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Napoli, Gamba Osaka, Atletico Nacional e quella voglia di anni ’90

Napoli Gamba Osaka Atletico Nacional Logo Fusion

Chi segue le presentazioni delle maglie da calcio in giro per il mondo, sa che in questo periodo escono le squadre di campionati esotici come quelli asiatici o sudamericani. Sarà la voglia di ripescare dal passato, sarà che probabilmente le idee cominciano a scarseggiare, ma alcune delle maglie che iniziano a circolare ci riportano direttamente alle divise degli anni ’90.
Quelle maglie dalle fantasie impensabili (a volte improponibili), colori sgargianti e effetto traslucido a non finire. Roba che se dovesse finire nelle mani di uno stilista di alta moda inorridirebbe.

Roba che a me piace tanto. Ma tanto tanto tanto.

Facciamo un veloce viaggio intorno al globo per vedere le proposte “back to the ’90s” uscite in questi ultimi giorni.

 

1° tappa – Gamba Osaka, J-League
Gamba Osaka shirt maglia home 2014 J LeagueIl giro inizia dal Giappone, dove pochi giorni fa il Gamba Osaka ha presentato le suo nuove maglie firmate Umbro. Classica maglia a righe verticali neroblu per l’ultima squadra nipponica ad aver vinto la AFC Champions League e appena tornata nella massima serie dopo un anno in seconda divisione. Presenti elementi in rosso a simboleggiare la rinascita del club con l’obiettivo di puntare di nuovo a grandi traguardi accompagnati dal motto “Rising G“. Ciò che colpisce è soprattutto la trama, che presenta richiami su tutta la maglia al diamante della Umbro. Decisamente anni ’90.
Gamba Osaka shirt maglia away goalkeeper portiere 2014 J LeaguePer la divisa da trasferta il richiamo si fa ancora più intenso: c’è ancora la trama con il simbolo dello sponsor tecnico su campo bianco, in aggiunta sul lato sinistro prende la colorazione nera e blu, creando un motivo diagonale che si sviluppa verticalmente. Il resto della maglia accoglie dettagli in blu e nero, con il diamante Umbro in rosso. Lo stesso motivo è utilizzato per le tre maglie del portiere (rossa, nera e gialla).
Inter maglia away trasferta 1991 1992Ai più attenti, o semplicemente agli appassionati, queste due maglie possono richiamare alla mente quando il marchio britannico vestiva più di un decennio fa l’Inter. In particolare la maglia away della stagione 1991-92, quando i nerazzurri sfoggiavano una maglia bianca con trama lucida del diamante Umbro alternato al nome della squadra e nella parte alta presentava dei triangoli neri e blu che partivano dalla manica destra e finivano sulla spalla sinistra. Quella era soltanto la prima di moltissime maglie che inondarono i campi della Serie A di fantasie colorate (e spesso non apprezzate).

 

2° tappa – Atlético Nacional de Medellín, Categoría Primera A
Atlético Nacional de Medellín Categoría Primera A Colombia maglia shirt home away casa trasferta 2014Atterriamo in Colombia per vedere le maglie dell’Atlético Nacional, che nel 2013 hanno vinto tutti i trofei nazionali: Torneo Apertura, Torneo Finalización e la Copa Colombia. I biancoverdi sono sponsorizzati dalla Nike, che per il nuovo torneo di Apertura ha previsto un pattern estremamente anni ’90: le strisce bianche sono composte da piccole forme regolari in diverse gradazioni di bianco, che ricreano un perfetto effetto lucido. L’assenza di un bordomanica a tinta unita amplifica questo salto indietro nel tempo e rende la divisa un ottimo omaggio a quei tempi.
Per le trasferte dei Verdolagas, il baffo americano ha mantenuto lo stesso effetto, rimescolando un pò le carte. Le strisce da verticali diventano orizzontali e il colore principale diventa il viola, alternando strisce a tinta unita a quelle coi rettangoli, stavolta in diverse tonalità di viola.
La Nike ha motivato la scelta di questo particolare pattern come un richiamo all’architettura della città di Medellín, ricca di edifici in mattonato a vista. Questo, legato al richiamo agli anni passati, mi fa davvero adorare queste maglie e apprezzare il lavoro degli americani. Ora la domanda da porsi è: vedremo questo pattern anche sulle maglie delle squadre europee?

