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Sala d’attesa – #16

Sala d'attesaSiete seduti ad aspettare il vostro turno dal dentista e le riviste di gossip non vi esaltano? Dovete attendere che il meccanico ripari la vostra auto e sapete che è inutile sfogliare il giornale alla ricerca di auto usate perchè sai che non la cambierai? La coda in posta si è ridotta ad una partita infinita ai giochini sul cellulare?

Prenditi un break come si deve e leggi uno di questi 15 articoli! Assicurato al 100%, la noia non sarà più un problema.

LA CONFESSOINE DEL FONDATORE DI TWITTER: “INTERNET NON FUNZIONA PIU’. E SCUSATECI PER DONALD TRUMP”
Evan Williams fa mea culpa. Dopo aver dato alla luce siti conosciuti in tutto il mondo come Blogger e Twitter, confessa che il mondo della rete di oggi non è quello che si auspicava quando si era messo al lavoro per creare parte di quel mondo. Ma, cosa più importante, è ottimista e pensa ad un futuro migliore.

UN UTENTE REDDIT HA PROPOSTO NUOVE BANDIERE PER LE REGIONI ITALIANE
Un progetto di design che nasce da una questione politica. La proposta di due parlamentari di ridurre le regioni in Italia da 20 a 12 ha portato l’utente di Reddit LurkerNo527 a ricreare le bandiere di queste nuove aree. Disegni minimali e colori semplici, il progetto ha ricevuto recensioni sia positive che negative.

LA LUNGA RINCORSA DEL FOGGIA
In questi anni di sorprese e ritorni, anche il Foggia è riuscito a tornare ai piani più alti del calcio italiano. Erano 19 anni che i satanelli mancavano dalla Serie B e, dopo aver solo sfiorato la promozione nella scorsa stagione, finalmente vincono il loro girone di Lega Pro e tornano a giocare in un campionato di livello superiore.

LA LEZIONE DI BRIGHTON
Una città che in Italia è conosciuta per la sua attitudine all’apprendimento pratico della lingua inglese da questa stagione calcistica avrà una ragione in più per essere nota. Il Brighton & Hove Albion dopo una lunga rifondazione è salito per la prima volta in Premier League.

BRIGHTON ROCK
E’ sempre bene avere due punti di vista nell’apprendere nuove nozioni. Così se prima avete letto l’articolo di Rivista Undici sul Brighton & Hove Albion, ora è tempo di leggere quello scritto da Crampi Sportivi. Un punto di vista più diretto sulla nuova squadra-rivelazione inglese.

COME ORGANIZZARE LA SERATA PERFETTA
Il Real Madrid ha vinto alla grande la seconda Champions League consecutiva, impresa mai riuscita a nessuno, e lo deve oltre che ai suoi calciatori anche alle istruzioni tattiche di Zinedine Zidane. Questo articolo analizza nel dettaglio il roboante 3-0 dei blancos sui cugini dell’Atletico Madrid nella semifinale di andata.

E LA NUOVA CHAMPIONS?
Che ne sarà della Champions League? Le recenti riforme non sembrano accontentare nessuno, nè i club dei paesi piccoli alla ricerca di fondi nè le grandi potenze che di fondi ne vogliono ancora di più. E allora ecco riprendere piede l’idea di una super lega europea, anche al di fuori della UEFA.

CHI USA MEGLIO LE PLUSVALENZE?
Un interrogativo fondamentale che si pone Ultimo Uomo per affrontare con qualche nozione importante questa sessione di calciomercato entrata nel vivo. Un analisi dettagliata delle big della Serie A per capire come incassano soldi dalla compravendita di giocatori e come li reinvestono: Roma, Juventus, Napoli, Fiorentina, Milan, Inter e Lazio sotto la lente di ingrandimento.

BLERIM DZEMAILI, IL MIGLIOR FIGURANTE DELLA SERIE A
Con l’avvento dei campionati oltre oceano non è una novità che un calciatore lasci la sua squadra nel mezzo della stagione. Così è stato per Dzemaili: il centrocampista svizzero a maggio ha lasciato il Bologna per andare a vestire la maglia del Montreal Impact. E la sua assenza si farà sentire in Serie A, nonostante non sia un campione acclamato.

IL SASHA GREY DEL CALCIO
Un titolo così può anche far pensare ad un terzino quotato che si dà al porno, ma tratta invece di David Babunski. Il giovane calciatore macedone, cresciuto nel Barcellona ed ora in Giappone con la maglia dello Yokohama F. Marinos, più che per il suo gioco sta diventando sempre più famoso per le sue idee profonde fuori dal suo ambito di lavoro. Proprio come Sasha Grey.

