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Vynil Sellout – Febbraio 2017

Eccoci carichi per il nuovo Vynil Sellout con cui scoprire le novità musicali di questo mese.

Ci apprestiamo ad addentrarci nel mondo di tre brani appositamente selezionati. Ne scopriremo le particolarità ed i segreti che celano.

Curiosi di scoprire la tripletta di questo mese? Andiamo a scoprirla!

Vynil Sellout J Balvin Pharrell Williams BIA Sky Safari Deorro Lesley Roy Tell Me Lies Samuel Vedrai

 

1- Safari – J Balvin ft. Pharrell Williams, BIA, Sky
Come abbiamo imparato da tempo, dove Pharrell Williams mette il naso (ed i soldi) il successo è assicurato. Il suo nuovo investimento è J Balvin, artista colombiano che in Italia abbiamo conosciuto all’inizio del 2016 con “Ginza” ed ha subito trovato una buona risposta di pubblico.
In questo brano, contenuto nell’album “Energia“, c’è anche la presenza di BIA, rapper americana dalle origini portoricane ed italiane che dona quel tocco di hit da dancefloor alla canzone che sta spopolando nel mondo latino.

2- Tell Me Lies – Deorro ft. Lesley Roy
Checchè se ne dica nelle varie discussioni legate alla musica, anche i produttori sono veri e propri musicisti: compresi quelli che producono musica elettronica. E come tali, ogni produttore ha un proprio stile riconoscibile nei suoni delle canzoni su cui lavorano.
Personalmente tra i miei preferiti ci sono Daft Punk, Calvin Harris e Galantis e penso a breve dovrò introdurre anche Deorro. Classe 1991, nato a Los Angeles da genitori messicani, nelle sue canzoni trovano spazio melodie ad effetto e suoni molto puliti e quasi ruvidi. Mi ha attirato con “Five Hours“, mi ha convinto con “Bailar“, mi ha conquistato con questa.

3- Vedrai – Samuel
Nel mese di Sanremo, non possiamo escludere una canzone uscita dalla kermesse musicale. Lasciando ballare in santa pace la scimmia nuda di Francesco Gabbani, noi andiamo a muoverci a tempo del brano di Samuel.
Se vi sembra di aver già sentito questa voce, avete sentito bene: è il cantante dei Subsonica che ha deciso di imbarcarsi in un progetto solista che ha toccato anche la più nota competizione canora nostrana. La sua “Vedrai” si è posizionata esattamente a metà classifica, ma è un buon inizio per andare a scoprire il suo mondo musicale senza i compagni di sempre.

Vynil Sellout – Maggio 2016

Anche maggio è pronto ad offrirvi la dose mensile di Vynil Sellout, l’angolo del web dove recuperare il meglio che offre il mondo della muscia.

La formula prevede che tre brani svelino i loro retroscena ed i loro segreti prima di essere ascoltati, così da poterli conoscere prima dell’ascolto.

Curiosi di scoprire la tripletta di questo mese? Andiamo a scoprirla!

Vynil Sellout Alicia Keys Nek Cosmo

 

 

1-  In Common – Alicia Keys
La cantante è pronta per il suo diciottesimo anno di carriera con questo singolo, il primo dopo quattro anni di assenza dalle scene. Dopo r’n’b, hip hop, soul e pop, la voce di “New York” si sposa perfettamente con i ritmi calzanti del pop moderno dalle sfumature elettroniche.
Alicia Keys, nella serata di ieri, è stata la prima cantante ad aver cantato nello spettacolo di apertura della finale di Champions League. E se aggiungiamo anche la sua prossima partecipazione a The Voice come giudice, possiamo capire come il suo nome sia nuovamente tornato alla ribalta.

2- Uno di questi giorni – Nek
Rimanendo sulla scia del pop moderno, dalle venature sempre più electro, dobbiamo fare un salto anche in Italia. C’è chi ha preso il cambiamento come un’evoluzione naturale (vedi Jovanotti, ancora più presente con “E Non Hai Visto Ancora Niente“) e chi sta provando ad addentrarsi in quest’area (vedi Laura Pausini e la sua nuova “Innamorata“).
Filippo Neviani, in arte Nek, già lo scorso anno a Sanremo ha mostrato di avere un certo feeling con i ritmi da tastiera. Con il nuovo singolo, in scia alla sua partecipazione ad Amici come coach, ribadisce come il nuovo genere si sposa bene con il suo modo di cantare e di scrivere, semplice ma coinvolgente.

