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Sala d’attesa – #14

Sala d'attesaSiete seduti ad aspettare il vostro turno dal dentista e le riviste di gossip non vi esaltano? Dovete attendere che il meccanico ripari la vostra auto e sapete che è inutile sfogliare il giornale alla ricerca di auto usate perchè sai che non la cambierai? La coda in posta si è ridotta ad una partita infinita ai giochini sul cellulare?

Prenditi un break come si deve e leggi uno di questi 15 articoli! Assicurato al 100%, la noia non sarà più un problema.

EVERYBODY LOVES DEVIN
Devin Booker potrebbe diventare una delle prossime stelle della NBA. I suoi numeri con la maglia dei Phoenix Suns fanno promettere bene sia per la sua carriera sia per la franchigia dell’Arizona.

LA STELLA PIATTA
Un’operazione chirurgica sulle statistiche di Kyrie Irving, con i bisturi affidati ad Ultimo Uomo, permettono di conoscere più a fondo il giocatore dei Cleveland Cavaliers. Lo scopo è rispondere alla domanda: Irving è davvero una stella della NBA?

RED BULL MIND GAMERS: C’E’ ANCHE L’ITALIA AI MONDIALI DI ESCAPE ROOM DI BUDAPEST
La Red Bull è un marchio unico per quanto riguarda lo sport: mette il suo nome negli sport più popolari, ma si impegna anche molto a promuovere quelli più innovativi. Quest’anno si è fatta promotrice dei Mondiali di Escape Room, il nuovo gioco adatto per i più agili mentalmente.

PROFESSIONAL ANIME ARTIST TURNS HIS SONS’ SKETCHES INTO AMAZING ANIME CHARACTERS
Il sogno di ogni bambino è vedere le proprie fantasie prendere vita. I disegni con le matite colorate sono il modo migliore per farlo, ma avere un papà che trasforma quei disegni in veri capolavori è ancora meglio. Una collezione di personaggi incredibile.

DISNEY GUARDA AL FUTURO DI STAR WARS DOPO EPISODIO IX
Un’eccellente notizia per tutti i fan di Guerre Stellari. La Disney, che da qualche anno ne detiene i diritti, ha intenzione di andare ben oltre i due film per chiudere la trilogia finale e di spremere il marchio come un limone per spillare fino all’ultimo milione.

PRIMO PROTOTIPO DI WORMHOLE PER I VIAGGI NEL TEMPO
Ci siamo! La scienza si sposta sempre più di un passo vicino al sogno dei viaggi nel tempo. Il prototipo dell’Università Federico II di Napoli è in scala ridottissima, ma i risultati sono molto incoraggianti per pensare che questo futuro non è così lontano.

“STATE GUARDANDO IL VOLTO DI UN UOMO MORTO 700 ANNI FA”: LA RICOSTRUZIONE DELL’UNIVERSITA’ DI CAMBRIDGE
Al giorno d’oggi con i computer è possibile fare (quasi) di tutto. Una di queste cose è la ricostruzione facciale, anche per ossa risalenti al 13mo secolo: è questo l’esperimento svolto dall’università inglese su uno scheletro rinvenuto ai resti di un ospedale.

LA BELLEZZA IPNOTICA DEI SOFFITTI DELLE MOSCHEE IRANIANE
Sono davvero ipnotici e soprattutto di straordinaria bellezza i soffitti di queste moschee. Purtroppo non sono facili da visitare, per le severe restrizioni che l’Iran mette nei luoghi di culto: godetevi queste immagini quindi, perchè difficilmente potrete vederle di persona.

TRIO MEDUSA: “GLI 11 CORI SENTITI A SAN SIRO DURANTE LA VISITA DEL PAPA”
Uno dei terzetti più irriverenti dello spettacolo, nel loro programma “Chiamate Roma Triuno Triuno” su Radio Deejay, hanno elencato i cori (tutti inventati ed irriverenti) sentiti a marzo durante la visita di Papa Francesco a Milano dentro lo stadio di San Siro.

LA NUOVA VIA DELLA SETA
Se non fosse ancora chiaro, la Cina ha davvero intenzione di diventare una potenza anche nel calcio. Il paese asiatico ha un piano a lunga scadenza per portare il mondo del pallone a gravitare intorno a sè e tutto inizia da una lenta ed inesorabile conquista degli altri continenti.

