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Sala d’attesa – #8

Sala d'attesaSiete seduti ad aspettare il vostro turno dal dentista e le riviste di gossip non vi esaltano? Dovete attendere che il meccanico ripari la vostra auto e sapete che è inutile sfogliare il giornale alla ricerca di auto usate perchè sai che non la cambierai? La coda in posta si è ridotta ad una partita infinita ai giochini sul cellulare?

Prenditi un break come si deve e leggi uno di questi 15 articoli! Assicurato al 100%, la noia non sarà più un problema.

REFERENDUM SI’ O NO?
Togliamoci subito il dente. Domani si vota (finalmente) per il referendum costituzionale, dove al popolo italiano viene chiesto se vogliono accettare o meno una serie di cambiamenti riguardanti il Senato, i referendum stessi e le competenze Stato-Regione. Se volete farvi un’idea chiara di cosa si andrà a votare, questa infografica vi sarà d’aiuto.

CATALOGO DEGLI EROI
Per trasferirci nel mondo calcistico, usiamo come trait d’union la Grecia, patria della democrazia. Ma a noi interessano i fondatori del calcio greco, fatto di eroi dalle differenti armi. Chi ha tattica sopraffina, chi ha una resistenza rocciosa, chi la mente di un generale. Ciò che li unisce è la terra natia ed il sangue sputato per difenderla sui prati verdi.

FEDERICO BUFFA E LO STATUTO DEL MILAN: FRAMMENTI DI STORIA
Il prossimo 14 dicembre a Milano, presso Aste Bolaffi, verrà messo in vendita lo statuto del Milan. E’ un documento unico, perchè tuttora non è data con precisione la data di fondazione del club rossonero. Ora è possibile avere un pezzo di ciò che diede vita ad uno dei club italiani più vincenti al mondo. E quale modo migliore per pubblicizzarlo se non con un racconto di Federico Buffa?

EREDE DI HOKUTO
Tra eroi e Milan, si inserisce un articolo di Crampi Sportivi che racconta l’ascesa di Alessio Romagnoli come uno dei migliori difensori italiani del futuro. Sotto le guide tecniche di Mihajlovic e Montella, sta mostrando una crescita significativa che lo sta incorniciando come il simbolo delle retroguardie rossonere e italiane per la prossima decade.

NON ASSOMIGLIO A NESSUNO
Altra analisi di crescita di un giocatore che sembra già alla terza fase della sua carriera, nonostante i 23 anni. Gianluca Caprari ha avuto un inizio promettente con la Roma, che poi ha dovuto distruggere e ricostruire in Serie B fino a tornare grande con il Pescara. Ora che è stato acquistato dall’Inter, come si evolverà la sua carriera?

CLASSICI: MILAN -INTER ’09
I due profili dei giovani calciatori ci porta direttamente al Derby della Madonnina. Prima di arrivare a quello di oggi, si torna indietro per rivedere lo 0-4 con cui i nerazzurri di Mourinho in odore di Triplete stesero un Milan sul viale del tramonto. Interessante il racconto da parte di un interista che ancora non aveva visto la partita.

CHI ESCE MEGLIO DAL DERBY?
Ci catapultiamo alla stracittadina di questa stagione, conclusasi con un 2-2 che non accontenta pienamente nessuna delle due squadre. Ultimo Uomo ci regala un’attenta analisi tattica, che spiega i primi accorgimenti fatti da Pioli alla guida dell’Inter e come il Milan di Montella abbia mancato l’occasione di capitalizzare l’alta conversione in rete dei tiri in porta.

PROSPETTIVA GASPERINI
Rimanendo sul tema di questo campionato, passiamo in rassegna la nuova esperienza di Gian Piero Gasperini. In molti credevano che lontano dal Genoa avrebbe continuato a non rendere, invece la sua Atalanta ha raggiunto i piani alti della Serie A ed ha lanciato un gran numero di giovani molto interessanti e già cercati sul mercato.