QUEL FIORENTINA-PISTOIESE SOSPESA PER INVASIONE ALIENA
Un derby toscano come non se ne sono mai visti, quello del 27 ottobre 1954. L’incontro tra Fiorentina e Pistoiese è seguito da circa dieci mila persone che, come in buona parte della Toscana, assistono alla caduta di filamenti bianchi che ricoprono spalti e campo da gioco. Un fenomeno che ancora oggi nessuno è riuscito a spiegare del tutto.

IL GUARDAROBA SEGRETO DI FRIDA KHALO E’ STATO FOTOGRAFATO DOPO 50 ANNI
Una delle più grandi artiste del ventesimo secolo, nel caso non sapeste la sua storia, ha passato una vita immersa nel dolore, che ha saputo affrontare meravigliosamente. Anche il suo guardaroba ne è un esempio: questa galleria di foto recenti lascia intravedere tra i segni del tempo l’enorme senso artistico di Frida Khalo.

COLOSSAL: ARRIVA UN NUOVO PROMO PER IL “COMEDY MONSTER MOVIE” CON ANNE HATHAWAY
La pellicola è pronta per uscire nelle sale, ma ancora non è stata decisa una data. Questa divertente commedia con mostri colossali e robot ha ricevuto un enorme successo di critica e probabilmente attende solo il momento buono per incassare il più possibile. Intanto, possiamo gustarci questo delizioso trailer.

CI SARA’ UNA RIVALITA’ TRA AVENGERS E GUARDIANI DELLA GALASSIA IN INFINITY WAR
Il mondo cinematografico si sta preparando all’ennesima bomba che il Marvel Cinematic Universe sta per sganciare su di esso: in “Avengers: Infinity War”, diviso in due pellicole, vedremo all’opera tutti i supereroi apparsi negli ultimi anni sul grande schermo. Ed i protagonisti de “I Guardiani della Galassia” hanno anticipato che ne vedremo delle belle tra loro e il gruppo di protettori della Terra.

ANCHE IL MONDO DEI POKEMON INCONTRA QUELLO DI GAME OF THRONES!
Il mondo medievale del Trono di Spade è completo di un’araldica dedicata, che tutti i fan hanno imparato a riconoscere. C’è anche chi si spinge oltre, immaginando i simboli degli stendardi delle diverse casate come dei Pokémon: a mio modo di vedere il risultato è eccezionale, oltre che credibile. La voglia di andare a catturarli sul Game Boy è forte…

 

Sala d’attesa – #12

Sala d'attesaSiete seduti ad aspettare il vostro turno dal dentista e le riviste di gossip non vi esaltano? Dovete attendere che il meccanico ripari la vostra auto e sapete che è inutile sfogliare il giornale alla ricerca di auto usate perchè sai che non la cambierai? La coda in posta si è ridotta ad una partita infinita ai giochini sul cellulare?

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NON SOLO LA BELLA E LA BESTIA: DA CRUDELIA ALLA SIRENETTA ECCO TUTTI I REMAKE DISNEY CHE VEDREMO
L’uscita in questi giorni de “La Bella e la Bestia”, traduzione in live-action del successo Disney in cartone animato, sarà l’apripista che molti film nei prossimi mesi seguiranno lo stesso percorso. Già in cantiere, tra i tanti titoli, c’è la trasposizione di Mulan ed un nuovo capitolo di Mary Poppins.

SUPER RISARCIMENTO ALLA DISNEY PER LA MORTE DI CARRIE FISHER
Appassionati di cinema e di fantascienza sono rimasti colpiti dalla scomparsa dell’attrice americana, nel periodo in cui era ancora davanti alla camera da presa per girare il nuovo capitolo di Star Wars. Quello che sconvolge sono però i 50 milioni che la Disney incasserà dalla sua dipartita, frutto di un’assicurazione stipulata prima delle riprese.

LA LOGICA DEGLI OPPOSTI
Il pazzo mondo del calcio regala anche derby come quello tra MK Dons e Wimbledon. La prima nata dalle ceneri della seconda, che negli anni è stata riformata e portata in alto dai tifosi. Una faida degna delle migliori viste al cinema: il paragone con Impero e Alleanza Ribelle di Star Wars non è sprecato.

NAGELSMANN IL SECCHIONE
Quest’anno la Bundesliga sta riservando molte sorprese, come l’Hoffenheim di Julian Nagelsmann. Un 29enne che difficilmente vedrete accostato a Messi e Cristiano Ronaldo, perchè del club tedesco lui ne è l’allenatore. Un giovane calciatore vessato dagli infortuni trasformato in uno dei tecnici rivelazione di questa stagione.

