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Vynil Sellout – Dicembre 2015

Ecco il Vynil Sellout di dicembre, l’ultimo per questo 2015.

Per chi si aspetta un meglio dell’anno appena passato, se lo scordi! La musica è in continua espansione e così questa rubrica: altre 3 nuove canzoni, accompagnate dalle loro storie e dai loro segreti.

Curiosi di scoprire la tripletta di questo mese? Andiamo a scoprirla!

Vynil Sellout 99 Souls Otto Ohm J Cole

 

1- The Girl Is Mine – 99 Souls ft. Destiny’s Child & Brandy
Negli ultimi mesi la musica elettronica, in un discreto numero di suoi sottogruppi, sta riscoprendo gli anni ’90. Molte sono le produzioni, remix o campionamenti che pescano a piene mani da quel decennio musicale che ci ha lasciato tanto tra cui le Destiny’s Child.
Non è solo il gruppo canoro che ha lanciato la carriera di una certa Beyoncé, ma anche quello che ha dato una grossa spinta al movimento R’n’B negli USA facendolo diventare il genere di riferimento a cavallo tra i due secoli. Se alla traccia audio della loro “Girl” ci aggiungete quella di “The Boy Is Mine” delle meno internazionalmente famose Brandy & Monica e servite tutto su una base house dal ritmo irresistibile ed ottenete “The Girl Is Mine“, la traccia che ha esposto il duo britannico 99 Souls alla luce del sole.

2- Come L’ultimo Giorno – Otto Ohm
Una delle mie scoperte recenti, per la quale devo ringraziare il mio costante ascolto di Radio Deejay. L’assurdo è che la scoperta avviene 18 anni dopo la fondazione della band: questo gruppo italiano è nato nel 1997 ed ha inanellato una serie di premi che molti gruppi nati e morti in questi anni.
Il piglio della canzone, secondo singolo estratto dall’ultimo album “Boxer“, è decisamente reggae con sullo sfondo le chitarre elettriche che imperversano e rendono il brano ancora più travolgente.
Se sono curioso di sentire altro loro materiale? Decisamente sì!

3- G.O.M.D. – J. Cole
Traccia numero 8 di “2014 Forest Hills Drive“, album uscito 12 mesi fa, la traccia della canzone è la classica ostentazione dei rapper ad elevarsi al di sopra dei colleghi dissimulando minacce. Ma se non fosse così?
In effetti così non sembra, anche se gli elementi citati sopra ci sono tutti. Osservando il video si vede come il rapper 30enne, schiavo di una piantagione del sud degli Stati Uniti e poco amato dai “colleghi” per un certo livello ha raggiunto nella magione, guidi la rivolta al potere e la conquista della libertà. Da qui la chiave di lettura potrebbe cambiare e rivolgersi agli ascoltatori come un nuovo leader del genere musicale, con le proprie idee e disposto a trainare chi lo voglia seguire.
Sarebbe anche una buona giustificazione per il titolo: l’acronimo di “Get Off My D**k“.

Fantasy Kit Design – Stati Uniti

A meno tre Fantasy Kit dalla conclusione del contest dedicato ai Mondiali, andiamo in Nord America. Scopriamo il Kit Design realizzato per gli

STATI UNITI

Stati Uniti Fantasy Kit Home

E’ quasi impossibile trovare un unico filo conduttore per la maglia degli USA. Nel corso degli anni hanno avuto maglie a strisce verticali, strisce orizzontali, tinta unica e fantasie assurde. Il tutto in ordine piuttosto causale, senza poter determinare un chiaro punto nella storia da cui prendere ispirazione.

Ecco che, da controaltare, si ha accesso alla libera ispirazione, senza canoni da rispettare. Ed è da qui che prende piede l’idea di realizzare una maglia con banda diagonale che potesse essere arricchita da altri elementi. Il template compatto della Umbro ha fatto al caso mio, con la sua banda diagonale che, invece di finire sul fondo, va ad “incastrarsi” sul fianco.

Su sfondo bianco si staglia quindi una fascia blu chiaro, calcata da un disegno “a stelle e strisce” in tutti i sensi, che conferisce identità alla divisa. Colletto e bordomanica bianchi rifiniti di blu, con unico tocco di rosso destinato al logo Umbro. A dare al tutto un ulteriore tocco di americanità ecco, all’interno del colletto, la scritta “Don’t tread on me” ed il serpente, carattesistici di una delle primissime bandiere statunitensi.

Voi che ne pensate di questa maglia?

Top 5 – I migliori dischi del 2013

E siamo alla fine anche di questo anno. Il 2013 è stato pieno di sorprese (come ogni anno del resto, sfido a passare un anno dove non succede nulla!) e dal punto di vista musicale ha regalato moltissimi prodotti di qualità.
C’è modo migliore, se non una bella Top 5, per presentare i migliori dischi di quest’anno? Ovviamente no!
O magari c’è. Ma quando lo presentavano stavo andando a comprare la carta igenica.
Ci stavo coprendo la casa del presentatore.