3- L’Ultima Festa – Cosmo
Concludiamo questa tripletta con un brano che completa la transizione che stiamo osservando della musica pop. La commistione odierna di genere pop ed elettronico parte certamente dallo spopolare della musica dance ed house, ma ha inevitabilmente appreso il know-how dalla musica indie. In questo genere l’utilizzo della strumentazione elettronica è ordinario tanto quanto vasto ed ha di fatto gettato le basi per fondere al meglio gli strumenti classici del pop a quelli elettronici.
Tutto questo per introdurre Cosmo, al secolo Marco Jacopo Bianchi, prima membro dei Drink to me e dal 2012 preso dalla carriera da solista. Nel disco omonimo presenta “L’Ultima Festa“, brano quasi ipnotico per quanto il testo sia molto intenso e non scontato.

Vynil Sellout – Marzo 2016

Continua l’appuntamento con il  Vynil Sellout.

Nelle puntate precedenti: …un ragazzo appassionato di scrittura e musica, decide di presentare tre brani e di descrivere i segreti che nascondono. Ce la farà a risolvere tutti i misteri che si celano dietro queste canzoni?

Curiosi di scoprire la tripletta di questo mese? Andiamo a scoprirla!

Vynil Sellout Elio e le Storie Tese Tre Allegri Ragazzi Morti Icona Pop

 

1- China Disco Bar – Elio e le Storie Tese
Dopo l’apparizione a Sanremo 2016 con “Vincere l’odio“, un brano composto solamente da ritornelli, gli Elii hanno pubblicato il loro decimo album, intitolato “Figgatta de Blanc“. La semi citazione al disco dei Police “Reggatta de Blanc” è accompagnata da un piccolo vibratore, incluso nella versione deluxe dell’opera.
Nel disco ci sono 15 brani tra cui, oltre al pezzo portato a Sanremo, anche “Il primo giorno di scuola” e “Il mistero dei bulli“, singoli usciti rispettivamente prima e dopo la partecipazione alla kermesse musicale. Il tipico mix letale tra testi realmente assurdi e assurdamente reali con una competenza musicale sconfinata con anche picchi di virtuosismo in “Ritmo sbilenco“, ma oggi vi propongo un altro brano.
China Disco Bar” è una scanzonata raffigurazione della China Town milanese (ma probabilmente di ogni città), dove i ristoranti cinesi che spuntano ovunque vengono affiancati dai centri massaggio e punti riparazione smartphone, che ormai sono quasi ovunque. E una menzione specialissima per la divertentissima outro con Radio Coatta Classica!

2- In questa grande città (La grande cumbia) – Tre Allegri Ragazzi Morti ft. Jovanotti
Ai molti potrebbe suonare strano che un monumento della musica italiana sia accostato a qualcuno che porti un nome così strano e che sia così sconosciuto. In realtà, i Tre Allegri Ragazzi Morti è uno dei principali gruppi della scena alternative rock italiana, in attività dal 1994.
La formazione attuale, formatasi a Pordenone, vede Davide Toffolo (voce, chitarra), Enrico Molteni (basso) e Luca Masseroni (batteria, voce) applicarsi a diverse forme di rock, compresa questa deriva folk, per certi versi. Il ritmo compassato delle maracas e la trama di voce e melodica richiama molto le canzoni popolari sudamericane, opposte al testo che parla di Milano.

3- Someone Who Can Dance – Icona Pop
Il ritorno della coppia sforna successi, che quattro anni fa ci ha regalato “I Love It” e poi “Girlfriend“, torna a farsi sentire sulle scena mondiale. Le due dj svedesi Caroline Hjelt e Aino Jawo in questi anni non sono state con le mani in mano: si sono date a diverse produzioni, lavori per altri artisti e per sè, tra cui questa nuova hit.
La traccia ha tutti gli ingredienti per sfondare nel mercato globale. E’ facilmente attribuibile alle Icona Pop per le voci delle due ragazze ed i ritornelli in coro, è sempre una canzone spiccatamente dance, ma introduce qualcosa di nuovo. La base non è la solita nenia accattivante, ma è ricca di bassi profondi e sfumature acide che rendono più duro il pezzo.