YOURI DJORKAEFF: UOMO E CALCIATORE
Più volte l’ho detto su questo blog: se c’è un momento in cui ho capito che il calcio sarebbe stato parte della mia vita per sempre è stato quando ho visto la rete di Djorkaeff contro la Roma. Questo articolo del Ultimo Uomo ne dipinge i contorni di una carriera mai vincente quanto avrebbe potuto essere.

I TESORI NASCOSTI DELLA VECCHIA SERIE C
Rimpiazzata ormai dal 2014 dalla Lega Pro, la Serie C era quel conglomerato di squadre tra nobili decadute e province sconfinate. Molte squadre sono rimaste nel cuore degli appassionati e Crampi Sportivi ne stila una classifica per eleggere quella rimasta nel cuore dei tifosi anni ’90.

CHIEDI CHI ERA PASCUTTI
I veri campioni attraversano le generazioni, anche quando si trattano di figure che hanno fatto la storia in club senza alta notorietà. Ma a Bologna non hanno dubbi quando si parla di Ezio Pascutti: attaccanti migliori di lui ancora non hanno vestito la maglia rossoblu.

ASPETTANDO GABIGOL
Aspettarlo lo si è aspettato, e nel frattempo ha fatto pure il suo primo goal in Serie A, in casa del Bologna (come un certo Ronaldo). L’attesa però continua, perchè una rete non è sufficiente per dire che Gabriel Barbosa è arrivato nel campionato italiano. Quattro firme di Rivista Undici provano a capire quando arriverà il momento del brasiliano.

10 NUOVI TALENTI SUDAMERICANI DA TENERE D’OCCHIO
Il Sudamerica è una terra ricca di talenti calcistici, anche escludendo Brasile e Argentina. Ultimo Uomo raccoglie dieci dei migliori prospetti che nei prossimi anni potrebbero trovare spazio nel calcio che conta e far sentire il loro nome in giro per il mondo.

EDUCAZIONE SENTIMENTALE NIPPONICA
Il Campionato Mondiale per Club è la migliore competizione dove attendersi delle sorprese. Ci si aspetta un dominio sconfinato dei club europei, e invece spesso anche per loro non è una passeggiata. Ne sa qualcosa il Real Madrid, che quest’anno ha sudato la vittoria ai supplementari contro il Kashima Antlers, a cui questo non è bastato.

THE ARTIST
Se il calcio di oggi è costellato di stelle e stellette, quello che era di scena più di 50 anni fa era popolato da personaggi che definire pittoreschi è riduttivo. La storia di René Vignal, portiere francese che ha interrotto la sua carriera prima dei trent’anni ma ha vissuto una vita travolgente.

IL CATANZARO DEI MIRACOLI
Lo sapevate che il Catanzaro ha vinto lo Scudetto nel 1980? E aveva anche molti stranieri, molti più di quanti ne ricordiate. Se state controllando Wikipedia e vi risulta che sia stata l’Inter a conquistare il tricolore, è perchè non conoscete la vecchia Fiat 125 che viaggia nel tempo.

LA COMUNITA’ CHE CELEBRA UN FILM MAI ESISTITO
Maccio Capatonda direbbe che “esistono film che non esistono” e un nutrito gruppo sostiene proprio questa tesi. Sono convinti che negli anni ’90 sia uscito una pellicola intitolata “Shazaam”, interpretata da un attore comico che giura di non aver mai partecipato ad un film del genere.

DIECI FUMETTI CHE ASPETTIAMO NEL 2017
Per gli appassionati di fumetti qua c’è una bella lista da consultare per trovare qualche titolo interessante. Quello che ha attratto la mia attenzione è “The Wicked + The Divine” (Bao Publishing): dodici individui sono reincarnazioni di altrettante divinità, da cui avranno adorazione e potere. Ma sono destinati a morire entro 2 anni.

BREVE INTRODUZIONE A LEAGUE OF LEGENDS
E’ uno degli e-sports che si sta ritagliando più spazio di tutti nella scena e che di anno in anno cresce esponenzialmente in ogni parte del globo. Tanto da convincere Ultimo Uomo a parlarne e spiegare come l’oligarchia di Stati Uniti, Cina e Corea del Sud sta per essere scardinata da giocatori di tutto il resto del mondo.

Sala d’attesa – #4

Sala d'attesa

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SALTO IN LUNGO
Stiamo già nel vivo della stagione calcistica, ma è bene fare un passo indietro e dare un’occhiata ad alcuni talenti insieme a Rivista Undici. In questo articolo conosciamo i giovani più promettenti che hanno cambiato maglia nell’ultima sessione di mercato: Merino, Burke e Sobhi sono solo alcuni dei nomi che nei prossimi anni potrebbero conquistare la scena calcistica mondiale.