UN PO’ DI NUOVI STADI IN EUROPA
Il trend degli ultimi anni è chiaro: i club di calcio devono avere uno stadio di proprietà ed innovativo per rimanere al passo. Molte squadre si stanno attrezzando per questo scopo, anche quelle già ad un buon livello come Barcellona e Chelsea.

DIFESE ITALIANE
Un esperimento virtuale per un testo narrativo: è possibile sfatare il mito delle retroguardie delle squadre azzurre, a parole sempre impenetrabili per ogni attaccante estero? Sembra di sì, anche se dimostrarlo sarà impossibile quanto portare Lionel Messi all’Inter.

L’ESEMPIO DELLA SPAL
Recentemente sempre più spesso accade che una squadra che sale dalla Lega Pro alla Serie B, l’anno successivo trovi lo spunto per rimanere competitiva e fare il doppio salto verso la Serie A. E’ accaduto quest’anno alla SPAL: la compagine di Ferrara torna nella massima serie dopo 50 anni grazie ad un progetto ben chiaro.

MORIRE DA UOMO
Sentire il nome “Escobar” fa apparire nella mente di tutti il narcotrafficante più famoso di sempre; ma questo è anche il nome di uno dei migliori difensori di sempre. Anche lui era colombiano, anche lui ha vissuto il miglior momento negli anni ’90, anche lui ha conosciuto le pistole della cocaina.

LA VEDOVA DEL FONDATORE DI NORTH FACE HA REGALATO CINQUE PARCHI NAZIONALI AL CILE
Articolo degno di nota per portare un esempio di come non tutti i padroni di marchi importanti possono essere additati come magnati senza scrupoli devoti al dio denaro. I possessori di un The North Face possono dirsi soddisfatti di aver contribuito in piccolissima parte.

 

 

Sala d’attesa – #10

Sala d'attesaSiete seduti ad aspettare il vostro turno dal dentista e le riviste di gossip non vi esaltano? Dovete attendere che il meccanico ripari la vostra auto e sapete che è inutile sfogliare il giornale alla ricerca di auto usate perchè sai che non la cambierai? La coda in posta si è ridotta ad una partita infinita ai giochini sul cellulare?

Prenditi un break come si deve e leggi uno di questi 15 articoli! Assicurato al 100%, la noia non sarà più un problema.

FULLMETAL ALCHEMIST, IL TEASER TRAILER DELL’ACTION-MOVIE
Chi è appassionato di manga ha già sentito questo nome: Fullmetal Alchemist è stato pubblicato dal 2001 al 2010 ed ha raccolto milioni di fan in tutto il mondo. Ora la storia dei fratelli Elric nel mondo dell’alchimia è stata trasportata su pellicola ed interpretata da attori in carne ed ossa (e girata a Volterra).

DALLA PESCA IN GHANA ALLA BUFERA DI NEVE A NEW YORK: I VINCITORI DEL TRAVEL PHOTOGRAPHER OF THE YEAR
Le fotografie, nel mondo dell’immagine in quale siamo immersi, assumono un fondamentale ruolo: raccontare senza parole, senza versi, senza gesti. Solo forme e colori che presentano una storia, un momento nel tempo. Le migliori del 2016 le trovate tutte qui.

PELE’ DIVENTA RE
Se le immagini al giorno d’oggi sono fondamentali, agli albori della televisione erano i video ad essere il miglior mezzo di trasmissione di messaggi. In questo articolo di Ultimo Uomo sono fondamentali per far capire la grandezza di un giocatore come Pelè ed il momento in cui è diventato il Re del calcio, del Brasile, del mondo.

ABBICCI’ – L’ELASTICO
A poche ore dall’annuncio di Ronaldinho di addio ufficiale al calcio, scopriamo i segreti del suo gesto più celebre. Chi l’ha portato in auge è il brasiliano Rivelino negli anni ’60, ma vi stupirebbe sapere che chi ha inventato un gesto quasi manifesto del calcio carioca sia…un giapponese.

