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Doctor Who: #MissionDALEK

Puntuale come un orologio svizzero – costruito nella parte italiana – ecco la mia proposta per #MissionDALEK, il concorso chiusosi il 16 settembre.
La BBC ha chiesto ai fan di Doctor Who di produrre digitalmente un cort(issim)o di 90 secondi dove viene introdotto l’inizio di un nuovo scontro tra il Dottore e i Dalek, i suoi acerrimi nemici. Il mio non è un corto, e soprattutto non è digitale: ha la forma di un racconto breve, dove è il Dodicesimo Dottore a spiegare sulle pagine del suo Diario dei 2000 anni cosa l’ha portato all’ennesimo scontro con gli abitanti di Skaro.

Più sotto, giusto perchè adoro farmi prendere in giro in più lingue, è presente la traduzione in inglese.

Peter Capaldi Doctor Who

IL CLUB DI MAGIA

Firenze, 19 settembre 1612

È impossibile! Non posso credere di non essermene accorto! Non riesco a capire come lei abbia fatto e odio non capire. E non sopporto essere ingannato da chi usa trucchetti.

Sono costretto ad interrompere le mie discussioni private con Galileo Galilei. Avevo deciso di ricominciare la ricerca di Gallifrey partendo dai primi studi scientifici terrestri sull’universo, per vedere se potevano darmi qualche nuova intuizione. Galileo arriva in ritardo, ansimando e gesticolando come solo gli italiani e la tribù Raskee del pianeta Nomeron sanno fare. Tra un respiro e l’altro riesce a dire: “C’è tanto di quel trambusto in città! Hanno appena commesso un furto”.
Infastidito gli dico: “Avranno preso una cassa di legumi o un quadro. Uno in meno non fa differenza”.
“No” risponde Galileo, ancora col fiatone “molto di più: sono i vecchi progetti della Cupola di Brunelleschi a Santa Maria Novella”.
“Quei progetti? I nostri progetti???”. Incrociando le sopracciglia scatto in piedi e mi fiondo giù dalle scale, sentendo in lontananza Galileo che urla: “Cosa vuol dire nostri? Dottore, questa non me l’hai ancora raccontata!”.

Sento un vociare verso la piazza del mercato e lì trovo almeno due dozzine di persone agitate che inneggiano al furto e al disonore. Prendo da un banco una cassa di legno vuota, mi metto di fronte a loro e preparo la caccia al ladro.
“ZITTI!”, e tutti mi fissano stupefatti. “Dobbiamo recuperare quei progetti. Non possono portare via una cosa così inestimabile”.
Parla subito un uomo con abito rosso acceso dalle trame orientali, avvolto da una mantella nera: “Vengo proprio dal Duomo ed ho visto movimenti strani in direzione degli Uffizi”.
“Mi piace il tuo spirito di osservazione, voglio gente sveglia. Tu vieni con me, gli altri vadano a coppie nelle altre direzioni”.
Scendo dalla cassa e mi faccio guidare per il primo pezzo dall’intraprendente uomo: dall’aspetto ha l’aria di un mercante che deve averne passate molte, ma è ancora agile nei movimenti. Girato il primo angolo estraggo il cacciavite sonico per analizzare l’aria intorno in cerca di qualcosa di utile. Le fessure dietro a cui si nascondono i suoi occhi si spalancano, tra lo stupito e lo sconvolto: “Da dove l’hai tirato fuori?”.
“Un mago non rivela mai i suoi trucchi!” rispondo, facendo riferimento al mio look da prestigiatore. “Ora a sinistra”.
Mi incammino verso il ponte, con il cacciavite che continua a dare un segnale intenso ma offuscato.
“Hai altri trucchi come quelli?”
“Zitto, non mi serve un navigatore GPS che mi dice dove andare. Basta il mio cacciavite”.
“Ok, nemmeno io sopporto quella voce robotica”.
L’uomo ora sembra aver capito che non è il momento delle domande e senza fiatare tiene serrato il mio passo.