CAPIRE OCAMPOS
Il titolo anticipa il contenuto del pezzo di Crampi Sportivi. Tramite la carriera del giovane argentino cerchiamo di capire l’impatto che potrà avere sulla Serie A con la maglia del Genoa. Per ora Lucas Ocampos ha collezionato 6 presenze tra campionato e coppa, senza al momento scrivere il suo nome sul tabellino dei marcatori.

SIVIGLIA MISTICA
Una squadra capace di vincere tre Europa League consecutive e che ha iniziato la stagione con un profondo cambiamento. Con il passaggio di Unai Emery al PSG, gli andalusi hanno scelto Jorge Sampaoli: un allenatore alla sua prima esperienza europea e con un curriculum importante non può iniziare che da una piazza magica come quella del Siviglia.

LIBERATE I DRAGONI
Eliminano la Roma ai Preliminari di Champions League e al girone raccolgono un solo punto tra Copenhagen e Leicester: è questa la parabola che ha caratterizzato l’inizio della stagione europea del Porto. Con questo articolo Ultimo Uomo cerca di analizzare cosa è cambiato nella squadra in estate e quali potranno essere le chiavi di lettura dei Dragoni.

ABBICCI’ – IL DOPPIO PASSO
Rivista Undici inizia una rubrica dedicata alla nascita ed alla storia dei gesti tecnici che vediamo sui campi da calcio. Nel primo articolo si parla del doppio passo, che la generazione degli anni ’90 associa immediatamente al Fenomeno Ronaldo, con il quale faceva girare la testa ai difensori di tutto il mondo. Ma chi lo ha inventato e dove?

ABBICCI’ – LA RABONA
Da una finta per saltare l’uomo ad una conclusione improvvisa a piede invertito: Abbiccì ci porta alla scoperta della rabona. Gesto tecnico nato in Argentina alla fine degli anni ’40 e riscoperto in Italia negli anni ’70, ebbe in Claudio Borghi il suo massimo esponente. Un argentino che, come prima esperienza all’estero, vestì la maglia del Como.

VIAGGIO AL CENTRO DI DI MARIA
Uno che la rabona l’ha utilizzata spesso in partita è Angel Di Maria, fenomeno argentino tra i migliori calciatori in attività. Questo articolo serve a ripercorrere non solo la sua carriera, ma i suoi adattamenti tattici nel vestire le maglie di Benfica, Real Madrid, Manchester United e Paris Saint Germain.

LA CITTA’ DEL CALCIO
E’ Rosario, la stessa città da cui viene anche Di Maria. Questa è, in Argentina, la vera patria del futbol: decine e decine di calciatori sono usciti dai suoi campi di calcio, dove scorre viva e possente la rivalità cittadina tra Newell’s Old Boys e Rosario Central. Un santuario per chi ha dedicato la sua vita al calcio.

QUANDO IN CAMPO ANDAVANO LORO, TUTTI TRANNE UNO…
Simpatica ricerca fotografica di Gazzanet, portale online della Gazzetta dello Sport. Tutti gli allenatori della Serie A (compreso l’ultimo arrivato De Boer) nella loro precedente vita di calciatori, tutti con il volto più disteso e molti, ma molti capelli in più! L’eccezione è “il banchiere”, che ora sta conquistando Italia ed Europa…

I 10 DRIBBLING PIU’ BELLI DI RONALDO, “IL FENOMENO”
E’ stato un periodo pieno di compleanni, a cominciare dai 40 anni di Luis Nazario de Lima, conosciuto da tutti semplicemente come Ronaldo. Goalscout.com gli dedica una raccolta dei suoi 10 dribbling più belli, tra cui molti già citati doppi passi, vero e proprio suo marchio di fabbrica.

XL – QUARANT’ANNI DI FRANCESCO TOTTI
Ma anche il Capitano della Roma raggiunge gli -anta, in una forma più che impeccabile. Totti regala ancora magie ad altissimi livelli a un’età nella quale molti dei suoi ex colleghi hanno già trovato un’altra occupazione. Crampi Sportivi gli regala sette ricordi, tra chi in diverse epoche calcistiche ha calcato il campo con lui e chi lo ha sempre visto da fuori.

BAR SPORT DI STEFANO BENNI COMPIE 40 ANNI: I SUOI PERSONAGGI ESISTONO ANCORA?
E rimanendo in aria di festeggiamenti, anche un libro come “Bar Sport” compie i suoi quaranta anni. Stefano Benni al tempo realizzò un ritratto divertente e veritiero delle creature che popolavano i bar, che ormai hanno ceduto il passo all’evoluzione, trasformandosi in altro o estinguendosi. Ora, secondo Daily Best, chi sono i personaggi da Bar Sport?