Vynil Sellout – Febbraio 2016

Nonostante il numero di articoli sia diminuito, il Vynil Sellout rimane un appuntamento fisso su questo blog.

Preparatevi per il solito e sorprendente viaggio all’interno di tre diversi brani musicali e le storie che nascondono, i segreti e le curiosità che li legano ad altri elementi.

Curiosi di scoprire la tripletta di questo mese? Andiamo a scoprirla!

Vynil Sellout Francesca Michielin Jack Garratt Alessia Cara

 

1- Il Mio Canto Libero – Francesca Michielin
A contrario di come è successo nel Vynil Sellout di 12 mesi fa, i tre brani non saranno totalmente dedicati a Sanremo. La kermesse musicale ha proposto brani apprezzabili, che spaziavano in ogni genere, ed ha visto trionfare gli Stadio con “Un giorno mi dirai“. Quello che mi ha fatto desistere dal replicare ad un’edizione sanremese di questa serie è la mancanza di veri brani di spicco in questo Sanremo 2016: nessuna delle canzoni proposte ha davvero rubato la scena.
Hanno lasciato molto più il segno le cover del giovedì sera, tra cui hanno brillato la “Don Raffaè” di Fabrizio De Andrè ed interpretata da Clementino e questa proposta di Francesca Michielin (seconda nella gara e rappresentante italiana all’Eurovision Song Contest) che ha voluto cantare una delle canzoni più famose di Lucio Battisti. La poesia delle parole acquista nuovo significato quando, invece del canto intimo del cantautore spirato, ci troviamo di fronte ad una interpretazione ed arrangiamento più “pop”, energico, sicuro e di sicuro effetto.

2- Breathe Life – Jack Garratt
Mi sentivo come nel pieno di una crisi di un quarto’età, ma non avevo nemmeno 20 anni“. Fa quasi senso sentire queste parole, ma rincuora il sapere che questa crisi ha portato al mondo musicale un talento come quello di Jack Garratt.
Il 24enne inglese ha espresso queste parole in un’intervista dopo aver vinto il BBC Sound of 2016 e riferendosi al momento dopo il 2012 quando decise di lasciare l’università e la scrittura del suo primo album con un’etichetta indipendente perchè sentiva di scrivere canzoni solo per soddisfare il pubblico e non che rendessero soddisfatto anche sè stesso. Da qui la spinta a lavorare duro su “Phase“, il primo album che ha già raccolto molto successo in Gran Bretagna e si appresta a sfondare anche nel resto del mondo avendo già bussato alle porte dell’Italia con “Worry“.
La mia scelta è ricaduta su “Breathe Life” perchè lo ritengo un brano più completo, che rappresenta sia la sua abilità canora sia quella strumentale, con la sua poliedricità messa al servizio della produzione.

3- Here – Alessia Cara
Diciannove anni e già un EP ed un album alle spalle. “Four Pink Walls” e “Know-It-All” sono i lavori pubblicati in pochissimo tempo con la Def Jam e che hanno lanciato la giovanissima canadese di origini calabresi (vero nome Alessia Caracciolo) dal mondo di YouTube alla vera e propria scena musicale. Per farvi capire l’impatto che ha avuto Alessia Cara, vi basti pensare che nel sopracitato BBC Sound of 2016 lei si è piazzata seconda.
Tutte le sonorità blues e R&B che permeano questa canzone danno ancora più significato ad un testo che esprime il disagio della cantante a partecipare ai tipici party adolescenziali. Confesso che, come un controsenso, apprezzo tanto la versione normale quanto il remix prodotto da Lucian, in una versione trap dalla carica intensa ed esaltante.

Vynil Sellout – Febbraio 2015

Continua il Vynil Sellout con il secondo appuntamento dell’anno.

Data la coincidenza, e dato che è già stato soggetto di altri post su questo blog, questo mese le tre canzoni scelte arrivano tutte da Sanremo. Cercando di dire qualcosa di più oltre alle solite cose sentite nella 65° edizione della kermesse musicale.

Curiosi di scoprire la tripletta di questo mese? Andiamo a scoprirla!

Vinili, scritte con linee di troppo... Tutto molto hipster!

Vinili, svendite, scritte con linee di troppo… Tutto molto hipster!