Attraversiamo Ponte Vecchio e il segnale è sempre lo stesso: “C’è qualcosa che non torna! Possibile che il cacciavite sonico abbia problemi?”.
Gli do due colpetti, lo riaccendi e “Guarda!”: l’uomo mi indica i due lati del ponte.
Cybermen? Qui? In quest’epoca?
“Ci mancavano questi inutili ferri vecchi!”. Con il braccio metto dietro di me il mercante e punto contro ai cinque alla mia sinistra il cacciavite e rallentano la loro marcia ad armi spianate. Dal lato opposto sento gli altri quattro esclamare: “MISSY VUOLE I PROGETTI! PRENDERE I PROGETTI!“. La loro voce robotica mi fa pensare ad altri problemi: ancora il Maestro! Dopo avermi mentito sulle coordinate di Gallifrey prova ancora a mettermi i bastoni tra le ruote.
Voglio girarmi per contrastare gli altri Cybermen, ma ecco cosa non mi tornava!
“Tu come fai a sapere cos’è un GPS???”.
Non faccio in tempo a voltarmi che l’uomo da sotto il mantello estrae… una bacchetta magica! Il mercante col mantello nero si lancia sui Cybermen che sto contrastando e con un ramo nodoso da 25 centimetri proietta una luce rossa brillante che blocca i nemici.
“Teniamoli lontani! Non possono prendere i progetti di Brunelleschi”.
“Significa che li hai sempre avuti tu? ”
“Però, perspicace!” dice il mercante con un tono sarcastico, scostando il mantello e mostrandomi i progetti che sbucavano da una sacca.
“Perchè ti sei mostrato e non sei fuggito?”.
“Non mi hanno mai visto in città. Se fossi scappato da solo avrei attirato l’attenzione su di me”.
Per il momento sono più sicuri in mano sua i progetti, i Cybermen e Missy sono una minaccia più grave al momento.
PRENDERE I PROGETTI!” continuano ad urlare quelle noiose lattine a due gambe, che nonostante i nostri sforzi guadagnano terreno e continuano a sparare qualche colpo deviato dai nostri dispositivi. Chiusi sempre più sul bordo libero del ponte, l’unica salvezza sembra il fiume, anche se i progetti si distruggerebbero in acqua. Non posso chiamare il TARDIS perché dovrei lasciare i Cybermen all’uomo col mantello e non resisterebbe abbastanza a lungo per far venire la mia cabina blu. Quando penso che le acque dell’Arno siano l’unica soluzione, ecco che da dietro di noi sta per transitare una barca con un carico di ortaggi.
Una delle mie precedenti rigenerazioni perderebbe tempo con discorsi sconclusionati, prendendosi i meriti per l’arrivo dell’imbarcazione e aggiustandosi il cravattino. Io mi giro verso la brutta copia di uno dei personaggi di Harry Potter: “Al mio tre ci buttiamo di sotto”.
“Sei matto? I progetti andrebbero persi!”.
“I miei progetti, prego! Le ore che ho passato per convincere Brunelleschi ad usare il metodo a spina di pesce mi permettono di scegliere che fine fargli fare”.
“Non esiste che io mi but-”
“TRE!”

Scavalco il bordo e salto nel vuoto che mi separa dall’imbarcazione, con i Cybermen che continuano a spararci contro. Con la coda dell’occhio vedo che anche l’uomo-mantello mi segue ed entrambi atterriamo su un cassone di cavolfiori. Odore terribile, ma almeno siamo salvi e spariti alla vista dei Cybermen, che da sopra il ponte non sanno più dove rivolgere le loro minacce. Mi giro brandendo il mio cacciavite sonico e puntandolo verso il mercante sconosciuto per riprendermi il dovuto, ma lo trovo riverso, quasi senza respiro. Provo a scuoterlo e noto un foro di bruciatura nel mantello, così come sul suo vestito e sulla sua pelle. Giro il suo corpo e lo posiziono appoggiato ad una cassa. È cosciente.
“Mi spiace. Finire per mano di un Cyberman non è una fine desiderabile… Almeno i progetti saranno in mani sicure”. L’uomo a fatica alza la mano di fronte a sè, punta l’indice in alto e lo agita a destra e sinistra.
“Non oggi…! ” dice a mezza voce, mutando poi il ghigno divertito apparso sul suo volto in una maschera di sofferenza, seguito da un bagliore scaturito dal suo corpo.
Ecco la conoscenza del GPS! Ecco la bacchetta luminosa! È UN SIGNORE DEL TEMPO!
Mi allontano di due passi e mi copro il volto con un braccio per la luce intensa che emette durante la rigenerazione.