IL BLOCCO: 1990-2016
Four Domino spiega come la storia, anche quella del rap, sia circolare e torni sempre sui suoi passi. Sembra questo il momento del rap italiano, partito da Joe Cassano e in transito da Sfera Ebbasta, dove attraverso le parole di diversi protagonisti della scena nostrana si percepisce come la trap stia vivendo lo stesso ostracismo che il genere ricevette ai suoi esordi, generi che hanno molti più similitudini di quanto sembri.

LA PAURA PIU’ GRANDE
Zerocalcare regala sul suo blog un altro fumetto da leggere assolutamente. Con il suo stile semplice ed ironico dipinge una fase della vita che chiunque ha affrontato, sta affrontando o dovrà affrontare: la presa di coscienza di sè. Portatevi via 5 minuti del vostro tempo per leggerlo e farlo vostro.

CHECCO ZALONE, LO SPOT MENO POLITICALLY CORRECT E TUTTO DA RIDERE PER AIUTARE LA RICERCA SULLA SMA
Un motivo in più per adorare Checco Zalone. E’ probabilmente il comico più popolare di questi tempi, per il suo modo di essere giustamente scorretto ma soprattutto per la lettura irriverente dei vizi degli italiani. In questo spot ci regala una perla con lo scopo di donare soldi per la ricerca sulla atrofia muscolare spinale, di cui è affetto il suo co-protagonista Mirko.

Fantasy Kit Design – Logo Mix

Per la seconda volta mettiamo da parte i Fantasy Kit e si torna a parlare di loghi. Quindi niente Kit Design, per questa settimana si parla di

LOGO MIX

Roma West Ham Werder Brema Fantasy Logo MixNeanche la riproposizione di un unico logo, ma di ben tre loghi! Un vero e proprio Logo Mix, che da regolamento doveva essere realizzato con tre di una selezione di loghi tra squadre di Serie A (Inter, Juventus, Roma), Premier League (Liverpool, Tottenham, West Ham), Liga (Barcellona, Real Madrid, Valencia), Ligue 1 (Bordeaux, Marsiglia, Paris Saint Germain) e Bundesliga (Bayern Monaco, Stoccarda, Werder Brema).

Io ho subito puntato all’utilizzo di loghi di diversi campionati, perchè volevo realizzare un mix il più eterogeneo possibile. Prima cosa a cui pensare: la forma. Scelta ricaduta sul logo del Werder Brema, perchè mi piace lavorare con forme geometriche precise, così come ho fatto per la reinterpretazione del logo del Borussia Dortmund.

Una volta in mente la base, si doveva trovare la base di colori ed il tema principale. Sono partito dal secondo, optando per la Lupa della Roma in quanto è una rappresentazione ben definita ed iconica sia di una squadra sia di una città. Per i colori era troppo invitante poter creare un contrasto tra i giallorossi ed i cugini della Lazio e così ho puntato sul West Ham: un pò per il celeste, un pò per Paolo Di Canio.

Voi che ne pensate di questo logo?

Fantasy Kit Design – Manchester City

Il Fantasy Kit di questa settimana è l’unico del torneo che mi ha fatto arrivare al primo posto. Il Kit Design in questione è quello del

MANCHESTER CITY

Manchester City Fantasy Kit Home

L’ispirazione credo si possa cogliere immediatamente: ho cercato di ispirarmi all’aquila dorata che campeggia sopra al logo dei Citizens. Per farlo ho scavato negli archivi dei templates ed ho rispolverato questo vecchio modello. Si tratta del disegno che Adidas usò per i Mondiali ’94 e fece indossare alla Germania.

A dare completezza al design, con uno stile classico e pulito, ho integrato il tutto con il template della Umbro che potreste aver già ammirato per la maglia del Real Madrid. Per il colore della maglia invece sono andato sul classico con uno sky blue che più storico non si può per il Manchester City.

Vi confesso che, riguardandolo oggi, sono tuttora soddisfatto di quello che ho realizzato. Non nego che ci sono parti da aggiustare (soprattutto la parte intorno al colletto, sia a livello di disegno sia a livello cromatico), ma in definitiva credo sia una delle migliori maglie che abbia mai realizzato.

Voi che ne pensate di questa maglia?

Fantasy Kit Design – Real Madrid

Il cammino che ci porta lungo le mie realizzazioni di Fantasy Kit prosegue e ci porta ad analizzare il Kit Design del

REAL MADRID

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Avendone la possibilità, la prima cosa che ho deciso di fare è di abbandonare le tre strisce Adidas sulle spalle (chi segue questo blog, sa il motivo) ed adottare un modello semplice. Il modello è quello che Umbro ha usato nel 2011 per il ritorno in attività dei New York Cosmos, la leggendaria squadra americana che ha visto tra le sue fila Pelè, Giorgio Chinaglia e Franz Beckenbauer.