DIZIONARIO TATTICO: GEGENPRESSING
Cominciamo un excursus sulla tattica con la definizione di gegenpressing. Il termine, di origine tedesca, spiega il pressing portato da una squadra all’inizio dell’azione che può essere orientato sull’uomo, sul portatore di palla o sulle linee di passaggio. Se vi siete persi, è meglio se leggete questo articolo per cominciare.

IL GEGENPRESSING, SPIEGATO IN UN VIDEO
Per assimilare meglio i concetti legati al gegenpressing, è utile vedere i concetti espressi in un video. Questo pubblicato da Rivista Undici (tre minuti e mezzo di inglese non sottotitolato, so che anche i più timorosi di voi possono farcela) sintetizza bene il concetto e, soprattutto, l’applicazione tattica.

L’IMPORTANZA DI UN PRESSING ORGANIZZATO
Dalla teoria alla pratica, vediamo un ottimo esempio di gegenpressing e, più in generale, di un pressing  ben specifico. Il modello è la sfida di Bundesliga tra Bayer Leverkusen e Borussia Dortmund, con due delle squadre che fanno di questa tattica un vero e proprio credo calcistico.

DIZIONARIO TATTICO: GLI HALF-SPACES
Riprendiamo ad analizzare i nuovi termini del calcio giocato in questi anni con gli half-spaces, che sono un pò come la scoperta dell’acqua calda. La zona di mezzo tra il centro del campo e le fasce è sempre esistita, ma è solo negli ultimi anni che è diventata una vera e propria terra di conquista per quelle squadre alla ricerca della via per il gol.

DIZIONARIO TATTICO: LA SALIDA LAVOLPIANA
Con il precedente e con questo articolo, siete a metà strada per capire la tattica mostrata dalle squadre di Guardiola. La teoria completa sarebbe quasi impossibile da apprendere al completo, ma, se prima abbiamo capito come attaccano le squadre del tecnico spagnolo, ora capiremo come costruiscono l’azione dal basso.

ABBICCI’ – LA VERONICA
Dalla tattica alla tecnica: uno dei colpi di classe più riconosciuti sui campi da calcio e certamente più apprezzati. Uno degli interpreti più significativi di questi ultimi anni è certamente Zinedine Zidane, ma prima di lui anche Maradona l’ha utilizzata spesso. Rimane un dubbio: da dove deriva questo nome?

IL PROFESSORE
Chiudiamo questa collezione di articoli con uno su cui lasciare il cuore e, se siete particolarmente sensibili, anche qualche lacrima. Qui si parla di uno dei Signori del Calcio: non tanto di quelli che ne hanno fatto la storia con le loro gesta e le vittorie, ma coloro che hanno lasciato un segno nel gioco con l’amore che avevano per lo stesso. Signore e signori: Franco Scoglio.

Sala d’attesa – #7

Sala d'attesaSiete seduti ad aspettare il vostro turno dal dentista e le riviste di gossip non vi esaltano? Dovete attendere che il meccanico ripari la vostra auto e sapete che è inutile sfogliare il giornale alla ricerca di auto usate perchè sai che non la cambierai? La coda in posta si è ridotta ad una partita infinita ai giochini sul cellulare?

Prenditi un break come si deve e leggi uno di questi 15 articoli! Assicurato al 100%, la noia non sarà più un problema.

ROBERTO BAGGIO DETTO ROBY
Un lunghissimo articolo di Ultimo Uomo tutto dedicato al Divin Codino. La carriera di uno dei giocatori più forti (se non il più forte) che abbia vestito la maglia della Nazionale italiana, oltre a quelle di Vicenza, Fiorentina, Juventus, Milan, Bologna, Inter e Brescia. Vale la pena perderci un paio d’ore per gustarsi ogni parola ed ogni rete.

FRANK
Inevitabile un percorso attraverso il cambio di panchina che ha coinvolto l’Inter. L’ennesimo. Si comincia con Rivista Undici che, attraverso quattro autori interisti, analizza l’operato di Frank de Boer fino alla fatale sconfitta in casa della Sampdoria. Pregi e difetti, ma soprattutto prospettive mancate, del lavoro del tecnico olandese coi nerazzurri.