ABBICCI’ – LA ROVESCIATA
Uno dei gesti tecnici più immortali di sempre. Tentare di colpire a mezz’aria il pallone rivolgendo la schiena al campo è probabilmente il gesto più azzardato che si può fare su un campo di calcio. E’ un gesto così unico che è diventato un simbolo universale come quello delle figurine Panini: non c’è album che non abbia Carlo Parola in copertina.

IL FASCINO INDISCRETO DELLA FRANJA ROJA
Una maglia, un’icona. Spesso nel calcio del Sud America una squadra viene identificata dai colori sulla divisa ed alcune diventano immortali grazie anche alle vittorie. Come il River Plate, il club argentino che con la sua banda rossa su sfondo bianco ha ispirato moltissime squadre. Ma questa non è l’unica ispirazione per squadre come Rayo Vallecano, Perù, Mantova…

COSA SIGNIFICANO LE STELLE SULLE MAGLIE DA CALCIO
Rivista Undici risolve un mistero che attanaglia molti appassionati: cosa significano le stelle sulle maglie da calcio? Perchè le squadre sudamericane ne mettono una badilata sopra al petto, mentre quelle europee sono sempre contenute di numero?

DUSAN TADIC, MACCHINA DA PASSAGGI
C’è una schiera di giocatori bravi, forse anche più dei soliti giocatori bravi, che rimane sotto traccia. Non per le loro qualità, ma perchè non giocano nelle squadre di grido. Dusan Tadic è uno di questi, ma al 28enne serbo più che giocare in una squadra più famosa del Southampton sembra importare solo di fare il passaggio giusto ai compagni.

LA RIABILITAZIONE DI BALOTELLI
Che il bad boy made in Italy abbia trovato la sua dimensione? La speranza per i suoi tifosi (e anche per la Nazionale italiana) è questa, dopo che i primi mesi con la maglia del Nizza hanno rivelato un Mario Balotelli decisivo in campo e soprattutto più maturo ed in grado di aiutare concretamente la squadra.

IL FUTURO DI SAN SIRO
Probabilmente San Siro è lo stadio più iconico di tutta Italia, con la sua tettoia e le rampe circolari a circondarlo. Con lo stile di calcio moderno però l’arena di Inter e Milan non garantisce alle squadre i giusti introiti. Quel sarà il destino di Milano e del suo stadio simbolo?

LA COSTRUZIONE DELL’AZERBAIGIAN
Nel panorama calcistico europeo, sta uscendo sempre più prepotentemente l’Azerbaigian. Com’è possibile che uno stato quasi nell’ombra e noto non certo per lo sport affacciarsi nel pianeta calcio? E’ possibile, se di mezzo ci si mette la politica.

IL PREGIO DI NON AVERE DIFETTI
La NBA è, senza dubbio, il miglior campionato di basket nel pianeta. E’ evidente che, senza una stella ed un cast di supporto rilevante, è abbastanza difficile puntare al titolo, mentre la lotta per accedere ai Playoff necessita comunque di qualche peculiarità. Gli Utah Jazz hanno trovato la loro: non eccellere in nessun settore e non fare mai errori in ogni settore.

SHIAFFI E FAGIOLI: IL VIDEOGIOCO DEDICATO A BUD SPENCER E TERENCE HILL E’ SU KICKSTARTER
Il culto degli anni ’80 in una fusione esasiante. Un videogioco a scorrimento con la grafica a pixel belli grandi con protagonisti i due attori che, tra le ambientazioni western e cittadine americane stereotipate, più ci hanno divertito a suon di cazzottoni. Se non vedete l’ora di giocarci, per ora potete scaricare la demo gratuita.

DAVID HASSELHOFF CAVALCA DINOSAURI E UCCIDE I NAZISTI NEL NUOVO DELIRANTE VIDEO TUTTO ANNI ’80
Direi che il titolo dice tutto. Un video di una follia immensa, ma che anche per questo è estremamente divertente. L’attore protagonista di Supercar e Baywatch, in questa ondata di revival trash, sta cavalcando l’onda di una seconda carriera. La consolazione è che la sta approcciando con la giusta ironia ed una professionalità ammirabile.