Nel riaprire gli occhi lo trovo già in piedi, a prima vista più basso della sua versione precedente ed infagottato nei suoi vestiti. Con le mani si libera il volto coperto dagli abiti e con un aspetto molto meno raggrinzito di prima. A grandi respiri affannati e con voce più acuta comincia a tastarsi il nuovo corpo: “Guardiamo un pò: braccia due, gambe due, volto tutto a posto, testa… questo cos’è? Capelli lunghi e mori e… Aspetta aspetta…”.
L’uomo-mantello pressa le sue mani sul petto e urla di gioia: “BINGOOO! Un’altra volta donna! Ok… Ehi bel fusto, perché mi fissi?” domanda fissandomi con uno sguardo divertito.
“Ma chi DIAVOLO sei?” esclamo, sempre più sorpreso di trovarmi di fronte qualcuno della mia razza. La donna mi squadra da capo a piedi.
“Ora che ti vedo meglio non sei così male! Ma purtroppo devo andare”. Estrae da sotto il mantello la sua bacchetta di legno, la prende le estremità e la racchiude tra le mani; riaprendole compare una bacchetta da prestigiatore, nera con le punte bianche.
“Bacchetta sonica! Ti piace?” dice rivolto a me, che continuo a guardare la scena ancora più stupito. E lo divento tanto da sobbalzare quando punta la sua bacchetta contro di sè e, allo scintillare di una luce rossa, trasforma il suo abbigliamento: stivali neri sopra al ginocchio, calze a rete, body nero, camicia bianca, panciotto e papillon gialli e giacca da frac nera.
Mi sblocco e riesco a parlare: “Io sono il Dottore. Chi sei e come fai a fare tutte queste cose?”.
“Ah, roba da niente! Solo qualche trucchetto imparato qua e là” dice mettendo la mano dietro la schiena e tirandone fuori un paio di orecchie da coniglio bianche. “D’altro canto, citandoti…” sorride infilandosi le orecchie in testa “Il Mago non rivela mai i suoi trucchi!”.
“Ho sentito solo parlare di alcune tue azioni in passato, tutte molto discutibili. Ora dammi i progetti della cupola”. Gli tendo la mano in attesa che mi renda tutti gli incartamenti.
Il Mago fa una risata e risponde: “Non ci penso proprio! Sto per mettere le mani su qualcosa di veramente interessante, che mi permetterebbe di fare un numero di magia straordinario. Mi spiace, ma devo chiudere la mia trattativa con gli abitanti di Skaro! Sono curiosa di sapere cosa devono creare con questa forma”.
“No! Non hai idea di cosa stai facendo! NON LO FARE!”. Faccio per lanciarmi su di lei, ma dopo il primo passo mi fa l’occhiolino e mi saluta con un “Bye bye Dottore!”, digitando un tasto del Manipolatore di Vortice che porta al polso e sparendo.

Rimango immobile in piedi, sui cavolfiori sparsi sul ponte della barca. La cupola di Brunelleschi come riferimento per creare le armature dei Dalek. Un Signore del Tempo che li ha aiutati. Devo risolvere questo problema.
Arriva il capitano dietro di me, piuttosto arrabbiato. “Che cos’è tutto questo trambusto?”.
“Il pessimo inizio di una nuova avventura”.

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Peter Capaldi Doctor Who

THE MAGIC CLUB

Florence, September 19, 1612

It’s impossible! I can not believe I didn’t see it! I can not understand how she did it and I hate not to understand. And I can not stand being deceived by those who use tricks.

I am forced to interrupt my private discussions with Galileo Galilei. I had decided to start over the search for Gallifrey starting from the first terrestrial scientific studies of the universe to see if they could give me some new intuition. Galileo arrives late, gasping and gesticulating as only Italians and the tribe Raskee from planet Nomeron can do. Between one breath and the other he says: “There is such a turmoil in town! Someone have just committed a theft.”
I tell him annoyed: “They’ll have took a crate of vegetables or a painting. One less makes no difference.”
“No” answers Galileo, still out of breath “much more: they’re the old projects of Brunelleschi’s dome in Santa Maria Novella”.
“Those projects? Our projects???”. Crossing my eyebrows I stand up and sling me down the stairs, hearing in the distance Galileo screaming: “What does it mean our? Doctor, you haven’t recount me this story yet.”