1- Fatti Avanti Amore – Nek
Certo, sono influenzato dal fatto che Nek è uno dei miei cantanti preferiti, ma i risultati mi hanno dimostrato che non ero il solo a darlo come uno dei favoriti. Alla fine dei cinque giorni che hanno incollato l’Italia davanti ai televisori, riceve dalle mani di Carlo Conti i premi per Miglior Cover (versione stupenda di “Se telefonando“), Miglior Arrangiamento e Premio della Sala stampa; nella gara normale finisce invece sul secondo gradino del podio col primo ‘usurpato’ da Il Volo.
La sua rimane una canzone decisamente pop, con suoni affini ai Coldplay e il ritmo che strizza l’occhio alla musica dance. E’ il pezzo che, a una settimana dalla fine, sta spopolando in radio. E si sa che alla fine questo conta più della vittoria finale…

2- Che Giorno E’ – Marco Masini
Canzone data come favorita nei giorni che anticipavano l’inizio della kermesse, chiude con un misero sesto posto. La stampa nazionale ha toppato annunciando la canzone di Masini come la candidata numero uno per la vittoria finale, ma ci ha visto lungo indicandola come una delle migliori canzoni di questa edizione.
Marco Masini torna sulla scena di prepotenza, con un brano che convince: musica e testo che vanno d’amore d’accordo e che valorizzano a pieno la potenza spiazzane della sua voce. Avrebbe sicuramente meritato così, ma in un sistema in cui si concede tanto valore al televono per uno come lui c’è poco spazio.

3- Una Finestra Tra Le Stelle – Annalisa
Brano che mi ha un pò spiazzato. Avevo già tessuto le lodi della cantante uscita da Amici inserendola nella mia Top 5 di Sanremo 2013 e mi riscopro ad apprezzare nuovamente la canzone che ha proposto per il concorso.
La sua voce ormai ha preso un’identità ben precisa nel panorama musicale italiano e riesce a modellarla su un brano tipicamente sanremese: musica che sfrutta parecchio l’orchestra e un testo d’amore che più d’amore non si può. Ne esce un pezzo che prende al cuore e lo delizia per 3 minuti. Degna di nota anche la cover di “Ti Sento“.

Top 5 – Sanremo 2014

Ingresso Teatro Ariston Sanremo 2014

Vuoi il timore di scoprire se questa edizione sarebbe stata all’altezza di quella dello scorso anno. Vuoi la mancanza di un cantante di riferimento. Vuoi l’organizzare una nuova campagna di D&D. Vuoi la ritardata asta invernale del fantacalcio. Vuoi che il televisore in camera mia prende i canali da La7 in poi.
Fatto sta che quest’anno ho visto solo l’ultima puntata di Sanremo. Saltando anche i primi 5 cantanti non di proposito. 

Per chi si stesse chiedendo se allora questa classifica sia campata in aria: non temete. Sono andato a risentirmi tutte le canzoni che hanno passato il turno. Quindi eccoci per il terzo anno di fila con la mia personale Top 5 dei brani sentiti a Sanremo edizione 2014. Ma prima, un pò di informazioni utili per chi non ha seguito il Festival e che mi daranno una mano coi motori di ricerca!
Quella conclusasi ieri sera era la 64° edizione del Festival, condotto per il secondo anno di fila da Fabio Fazio e Luciana Litizzetto. Il tipo di conduzione ha seguito abbastanza quella dello scorso anno (per quel poco che ho visto) e anche quest’anno gli ospiti di spessore non sono mancati: gli unici che ho fatto tempo a vedere sono Maurizio Crozza in versione Matteo Renzi, Ligabue e Stromae. A trionfare quest’anno è stata Arisa con “Controvento“, che ha messo dietro nell’ordine Raphael Gualazzi & The Bloody Beetroots e Renzo Rubino.

Ora bando alle ciance: buttiamoci a pesce nella mia Top 5: le migliori canzoni della kermesse musicale, ovviamente dal mio punto di vista.