ALTRO CHE MEME, ALBERTO ANGELA E’ UN PALEONTOLOGO CON I CONTROCAZZI
Tra i personaggi che il lato nostrano di internet ha deciso di esaltare, c’è il famoso divulgatore della Rai. Ma andando oltre l’esaltazione della rete, Alberto Angela si scopre essere un vero professionista nel suo campo: tra scoperte e ruoli ricoperti nei migliori istituti, il figlio di Piero Angela non è evidentemente un raccomandato.

 

Fantasy Kit Design – MilanInter United

Fantasy Kit riprendono la loro cadenza settimanale e lo fanno con una squadra al di fuori dagli schemi. Infatti il Kit Design che vi presento è quello realizzato per il

MILANINTER UNITED

Milaninter United Fantasy Kit

I più penseranno ad uno scherzo che vuole unire gli odiati cugini di Inter e Milan in un’unica squadra. Ma questo è successo veramente, l’ultima volta circa 30 anni fa. Tra il secondo dopoguerra e gli anni ’80 in più occasioni le due squadre meneghine hanno unito le loro forze per occasioni di beneficenza, schierando un’unica formazione che ha adottato la propria maglia.

Se l’ultima apparizione, in favore dei terremotati dell’Irpinia, ha visto il Milano United con un completo azzurro per richiamare la nazionale (e non accendere polemiche in un periodo in cui le tifoserie organizzate cominciavano a rumoreggiare), ben più particolari erano state quelle precedenti. Come potete leggere in questo articolo, oltre alla classica bianca con croce rossa, ha avuto modo di venire alla luce una divisa biancocerchiata di rossonerazzurro.

L’occasione per prendere ispirazione da quest’ultima era troppo ghiotta per non coglierla e quindi mi ci sono buttato a capofitto. Il template Nike è piuttosto semplice, ma dà il giusto risalto a colletto a girocollo e bordomanica neri rifilati di bianco; l’ampia banda centrale rende protagonista il nero senza mettere in secondo piano il rosso e l’azzurro. Pantaloncini neri con fascia bianca e calzettoni bianchi con risvolto rossonerazzurro completano il kit.

Piccolo spazio ai dettagli: main sponsor la milanesissima Motta; nome e numero per Giuseppe Meazza, idolo dell’Inter anni ’30 che ha vestito anche la maglia del Milan, oltre ad essergli dedicato lo stadio di San Siro; logo creato ad hoc, con le iniziali intrecciate e distinte per colore.

Voi che ne pensate di questa maglia?

10, 100, 1000 nomi. Un solo Zanetti

La prima volta che l’ho visto in campo era la mia prima partita allo stadio: San Siro, 27 ottobre 1996, l’Inter sconfisse in casa 3-1 un Parma temerario. Per i gialloblu segna El Valdanito, quell’Hernan Crespo che segna il suo primo goal in Serie A e 6 anni più tardi vestirà il nerazzurro. Per la Beneamata doppietta di Zamorano e lui. Javier Adelmar Zanetti.
In quell’incontro si è conquistato il primo soprannome col quale ho iniziato a identificarlo. Zanna Bianca correva, si dannava e si buttava su qualsiasi pallone gli passava davanti, vecchio concetto calcistico di herreriana memoria.
Era da più di un anno che si trovava a Milano. L’adolescenza passata ad Avellaneda sui campi di calcio di Independiente e Talleres, interrotti da un anno di problemi fisici a dare una mano a quel padre muratore che fa di tutto per dare speranza alla carriera calcistica del figlio e a tutta la famiglia. Il sacrificio evidentemente scorre nelle vene dei Zanetti. La grande occasione arriva nel 1993, quando viene chiamato dal Banfield. E’ con i biancoverdi che mette in mostra il suo potenziale: corsa infinita, dribbling serrato e ubriacante e fame, tanta fame.
Sbarca due anni più tardi in Italia dall’Argentina insieme a Sebastian Rambert, grande promessa offensiva acquistata dal Independiente. Lui, un gregario buono a correre e recuperare palloni, insieme alla futura stella della Serie A. Sappiamo tutti come andò a finire.