I hear a shout from the market place and there I find at least two dozen people agitated, blaming theft and dishonor. I take from a stand an empty wooden crate, I stand before them and prepare the thief hunt.
“SHUT UP!”, and all staring at me baffled. “We have to recover those projects. They can not take away something so priceless”.
A man with a bright red dress with eastern weaves wrapped in a black cloak talk straight: “I come from the Duomo and I’ve seen strange movements in the direction of the Uffizi”.
“I like your sense of observation, I want sharp people. You come with me, the others go in pairs in the other directions”.
I get off the crate and I do drive to the first meters from the enterprising man: he has the look of a merchant which must have been through a lot of things, but he’s still agile movements. Turned the first corner I extract the sonic screwdriver to analyze the air around for something useful. The slits behind which hide his eyes open wide, between the surprised and shocked: “Where have you pulled it out?”.
“A magician never reveals his tricks!” I reply, referring to my clothing. “Now to the left.”
I start walking towards the bridge, with the screwdriver that keeps on giving a strong signal but clouded.
“Do you have other tricks like those?”
“Shut up, I do not need a GPS navigator that tells me where to go. My screwdriver is enough”.
“Ok, even I hate that robotic voice”.
He now seems to have realized that it’s not time for questions and without a word he tighten my pace.

We cross Ponte Vecchio and the signal is always the same: “There is something strange! Is it possible that the sonic screwdriver has problems?”.
I give him two taps, lighted it again and “Look!”: the man show me the two sides of the bridge.
Cybermen? Here? In this age?
“There are also these useless scrap heap”. I put the merchant behind me with my arm and point the screwdriver against the five on my left, slowing their march at gunpoint. On the opposite side I hear the other four exclaim: “MISSY WANTS PROJECTS! TAKE THE PROJECTS!“. Their robotic voice makes me think to other troubles: the Master! After lying to me about the coordinates of Gallifrey, she tries again to put a spoke in my wheels.
I want to turn around to counter the other Cybermen, but here’s what I don’t understand!
“How do you know what a GPS is???”.
I haven’t time to turn around that the man from under the mantle extracts… a magic wand! The merchant in the black cloak tips the Cybermen I was counteracting with a gnarled branch from 25 cm projecting a bright red light that slows enemies.
“Let’s keep them away! They can not take the Brunelleschi’s projects”.
“It means that you’ve always had them?”
“Perspicacious, I’d say!” the merchant said with a sarcastic tone, pushing the cloak away and showing me the projects sticking out of a bag.
“Why do you show up and not run away”.
“No one ever see me in town. If I had run away alone I would capture the attention on me”.
For the moment the projects are safer in his hands, the Cybermen and Missy are a more serious threat at the time.
TAKE THE PROJECTS!” continue to scream those boring two-legged cans, that are gaining ground and continue to fire a few shots deflected by our devices despite all our efforts. Closed more and more on the free edge of the bridge, the only salvation seems the river, even though the projects would be destroyed in water. I can not call the TARDIS because I should leave the Cybermen to the man with the mantle and he wouldn’t stand long enough to bring in my blue box here. When I think that the waters of the Arno are the only solution, a boat with a load of vegetables is going to pass behind us.
One of my previous regenerations would lost time with rambling speeches, taking credit for the arrival of the vessel and adjusting his bowtie. I turn to the draft of a Harry Potter’s character, “We throw below at my three”.
“Are you crazy? The projects would be lost!”.
“My projects, please! The hours I spent to convince Brunelleschi to use the herringbone method allow me to choose their end”.
“There’s no way I thro-”
“THREE!”

I step over the edge and jump into the void that separates me from the boat, with the Cybermen shooting against us. From the corner of my eye I see that the cloak-man follows me and both land on a box of cauliflower. Terrible smell, but at least we are safe and disappeared at the sight of the Cybermen, which from above the bridge does not know where to turn their threats. I turn brandishing my sonic screwdriver and pointing it at the unknown merchant to recover the due, but I find it lying, almost breathless. I try to shake him and notice a burned hole in the mantle, as well as on his dress and his skin. I turn his body and position it leaning against a crate. He’s conscious.
“I’m sorry. Perish by a Cyberman hand is not a desirable end… At least the projects will be in safe hands”. The man barely raises his hand in front of him, points the finger at the top and shake it left and right.
“Not today…!” he says in a low voice, then changing the amused grin appeared on his face in a mask of pain, followed by a glow flowed from his body.
Here’s the knowledge of GPS! Here’s the lighting wand! HE IS A TIME LORD!
I make two steps back and cover my face with an arm because of the bright light that he emits during his regeneration.