 

3° tappa – Napoli, Serie A
Napoli quarta maglia Xtreme 2014L’ultima tappa è nel Bel Paese, per una maglia che è tutto tranne che bella. Il Napoli ha presentato la quarta maglia: identica alla seconda con la fantasia militare, alla quale vengono aggiunti l’azzurro e il giallo rispettivamente dalla prima e dalla terza maglia. Così, come se qualcuno avesse pensato che ce ne fosse stato davvero il bisogno di rovinare una maglia già brutta di suo.
L’accostamento alle divise anni ’90 viene dall’ardito accostamento dei colori. Vedere verde scuro, azzurro e giallo insieme non è cosa da tutti i giorni, e probabilmente dieci e passa anni fa si sarebbero visti giusto su una maglia da calcio. Magari quelle del portiere, dove osavano decisamente troppo per i gusti di chiunque.
Napoli quarta maglia Xtreme 2014 Jorginho personalizzazioniLe ragioni che hanno portato alla nascita di questa maglia sono due. La prima è che i partenopei con Macron sono in causa con un’azienda che rivendica lo sfruttamento della fantasia camouflage (come se fosse stata un’azienda ad inventare il mimetico…). La seconda è che la prima mimetica ha avuto talmente tanto successo nelle vendite che De Laurentiis e i suoi amiconi bolognesi hanno pensato bene di tirare su qualche altro soldino. Non tenendo tanto da conto che va bene riciclare, ma anche l’occhio vuole la sua parte. Insomma, anche fare una canoa con le bottiglie di plastica usate è un buon modo di riciclare, ma ce n’è davvero bisogno?

 

Finisce il viaggio per vedere le nuove maglie che ci riportano indietro con la memoria a quando in mezzo al campo si ammiravano i numeri di Roberto Baggio, le reti di Marco Van Basten e le giocate di Lothar Matthäus.

A voi piace questo stile? Lo vedreste bene sulle maglie della vostra squadra del cuore?

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Il Gioco dei Troni

Circa un mese fa, quando ho finito di vedere tutte le serie “regolari” che seguo (Doctor Who, Once Upon A Time, How I Met Your Mother e The Big Bang Theory), ero arrivato alla tipica impasse di un appassionato di serie tv: e mo che mi guardo?
Non essendo fanatico, ho escluso a priori il riguardarmi una vecchia serie da capo dato che preferisco sempre carne fresca a una minestra riscaldata, anche se ce ne sono di ottime. Quindi decido di iniziare una serie della quale ho sempre sentito parlare bene e che mi incuriosiva: Game of Thrones.

La fine.

Noncurante della mia leggera passione per il mondo medievale, ma soprattutto per quella enorme legata ai vessilli, i colori e le fazioni di quel genere di mondi fantasy, ho iniziato la visione di “Il Trono di Spade“. E’ una serie realizzata dalla HBO e tratta dalla serie di romanzi “Cronache del ghiaccio e del fuoco” di George R. R. Martin.

Il logo di Game Of Thrones

La trovo molto affascinante. La crudezza nelle scene di combattimenti sul campo e sotto le coperte si sposano eccellentemente con una storia che ruota attorno il potere sui regni del Westeros e tutte le guerre, amori, vendette e tradimenti che vi ruotano attorno.
Da questo ne consegue un numero di personaggi tendente all’infinito che prima o poi sono destinati a lasciare lo spettacolo, nel 99% dei casi con la gola tagliata o con una spada nello stomaco. Ogni personaggio ha il suo scopo, la sua morale e tutto ciò che compie è in funzione di queste due, a meno di ordini dall’alto che ne possono ribaltare le azioni. Senza contare tutte le creature fantastiche (chi ha detto draghi e zombi?) e misteriose che minacciano i Sette Regni..!