5°: Renzo Rubino – “Ora”
Il giovane cantautore tarantino, al terzo posto lo scorso anno nella categoria giovani, replica il risultato quest’anno tra i big con una canzone che intreccia un ritmo incalzante ad un cantato  leggero, quasi sussurrato, che gli dona un’intimità notevole. Nell’esibizione dal vivo il brano cattura per l’energia che Rubino mette al pianoforte. (Ascolta QUI)

4°: Riccardo Sinigallia – “Prima di andare via”
A quattordici anni dalla prima partecipazione con i Tiromancino, Sinigallia torna con un pezzo proprio.Testo avvolgente, ritmo cadenzato da una chitarra sognante e l’orchestra ad arricchire lo sfondo: la canzone aveva tutto per puntare al titolo nella kermesse sanremese. Purtroppo il brano era già stato eseguito in pubblico, contravvenendo alle regole del Festival e per questo escluso. (Ascolta QUI)

3°: Perturbazione – “L’unica”
Il gruppo guidato dalla voce di Tommaso Cerasuolo è alla prima partecipazione a Sanremo. La canzone che portano è un rock accattivante e ballabile che, a contrario di come può sembrare dal titolo, racconta di una sequele di conquiste amorose scolpite nella memoria del cantante. Il premio della Sala Stampa è meritato. (Ascolta QUI)

2°: Raphael Gualazzi & The Bloody Beetroots – “Liberi o no”
Dopo il 5° posto della scorsa edizione, il pianista jazz torna all’Ariston in compagnia del mascherato Sir Bob Cornelius Rifo, musicista poliedrico che contribuisce a dare alla musica di Gualazzi quella sferzata di ritmo che il pianoforte da solo non riesce a dare. Il brano finisce secondo sia nella competizione che nella mia classifica, preceduto in tutti e due i casi dalla stessa artista. (Ascolta QUI)

1°: Arisa – “Controvento”
Immagino in molti saranno contro questa scelta, dato che già ho letto in giro molte opinioni contrarie. Ma è innegabile: se al principio può sembrare la classica canzone da Sanremo, a un ulteriore ascolto esce fuori non solo l’eccezionale voce di Arisa, ma anche un accompagnamento musicale leggero e sognante, a metà tra le colonne sonore dei film Disney e le composizioni musicali di anni e anni fa. E poi diciamolo: avrebbe meritato di vincere già nel 2012 con “La notte”.(Ascolta QUI)

Top 5 – Sanremo 2013

sanremo
E’ da poco passato un altro Festival di Sanremo, per la precisione la 63° edizione. Quest’anno il timone è stato guidato da Fabio Fazio e Luciana Litizzetto, per una conduzione “all’acqua di rose”: molto semplice (a tratti anche un pò improvvisata), ma molto d’effetto e certamente apprezzata. Edizione con momenti importanti e forti, dettati dalla direzione interna e da quella esterna (le incombenti elezioni politiche). Ci siamo ritrovati davanti a Maurizio Crozza e alle sue imitazioni fischiate, Stefano Bollani che ha mostrato le acrobazie che compie sui tasti del pianoforte, Claudio Bisio e il suo pezzo non troppo divertente ma decisamente importante, alla Litizzetto che scandisce a chiare lettere come la pensa, e come tutti dovrebbero pensarla, sulla violenza sulle donne. Vincitore del Festival è stato Marco Mengoni con “L’essenziale“, seguito a ruota da Elio e le Storie Tese e i Modà.
Questa che trovate di seguito è la mia Top 5: le migliori canzoni della kermesse musicale, ovviamente dal mio punto di vista.

5°: Marta Sui Tubi – “Vorrei”
La band folk, alla prima partecipazione alla kermesse, portano un brano vivo e pieno di energia e sentimento, che fa venir voglia di cantare col cantante (Giovanni Gulino). La canzone non riscontra grandissimo successo durante la gara, ma di certo permetterà al gruppo di farsi conoscere anche dai più. (Ascolta QUI)

4°: Max Gazzè – “Sotto Casa”
Il cantautore romano, al suo quarto Sanremo, presenta una canzone curiosa. Come tema ha uno di quelli che mai si penserebbe adatti al Festival: la fede religiosa, nello specifico con la figura dei testimoni di Geova, osteggiati e odiati citofonatori che tormentano le domeniche mattine sonnecchiose di tutti. Anche la canzone in sè è particolare, con un motivetto orecchiabile che rimane in testa. (Ascolta QUI)

3°: Annalisa – “Scintille”
La cantante uscita da Amici è alla sua prima partecipazione al Festival ed ha l’occasione di presentarsi anche a un pubblico più “maturo”. Quella che porta sul palco dell’Ariston si può definire una canzonetta: allegra, leggera, col ritmo che rimbalza e che le permette di dare sfogo al lato sia delicato sia più forte della sua voce. (Ascolta QUI)