I open my eyes and I find him already up, lower of its previous version at first sight and bundled up in his clothes. He frees his face covered by clothes and looks far less wrinkled than before. With great gasps and with a higher voice he starts patting the new body: “Let’s look here: two arms, two legs, face all right, head … what is this? Long and black hair and… Wait, wait… “.
The cloak-man presses his hands on his chest and shouts of joy: “BINGOOO! A woman again! Okay … Hey big guy, why are you staring at me?” he ask staring back with an amused look.
“Who the HELL are you?” I exclaim, increasingly surprised to find myself face to face with someone of my race. She looks me up from head to toe.
“Now that I see you better, you’re not so bad! But unfortunately I have to go”. She pulls out from under the cloak the gnarled branch, take the ends of it and encloses in his hands; when she open the hand it appears a magician’s wand, black with white tips.
“Sonic wand! Like it?” she says to me, while I keep watching the scene even more amazed. And I even startle when she points her wand at herself and turns her clothing at the sparkle of a red light: blacks over the knee boots, fishnet stockings, black body, white shirt, yellow waistcoat and bowtie and black tailcoat.
After an infinte number of tentatives, finally I can talk: “I am the Doctor. Who are you and how do you do all these things?”.
“Ah, easy stuff! I’ve just learned a few tricks here and there” she says putting his hand behind his back and pulled out a pair of white bunny ears. “On the other hand, quoting you…” she smiles putting the ears on her head “The Magician never reveals her tricks”.
“I’ve only heard talk about your actions in the past, all very questionable. Now give me the projects of the dome”. I hold out my hand waiting for all the papers.
The Magician laughs and reply: “No way! I’m going to get my hands on something really interesting that would allow me to make an extraordinary number of magic. I’m sorry, but I have to close my negotiation with the inhabitants of Skaro! I’m curious to know what they have to create with this form”.
“No! You have no idea what you’re doing! DON’T DO IT!”. I try to throw on her, but after the first step she winks at me and greet me with a “Bye Bye Doctor!”, typing a key of the Vortex Manipulator that leads to her wrist and disappearing.

I remain motionless standing on cauliflower scattered on the deck of the boat. Brunelleschi’s dome as a reference to create the armor of the Daleks. A Time Lord who helped them. I have to solve this problem.
The captain of the ship comes behind me rather angry. “What is all the fuss?”.
“A really bad start for a new adventure”.

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Vynil Sellout – Settembre 2014

Ha inizio con oggi il nuovo corso di questo blog.
Come il TARDIS “vero”, da fuori manterrà lo stesso aspetto, mentre dentro farò un pò di arredo. Togliere le ragnatele dai muri, riverniciare un pò, spostare qualche mobile e il gioco è fatto.

Eccoci qua quindi, in questo nuovo spazio! Per la precisione, nel Vynil Sellout.
Un appuntamento fisso ogni ultima domenica del mese, dove presenterò tre canzoni di qualsiasi genere che voglio consigliarvi per i più svariati motivi: perchè sono straordinarie, perchè fanno parte di un progetto interessante, o perchè fanno talmente schifo che dovete sentirle per capire che non ascolterete mai niente peggio di quello.

Partiamo quindi con la prima tripletta!

Vinili, scritte con linee di troppo... Tutto molto hipster!

Vinili, svendite, scritte con linee di troppo… Tutto molto hipster!

1. The Trouble – Pogo
Cominciamo con il progetto di Pogo, deejay australiano che dal 2007 realizza dei “collage musicali”. Prende le traccie audio di film, telefilm, cartoni animati, così come voci e rumori che trova per strada, e le mette insieme su una base melodica per realizzare canzoni. E’ stato anche assoldato direttamente dalla Disney/Pixar per un progetto simile legato al film “Up“.
La canzone che voglio proporvi è un mix di diverti film della Disney: Peter Pan, Mary Poppins, Alice nel Paese delle Meraviglie, Aladdin e La Sirenetta, mescolate insieme per una canzone trasognata e rilassante.

2. Take Ü There – Jack Ü feat. Kiesza
Credo di poter dire che questa canzone “setta il trend” della musica elettronica. Per gli estranei dei linguaggi gergali dei quali spesso mi approprio senza le dovute precauzioni: questa canzone definisce in quale direzione evolverà la musica elettronica nei prossimi 6 mesi circa. E’ una mia opinione, ma validamente supportata da molti degli esperti del settore.
Jack Ü, nome d’arte dei due deejay e produttori di fama internazionale Diplo e Skrillex, hanno messo in piedi questa collaborazione e il primo prodotto è stato “Take Ü There“. All’inizio può sembrare una qualsiasi canzone elettronica, ma la contaminazione trap mette in risalto nuove sonorità che, inevitabilmente, influenzeranno e non poco la scena elettronica.
In più, Kiesza ha una voce della madonna.