Per darvi un minimo l’idea di chi popola questo mondo, ecco un breve spaccato sulle famiglie più importanti che dominano sui Sette Regni:

  • STARK
    Simbolo: lupo grigio. Motto: Winter is Coming
    I freddi uomini del Nord dal cuore d’oro. In questo folle corsa al potere, è l’unica famiglia che abbia un minimo di morale in quello che fa. Inevitabilmente finirete per fare il tifo per Eddard Stark e la sua famiglia. Inevitabilmente, se avete presente come girano queste storie, sapete già la fine che faranno.
  • LANNISTER
    Simbolo: leone dorato. Motto: Hear Me Roar!
    La famiglia più ricca di tutti i regni. Grazie ai soldi sono arrivati nelle sfere più alte del potere e hanno una marcia in più nelle guerre, ma all’interno è un vero puttanaio: fratelli fedifraghi, nani, figli malati di sangue e altre cose che non vi sto a dire per non rovinarvi tutto. Inevitabilmente finirete per odiare Tywin Lannister e la sua famiglia. O forse no.
  • BARATHEON
    Simbolo: cervo nero. Motto: Ours is the Fury
    All’inizio degli avventimenti sono al potere con Re Robert, mentre suo fratello Renly Baratheon fa parte del Concilio ristretto. E’ una famiglia ricca di contraddizioni, in cui gli appartenenti si assomigliano solo per l’aspetto e nemmeno un minimo per quanto riguarda i caratteri.
  • TARGARYEN
    Simbolo: drago a tre teste rosso. Motto: Fire and Blood
    Detronizzati da Robert Baratheon ed esiliati dal Westeros, i pochissimi eredi dei signori dei draghi meditano vendetta, ma soprattutto di tornare dove gli spetta, ovvero sul trono di spade. Riusciranno Viserys e Daenerys Targaryen, da terre molto lontane, a fare ritorno a casa e a riprendersi il potere?

loghi motti famiglie trono di spade
Spero siate riusciti a farvi un’idea di una parte dei personaggi che popolano questo mondo. Che personalmente ho conosciuto e apprezzato in un mese.
Per ora sono state messe in onda tre stagioni da dieci episodi ciascuna, con le riprese della quarta cominciate in questi giorni.
Siete curiosi di sapere chi ambisce al trono e chi, alla fine, vi ci siederà? Per scoprirlo dovrete solo cominciare a vederlo!

BONUS
Per chi avesse già visto le stagioni per ora trasmesse, o per chi è completamente noncurante dei possibili spoiler, ecco il riassunto in versione rap di tutte le trame coinvolte nella storia! Molto divertente, soprattutto azzeccatissimo come regalo per tuo figlio di 10 anni…

L’amore di un quartiere

Ormai l’amore per le squadre di calcio è smisurato, e la maglia è il simbolo con il quale essa viene rappresentata. Per cui vedere che quando viene presentata la nuova versione (per ovvie ragioni di marketing, una all’anno) c’è tanto lavoro e passione, fa certamente piacere.

Sicuramente c’è questo pensiero nella testa dei tifosi del St. Pauli. La squadra tedesca dell’omonimo quartiere di Amburgo, anche se si trova in Zweite Liga (la Serie B teutonica), ha un grosso seguito, e una frangia di ultras molto organizzati (anche se negli anni passati ritenuti tra i più pericolosi, data anche la vicinanza politica all’estrema destra). Il fornitore ufficiale delle loro maglie da gara è la Do You Football, che ormai da anni realizzano le loro maglie.

Per questa stagione la scelta è ricaduta su maglie che ricordano molto quelle da football americano: colletto a V, tinta unita e sulle maniche una striscia spessa con intorno altre due linee più sottili. Lo schema di colori per la maglia casalinga è marrone-marrone-rosso-bianco, mentre per quella da trasferta è marrone-bianco-marrone-rosso. Anche il font per nomi e numeri sul retro ricorda molto il football: squadrati e con un bordo spesso. Pantaloncini e calzettoni seguono lo schema delle divise.

Le maglie sono state mostrate al pubblico durante un evento allo shop ufficiale della squadra, nel mezzo del quartiere da cui prende il  nome. Tutti hanno potuto vedere in anteprima le maglie del St. Pauli, dai tifosi più sfegatati ai semplici curiosi. Ma la cosa che lascia davvero a bocca aperta è il video promo che annuncia la maglia.
Godetevi questo minuto veramente emozionante!