Per i colori di supporto al classico bianco invece mi sono affidato al marchio tedesco, nello specifico al modello che ha proposto ai blancos nella stagione 2012/2013: blu scuro con leggeri inserti in azzurro. L’uso di due colori affini e non a contrasto aiuta nella semplicità dell’insieme rendendo gli inserti più in armonia con tutta la maglia.

Per dare un tono ancora più classico e di semplicità alla divisa ho fatto due scelte nette. Il logo è quello che il Real Madrid usava negli anni ’20, molto pulito e comunque simile a quello usato negli ultimi anni; lo sponsor al centro della maglia è Parmalat, come nelle stagioni dal 1985 al 1989, anni in cui la stella in campo era un certo Emilio Butragueño.

Voi che ne pensate di questa maglia?

Come giochiamo a calcio – Spagna

Dopo un breve e intenso cammino, eccoci alla conclusione di questo ciclo di articoli. O meglio, traduzione di un articolo, trovato sul New York Times, che prima dei Mondiali di Brasile 2014 ha cercato di individuare cosa si nasconde dietro lo stile di gioco di alcune delle nazionali più importanti, analizzandone la storia e la cultura.
Partendo dal Brasile, abbiamo percorso Inghilterra, Italia, Germania e Olanda. Il capolinea è la Spagna.

 

Il portiere del Real Madrid Iker Casillas, in tuffo per un tiro di Xavi del Barcellona durante una partita del campionato spagnolo del 2010. Entrambi giocano per la Spagna nella Coppa del Mondo di quest'anno. (Javier Soriano/AFP/Getty Images)

Il portiere del Real Madrid Iker Casillas, in tuffo per un tiro di Xavi del Barcellona durante una partita del campionato spagnolo del 2010. Entrambi giocano per la Spagna nella Coppa del Mondo di quest’anno. (Javier Soriano/AFP/Getty Images)

 

Finalmente, una squadra nazionale

di Luis Garicano
tradotto da Stefano Acquafredda

Finchè recentemente non ha cominciato a collezionare titoli, la nazionale spagnola era i Chicago Cubs del calcio mondiale: amabili temerari con grande talento, grandi aspettative e nessun trofeo.

La giudizio comune era che ai giocatori spagnoli non importava abbastanza perché la loro lealtà era più per le loro regioni di origine che per il loro paese. La Spagna non poteva vincere, si diceva, perché non c’era alcuna traccia della Spagna nei cuori dei giocatori spagnoli.

Infatti, le identità regionali e le tensioni spesso scendono in campo, con le partite che servono come occasione per riaffermare quelle identità. Nel 2012 la finale di Copa del Rey tra Athletic Bilbao (che schiera solo giocatori nati o cresciuti nella regione basca) e Barcellona (che è strettamente legata alla Catalogna), i tifosi di entrambe le squadre irridettero e fischiarono i due simboli principali della Spagna: il re e l’inno nazionale. Eppure, un mese dopo, ogni club ha fornito giocatori alla nazionale spagnola, che partì per difendere il suo titolo europeo.

La recente corsa al successo della Spagna, alimentata da una straordinaria generazione di giocatori, si colloca in mezzo a una crisi economica sconcertante che ha solo aumentato fervore indipendentista. Il successo è servito come sfida al regionalismo calcistico, ma ha anche un debito per una vicenda umana straordinaria che ha conservato le tensioni regionali dividendo la squadra: l’amicizia tra i leader dei due club più famosi del paese, il portiere del Real Madrid Iker Casillas e il centrocampista del Barcellona Xavi Hernández.

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I due avevano primeggiato insieme fin dall’infanzia nelle nazionali giovanili e maggiori spagnole, e la loro amicizia ha prevalso nei peggiori momenti della rivalità tra Real Madrid e Barcellona, tra cui il Clásico del 2011 nel quale gli allenatori delle due squadre sono quasi venuti alle mani. Dopo quella partita, Casillas ha telefonato a Xavi per trovare un modo per i giocatori di disinnescare la faida fumante che rischiava di fratturare della squadra spagnola.

Purtroppo, Casillas ha pagato un prezzo pesante; il suo allenatore lo ha tolto dalla formazione titolare per la sua “infedeltà”. Ma un anno dopo, i giocatori della Spagna – i catalani, i baschi e tutti gli altri – si sono riuniti per vincere il loro secondo Campionato Europeo consecutivo.