 

Zanetti Inter nuovo acquisto

 

La penultima volta che l’ho visto ero fuori dalla Pinetina: una foto e un’autografo con lui erano il regalo per un mio amico, suo idolo da quando ha memoria del calcio. Siamo ragazzi degli anni 2000, cresciuti a pane e Winning Eleven, e i videogiochi mi hanno suggerito per lui il soprannome successivo.
Il mio amico prendeva solo l’Inter e in qualsiasi condizione si trovava, lui era in campo. Passavano pochi minuti e prendeva palla dalla sua trequarti. Salta un uomo, ne salta un altro, resiste a una scivolata, scarta un altro uomo, tiro dal limite dell’area e rete! Passavano altri tre minuti, stessa serpentina e doppietta. Non lo buttavi giù, non lo potevi fermare. Zanna Bianca è diventato Iron Man.
Fino al 28 aprile 2013 Javier Zanetti era come Tony Stark dentro la sua armatura: fisico roccioso, sprint incredibili e carisma da vendere. Le sue cosce sembrano due fusti di birra. Stan Lee e compagni, quando hanno creato l’uomo d’acciaio per la Marvel, non potevano immaginare che qualcuno in carne ed ossa potesse superare quell’ideale: acciaio nel fisico, acciaio nella mente.
Il primo trofeo è arrivato nel 1998 a Parigi, Coppa Uefa conquistata con un 3-0 sulla Lazio. Tabellino marcatori: Ronaldo, ancora Zamorano, e ancora Zanetti, con un’esultanza ad occhi spalancati dalla gioia. Dopo questa felice parentesi, il nulla per 7 anni. Qui Iron Man si tempra, con anni di sacrifici, corse, dribbling. Tanti cambi di ruolo, tantissimi cambi di allenatore, mai una panchina. A chiunque venisse ad allenare l’Inter appariva chiaro come il sole che lui fosse la molla della squadra, l’uomo che ti è sempre affianco. Stai festeggiando un goal? Lui è lì a festeggiare. Hai appena sbagliato? Lui è lì a tranquillizarti e a dirti come rimediare. Hai appena ricevuto un fallo contro? Lui è lì a sostenerti con l’arbitro e a prendere la situazione in mano. L’armatura aumenta di resistenza, di stagione in stagione, finchè non è anche il suo turno di alzare trofei. Dal 2004 al 2011 sono 15 quelli mostrati al cielo: 5 Scudetti, 4 Coppe Italia, 4 Supercoppe Italiane, 1 Champions League e 1 Mondiale per Club. La stagione migliore la 2009-2010, senza ombra di dubbio: quel Triplete a firma Mourinho che ha permesso a Zanetti di alzare ben tre trofei in meno di un mese, con la coppa dalle grandi orecchie nel cielo di Madrid, ancora con gli stessi occhi spalancati di 12 anni prima.
Dopo questa striscia vincente incredibile Zanetti, così come tutta l’Inter, perde un pò di colpi. La corsa e il dribbling ci sono sempre, però fa sempre più fatica a rimanere in campo per 90 minuti ad alto livello. Nonostante questo, ormai sembra assicurato per lui un meritato buen retiro.
Ma arrivò, quel maledetto 28 aprile.

 

Inter Champions League Zanetti

 