Haterproof

Spesso nel rap, quando c’è più di un cantante che canta una canzone, ogni rapper fa la sua strofa (perdonatemi, ma del gergo non sono ancora molto pratico). Di solito, più i rapper sono bravi, più la qualità del pezzo sale. Ma raramente due rapper intrecciano le loro rime e lo fanno davvero bene. Questa rarità è composta da il duo Gemitaiz + MadMan, coppia d’assi proveniente da Roma che con il loro mixtape Haterproof cala il poker.

Quindici tracce che danno grosso lustro alle rime dei due e alla tecnica, testi molto aggressivi come le basi che li accompagnano, dovute soprattutto alla collaborazione con DJ Harsh. Haterproof è uscito il 15 ottobre, potete ascoltarlo su Youtube e se vi garba acquistarlo scrivendo a haterproofmerch@gmail.com.
Per darvi un assaggio di quello che vi ho detto, qui sotto c’è il primo video realizzato, che è quello di Haterproof, canzone che dà il titolo al mixtape.

Bingo!

Quando ho scelto il pezzo da farvi ascoltare per l’articolo su Marracash e il suo ultimo album (“King del Rap“), ho pensato a quello che nel miglior modo potesse rappresentare tutto ciò che ha da raccontare il buon Fabio Rizzo all’interno del disco. Dato che è un album abbastanza variegato per quanto riguarda le tematiche, ho cercato quello che meglio sintetizzasse il tutto, quello che maggiormente coinvolgeva sia la storia personale che una panoramica generazionale di classe. E vedere che la mia scelta è stata quella giusta mi da soddisfazione.

Come faccio a saperlo? Perchè “Didinò” è diventato il secondo singolo estratto da “King del Rap“, corredato come di consueto dal video ufficiale. Video che potete vedervi qui sotto.

Cime di R-EP

Spuma Cru PhemilyDopo tanta attesa, questo lunedì è uscito “Cime di R-EP“, primo disco della Spuma Cru Phemily. Una raccolta di 15 tracce con un sacco di featuring (Julie, Skinny Bitch, Microfili Click, Morbo, Phoosa, Mr Dylom, Rigor Monkeez, Corte, Nerone, Ferro Giant). Tutta gente che probabilmente non conoscerete, ma fareste bene almeno a darle un ascolto perchè meritano l’impegno che ci mettono.

L’album è un bel concentrato di tutto quello che non troverete in un album di Marracash o Fabri Fibra: rime divertenti e ingegnose, temi quotidiani e mai troppo impegnati, produzioni che ti aprono con lo sventrapapere. Mi fa piacere conoscerli personalmente (non tutti i componenti anche fisicamente) e dato che mi sento sulla loro lunghezza d’onda, non mi dispiacerebbe affatto contribuire con Keen G, Room, Coka, DJ Ghostface e Porker Face nel loro viaggio musicale.

Per il free download del disco cliccate QUI, mentre sotto potete vedere il video che ha accompagnato l’uscita di “Cime di R-EP“, quello di “Non è musica ma estro“.

Starry future

Ellie GouldingE’ una delle migliori artiste emergenti e si sta facendo notare molto anche negli USA, dopo aver spopolato a casa sua, nel Regno Unito. Ellie Goulding, da 2 anni sulla scena, è ormai prossima al successo su scala mondiale.

L’approdo al grande pubblico è cominciato nel 2009, con la firma per la Polydor Records e l’uscita dell’EP “An Introduction to Ellie Goulding”. L’anno successivo il primo album, “Lights“, che raccoglie in Gran Bretagna i favori di pubblico e critica. Dall’album sono usciti i singoli “Under the Sheets“, “Starry Eyed“, “Guns and Horses” e “The Writer“, più la cover della famosissima “Your Song” di Elton John e “Lights“, uscite dopo la ripubblicazione del disco, rinominato “Bright Lights“, a cui sono state aggiunte 7 tracce.

I motivi per cui la apprezzo sono principalmente due: la musicalità delle canzoni, semplice e armoniosa, e la voce, con un accento britannico che si sposano alla perfezione con le tonalità della musica. Credo che potrà sfondare anche a livello mondiale, ha tutte le carte in regola per farcela e rimanere ad alti livelli. Molto probabilmente la aiuterà fare da apertura al prossimo tour di Katy Perry.
Questa qui sotto è “Lights“, l’ultimo singolo estratto dal suo album. Molto bella la canzone, ma molto godibili i vari remix che sono usciti insieme al singolo.