Un altro elemento chiave nel mantenimento dell’unità di squadra è stato allenatore della Spagna, Vicente del Bosque. Un silenziosamente brillante e modesto uomo baffuto dal volto un pò austero, è conosciuto per la sua compostezza e cortesia a bordo campo e per la sua pacata gestione di una collezione di talento scintillante e potenti ego.

Lo stile di gioco che ha ereditato e incoraggiato permette ai minuti giocatori spagnoli di dominare i loro avversari grandi e forti con uno stile fluido che unisce una pressione implacabile ad una rete di passaggi precisi e ad alto ritmo. La Spagna gioca come se non avesse delle stelle; è il trionfo del collettivo. Ma il successo di giocatori che trascendono le loro identità regionali competitive fornisce anche un modello per gli spagnoli per affrontare queste divisioni nella loro vita quotidiana.

La pace mediata da Xavi e Casillas, insieme al gioco disinteressato gestito dalla mano ferma di del Bosque, suggerisce modi al paese di navigare il regionalismo e le difficoltà economiche che stanno tassando l’identità spagnola e minacciando il suo futuro.

Può questo spirito sopravvivere alle partenze di alcuni dei migliori giocatori della squadra dopo la Coppa del Mondo – tra cui, forse, due amici provenienti da regioni reciprocamente diffidenti della Spagna? Può questo atteggiamento sopravvivere a una sconfitta nella Coppa del Mondo? Lo vedremo in Brasile, soprattutto dopo il disastroso debutto della Spagna nel torneo, una sconfitta per 5-1 con l’Olanda in cui Casillas e gli eroi di una generazione d’oro hanno mostrato poco dello spirito di squadra che ha guidato la Spagna negli ultimi anni.

 

Luis Garicano è professore di economia e strategia presso la London School of Economics e autore di “El Dilema de España“.

 

 

Articoli precedenti:
#1 – Brasile
#2 – Inghilterra
#3 – Italia
#4 – Germania
#5 – Olanda

L’articolo originale potete trovarlo qui.

DIO E’ MORTO!

E’ un pò forte citare “La gaia scienza” di Friedrich Nietzsche, lo so, ma l’aforisma contenuto nella sua opera del 1882 riassume a dovere l’impatto che ha avuto sul mondo del calcio l’eliminazione nella fase a gironi della Spagna in questo Mondiale in Brasile.
Perchè quando la Nazionale che da 6 anni stravince e si fa portatrice del sistema di gioco ritenuto più efficace al mondo subisce sette reti e realizza l’unica su rigore nelle prime due gare, c’è da fermarsi e ragionare.

 

Il tiki-taka, il sistema di gioco basato su una fitta rete di passaggi e rapidità offensiva, ha trovato ben più che pane per i suoi denti: è collassato in preda ad un infarto, opponendo ben poca resistenza.Data la vittima illustre, è meglio fare le cose con calma.
Infiliamoci i guanti, impugniamo il bisturi e facciamo molta attenzione: il caso è piuttosto spinoso e non vogliamo finire in croce.
Finite le risatine di circostanza, possiamo cominciare.

 

Spain v Holland

 

Partiamo da qualche dato anagrafico sui giocatori cardine di questo sistema: Xavi classe ’80 (34 anni), Iniesta classe ’80 (34 anni), Xabi Alonso classe ’81 (32 anni), Torres classe ’84 (30 anni). In un gioco dove la corsa e l’agilità sono i punti fondamentali, se gli uomini chiave sono avanzati con l’età non è di certo un vantaggio. Sono tra i giocatori giustamente più osannati al mondo e la loro classe non si discute, ma è inevitabile che dopo qualche anno il sistema, se non rinnovato a dovere, vada incontro a qualche ruggine.
La punta del Chelsea è stata relegata in panchina per fare posto a Diego Costa (rendimento molto discutibile), ma quando è subentrato in campo il suo contributo non è stato decisivo.La diga in mezzo al campo assegnata al mediano del Real Madrid ha fatto un pò acqua da tutte le parti, i palloni circolati dalle sue parti non sono andati esattamente a buona fine.La coppia di centrocampisti del Barcellona non ha reso tanto bene quanto con la maglia blaugrana, anche se la stagione calante appena trascorsa non poteva non avere ripercussioni su questa competizione mondiale.