80 GIORNI DA FRANK DE BOER O DUE ANNI DA MANCINI?
La domanda è un pretesto per analizzare nel concreto l’operato di Frank de Boer alla guida dell’Inter. E, numeri alla mano, l’ex allenatore dell’Ajax ha fatto meglio del suo predecessore Roberto Mancini! Purtroppo, come ha scoperto lo stesso de Boer, nel calcio non basta avere i numeri dalla propria parte.

FANTA-INTER AMALA
Salutato de Boer e accolto temporaneamente Stefano Vecchi, per Suning è arrivato il momento dei casting. E non è un modo di dire: ci sono stati molteplici colloqui con diversi allenatori. Marcelino, Pioli, ma anche fantasie su ritorni di Lippi e Mourinho; Ultimo Uomo ha analizzato (quasi) ogni pista percorribile.

LA DISCIPLINA DI STEFANO PIOLI
Alla fine la scelta è ricaduta su Stefano Pioli. Il tecnico che ha già dimostrato di saperci fare con Bologna e Lazio, ora è alla sua prima esperienza con una big italiana ed ha il difficile compito di portare l’Inter in alto. Il primo ostacolo? Il derby del 20 novembre contro il Milan.

INTERREGNO INCANTATO
E parlando di Milan, Crampi Sportivi cerca di esaminare il momento dei rossoneri. Tramite un parallelo storico con il Milan pre Berlusconi, il passaggio di proprietà alla cordata cinese sembra mostrare gli stessi segni di trent’anni fa, con una rosa fatta da giocatori esperti ma soprattutto una folta schiera di giovani promesse.

INESPUGNABILE?
Attenta analisi del reparto offensivo del Genoa, uno dei meno perforati della Serie A. Anche se tra ora e questo articolo è passata qualche giornata, è utile per comprendere come Ivan Juric schiera la sua retroguardia, tanto da essere alla undicesima giornata la seconda difesa del campionato.

IL RITORNO DEL WM?
Passando alla tattica più stretta, sempre più allenatori fanno ritorno a quello che potrebbe essere definito il primo vero e proprio modulo: il 3-2-4-1, o modulo WM, che permette alle squadre più organizzate di attaccare in modo efficace. E’ importante sottolineare attaccare, perchè questo è diventato un modulo solo per la fase offensiva.

SAMPAOLI SI E’ AMBIENTATO
Jorge Sampaoli era uno degli uomini più attesi di questa stagione calcistica. Al momento il suo Siviglia è quarto nella Liga, al pari dell’Atletico Madrid e a meno 6 dalla cima, oltre che reduce da una sconfitta di misura contro il Barcellona, decisa da Messi. Qui viene messa sotto la lente d’ingrandimento la sfida ai Colchoneros, ottimo esempio della scuola del tecnico argentino.

LA PRIMAVERA DI THEO WALCOTT
E’ sconcertante la forbice che c’è tra i calciatori indicati come future stelle e quelli che poi effettivamente lo diventano. Theo Walcott è alla sua decima stagione con l’Arsenal e solo adesso, a 27 anni, sta riuscendo a togliersi definitivamente di dosso l’etichetta di predestinato. Ma cosa è cambiato nel ragazzo inglese?

COSA HA CREATO OZIL?
Uno dei momenti più elettrizzanti del mondo del calcio, una rete che rimarrà a lungo nelle sigle dei programmi televisivi. Mesut Ozil sfida il portiere e due difensori del Ludogorets a due minuti dalla fine e permette all’Arsenal di vincere in trasferta la quarta giornata di Champions League.

L’INGHILTERRA SFIDA LA FIFA SUI “POPPYS” DEL REMEMBERANCE DAY
L’Inghilterra celebra ogni anno i propri morti durante le guerre e lo fa con un papavero come simbolo, che anche le squadre di Premier League portano sulle proprie maglie. Quest’anno la nazionale inglese vorrebbe indossarlo durante la sfida alla Scozia, ma la FIFA non è dello stesso parere. Qual è il motivo di questo scontro?