L’ultima volta che l’ho visto in campo è stato ieri sera. San Siro è una bolgia fatta eccezione per la Curva Nord, assente per squalifica. Ad essere onesti, la differenza non si percepisce. Dall’inizio dell’incontro è un continuo inneggiare a Zanetti fino al suo ingresso in campo al 52′, quando prende il posto di Jonathan ed entra direttamente con la fascia da capitano. Come se ci fosse nato con quel pezzo di stoffa intorno al braccio. Ogni tocco di palla è un applauso scrosciante, la fatica nel recuperare la posizione si vede, ma appena riceve la palla sulla fascia lo spunto, lo sprint, il dribbling sono esattamente quelli di 19 anni fa, quando debuttava con la maglia nerazzurra. Finisce la partita, Lazio battuta 4-1 e scoppia la festa. Maglia numero 4 gigante in mezzo al campo, passerella di staff e compagni di squadra e accoglienza da pelle d’oca al centro del campo insieme alla famiglia. Microfono in mano e parole d’amore per la maglia e per tutti coloro che l’hanno accompagnato in quella che è a conti fatti la prima parte della sua carriera all’Inter. Poi giro di campo a raccogliere gli applausi del pubblico e la gioia dei compagni.
E’ passato poco più di un anno dalla rottura del tendine d’Achille sinistro, 6 mesi dal rientro in campo. Con Mazzarri ha trovato poco spazio in campo, spesso è partito dalla panchina, ma è riuscito comunque a rimettere piede in campo. Con un infortunio come il suo, a 40 anni, chiunque avrebbe appeso gli scarpini al chiodo: Zanetti, da vero Capitano, ha voluto esserci per un’ultima stagione con i suoi uomini e condurli per mano a questo nuovo inizio per l’Inter.
Lascia Moratti, entra Thohir, lui resta sempre al centro della storia nerazzurra: l’annuncio del ritiro è arrivato, così come l’intenzione di farlo rimanere in società. Il nuovo presidente è stato giusto e chiaro: “Il capitano sarà parte del club, studierà inglese, come un manager: deve imparare“. Sappiamo già che non ci sarà alcun problema per Zanetti. Così come ha affrontato la sua carriera da calciatore, affronterà anche quella da dirigente: tanta grinta, tanto impegno, tanta fame.
Ormai sono lontani i tempi in cui dava i primi calci nella periferia di Buenos Aires. Pupi è cresciuto. El Tractor non sarà più sul campo a macinare chilometri. E’ tempo di rimettere gli scarpini coi tacchetti nell’armadio e lustrare i mocassini.
Sono certo che, trovandoci a Milano, ci metterà poco a passare da Capitano a Capo.

 

Zanetti Inter festeggiamenti

 

Alla fine questi nomi hanno poca importanza. Pupi, El Tractor, Zanna Bianca, Iron Man, il Capitano. Chiamatelo come volete.
Lui sarà sempre con il numero 4.
Javier.
Adelmar.
ZANETTI.

 

Javier Zanetti Inter Lazio 2014

Un ponte tra Milano e Stoke-on-Trent

Il bello del calcio è che è un pò come un piccolo mondo a parte: ha le sue regole, la sua storia e soprattutto molti racconti. Uno di quelli che mi piace maggiormente è quello che coinvolge la patria del calcio e il paese che l’ha reso un’istituzione: Inghilterra e Italia.

Tutto nasce nel 2004 in un pub milanese di tifosi dell’Inter. I nerazzurri sono ancora lontani dai fasti di manciniana memoria, e tra una discussione e l’altra il proprietario, appassionato di stadi e passato in visita al Brittania Stadium di Stoke-on-Trent, lascia la tv accesa su una partita della Championship, tra il Leicester e la squadra dello stadio che ha visitato, lo Stoke City. Il momento della loro squadra non è (ancora) dei migliori, e i tifosi nerazzurri si fanno coinvolgere da questa squadra in bianco e rosso, che come la loro Inter compie una rimonta e vince la gara.
Grazie anche a SportItalia, che trasmette le partite della serie cadetta inglese, il gruppo di tifosi si affeziona sempre più ai Potters. Ma il vero amore sboccia  a seguito della creazione di una squadra di calcio tra i tifosi e scelgono la terza maglia dello Stoke City come divisa. Parte l’ordine sullo store del sito internet, si paga con la carta di credito e le settimane passano. Delle maglie nemmeno l’ombra. Allora decidono di chiamare per telefono, e si sentono rispondere: “Ma noi credevamo fosse uno scherzo! Quattordici terze magliette ordinate dall’Italia, non potete dire sul serio…“. E amore fu.
Il 4 maggio 2008 è stato un giorno storico per i Potters, e anche per il piccolo gruppo di tifosi italiani, che nello stesso giorno hanno rinunciato ad andare a San Siro per un derby decisivo per lo scudetto. Lo Stoke City pareggia, proprio contro il Leicester, come all’inizio della loro avventura, e sale dopo 23 anni in Premier League.
Ora quel gruppo di tifosi si gode ancora il miracolo di Stoke-on-Trent, con i biancorossi ancora nella massima serie, e nella speranza di poter essere più presenti alle partite fuori casa a Londra o Manchester, hanno aperto un Fan Club ufficiale, il primo italiano.

E per rimanere nella magia di questa storia, come ha deciso di fare la seconda maglia lo Stoke City per questa stagione? Già, proprio nerazzurra.