTA – THE MAN, THE MUSICIAN, THE PHILOSOPHER
Lo straordinario e divertentissimo Edoardo Ferrario continua la sua serie “ESAMI” su YouTube con “POST ESAMI”, dove i suoi personaggi vengono estrapolati dal contesto universitario e visti da vicino immersi nel quotidiano. Questo finto documentario mostra il professore di Filosofia Amedeo La Potta alle prese con il suo grande sogno: incidere un album pop.

NYCC VIDEO INTERVIEWS: DOCTOR WHO TALKS TO MARVEL & MORE
Con l’arrivo imminente dello spin off Class, la febbre per Doctor Who continua a salire in attesa anche dello speciale di Natale dal titolo “The Return of Doctor Mysterio”. Nell’attesa, gustiamoci queste interviste fatte agli attori Peter Capaldi e Pearl Mackie, l’autore Steven Moffat ed il produttore Brian Minchin.

GET TO KNOW THE NEWEST DOCTOR WHO COMPANION
Infine, approfondiamo la conoscenza di Pearl Mackie che interpreterà Bill, la nuova companion del Dottore. L’attrice appare molto allegra e contenta di fare parte di Doctor Who, cosa che certamente porterà una ventata d’aria fresca allo show che continua a vivere grazie anche a questi continui rinnovamenti.

10, 100, 1000 nomi. Un solo Zanetti

La prima volta che l’ho visto in campo era la mia prima partita allo stadio: San Siro, 27 ottobre 1996, l’Inter sconfisse in casa 3-1 un Parma temerario. Per i gialloblu segna El Valdanito, quell’Hernan Crespo che segna il suo primo goal in Serie A e 6 anni più tardi vestirà il nerazzurro. Per la Beneamata doppietta di Zamorano e lui. Javier Adelmar Zanetti.
In quell’incontro si è conquistato il primo soprannome col quale ho iniziato a identificarlo. Zanna Bianca correva, si dannava e si buttava su qualsiasi pallone gli passava davanti, vecchio concetto calcistico di herreriana memoria.
Era da più di un anno che si trovava a Milano. L’adolescenza passata ad Avellaneda sui campi di calcio di Independiente e Talleres, interrotti da un anno di problemi fisici a dare una mano a quel padre muratore che fa di tutto per dare speranza alla carriera calcistica del figlio e a tutta la famiglia. Il sacrificio evidentemente scorre nelle vene dei Zanetti. La grande occasione arriva nel 1993, quando viene chiamato dal Banfield. E’ con i biancoverdi che mette in mostra il suo potenziale: corsa infinita, dribbling serrato e ubriacante e fame, tanta fame.
Sbarca due anni più tardi in Italia dall’Argentina insieme a Sebastian Rambert, grande promessa offensiva acquistata dal Independiente. Lui, un gregario buono a correre e recuperare palloni, insieme alla futura stella della Serie A. Sappiamo tutti come andò a finire.

 

Zanetti Inter nuovo acquisto

 

La penultima volta che l’ho visto ero fuori dalla Pinetina: una foto e un’autografo con lui erano il regalo per un mio amico, suo idolo da quando ha memoria del calcio. Siamo ragazzi degli anni 2000, cresciuti a pane e Winning Eleven, e i videogiochi mi hanno suggerito per lui il soprannome successivo.
Il mio amico prendeva solo l’Inter e in qualsiasi condizione si trovava, lui era in campo. Passavano pochi minuti e prendeva palla dalla sua trequarti. Salta un uomo, ne salta un altro, resiste a una scivolata, scarta un altro uomo, tiro dal limite dell’area e rete! Passavano altri tre minuti, stessa serpentina e doppietta. Non lo buttavi giù, non lo potevi fermare. Zanna Bianca è diventato Iron Man.
Fino al 28 aprile 2013 Javier Zanetti era come Tony Stark dentro la sua armatura: fisico roccioso, sprint incredibili e carisma da vendere. Le sue cosce sembrano due fusti di birra. Stan Lee e compagni, quando hanno creato l’uomo d’acciaio per la Marvel, non potevano immaginare che qualcuno in carne ed ossa potesse superare quell’ideale: acciaio nel fisico, acciaio nella mente.
Il primo trofeo è arrivato nel 1998 a Parigi, Coppa Uefa conquistata con un 3-0 sulla Lazio. Tabellino marcatori: Ronaldo, ancora Zamorano, e ancora Zanetti, con un’esultanza ad occhi spalancati dalla gioia. Dopo questa felice parentesi, il nulla per 7 anni. Qui Iron Man si tempra, con anni di sacrifici, corse, dribbling. Tanti cambi di ruolo, tantissimi cambi di allenatore, mai una panchina. A chiunque venisse ad allenare l’Inter appariva chiaro come il sole che lui fosse la molla della squadra, l’uomo che ti è sempre affianco. Stai festeggiando un goal? Lui è lì a festeggiare. Hai appena sbagliato? Lui è lì a tranquillizarti e a dirti come rimediare. Hai appena ricevuto un fallo contro? Lui è lì a sostenerti con l’arbitro e a prendere la situazione in mano. L’armatura aumenta di resistenza, di stagione in stagione, finchè non è anche il suo turno di alzare trofei. Dal 2004 al 2011 sono 15 quelli mostrati al cielo: 5 Scudetti, 4 Coppe Italia, 4 Supercoppe Italiane, 1 Champions League e 1 Mondiale per Club. La stagione migliore la 2009-2010, senza ombra di dubbio: quel Triplete a firma Mourinho che ha permesso a Zanetti di alzare ben tre trofei in meno di un mese, con la coppa dalle grandi orecchie nel cielo di Madrid, ancora con gli stessi occhi spalancati di 12 anni prima.
Dopo questa striscia vincente incredibile Zanetti, così come tutta l’Inter, perde un pò di colpi. La corsa e il dribbling ci sono sempre, però fa sempre più fatica a rimanere in campo per 90 minuti ad alto livello. Nonostante questo, ormai sembra assicurato per lui un meritato buen retiro.
Ma arrivò, quel maledetto 28 aprile.