 

Rimanendo su Xavi e Iniesta, allarghiamo il discorso al blocco Barcellona.
Si sa, il tiki-taka viene da loro e sono anni che fanno tremare il mondo con il loro sistema di gioco. Il problema, dal mio punto di vista, sta nel ricambio generazionale: nonostante la cantera dei blaugrana sia rinomata e i suoi prodotti stanno invadendo mezza Europa, non è mai riuscita a fornire alla prima squadra giocatori che riescano a sostituire i protagonisti principali. Tant’è che per sostituire gli eventuali “pezzi”, vanno a spendere svariati milioni di euro all’estero. Essendone loro i fautori, è molto difficile adattare giocatori provenienti da altri ambienti allo stesso sistema di gioco e aspettarsi che si comportino allo stesso modo.
I due sopra citati, insieme a Fabregas, Pique, Jordi Alba, Busquets e Pedro sono una misera parte di un’intera spedizione che faceva affidamento sulla loro esperienza di gioco. E il non avere ricambi adatti ha influito in qualche modo alla mal riuscita della spedizione brasiliana.

 

Formazione Spagna 2014

 

Focalizziamoci ora sui due incontri che hanno segnato il destino degli spagnoli: le partite contro Olanda e Cile.
Avversari temibilissimi sin dal momento del sorteggio, ma era impensabile che avrebbero potuto mettere in ginocchio gli uomini di Vicente del Bosque. Un’utile chiave di lettura potrebbe essere questa: la Spagna ha sottovalutato i suoi avversari. Forti dei favori dei pronostici, sono entrati in campo senza lo spirito giusto, quel senso di superiorità giustificata che mostravano in campo ogni volta che iniziavano la loro serie impressionante di passaggi per poi mettere in un battito di ciglia uno dei loro davanti alla porta.
Si sono apprezzati anche in queste due partite dei momenti di tiki-taka allo stato puro (da rivedere l’azione che ha portato al rigore nella sfida con l’Olanda), ma davano l’impressione che gli avversari dovessero semplicemente inchinarsi davanti al loro gioco e non soccombere sotto il loro gioco geometrico e fulmineo.
Una presunzione imperdonabile.

 

Volendo sforare nello scaramantico, c’è una curiosità da riportare: le Nazionali che nel XXI secolo hanno vinto la Coppa del Mondo, nell’edizione successiva ha fatto una pessima figura. Vedendo il Brasile a Germania 2006 e soprattutto l’Italia a Sudafrica 2010, può sorgere più di un sospetto.
Se vogliamo, anche la vittoria arrivata da poche ore contro l’Australia per 3-0 potrebbe essere un segno della maledizione che, ormai compiutasi, ha deciso di lasciar stare la Spagna e tormentare la prossima vittima. Ma, chi ha visto la partita, può affermare che gli spagnoli non si sono comportati tanto meglio di come hanno fatto nelle due precedenti partite: semplicemente gli australiani non sono allo stesso livello e non hanno giocato con la stessa intensità di Olanda e Cile.

 

Spagna Mondiale Sudafrica 2010

 

Mettiamo da parte per un pò l’anagrafica, i blocchi, la presunzione e le maledizioni. Ciò che è essenzialmente mancata alla Spagna è una cosa sola: l’evoluzione. In molti ambiti possiamo affermare che sopravvive colui che sa adattarsi meglio ai cambiamenti. Con le dovute misure, possiamo trasportare questo concetto di Charles Darwin dalla natura al calcio.
La formazione iberica non è riuscita, per lo meno con successo, ad evolvere il suo sistema di gioco in uno più funzionale e attento alle reazioni di chi si trovava di fronte. Il tiki-taka spagnolo non ha ricevuto la giusta “spinta evolutiva” ed ha dovuto necessariamente soccombere di fronte a due squadre che hanno trovato le contromisure adatte per interrompere il loro gioco: pressing altissimo, anticipi precisi e ripartenze veloci sulle fasce.
Chi invece ha saputo prima imitare e poi evolvere questo sistema è la Germania. O meglio, come caso omologo alla Spagna, prima il Bayern Monaco (Pep Guardiola dice niente?) e successivamente la nazionale tedesca. A mio modo di vedere il punto focale di questa evoluzione tattica ha il volto di Thomas Muller: non solo è in grado di far girare la palla ad alta velocità e di trovare gli spazi, ma all’occasione sa trasformarsi in una perfetta prima punta pronta a trafiggere qualsiasi portiere. Questo innesto nei tre arcieri offensivi ha permesso di aumentare notevolmente le possibili occasioni da rete e soprattutto le possibilità di segnare.
Gli spagnoli in un certo verso hanno Villa che potrebbe coprire questo ruolo, ma ha un gioco meno dinamico è più basato sulla posizione. In questo metodo resterebbe troppo isolato in avanti col proseguire della partita e potrebbe essere d’ostacolo alla fase difensiva, non abbassandosi abbastanza.
Per adesso, possiamo affermare che i tedeschi sono i vincitori di questo (passatemi il termine) darwinismo calcistico. Da qui a vedere se vinceranno anche questo Mondiale mancano ancora tre settimane.

 

E poi, tanto per chiudere il cerchio, Nietzsche era tedesco.