SCUSA, CHI HA VINTO IL CAMPIONATO IN FINLANDIA?
In un 2016 folle, che ha sconvolto il mondo della politica ma anche quello del calcio (vedi Leicester), anche il campionato finlandese si regala il suo pizzico di follia. A vincere la Veikkausliiga è l’IFK Mariehamn, squadra di una cittadina di poco più di 10000 abitanti sulle isole Åland. Se state cominciando a capirci poco, è meglio se leggete l’articolo!

LA REALITY ERA DEL WRESTLING
Molti dei ventenni di oggi hanno avuto un trascorso con il wrestling, una specie di “Beautiful per maschi”: storie, intrecci, rivalità tutte sfogate su un ring a suon di colpi proibiti. Ma se ora la sua finzione viene accettata, un tempo non è stato così: per capire a fondo la strada che ha fatto, si parte dalle sue origini nella seconda metà del ‘800.

IL BRACCIOLO POGGIAGOMITO
Chiudiamo con le risate di Zerocalcare e le sue riflessioni su un argomento sempre caldo: chi ha il diritto di appoggiare il braccio sul bracciolo tra due sedili? Una discussione che, tra i due coinvolti, può sfociare in una guerra fredda come nella più violenta delle discussioni assurde.

Sala d’attesa – #3

Sala d'attesa

Siete seduti ad aspettare il vostro turno dal dentista e le riviste di gossip non vi esaltano? Dovete attendere che il meccanico ripari la vostra auto e sapete che è inutile sfogliare il giornale alla ricerca di auto usate perchè sai che non la cambierai? La coda in posta si è ridotta ad una partita infinita ai giochini sul cellulare?

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COME SARA’ LA SERIE B
Rivista Unidici regala uno spaccato su questa nuova stagione della serie cadetta. Partono da favorite le tre retrocesse Verona, Carpi e Frosinone, ma dopo cinque giornate è il neopromosso Cittadella a dominare la classifica a punteggio pieno. Come partono invece le altre squadre alla ricerca del salto di categoria?

FORZE FRESCHE
Rimaniamo in Serie B, ma facciamo un salto nella scorsa stagione. Ultimo Uomo raccoglie in un articolo i giocatori più interessanti che hanno militato nella seconda serie e che quest’anno giocheranno in Serie A. Conosciamo più da vicino Joao Pedro, Verre, Capezzi e altri talenti.

BENVENUTI IN SERIE A
Non solo i talenti della scorsa Serie B: parecchi calciatori si sono trasferiti nel massimo campionato italiano e stiamo cominciando a vederli all’opera. Joao Mario è il più atteso per i soldi spesi nella compravendita, ma anche calciatori come Praet, Krejci e Ocampos sono attesi da una nuova sfida.

COME CAMBIA LA SERIE A, IN ATTACCO
Le prime giornate stanno cominciando a chiarire a tutti i concetti che gli allenatori vogliono mettere in pratica, ma se volete studiare un pò di teoria prima di buttarsi sulla pratica è meglio leggere questo articolo. Dentro i concetti alle basi degli attacchi di Juventus, Napoli, Roma, Inter, Milan, Torino, Lazio e Fiorentina.

E SE IL PROBLEMA DELL’INTER FOSSE L’ESTATE?
Apriamo con questo pezzo di Crampi Sportivi un trittico di articoli dedicato all’avvicendamento sulla panchina dell’Inter. La domanda è lecita: come mai i nerazzurri ogni anno tra giugno e settembre si trovano coinvolti in un vortice di confusione? La partenza di Roberto Mancini e l’arrivo di Frank De Boer è soltanto l’ultimo capitolo.