 

Inter Champions League Zanetti

 

L’ultima volta che l’ho visto in campo è stato ieri sera. San Siro è una bolgia fatta eccezione per la Curva Nord, assente per squalifica. Ad essere onesti, la differenza non si percepisce. Dall’inizio dell’incontro è un continuo inneggiare a Zanetti fino al suo ingresso in campo al 52′, quando prende il posto di Jonathan ed entra direttamente con la fascia da capitano. Come se ci fosse nato con quel pezzo di stoffa intorno al braccio. Ogni tocco di palla è un applauso scrosciante, la fatica nel recuperare la posizione si vede, ma appena riceve la palla sulla fascia lo spunto, lo sprint, il dribbling sono esattamente quelli di 19 anni fa, quando debuttava con la maglia nerazzurra. Finisce la partita, Lazio battuta 4-1 e scoppia la festa. Maglia numero 4 gigante in mezzo al campo, passerella di staff e compagni di squadra e accoglienza da pelle d’oca al centro del campo insieme alla famiglia. Microfono in mano e parole d’amore per la maglia e per tutti coloro che l’hanno accompagnato in quella che è a conti fatti la prima parte della sua carriera all’Inter. Poi giro di campo a raccogliere gli applausi del pubblico e la gioia dei compagni.
E’ passato poco più di un anno dalla rottura del tendine d’Achille sinistro, 6 mesi dal rientro in campo. Con Mazzarri ha trovato poco spazio in campo, spesso è partito dalla panchina, ma è riuscito comunque a rimettere piede in campo. Con un infortunio come il suo, a 40 anni, chiunque avrebbe appeso gli scarpini al chiodo: Zanetti, da vero Capitano, ha voluto esserci per un’ultima stagione con i suoi uomini e condurli per mano a questo nuovo inizio per l’Inter.
Lascia Moratti, entra Thohir, lui resta sempre al centro della storia nerazzurra: l’annuncio del ritiro è arrivato, così come l’intenzione di farlo rimanere in società. Il nuovo presidente è stato giusto e chiaro: “Il capitano sarà parte del club, studierà inglese, come un manager: deve imparare“. Sappiamo già che non ci sarà alcun problema per Zanetti. Così come ha affrontato la sua carriera da calciatore, affronterà anche quella da dirigente: tanta grinta, tanto impegno, tanta fame.
Ormai sono lontani i tempi in cui dava i primi calci nella periferia di Buenos Aires. Pupi è cresciuto. El Tractor non sarà più sul campo a macinare chilometri. E’ tempo di rimettere gli scarpini coi tacchetti nell’armadio e lustrare i mocassini.
Sono certo che, trovandoci a Milano, ci metterà poco a passare da Capitano a Capo.

 

Zanetti Inter festeggiamenti

 

Alla fine questi nomi hanno poca importanza. Pupi, El Tractor, Zanna Bianca, Iron Man, il Capitano. Chiamatelo come volete.
Lui sarà sempre con il numero 4.
Javier.
Adelmar.
ZANETTI.

 

Javier Zanetti Inter Lazio 2014