2°: Elio e le Storie Tese – “La Canzone Mononota”
Veri e propri idoli di questa edizione. La canzone è azzeccatissima e in pieno nel loro stile acceso e divertente, ma anche critico e irriverente. Senza parlare delle interpretazioni date nelle varie serate, tra macrocefalie e obesità di gruppo. Ma (in questi casì c’è sempre un ma) se gli Elii non sono al primo posto della mia Top 5 è perchè, seppur bello da morire, il loro brano mancava di emozione, quella che ti fa venire i brividi a sentirla. (Ascolta QUI)

1°: Daniele Silvestri- “A bocca chiusa”
Invece qui l’emozione c’è e si sente molto. La cosa che la rende ancora più bella come canzone è l’argomento: non è una banale canzone d’amore, ma un brano che racconta di chi, in questi ultimi anni di storia, è sceso in piazza a protestare nei cortei e anche se viene zittito continua a volersi far sentire. Purtroppo per Silvestri questo non gli è valso per arrivare alla finale, ma realizza comunque una canzone eccezionale. (Ascolta QUI)

Top 5 – Speciale Sanremo

Ci siamo lasciati alle spalle la 62° edizione del Festival di Sanremo, la seconda con la disorganizzata e simpatica conduzione di Gianni Morandi, quest’anno accompagnato dallo scanzonato Rocco Papaleo e dalla affascinante Ivana Mrazova. In questa edizione segnata dalle polemiche sollevate da Adriano Celentano, i Soliti Idioti e Belen Rodriguez, a vincere è stata Emma, arrivata sul gradino alto del podio in compagnia di Arisa e Noemi.
Questa che vi propongo è la mia Top 5: le migliori canzoni della kermesse musicale, ovviamente dal mio punto di vista. In più, per questo articolo ci sarà una sorpresa.

5°: Nina Zilli – “Per Sempre”
La cantante piacentina, alla prima a Sanremo tra i big, porta un brano con le tipiche sonorità anni ’60 a cui ci ha ben abituato. Forse troppo, e i giudici potrebbero aver risentito di questo e non averla mandata tra i primi 6. Si può comunque consolare con la partecipazione a maggio all’Eurovision Song Contest. (Ascolta QUI)

4°: Dolcenera – “Ci vediamo a casa”
Al suo quarto Sanremo, Dolcenera porta una canzone dei suoi, con una buona musica e la sua voce comunque a fare da padrona. Arriva sesta nella classifica finale, ma non viene aiutata dai giornalisti e non riesce a raggiungere le prime tre posizioni. (Ascolta
QUI)

3°: Francesco Renga – “La Tua Bellezza”
Quinta partecipazione per il cantautore bresciano, tra cui la vittoria nel 2005 con “Angelo”. In questa edizione porta una canzone in linea con i suoi temi e le sue sonorità, ma non riesce a raggiungere i primi 6 posti. Ha comunque il vanto di avere la canzone più passata per radio tra le 14 partecipanti. (Ascolta QUI)

2°: Arisa – “La notte”
Bella canzone di Arisa, che alla fine della kermesse musicale si aggiudica il secondo posto. Musica semplice e voce stupenda per una canzone dolce e malinconica. Dopo la sua terza partecipazione al Festival, possiamo dire che la ragazzina di “Sincerità” è  definitivamente maturata. (Ascolta QUI)

1°: Noemi – “Sono solo parole”
Canzone che approda sul podio grazie alla Golden Share, la rossa Noemi la interpreta in modo ineccepibile, soprattutto quando sale il tono. Al suo secondo Sanremo, si piazza ancora tra le primissime posizioni, dimostrando di essere uno dei rari casi in cui un artista uscito da un talent dura più di qualche mese se ha del talento vero. (Ascolta QUI)


Ed ecco la sorpresa: una nuova Top 5! Questa è stata stilata da Federica Palma, esperta di moda, e potete trovare il suo blog a
questo link. Ho invocato il suo aiuto per una speciale classifica, dedicata ai 5 look più sfavillanti visti sfilare sul palco dell’Ariston!