PRAGMATISMO ALL’OLANDESE
Passiamo a Rivista Undici, che approfondisce il profilo dell’allenatore olandese. Da giocatore De Boer ha difeso i colori di Ajax e Barcellona, oltre ad avere il sangue oranje nelle vene. Le sue esperienze da calciatore ne hanno definito anche il profilo da allenatore: controllo del gioco e spirito di squadra ne sono le fondamenta.

CHI E’ DAVVERO FRANK DE BOER
Ci pensa Ultimo Uomo a mettere il carico da undici con l’ultimo di questi tre articoli. Un’analisi attenta del gioco messo in mostra da De Boer nei suoi cinque anni da allenatore dell’Ajax, con il quale ha conquistato quattro Eredivise consecutive e perso l’ultima all’ultima giornata.

RIBALTONE
Una volta approfondito l’argomento De Boer, potete vedere nel dettaglio quello che per ora è il suo capolavoro. E’ eccessivo chiamarlo così dopo solo cinque partite ufficiali, ma a livello tecnico la vittoria dell’Inter sulla Juventus è molto significativa. Per quanto possa parlarne male Allegri…

GABRIEL JESUS O GABIGOL?
Rimaniamo legati all’Inter parlando di Gabriel Barbosa, quel Gabigol pagato 30 milioni al Santos e che ancora non ha debuttato con la maglia nerazzurra. Lui non è l’unico giovane talento in rampa di lancio: anche Gabriel Jesus presto si affaccerà sui palcoscenici più importanti del calcio con la maglia del Manchester City. Ma chi è meglio tra i due?

CHI SCHIERO AL FANTACALCIO
E parlando di scelte nel calcio, non si può non parlare di Fantacalcio. E’ giunta l’ora di fare le proprie scelte e decidere su chi puntare per vincere questa stagione: dieci firme per Rivista Undici dicono chi è per loro il giocatore nei cui piedi riporre le proprie speranze per sbaragliare la concorrenza.

COME CAMBIA L’ITALIA
In mezzo a questo frenetico avvio di stagione c’è stata occasione anche per la nuova Italia di Giampiero Ventura di fare il suo debutto. Al momento le differenze con gli azzurri di Antonio Conte non sembrano molte, ma osservando più da vicino si possono iniziare ad intravedere le prime impronte lasciate sul 3-5-2 dal nuovo tecnico.

LA PREMIER LEAGUE PIU’ BELLA DI SEMPRE
La stagione 2016/2017 vede la Premier League più ricca di sempre. L’arrivo di campioni come Ibrahimovic, Pogba, Xhaka, Batshuayi e Llorente hanno rinforzato le rose dopo un anno con le big sotto tono; ma ancora più spettacolo lo daranno gli allenatori seduti sulle panchine, mai come quest’anno portatori di innovazione.

LE MIGLIORI FAIDE DELLA PREMIER LEAGUE
E parlando per l’appunto degli allenatori della Prermier League, le sfide quest’anno sembrano avere loro come protagonisti piuttosto che le squadre stesse. Il ritorno dello scontro tra Mourinho e Guardiola, gli arrivi di Conte e Mazzarri che si aggiungono a Wenger, Pochettino, Guidolin e agli altri… Che sfide!

SPARISCONO LE SPERANZE DI UNA NUOVA PARTICELLA ELEMENTARE
Un’altra speranza naufraga per i fisici e gli studiosi di tutto il mondo. La possibilità dell’esistenza di una nuova e sconosciuta particella elementare che potesse rinnovare gli studi sulla fisica è sfumata dopo gli studi di accertamento hanno rivelato che si è trattato solo di “mere fluttuazioni statistiche”.

PAPER GIRLS E’ IL FUMETTO DA NON PERDERE PER CHI HA AMATO STRANGER THINGS
Lo suggerisce Daily Best, lo attendo io. Sto guardando Stranger Things, la serie di fantascienza prodotta da Netflix ed ambientata negli anni ’80 con protagonisti dei ragazzini, e se i due prodotti sono sullo stesso piano allora è un fumetto che va seguito. I disegni e la storia del primo capitolo valgono da soli la garanzia al prossimo successo.