3. Stay High (Habits Remix) – Tove Lo ft. Hippie Sabotage
Dal nome (o meglio, dalla lunghezza) può sembrare una di quelle tamarrate estive mezze latinoamericane. In realtà è tutt’altro, ma meglio andare in ordine.
L’estate 2014, checché ne dica Studio Aperto, è stata senza tormentone estivo. E dire che c’è stato pure i Mondiali di calcio Brasile, che di solito aiuta abbondantemente questa selezione naturale di brani orecchiabili e ballabili. E’ stata un’estate con molte canzone apprezzabili che si sono spartite equamente i passaggi radiofonici e nelle balere dello Stivale, e il bello di questo è che anche canzoni di tono minore hanno potuto facilmente farsi spazio e mettersi in luce.
Una di queste è appunto la canzone di Tove Lo, graziosa cantante svedese che ha pubblicato la canzone “Habits” nel 2013 e quest’anno è uscito il remix, sbarcato da noi giusto questa estate. Questo pezzo potrebbe essere considerato come un lento dei giorni nostri, che se lo metti in discoteca le coppiette rimangono sole al centro a ballare stretti stretti.
Ma al giorno d’oggi, poi, dove sono sparite le coppiette in discoteca? Questo è un problema che affronteremo un’altra volta…

Cover of the Week #6 – “Drunk In Love” di Ed Sheeran

L’appuntamento ormai fisso della domenica del TARDIS è qui. Il sesto incontro con il Cover of the Week ha inizio!
Venite ad ascoltare la cover che vi consiglio questa settimana.

ed-sheeran-beyonce

La mia scelta è ricaduta su un giovane cantautore da poco esposto al palcoscenico mondiale e che sta ricevendo tanti complimenti. Parlo di Ed Sheeran: ragazzo inglese affacciatosi nel mondo della musica nel 2005, a soli 14 anni, e che con tanta tenacia è riuscito a conquistarsi da solo un’enorme fetta di pubblico, fino ad essere avvicinato da Pharrell Williams che ha prodotto il suo ultimo album.
Si trova qui in questa rubrichetta per la sua cover di “Drunk In Love“, canzone recente di Beyoncé. Mi sembra piuttosto inutile parlarvi della cantante americana più famosa degli ultimi anni, che insieme al marito rapper Jay-Z sono la coppia del momento e da poco hanno anche iniziato un tour insieme.

 

Cliccate qui per ascoltare il brano originale, mentre per la cover trovate il video qui sotto.

2012 in review

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 6.000 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 10 years to get that many views.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Sì, folletti…adesso Babbo Natale ha preso in appalto l’elaborazione delle statistiche di WordPress!
Cavolate a parte, spero per voi sia stato un buon 2012, anche con i miei blog post. E auguro a tutti un buon 2013!
BUON ANNO DAL TARDIS!!!

It’s a police box. Can’t you read?

Giovedì sera (23/02) si è conclusa la sesta stagione di Doctor Who su Rai 4. Una serie a dir poco emozionante, che l’attesa di 5 mesi non ha fatto altro che aumentare. Cercando di non anticipare nulla a chi non l’ha ancora vista, mi sento di stilare una piccola lista di pro e contro di questa stagione, al di là della lista eccellente come le precedenti.

PRO

  • Nemici diversi dai classici: tanti nuovi nemici sono apparsi in questa stagione, su tutti il Silenzio, il nemico principale. E’ decisamente temibile, soprattutto l’organizzazione che ne tira le fila, e sarà interessante vedere se nella prossima stagione il Dottore riuscirà a metterli ko.
  • River Song: finalmente si è chiarito chi sia! Anzi troppo, perchè praticamente abbiamo scoperto nascita, crescita e matrimonio (la morte la conosciamo già dal 10° Dottore). Il personaggio non ha fatto che aumentare di spessore, e la sua storia personale gli ha conferito anche una certa emotività che non era trasparita nelle sue precedenti apparizioni.
  • Amy & Rory: i migliori compagni che abbiano mai affiancato il Dottore. Già quando Amy Pond viaggiava senza il marito era il massimo, perchè tra tutte le compagne era la più sveglia e senza timore reverenziale. Ora col consorte Rory Williams ha aggiunto una dinamica di coppia che allo stesso tempo coinvolge e segna la distanza con il Dottore.
  • Il TARDIS: o dovrei dire Sexy, come la chiama il Dottore. L’episodio in cui lo “spirito” della cabina entra in un corpo e prende vita, ai confini dell’universo, è uno dei migliori della sesta stagione; si riesce così a comprendere il profondo legame che lega la macchina del tempo con il suo proprietario, come una infinita storia d’amore.