Dopo aver visto i numerosi ospiti al Festival di Sanremo di quest’anno, e dopo esserci rifatti gli occhi con i meravigliosi abiti, portati da donne bellissime, possiamo fare una classifica dei 5 vestiti più belli di questo festival!

Al 5° posto, troviamo la vincitrice del festival: Emma, nel suo abito nero, con mega spacco sul davanti, firmato Costume National.
È molto particolare l’abbinamento del corpetto in pelle fasciante, con la gonna che fa molto “ballo scolastico” e le scarpe (sembrano un po’ ciabatte?).
Il suo è un look un po’ punk, un po’ rock e un po’ femme fatale, è un misto che può piacere o meno, tuttavia su di lei, ci piace!

Al 4° posto, c’è la dolce Noemi, in uno splendido abito blu elettrico firmato Enrico Coveri.
Il blu quest’anno è un colore che va molto, e in contrasto con i capelli rossi sta anche bene.
Gli orecchini sullo stesso tono, sono bellissimi.
Il sandalo rosso, forse non è molto azzeccato, ma senz’altro richiama il colore della folta chioma!
E cosa le si può dire?


Al
3° posto la splendida Nina Zilli, con un lungo abito strech firmato Vivienne Westwood, ancora una volta nei toni del blu.
È un azzardo, per le sue morbide forme, ma le dona tantissimo. Brava!

Al 2° posto la più discussa di tutte, Belen Rodriguez. L’abito di Fausto Pugliesi, era meraviglioso, ma più di questo, ciò che ha fatto parlare molto è stata l’apparente assenza delle mutandine della showgirl argentina. Gli abiti portati da Belen erano favolosi, questo è forse il più spiritoso ed audace.

Al primo posto infine la bellissima Ivana Mrazova, che indossa un favoloso abito di Fausto Sarli. Per la prima uscita la bella ceca ha indossato un abito in velo trasparente, con fodera color carne nella parte superiore, interamente ricoperto da una fantasia floreale nera, cucita a mano, arricchita da strass. Il nude look era davvero elegante e per niente volgare. Ivana ha abbinato all’abito un paio di sandali ricoperti di strass, un collier con perle in oro e ciondolo a forma di luna in diamanti, di Pasquale Bruni, e una pettinatura molto naturale.

Il Trio delle Meraviglie

C’era una volta un trio di comici, due uomini e una donna, che facevano ridere tutta Italia e  imperversavano ovunque: programmi televisivi, teatri, radio… Ogni tipo di palcoscenico veniva invaso dalla loro comicità e ne rimaneva pervaso per molto tempo. Erano Il Trio, di nome e di fatto, composto da Massimo Lopez, Anna Marchesini e Tullio Solenghi.

Il Trio dal 1982 al 1995 avevano quasi monopolizzato la scena comica italiana: li vollero a Domenica In (1985), al Festival di Sanremo (1987) e dopo si lanciarono anche in progetti propri, con due spettacoli teatrali e anche quella splendida parodia del libro che ha “fondato” la lingua italiana, andato in tv con il nome di “Il Trio in ‘I promessi sposi’“. Avendolo studiato a suo tempo, Alessandro Manzoni non mi ha dato l’idea di essere un buontempone, ma credo che lo spettacolo sarebbe piaciuto anche a lui.

Ma perchè ritirare fuori un mito del passato? Perchè nel presente c’è un trio, provvisorio, che ne sta facendo tornare i fasti.

E’ una formazione tutta romana: al duo composto da Lillo e Greg (al secolo Pasquale Petrolo e Claudio Gregori), si è aggiunta, per molte collaborazioni, Virginia Raffaele. La bella e brava imitatrice, assieme alla coppia comica di vecchia data, sia in radio, sia in televisione, sia (immagino almeno) a teatro, riesce a ricreare quell’aria di stupore e incredibilità che solo il Trio originale riusciva a creare attorno a loro. Le numerose collaborazioni stanno rendendo un sacco, e credo che anche loro sanno di essere una combinazione esplosiva sul palco.

Tutto questo discorso nasce dagli sketch che i tre hanno realizzato a “Fratelli e Sorelle d’Italia“, andato in onda su La7 l’ultima estate per celebrare con la comicità i 150 anni dall’Unità della nostra nazione. Questo che vi metto qui sotto è uno sketch di recitazione andato in onda il 10 giugno.