E’ cosa buona e giusta ripeterlo ogni volta: questa Top 5 è la mia personale! Se avete opinioni diverse potete esprimerle con un commento, ma evitando epiteti gratuiti ed inutili. Anzi vi invito a suggerirmi pubblicazioni di quest’anno che non sono presenti in classifica per sentirle e, perchè no, scriverne qui.
Ma vi dico subito: i Vaiacagar non li ascolto.
Non mi piace la musica folk.

Copertina Clementino Mea Culpa 2013

5°: Clementino – Mea Culpa
Questo album, a mio modo di vedere, è il migliore tra quelli rap nel nostro paese. Sono usciti altri dischi interessanti (Dargen D’Amico, Fabri Fibra, Gemitaiz, Salmo), ma quello della Iena è senza dubbio il migliore. Unisce brani tipicamente hip hop a pezzi con basi morbide, come la hit O’ vient. Stessa hit che lo lancia come nuovo rappresentate della musica partenopea, con quel misto tra italiano e napoletano che lo rende un piezz ‘e core di tutti.
TRACCIA CONSIGLIATA: Fratello (ft. Jovanotti) —> Ascolta QUI

Ellie Goulding Halcyon Days Deluxe Version 20134°: Ellie Goulding – Halcyon Days
In teoria non vale, perchè è un repackaging dell’album del 2012, Halcyon, con qualche canzone in più. Però sono costretto a concedere un permesso straordinario: quelle canzoni in più sono straordinarie!
Devono, perchè meritano, stare dentro questa Top 5. La voce e lo stile della cantante inglese rimangono unici, lei è la sola che può realizzare i brani che fa.
TRACCIA CONSIGLIATA: Tessellate —> Ascolta QUI

Jay Z Magna Carta cover3°: Jay-Z – Magna Carta
Il Signor Beyoncé ha sfornato quello che in gergo viene chiamato “un album della madonna”.
Dentro c’è tutto quello che l’hip hop Made in USA ha da offrire: basi spettacolari, testi e flow da pelle d’oca. Senza parlare delle collaborazioni: Justin Timberlake, Frank Ocean, Rick Ross e non poteva mancare Beyoncé.
Shawn Corey Carter: hai fatto centro.
TRACCIA CONSIGLIATA: Part II (On The Run) (ft. Beyoncé) —> Ascolta QUI

Paramore Paramore 2013 cover cd2°: Paramore – Paramore
Il ritorno che io e milioni di altri fan aspettavamo. Nonostante la partenza di due elementi della band, il gruppo si è rialzato e ha pubblicato un disco che gli dona un’identità indissolubile. Il loro rock si ramifica e abbraccia tutto il mondo musicale. Questa musica E’ i Paramore, e il loro nome usato anche per quello del disco ne è la prova.
E poi c’è la voce di Hayley Williams.
TRACCIA CONSIGLIATA: Part II —> Ascolta QUI

Daft Punk Random Access Memories cd cover1°: Daft Punk – Random Access Memory
Mi spiace, ma non potete dire niente. Se avete sentito solo due canzoni non potete capire l’immensità di questo lavoro discografico. Un album sensazionale, fatto da due mostri della musica, più che elettronica.
Per convincervi, leggete le parole di Giorgio Moroder, apripista negli anni ’70 nell’uso delle nuove tecnologie nella musica e collaboratore in uno dei brani: “Quando sono andato allo studio di registrazione, era tutto pronto e vidi tre microfoni. Mi dissi ‘hanno paura che un microfono non funzioni‘, così chiesi al tecnico: ‘Perchè state usando tre microfoni?‘. Lui disse: ‘Quello sulla sinistra è per i vecchi suoni anni ’60, uno per gli anni ’70 e questo per quelli dei giorni nostri‘. ‘Chi sentirebbe la differenza?‘ e lui disse: ‘Nessuno‘. Così dissi: ‘Perchè Thomas (Bangalter, uno dei due Daft Punk) lo sta facendo?‘. ‘Oh,‘ disse ‘lui sentirebbe la differenza!“.
TRACCIA CONSIGLIATA: Instant Crush (ft. Julian Casablancas) —> Ascolta QUI

 

Come detto in precedenza, attendo i vostri commenti per sapere che ne pensate e quali album si trovano nella vostra personale classifica.
Auguro a tutti un felice anno nuovo, e che ci porti tanta tanta tanta bella musica come nel 2013!