CONTRO

  • Troppi nemici diversi dai classici: in effetti è stato anche un pò la debolezza di questa serie. Nemici storici come Daleks, Cybermen, Sontaran e Weeping Angels sono stati ridotti a una comparsa. Un pò una mancanza dal mio punto di vista, di personaggi che spero di rivedere protagonisti presto.
  • Finale un pò confusionario: alla fine si riesce a tirare le somme, ma farlo è un pò contorto. La non linearità della storia finale è molto apprezzabile, ma il passaggio da un mondo all’altro ha reso poco chiara una questione: ma il Silenzio è stato battuto per sempre o trama ancora nelle profondità della terra? La risposta: trama ancora.
  • Distribuzione degli episodi: credo sia un aspetto puramente personale. La scorsa estate mi son visto dalla prima alla quinta serie tutte di un fiato, con una puntata al giorno. Vederne due a sera e poi altre due una settimana dopo ha un pò spezzato il ritmo e la tensione della storia.

Ripeto: al di là di questa semplice lista, la stagione è stata fantastica e mi è veramente piaciuta, con lo sviluppo di tutte le storie veramente ben orchestrato.
E tenendo il riferimento musicale, ecco qui il video promozionale che il quarto canale della Rai ha usato per promuovere la serie, con il tormentone dell’ultimo autunno, “Levels” di Avicii.

Worlds In Time

Chi non si è mai immaginato almeno una volta, da bambino, a lottare per la salvezza di un pianeta? Per chi è appassionato, come me, del Doctor Who credo che almeno una volta gli sarà passato per la testa. E avrà certamente scoperto anche lui questo fantastico gioco on line, creato dalla BBC e basato sulle avventure del Dottore, dove in prima persona devi avventurarti per i vari mondi e salvare l’universo, volta per volta, da uno dei tanti nemici incontrati nella serie.

In Doctor Who: Worlds In Time si può scegliere tra 4 razze per creare il proprio personaggio, e una volta impugnato il proprio cacciavite sonico si può cominciare ad affrontare tutte le razze aliene (Daleks, Cybermen, Weeping Angels solo per nominare i più terrificanti). Il TARDIS porterà in giro te e altri tre giocatori, che possono essere sia controllati dal computer sia persone da chissà quale parte del mondo, e insieme riparare circuiti, hackerare computer, bloccare porte, aprire lucchetti, e ovviamente tenere a bada i cattivi. Un MMORPG (Massively multiplayer online role-playing game) giocabile da qualsiasi persona, da chi segue il Dottore da sempre a chi non l’ha mai sentito nominare.

Potete iniziare subito a giocare cliccando QUI e immergervi così in pieno nelle avventure del Dottore e di…beh, il resto è SPOILER! 😉

2 pounds, Darling!

Potevo trovare un titolo migliore, ma direi che questo caratterizza abbastanza l’argomento.

Londra, la città dove spendere è un piacere! (Forse era meglio questo come titolo…) O meglio, dove i soldi per i servizi sono ben spesi, anche se sono abbastanza cari.
Mezzi di trasporto efficientissimi, mai aspettato più di 5 minuti per un bus o per una metro, anche se il continuo “Mind the gap” dopo un pò dà alla testa. Luoghi pubblici sempre in ordine, locali organizzati e puliti. Ok, non tutti: i kebabbari delle ultime due sere su questo lasciavano un pò a desiderare. Personale di negozi e servizi privati sempre educati e rispettosi, oltre che preparati. Mai visto albergatori, commessi, guide migliori di quelle viste negli ultimi giorni. Dai commercianti di Camden Town ai commessi di Harrods, dalle guide del tour all’Emirates Stadium agli operai importunati per le indicazioni stradali.
Senza contare che è una città dalla storia affascinante, dimostrata in pieno dagli edifici che la compongono. Il medioevo, l’età vittoriana, la seconda guerra mondiale, le rivoluzioni industriali fino agli ultimi decenni, tutti frullati in una città che ha comunque lo spazio per ampie distese di prati e tranquillità.
Insomma, anche se un pò cara, Londra è una città in cui decisamente voglio tornare a visitare!