10, 100, 1000 nomi. Un solo Zanetti

La prima volta che l’ho visto in campo era la mia prima partita allo stadio: San Siro, 27 ottobre 1996, l’Inter sconfisse in casa 3-1 un Parma temerario. Per i gialloblu segna El Valdanito, quell’Hernan Crespo che segna il suo primo goal in Serie A e 6 anni più tardi vestirà il nerazzurro. Per la Beneamata doppietta di Zamorano e lui. Javier Adelmar Zanetti.
In quell’incontro si è conquistato il primo soprannome col quale ho iniziato a identificarlo. Zanna Bianca correva, si dannava e si buttava su qualsiasi pallone gli passava davanti, vecchio concetto calcistico di herreriana memoria.
Era da più di un anno che si trovava a Milano. L’adolescenza passata ad Avellaneda sui campi di calcio di Independiente e Talleres, interrotti da un anno di problemi fisici a dare una mano a quel padre muratore che fa di tutto per dare speranza alla carriera calcistica del figlio e a tutta la famiglia. Il sacrificio evidentemente scorre nelle vene dei Zanetti. La grande occasione arriva nel 1993, quando viene chiamato dal Banfield. E’ con i biancoverdi che mette in mostra il suo potenziale: corsa infinita, dribbling serrato e ubriacante e fame, tanta fame.
Sbarca due anni più tardi in Italia dall’Argentina insieme a Sebastian Rambert, grande promessa offensiva acquistata dal Independiente. Lui, un gregario buono a correre e recuperare palloni, insieme alla futura stella della Serie A. Sappiamo tutti come andò a finire.

 

Zanetti Inter nuovo acquisto

 

La penultima volta che l’ho visto ero fuori dalla Pinetina: una foto e un’autografo con lui erano il regalo per un mio amico, suo idolo da quando ha memoria del calcio. Siamo ragazzi degli anni 2000, cresciuti a pane e Winning Eleven, e i videogiochi mi hanno suggerito per lui il soprannome successivo.
Il mio amico prendeva solo l’Inter e in qualsiasi condizione si trovava, lui era in campo. Passavano pochi minuti e prendeva palla dalla sua trequarti. Salta un uomo, ne salta un altro, resiste a una scivolata, scarta un altro uomo, tiro dal limite dell’area e rete! Passavano altri tre minuti, stessa serpentina e doppietta. Non lo buttavi giù, non lo potevi fermare. Zanna Bianca è diventato Iron Man.
Fino al 28 aprile 2013 Javier Zanetti era come Tony Stark dentro la sua armatura: fisico roccioso, sprint incredibili e carisma da vendere. Le sue cosce sembrano due fusti di birra. Stan Lee e compagni, quando hanno creato l’uomo d’acciaio per la Marvel, non potevano immaginare che qualcuno in carne ed ossa potesse superare quell’ideale: acciaio nel fisico, acciaio nella mente.
Il primo trofeo è arrivato nel 1998 a Parigi, Coppa Uefa conquistata con un 3-0 sulla Lazio. Tabellino marcatori: Ronaldo, ancora Zamorano, e ancora Zanetti, con un’esultanza ad occhi spalancati dalla gioia. Dopo questa felice parentesi, il nulla per 7 anni. Qui Iron Man si tempra, con anni di sacrifici, corse, dribbling. Tanti cambi di ruolo, tantissimi cambi di allenatore, mai una panchina. A chiunque venisse ad allenare l’Inter appariva chiaro come il sole che lui fosse la molla della squadra, l’uomo che ti è sempre affianco. Stai festeggiando un goal? Lui è lì a festeggiare. Hai appena sbagliato? Lui è lì a tranquillizarti e a dirti come rimediare. Hai appena ricevuto un fallo contro? Lui è lì a sostenerti con l’arbitro e a prendere la situazione in mano. L’armatura aumenta di resistenza, di stagione in stagione, finchè non è anche il suo turno di alzare trofei. Dal 2004 al 2011 sono 15 quelli mostrati al cielo: 5 Scudetti, 4 Coppe Italia, 4 Supercoppe Italiane, 1 Champions League e 1 Mondiale per Club. La stagione migliore la 2009-2010, senza ombra di dubbio: quel Triplete a firma Mourinho che ha permesso a Zanetti di alzare ben tre trofei in meno di un mese, con la coppa dalle grandi orecchie nel cielo di Madrid, ancora con gli stessi occhi spalancati di 12 anni prima.
Dopo questa striscia vincente incredibile Zanetti, così come tutta l’Inter, perde un pò di colpi. La corsa e il dribbling ci sono sempre, però fa sempre più fatica a rimanere in campo per 90 minuti ad alto livello. Nonostante questo, ormai sembra assicurato per lui un meritato buen retiro.
Ma arrivò, quel maledetto 28 aprile.