Top 5 – Città da visitare

Sarà il caldo torrido milanese, sarà che quest’anno il massimo di “vacanza” che ho avuto è stare qualche giorno a dormire fuori casa, sarà che il viaggio dello scorso anno a Londra mi ha entusiasmato, sarà che non so di che scrivere, sarà quel che sarà…ma mo vi beccate la mia Top 5 sulle cinque città da visitare assolutamente! (O per lo meno, che io voglio visitare, ma che, sono sicuro, condividerete)

5°: Tirana
La capitale albanese non è di certo una rinomata località turistica, ma ammetto che mi affascina. Quello che mi incuriosisce di questa città è la sua evoluzione: in questi ultimi decenni è cresciuta molto e, con lo sviluppo dell’urbanistica e delle tecnologie, devono affrontare probelmi come la salvaguardia delle zone storiche della città e la protezione della stessa dal sempre crescente inquinamento. Sarebbe affascinante osservare da vicino come Tirana sta affrontando tutto questo e allo stesso tempo ammirare le bellezze di una città molto sottovalutata. E per questo si merita un posto in questa classifica!
Cosa vedere: Castello di Petrela, Cattedrale di San Paolo, Taiwan Center, Piazza Skanderbeg, Torre dell’Orologio, Castello di Tirana, Et’hem Bey Mosque, Tabak Bridge, Dëshmorët e Kombit Boulevard, Dajti Mountain, Kapllan Pasha’s Grave, Tirana New Bazaar, Brari Canyon.

4°: New York
So che non mettendo la Grande Mela al primo posto aizzerò contro di me centinaia di migliaia di lettori (che non ho), ma il motivo di questo quarto posto è molto semplice. Temo quello che per esperienza personale ho rinominato l'”effetto Londra”: essere in una città così grande e con così tante cose da vedere che alla fine o si vedono tutte gustandosele a metà o se ne vedono solo una parte decentemente. Quindi, con buona pace dell’Empire State Building, del Madison Square Garden, della Statua della Libertà, di Central Park e di tutto il resto della città, NY si piazza ai piedi del podio.
Cosa vedere: Statua della Libertà, Central Park, Ground Zero, Ponte di Brooklyn, Empire State Building, Times Square, Broadway, Wall Street, One World Trade Center, Cattedrale di San Patrizio.

3°: Lione
Personalmente, non ho mai amato la Francia, e a dirla tutto nemmeno i francesi. Però Lione mi dà l’idea di uno di quei posti che non ha mai avuto occasione di essere protagonista nella Storia, ma che ha visto tutti i periodi passare e lasciare qualcosa di loro. Romani, medioevo, impero, rivoluzione, Napoleone e due conflitti mondiali: Lione non è mai il fulcro dell’azione, ma è sempre coinvolta e ha sempre avuto la sua parte. Quindi una città ricca di storia e allo stesso tempo una delle più importanti economicamente parlando. Con tutto questo solo come premessa non posso essere indifferente e anche il mio odio per la Francia può essere abbandonato per un pò.
Cosa vedere: Rodano, anfiteatro delle tre Gallie, Place Bellecour, Place des Terreaux, Parc de la Tête d’Or, Torre metallica di Fourvière, Stadio di Gerland, Basilica di Saint-Martin d’Ainay, Cattedrale primaziale di Saint-Jean-et-Saint-Étienne, Palazzo San Pietro, Torre del Crédit Lyonnais.

2°: Sao Paulo
Sono molto affascinato dal Brasile. E’ uno stato che vive con un fortissimo contrasto: da una parte il boom economico, con le città che piantano semi nel cemento dai quali sbucano alti palazzi, e dall’altra la periferia, sempre immersa in una miseria che, messa a confronto col lustro dei centri città, c’è da non crederci. Ovviamente, anche una grande metropoli come Sao Paulo vive di questo contrasto, immersa tra grattacieli e favelas, e se si considera che è la città più vasta e popolosa dell’emisfero australe, si può solo immaginare quante cose ci siano da vedere e ammirare di questa città.
Cosa vedere: Paulista Avenue, Brooklin, Banespa Building, Catedral da Sé, Edifício Copan, Edifício Itália, Mooca, Liberdade, Mercado Municipal, Municipal Theatre of São Paulo, Museu do Ipiranga, Pátio do Colégio, Praça da Sé.

1°: Porto
Se si vuole trovare un filo conduttore tra le prime 3 posizioni, possiamo usare l’economia. Lione, Sao Paulo e Porto sono città fondamentali per i loro rispettivi stati a livello economico, si può dire siano stati il traino per la crescita dei rispettivi paesi. Potremmo dire che è questo che mi attira in Porto: una città che è cresciuta col tempo, e insieme a lei tutto il Portogallo. Oltretutto, come suggerisce il nome, è una città dedita alla navigazione, che si affaccia sul fiume Duoro e sul quale sorgono ponti grandiosi. Una città che incarna in pieno lo spirito dei navigatori, ma che regala molto anche al suo interno.
Cosa vedere: Casa da Música, Avenida dos Aliados, Palacio de Cristal, Casa do Infante, Museu do Vinho do Porto, Torre dos Clérigos, Palazzo della Borsa, Estação Ferroviária de Porto-São Bento, Ribeira, Castelo do Queijo, Cattedrale e Terreiro da Sé, Chiesa di San Francesco, Estádio do Dragão.

Allora? Vi ho convinto a inserire queste cinque città tra le mette dei vostri prossimi viaggi? Voi quali aggiungereste?