“E il titolo del blog, che vuol dire?” Giusto.
Il titolo è la risposta che la gentilissima e disponibilissima (oltre che simpaticissima) commessa del
The Who Shop mi ha dato quando le ho chiesto il prezzo di un portachiavi a forma di TARDIS! Che ovviamente, non ho potuto desistere dal comprare.
In fondo, sono solo 2 pound!

Last of the Time Lords

Disegno che ritrae l'11° Dottore (Matt Smith) col suo cacciavite sonico.

Dopo la breve parentesi che mi sono concesso con l’ultimo post (tra l’altro non sono nemmeno andato a Inter – Chievo -.-‘ ), rientro sui binari e vi parlo di chi è il Dottore.

Il Dottore è il protagonista della serie televisiva britannica “Doctor Who“, la più longeva fra quelle fantascientifiche, con una permanenza sugli schermi che dura dal 1963, con una interruzione tra il 1989 e il 2005.
Per spiegarvi bene il personaggio del Dottore, faccio di nuovo affidamento a Wikipedia:

“Il misterioso Dottore è un extraterrestre, un Signore del Tempo, presunto ultimo superstite del pianeta Gallifrey, che compie viaggi spazio-temporali a bordo del TARDIS.
I Signori del Tempo assomigliano molto agli esseri umani, ma la loro fisiologia differisce in alcuni aspetti chiave: il Dottore ha due cuori, un sistema respiratorio di esclusione che gli permette di respirare senza aria e una temperatura corporea interna di 15-16 gradi centigradi. Ha inoltre una resistenza agli effetti temporali, così come alcune abilità telepatiche.
Periodicamente, allo scadere del suo ciclo vitale o in caso di morte violenta, si rigenerano in un nuovo corpo per un massimo di dodici rigenerazioni. Al momento il Dottore si trova nella sua undicesima incarnazione, avendo subito dieci rigenerazioni, avvenute per cause naturali (dal primo al secondo dottore) o accidentali (dal terzo all’undicesimo).”

Bel personaggino eh? Questo è uno dei motivi che mi ha convinto a seguire la serie, oltre al fatto che ogni puntata si svolge in un luogo e tempo diverso, passando dalla distruzione di Pompei nel 79 d.C. a una Gran Bretagna del 29° secolo fluttuante nello spazio. E anche la presenza di uno o più compagni di viaggio terrestri, spesso femminili, che riescono ad animare ancora di più la situazione, come se i nuovi o vecchi nemici che si ritrova ad affrontare il Dottore in ogni episodio non fossero abbastanza! Ma tanto il Dottore, con il suo cacciavite sonico, risolverà sempre (o quasi) la situazione!

Time And Relative Dimension In Space

TARDIS Doctor WhoSe qualcuno non sa cosa voglia dire il nome del blog, vada a leggersi le Info! Se non c’ha sbatti, può pure continuare a leggere questo post.

Per facilitarmi il compito, prendo in prestito la definizione di Wikipedia:
“Il TARDIS (Time And Relative Dimension In Space, ovvero “tempo e relativa dimensione nello spazio”, volutamente ambiguo) è il veicolo del Dottore e costituisce una delle tante creazioni dei Signori del Tempo, razza di cui l’ultimo esponente è il Dottore. Il TARDIS però non è una macchina, non completamente almeno: il Dottore infatti afferma che i TARDIS venivano “allevati”, ed in più si parla del fatto che il TARDIS abbia una “propria volontà”. Il TARDIS ha la capacità di viaggiare in qualunque epoca e luogo. È il veicolo e l’abitazione del Dottore, che ama girare l’universo e la storia in lungo e in largo a bordo di esso. La principale caratteristica che rende famoso il TARDIS è il fatto che le sue dimensioni sono illusorie: infatti l’interno è enorme, mentre l’esterno è quello di una cabina telefonica d’emergenza della polizia britannica degli anni sessanta. Tale aspetto è causato dal malfunzionamento del Circuito Camaleonte, che normalmente dovrebbe alterare l’aspetto del TARDIS per mimetizzarlo in qualunque luogo vada.”

Interessante vero? Ma ora vi chiederete: chi è il Dottore?
Abbiate un pò di pazienza: sarà l’argomento del prossimo post!