 

Inter Champions League Zanetti

 

L’ultima volta che l’ho visto in campo è stato ieri sera. San Siro è una bolgia fatta eccezione per la Curva Nord, assente per squalifica. Ad essere onesti, la differenza non si percepisce. Dall’inizio dell’incontro è un continuo inneggiare a Zanetti fino al suo ingresso in campo al 52′, quando prende il posto di Jonathan ed entra direttamente con la fascia da capitano. Come se ci fosse nato con quel pezzo di stoffa intorno al braccio. Ogni tocco di palla è un applauso scrosciante, la fatica nel recuperare la posizione si vede, ma appena riceve la palla sulla fascia lo spunto, lo sprint, il dribbling sono esattamente quelli di 19 anni fa, quando debuttava con la maglia nerazzurra. Finisce la partita, Lazio battuta 4-1 e scoppia la festa. Maglia numero 4 gigante in mezzo al campo, passerella di staff e compagni di squadra e accoglienza da pelle d’oca al centro del campo insieme alla famiglia. Microfono in mano e parole d’amore per la maglia e per tutti coloro che l’hanno accompagnato in quella che è a conti fatti la prima parte della sua carriera all’Inter. Poi giro di campo a raccogliere gli applausi del pubblico e la gioia dei compagni.
E’ passato poco più di un anno dalla rottura del tendine d’Achille sinistro, 6 mesi dal rientro in campo. Con Mazzarri ha trovato poco spazio in campo, spesso è partito dalla panchina, ma è riuscito comunque a rimettere piede in campo. Con un infortunio come il suo, a 40 anni, chiunque avrebbe appeso gli scarpini al chiodo: Zanetti, da vero Capitano, ha voluto esserci per un’ultima stagione con i suoi uomini e condurli per mano a questo nuovo inizio per l’Inter.
Lascia Moratti, entra Thohir, lui resta sempre al centro della storia nerazzurra: l’annuncio del ritiro è arrivato, così come l’intenzione di farlo rimanere in società. Il nuovo presidente è stato giusto e chiaro: “Il capitano sarà parte del club, studierà inglese, come un manager: deve imparare“. Sappiamo già che non ci sarà alcun problema per Zanetti. Così come ha affrontato la sua carriera da calciatore, affronterà anche quella da dirigente: tanta grinta, tanto impegno, tanta fame.
Ormai sono lontani i tempi in cui dava i primi calci nella periferia di Buenos Aires. Pupi è cresciuto. El Tractor non sarà più sul campo a macinare chilometri. E’ tempo di rimettere gli scarpini coi tacchetti nell’armadio e lustrare i mocassini.
Sono certo che, trovandoci a Milano, ci metterà poco a passare da Capitano a Capo.

 

Zanetti Inter festeggiamenti

 

Alla fine questi nomi hanno poca importanza. Pupi, El Tractor, Zanna Bianca, Iron Man, il Capitano. Chiamatelo come volete.
Lui sarà sempre con il numero 4.
Javier.
Adelmar.
ZANETTI.

 

Javier Zanetti Inter Lazio 2014